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La giornata del 16 giugno a Taormina si è aperta al mattino con un evento speciale dedicato alla scuola di cinema per eccellenza, il Centro Sperimentale di Cinematografia. In occasione degli 80 anni del CSC il TaorminaFilmFest ha offerto l’occasione unica di portare sul grande schermo il talento di grandi registi del nostro cinema già dai loro primi lavori, proiettando i cortometraggi d’esordio di Francesca Archibugi con “La guerra appena finita” (1983), Salvatore Mereu con “Prima della fucilazione” (1997), Gabriele Muccino con “Cronaca fedele di un amore a lieto fine” (1991), Francesco Munzi con “Tre del mattino” (1995-1997), Costanza Quatriglio con “Il giorno che ho ucciso il mio amico soldato” (1999), e il laboratorio di Paolo Virzì “Provino di ammissione”.

Per Filmmaker in Sicilia è stato presentato il ritratto realizzato dai registi Leandro Picarella e Giovanni Rosa su uno dei protagonisti del XXI secolo per il suo attivismo della nonviolenza: il sociologo ed educatore italiano Danilo Dolci con “Dio delle zecche: storia di Danilo Dolci in Sicilia (Italia, 2014)”. Il documentario racconta la figura, la storia, le opere di Danilo Dolci, attraverso il viaggio che il figlio più giovane percorre dalla Svezia, Paese in cui è cresciuto, fino a Trappeto, un paesino all’epoca tra i più poveri della Sicilia a metà strada tra Palermo e Trapani dove Dolci si era trasferito e aveva iniziato le sue numerose battaglie.

Al termine della proiezione il regista Leandro Picarella, assieme al figlio di Danilo Dolci,  En Dolci e al Direttore della sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia, Ivan Scinardo, hanno incontrato il pubblico e gli studenti.

L’incontro con il regista Leandro Picarella dopo il suo Doc Film *Dio delle zecche*, alla presenza di Ivan Scinardo , Franco Montini e di Enne Dolci

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Ecco il servizio andato in onda alle 19.30 su Rai TgR Sicilia realizzato da Guglielmo Troina.

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Cinema

La “luce” del grande artista Nicola Scafidi”

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Il volume

E’ stato presentato nei giorni scorsi nel prestigioso salone del circolo canottieri Lauria di Mondello il libro” Set cinematografici siciliani” (Mohicani editore di Pietro Scaglione), curato dalla figlia di uno dei più importanti fotografi di scena italiani Nicola Scafidi.

Angela ha curato un volume che contiene le foto scattate da suo padre nei più importanti set allestiti nell’isola. Alla presentazione moderata dalla giornalista Claudia Mirto ho partecipato anch’io assieme ai colleghi Daniele Billitteri e Mimmo Rizzo.

Lo sguardo curioso e attento di Nicola Scafidi, fotoreporter e collaboratore del quotidiano palermitano “L’Ora”, restituisce momenti di vita delle maestranze e degli attori impegnati nella realizzazione di opere filmiche entrate nella storia del cinema: dal “Gattopardo” di Luchino Visconti alla trilogia sui misteri italiani di Francesco Rosi (“Salvatore Giuliano”, “Il Caso Mattei”, “Lucky Luciano”); da “Viva L’Italia” di Roberto Rossellini a “Il Viaggio” di Vittorio De Sica, da “Vulcano” di William Dieterle a “I racconti di Canterbury” di Pierpaolo Pasolini”; dal “Giorno della Civetta” di Damiano Damiani al “Mafioso” di Alberto Lattuada.

Un estratto

Ecco un estratto dal titolo: La “luce” del grande artista Nicola Scafidi” che ho voluto dare come contributo personale al libro

Le foto di scena di Nicola Scafidi, come vetrina di un film, che raccontano il complesso processo di immagine attorno al quale poi venivano costruiti i trailers e tutto il packaging, da intendersi chiaramente come impalcatura estetica. Scafidi ha lavorato tantissimo nella sua lunga carriera di fotografo di scena, incarnando un ruolo, che va sicuramente annoverato fra i mestieri più affascinanti e discreti del cinema. Gli scatti, rigorosamente in bianco e nero, rappresentano ancora oggi un punto di vista diverso che non si allontana mai dal set. Scafidi se ne stava spesso in penombra, quasi a diventare invisibile; non era illuminato dalla key light  che generalmente sta sempre puntata  sugli attori.   La passione per la fotografia di Nicola Scafidi, ereditata dal padre, non lo ha mai abbandonato; il lavoro certosino di ricostruzione e catalogazione che sta facendo la figlia Angela è un vero e proprio atto d’amore, per mantenere viva la memoria di un grande uomo che con i suoi migliaia di fotogrammi è da considerarsi a pieno titolo nella storia del nostro tempo. Il termine fotografia deriva dalla congiunzione di due parole greche: luce (φῶς, phṑs) e grafia (γραφή, graphḕ), ne deriva che fotografia significa “scrittura di luce”. Quest’opera è “Luce!”

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Cinema

Cittadinanza onoraria ai fratelli Taviani

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Il sindaco di Lipari Riccardo Gullo, dal palco della cerimonia finale che chiude la XVI edizione del SalinaDocFest, annuncerà alla piazza la nuova ordinanza congiunta dei quattro comuni eoliani che conferisce la “Cittadinanza Onoraria a Paolo Taviani e alla memoria di Vittorio Taviani”.

“Anche a nome di Vittorio, ringrazio gli eoliani e i loro sindaci per il generoso riconoscimento. – scrive Paolo Taviani da Roma al pubblico del festival – “Non vi aspettate parole solenni, dirò semplicemente che sono commosso. Anche perché questo ragazzo che legge, Sebastiano, è uno dei nostri nipoti, che sono sette come le isole Eolie, di cui ora siamo cittadini Vittorio ed io. Amo le coincidenze – e questa è proprio bella, carica di futuro. Vero ragazze e ragazzi?! E voi date una mano a chi cerca di impedire che questo mondo si distrugga, proteggete anche voi la bellezza delle nostre amate isole. Tanta bellezza.

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Cinema

Un Mondo sotto Social, I Soldi Spicci

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Dal 15 settembre al cinema.

Note di regia

Abbiamo 30 an ni, 1milione e mezzo di followers su Facebook, 600mila su Youtube e Instagram e mezzo milione su Tik Tok, i social sono il nostro pane quotidiano. Raccontiamo, da 10 anni, la nostra visione del mondo tramite linguaggio video. Abbiamo, letteralmente, visto nascere il mestiere dell’influencer e, forse, a modo nostro, lo siamo diventati anche noi. Proprio per questo nostro vivere e lavorare ci siamo posti delle domande: se noi oggi fossimo adolescenti, come sarebbe la nostra visione del mondo? Ci sentiremmo inadatti, a disagio o al contrario pieni di noi, patinati e sicuri? Avremmo l’ansia di essere popolari e costantemente accettati? Ma soprattutto come cresceranno i nostri figli in un mondo in cui il “seguire” qualcuno influenza imprescindibilmente la personalità? In “Un mondo sotto social” vogliamo raccontare il nostro tempo, vogliamo raccontare una storia che potrebbe accadere, con il sapore, però, di una favola moderna, vogliamo immaginare, per un’ora e mezza, cosa succederebbe se tutti seguissero un’influencer totalmente fuori dai canoni convenzionali.

Con l’avventura dei nostri protagonisti, Anna e Claudio, vogliamo raccontare, inoltre, come, attraverso la scoperta della propria unicità, si possa sopravvivere nel XXI secolo. Claudio, social media manager, crede che per poter diventare qualcuno bisogni andare via dalla propria terra, lui misura il livello di felicità personale con il termometro della popolarità. Deve scontrarsi, però, con un universo totalmente diverso da suo, quello di Anna, una donna pragmatica, un meccanico, un’outsider, fuori dal suo tempo, che ha le mani talmente tanto sporche di olio motore da non voler nemmeno lontanamente toccare un cellulare. Vivono insieme il capovolgimento delle loro stesse convinzioni fino ad amarsi per come sono realmente, senza filtri! È una storia che ci è venuta a cercare, perché noi non siamo dei giudicatori estranei, non siamo quelli del “Ai miei tempi era meglio”, noi siamo quelli che sui social ci vivono, ne siamo carnefici e spesso anche vittime, vogliamo raccontare quello che stiamo imparando, che i social, cioè, sono in grado di travolgerti, di farti dimenticare cosa realmente ti piace, di farti credere che l’approvazione degli altri sia necessaria … ma questo non succede se riusciamo a dominarli e a conviverci senza perdere la nostra unicità. Magari tra qualche anno, quando la consapevolezza dell’utilizzo dei social sarà più matura, ci guarderemo indietro e ci sentiremo fieri di essere stati dei pionieri di un nuovo, straordinario e inclusivo mezzo di comunicazione.

I Soldi Spicci

Guarda l’intervista a Radio In:

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In Tendenza