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Cultura

Gianni Gebbia in scena a Palazzo Riso con l’audiodramma

Ivan Scinardo

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Prosegue al Museo d’arte contemporanea Riso a Palermo la rassegna “Settembre al Riso” voluta dall’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana.
Mercoledi 22 settembre, dalle 20.45 serata nel segno del ricordo di Aurelio Pes: fine intellettuale, storico e drammaturgo, Pes è scomparso a inizio dicembre scorso, e sono state diverse le manifestazioni in campo per ricordarlo.
A completamento di un ciclo di tre eventi dedicato ad Aurelio – la messinscena di “Sette contro Tebe” nell’adattamento andato in scena al Teatro antico di Segesta e una giornata a lui dedicata a NaxosLegge – Palazzo Riso ospiterà l’ascolto, in prima assoluta, dell’audiodramma “Attis” costruito dal sassofonista e compositore Gianni Gebbia e nato da un’idea condivisa proprio con Aurelio Pes.
Si deve infatti proprio a Pes il testo di “Attis. Scene di sogni e di danze”, scritto nel 1985, dove viene rievocata la figura di Attis, divinità di origine frigia importata nella Roma Antica, un culto dalle origini oscure legato alla Grande Madre e contraddistinto da rituali con musiche stridenti e modalità sacrificali estreme che facevano parte dei Misteri.
Su questo testo, il compositore e sassofonista Gianni Gebbia ha lavorato durante la pandemia e il primo lockdown: ne è nato un audiodramma per sette voci recitanti, che sarà portato in scena mercoledì a Palazzo Riso. Musiche di Gebbia e videomapping a cura di Dario Denso Andriolo.
Ingresso gratuito nel rispetto delle norme anticovid. Posti limitati.
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Cultura

Regeni, anche i Ragazzi Sindaci si costituiscono

Giuseppe Adernò

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 Alla notizia dell’avvio del processo ai torturatori di Giulio Regeni  , i Ragazzi Sindaci, a firma del Coordinatore, preside Giuseppe Adernò, hanno scritto una lettera al Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, dichiarando di volersi costituire  “moralmente” parte civile nel processo a sostegno della verità e della giustizia.

Nella lettera viene illustrata la motivazione  di  vicinanza e di sentito coinvolgimento dei Ragazzi Sindaci  in considerazione del fatto che Giulio Regeni nel triennio 2001-2003 è stato Sindaco dei Ragazzi di Fiumicello, in provincia di Udine, e questa esperienza d’impegno civile l’ha formato a quella serietà e coerenza, che hanno caratterizzato il suo operare, fino alla tragica fine, come si evince dalle indagini della Procura di Roma.

Il racconto dei testimoni e le atroci torture subite dal giovane ricercatore suscitano sentimenti di rabbia e attivano il grande desiderio di giustizia e di verità.

Già dal 25 gennaio del 2016, quando si è appresa la notizia della morte di Giulio Regeni, i ragazzi del CCR dell’Istituto “Parini” con la guida delle professoresse Graziella Buscemi, e Loredana Raudino hanno fatto una ricerca su Giulio ed hanno preparato delle riflessioni e messaggi sull’impegno sociale di Giulio, maturato anche grazie all’esperienza  vissuta come  “Sindaco dei Ragazzi”, palestra di democrazia e di partecipazione attiva e responsabile nella costante ricerca del bene comune.

Il suo nome viene ricordato in tutti i convegni dei Consigli dei Ragazzi e nelle celebrazioni del 10 dicembre a ricordo della Dichiarazioni  universale dei Diritti dell’uomo,  Giulio viene presentato come modello da imitare.

I Ragazzi Sindaci, nel ricordo di Giulio,  si sentono coinvolti nella  lezione d’impegno civile da seguire,  e rinvolgono un messaggio di solidarietà e di vicinanza ai cari Genitori, che da cinque anni e otto mesi affrontano con ammirevole coraggio e forza il difficile cammino verso la verità

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Cultura

No green pass, il vaccino contro le violenze è l’istruzione

Giuseppe Adernò

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Sono sempre più convinto che l’ignoranza è la minaccia principale per il nostro futuro”. Così scrive Leonardo Becchetti, docente di Economia politica all’Università Tor Vergata di Roma affermando che “C’è una ricetta fondamentale cui dovremmo sempre più puntare, quella dell’istruzione obbligatoria fino a 18 anni”.

Questo dovrebbe voler  dire maggiori possibilità di trovare lavoro, redditi migliori, qualità e ricchezza di senso della vita, efficace benessere. Il rifiuto del vaccino è il rifiuto di fare qualcosa per la propria salute in forma preventiva prima di sentire su di sé le conseguenze di una malattia.

I fatti di Roma, le manifestazioni di violenza e di vandalismo alla sede della CGIL sono un segnale di grande disagio e di protesta alle azioni di Governo che hanno messo in ginocchio l’economia, il lavoro e lo sviluppo sociale.

L’on. Enrico Letta su Twitter ha scritto: “Vorrei lanciare un appello a tutti i professori d’Italia perché domani parlino ai ragazzi, ricordino loro cosa è successo qui, perché si abbia un momento di riflessione, in modo da capire la gravità enorme di quello che è successo”.

La scuola non può restare estranea ai fatti accaduti e come già alcuni anni fa, nel 2007 dopo gli scontri e le aggressioni allo stadio di Cibali, che hanno provocato la morte dell’ispettore Filippo Raciti, i ragazzi s’interrogano sul perché di tanta violenza.

La risposta pedagogica trova riscontro nello studio della Costituzione, in un’attiva ed efficace Educazione Civica, capace di promuovere veri apprendimenti che modificano il modo di pensare, di sentire e di agire.

Il messaggio del pedagogista e scrittore Mario Lodi «Si capisce bene cos’è una scuola quando la viviamo come se fosse il luogo dove si entra competitivi e, dopo aver lavorato e studiato insieme, si esce rispettosi degli altri e tolleranti » aiuta a riflettere e a meglio comprendere il valore del vivere sociale segnato dalla cultura del rispetto delle persone e delle cose, con particolare attenzione al bene comune.
La Costituzione italiana riconosce il diritto di manifestare liberamente non soltanto come forma di riunione, ma anche come forma di manifestazione del pensiero, perché l’art. 21. lo riconosce in maniera altrettanto ampia.

“I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi”. In questa riga dell’art.17 della nostra Costituzione, già presente nello Statuto Albertino, (art.32) c’è tutta la disciplina delle manifestazioni no vax di sabato e domenica a Roma ed è una regola dello Stato che va rispettata sempre.

 Nel tempo abbiamo assistito a manifestazioni anche sindacali e studentesche senza controlli e con infiltrazioni di gruppi estremisti, che hanno violato i principi e i valori della libertà.

Come ha scritto Alfonso Celotto, docente di Diritto Costituzionale Università Roma Tre, leggendo gli atti dell’Assemblea costituente, nella seduta dell’11 aprile 1947, il deputato calabrese Francesco Caroleo del Gruppo misto, chiese l’eliminazione dell’avverbio ‘pacificamente’, ritenendolo per una parte superfluo e d’altro lato eccessivo. Invece l’avverbio è stato mantenuto nel testo della Carta Costituzionale e costatiamo che non è stato adeguatamente rispettato e fatto rispettare.

Oltre a studiare la storia e conoscere bene la Costituzione, afferma il politologo e accademico italiano. Gianfranco Pasquino Professore Emerito di Scienza politica nell’Università di Bologna, occorre prevenire, reprimere e punire in maniera selettiva, puntuale, senza attenuanti.  I disordini, gli atti di vandalismo e di distruzione vanno, sempre condannati e puniti.  Questa resta una lezione di vita per gli studenti.

Giuseppe Adernò

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Cultura

No green pass, il vaccino contro le violenze è l’istruzione

Ivan Scinardo

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Sono sempre più convinto che l’ignoranza è la minaccia principale per il nostro futuro”. Così scrive Leonardo Becchetti, docente di Economia politica all’Università Tor Vergata di Roma affermando che “C’è una ricetta fondamentale cui dovremmo sempre più puntare, quella dell’istruzione obbligatoria fino a 18 anni”.

Questo dovrebbe voler  dire maggiori possibilità di trovare lavoro, redditi migliori, qualità e ricchezza di senso della vita, efficace benessere. Il rifiuto del vaccino è il rifiuto di fare qualcosa per la propria salute in forma preventiva prima di sentire su di sé le conseguenze di una malattia.

I fatti di Roma, le manifestazioni di violenza e di vandalismo alla sede della CGIL sono un segnale di grande disagio e di protesta alle azioni di Governo che hanno messo in ginocchio l’economia, il lavoro e lo sviluppo sociale.

L’on. Enrico Letta su Twitter ha scritto: “Vorrei lanciare un appello a tutti i professori d’Italia perché domani parlino ai ragazzi, ricordino loro cosa è successo qui, perché si abbia un momento di riflessione, in modo da capire la gravità enorme di quello che è successo”.

La scuola non può restare estranea ai fatti accaduti e come già alcuni anni fa, nel 2007 dopo gli scontri e le aggressioni allo stadio di Cibali, che hanno provocato la morte dell’ispettore Filippo Raciti, i ragazzi s’interrogano sul perché di tanta violenza.

La risposta pedagogica trova riscontro nello studio della Costituzione, in un’attiva ed efficace Educazione Civica, capace di promuovere veri apprendimenti che modificano il modo di pensare, di sentire e di agire.

Il messaggio del pedagogista e scrittore Mario Lodi «Si capisce bene cos’è una scuola quando la viviamo come se fosse il luogo dove si entra competitivi e, dopo aver lavorato e studiato insieme, si esce rispettosi degli altri e tolleranti » aiuta a riflettere e a meglio comprendere il valore del vivere sociale segnato dalla cultura del rispetto delle persone e delle cose, con particolare attenzione al bene comune.
La Costituzione italiana riconosce il diritto di manifestare liberamente non soltanto come forma di riunione, ma anche come forma di manifestazione del pensiero, perché l’art. 21. lo riconosce in maniera altrettanto ampia.

“I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi”. In questa riga dell’art.17 della nostra Costituzione, già presente nello Statuto Albertino, (art.32) c’è tutta la disciplina delle manifestazioni no vax di sabato e domenica a Roma ed è una regola dello Stato che va rispettata sempre.

 Nel tempo abbiamo assistito a manifestazioni anche sindacali e studentesche senza controlli e con infiltrazioni di gruppi estremisti, che hanno violato i principi e i valori della libertà.

Come ha scritto Alfonso Celotto, docente di Diritto Costituzionale Università Roma Tre, leggendo gli atti dell’Assemblea costituente, nella seduta dell’11 aprile 1947, il deputato calabrese Francesco Caroleo del Gruppo misto, chiese l’eliminazione dell’avverbio ‘pacificamente’, ritenendolo per una parte superfluo e d’altro lato eccessivo. Invece l’avverbio è stato mantenuto nel testo della Carta Costituzionale e costatiamo che non è stato adeguatamente rispettato e fatto rispettare.

Oltre a studiare la storia e conoscere bene la Costituzione, afferma il politologo e accademico italiano. Gianfranco Pasquino Professore Emerito di Scienza politica nell’Università di Bologna, occorre prevenire, reprimere e punire in maniera selettiva, puntuale, senza attenuanti.  I disordini, gli atti di vandalismo e di distruzione vanno, sempre condannati e puniti.  Questa resta una lezione di vita per gli studenti.

Giuseppe Adernò

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