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Cultura

A Catania si abbatte il “Ciclone di ottobre”

Giuseppe Adernò

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Proposta di Educazione ambientale: ogni cittadino, “custode del Creato”, diventi “Guardia ambientale volontaria”. I condomìni deliberino gli interventi opportuni perché lo scarico delle grondaie non avvenga sui marciapiedi, ma sulla strada.

Guardando alla finestra la fitta e battente pioggia che per diverse ore ha incessantemente trasformato le strade in fiumi, le piazze in laghi, le scale in cascate, mille pensieri hanno seguito il vortice del vento, constatando la debolezza, la fragilità e l’impotenza dell’uomo, che spesso ha violentato la natura.

 Vedendo scorrere le immagini del violento temporale-ciclone mediterraneo che ha invaso l’ambulatorio del reparto di pediatria dell’Ospedale, l’aula magna della Facoltà di Agraria, che ha registrato quattro vittime, vien da chiedersi se ancora oggi è possibile morire a  causa della pioggia.

I filmati televisivi descrivono come in alcune località l’esondazione del fiume, il crollo dei parapetti dei ponti, ha determinato innumerevoli danni alle famiglie, alle case, all’agricoltura, al lavoro.

Il torrente, che l’uomo aveva trasformato in strada, costruendo anche capannoni e cantieri negli argini, è ora ritornato allo stato originario di corso d’acqua, riprendendo il disegno della conformazione naturalista del territorio che l’uomo ha violentato.

L’ambiente non si protegge con le parole, con i cortei, con le manifestazioni del bla bla, bensì adottando un comportamento di rispetto della natura, di valorizzazione, difese e custodia del creato.

La progettazione dei servizi comunali dovrebbe prevedere in tempo e con priorità gli interventi costanti e capillari di pulizia delle fogne, dei tombini, dei canali e delle fosse.

Nella costruzione delle case, palazzi, scivoli, garage, sono necessari prevedere le caditoie e i tubi di scarico dei tetti e delle terrazze non dovrebbero fermarsi sui marciapiedi, bensì sul fondo  stradale, consentendo così ai pedoni l’uso corretto dei marciapiedi.

Questo intervento dovrebbe essere predisposto dal Comune, ma sono ben note le difficoltà e le complessità burocratiche e sarà difficile che venga realizzato. Se, invece, viene deliberato dai singoli condòmini, come già realizzato da alcuni Condomìni, potrebbe essere considerato un gesto di civiltà, che rende ogni cittadino protagonista di un servizio al bene comune.

Pur costatando che la Regione siciliana sconta un grave ritardo organizzativo, non basta scaricare tutto sullo Stato, ogni cittadino ha il compito di fare la sua parte e apportare il proprio contributo, prevenendo i danni futuri, rispettando l’ambiente, l’ordine e la pulizia in ogni contesto.         Avere amore, conoscenza e cura della Città significa ”non aspettare che gli altri facciano quello che possiamo fare noi”.

Lo sviluppo sostenibile”, concetto-chiave presente nei trattati europei e cardine dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, è implicito nel riferimento alle future generazioni.

La tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, già esplicitata nell’articolo 117 della Costituzione, come uno degli ambiti di competenza legislativa esclusiva dello Stato, vengono rinforzati dalle puntuali precisazioni che costituiscono un segnale di maggiore consapevolezza nell’opinione pubblica, rendendola sempre più responsabile, come sostiene anche la Fondazione Sorella Natura, che promuove, come si legge nel decalogo della “Saggia ecologia “, una specifica azione di tutela e custodia del Creato: “Non inquinare l’aria, né l’acqua, né l’aria, né la terra. Esigi che la produzione ed il progresso avvengano secondo precise linee di sviluppo sostenibile”.

 Il clima sulla Terra è stato sempre in perenne mutazione per fattori naturali, ma, dalla rivoluzione industriale ad oggi, i fattori umani l’hanno velocizzato in maniera preoccupante ed il cambiamento climatico è giunto a livelli gravi per il futuro dell’umanità e dell’intero pianeta, come dimostrano gli eventi metereologici sempre più devastanti.

In questo quadro occorre garantire una valida Educazione ambientale, aspetto significativo dell’Educazione Civica, mettendo in atto una corretta informazione, capace di superare le manifestazioni di superficialità oggi molto frequenti.

E’ in discussione alla Camera l’integrazione dell’art. 9 della Costituzione, laddove si afferma che “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica” aggiungendo la formula: “Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.  La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali ”.

Il servizio che la Fondazione Sorella Natura offre, anche mediante i corsi di formazione delle Guardie Ambientali Volontarie (GAV) (3382204176) segreteria@sorellanatura.orgfondazionesorellanatura@pec.it –  www.sorellanatura.it),   è orientato, appunto, a mettere in azione tutti quei principi e valori che vanno proclamati nei tavoli istituzionali di Governo e di Parlamento europeo, e che non possono restare soltanto parole, auspici e buone intenzioni.

Giuseppe Adernò

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Cultura

Giulia D’Asta quinto sindaco dei Ragazzi dell’Istituto

Giuseppe Adernò

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Giuro di essere fedele alla Repubblica…. mi impegno a collaborare per  il bene della scuola, piccola città e per la crescita sociale e civile della comunità scolastica”

Recitando questa formula  con voce solenne, emozionata e consapevole, poggiando la mano sul testo della Costituzione, Giulia D’Asta, alunna della  classe quinta A, dell’Istituto “S. Maria della Mercede” di S. Agata Li Battiati  è diventata “sindaco” del  quinto Consiglio Comunale dei Ragazzi della “scuola piccola città”, progetto didattico promosso  e coordinato dal preside Giuseppe Adernò.

Alla presenza del Sindaco Nunzio Marco Rubino, dell’Assessore all’Istruzione, Fiorella Rosano,  della direttrice Lina Di Caro, delle maestre Marilena Indelicato e Antonella Menne, la cerimonia ha avuto luogo nella Sala consiliare del Comune con la partecipazione dei genitori e dei docenti delegati del Circolo Didattico , della Scuola Media Pluchinotta  e dell’Istituto “Grazia Deledda” di Catania.

I piccoli  “assessori e consiglieri”,  hanno recitato la formula di giuramento ed hanno presentato i loro programmi di iniziative e attività per rendere viva e dinamica la scuola, considerata una “piccola città”.

Nel discorso introduttivo le neo sindaco Giulia D’Asta ha citato la frase di Eleanor Roosevelt : “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei loro sogni” ed ha dichiarato che da cinque anni ha coltivato questo sogno, che ora diventa realtà.

Ha presentato la “squadra” degli assessori: Leonardo Cinardi alla Cultura, già autore del primo  giornalino d’Istituto “L’officina delle idee”; Salvo Tenerello allo Sport, promotore  di gare sportive e delle “mini olimpiadi”;  Elena Leanza alla solidarietà ha presentato una serie di iniziative che rendono i ragazzi protagonisti nella  realizzazione di manufatti che, messi in mostra nel mercatino, favoriscono benefici di solidarietà per i bisognosi; Giulia  Previti allo Spettacolo, ha scandito le fasi operative delle attività ricreative e culturali che la scuola propone; Luigi D’Arrigo all’Ambiente ha proposto la raccolta differenziata e la valorizzazione del verde dell’Istituto ed infine Gaetano Sarnataro , alla Salute e al benessere, ha enucleato le azioni in tempo di Covid per un efficace “star bene a scuola e nella società”

Il presidente del Consiglio, Pietro Ruggeri, dopo aver ricevuto dal Sindaco il campanello, ha illustrato i programmi della lista con il motto: ”Tutti insieme per una scuola migliore”. Sono stati eletti consiglieri: Giulia Giunta, Benedetta Gulizia, Davide Lombardo, Giorgia Petrillo, Maria Pia Sapienza, Davide Sanfilippo.

Avendo l’Istituto adottato come  tema didattico dell’anno  lo studio dei “Diritti e dei Doveri”  è stato introdotto nel CCR la figura dell’Ambasciatore dei Diritti e dei doveri,  compito  assegnato a Lorenzo Caruso, per  coordinare le attività in attuazione dei principi della “Carta dei Diritti del bambino”.

Nel saluto finale il Sindaco Rubino ha dato risposta alle richieste dei ragazzi facendo arrivare a scuola un contenitore per la raccolta delle pile e batterie da collocare all’ingresso della scuola, incentivando la cultura della raccolta differenziata.

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Cultura

Economia civile come umanesimo del mercato

Ivan Scinardo

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Presentato il libro di uno studioso, Antonio Di Natale.

Antonio Di Natale

I 6 gradi all’esterno non hanno scoraggiato i tanti ennesi ieri sera che si sono dati appuntamento a #Enna, alla sala Cerere per la presentazione di un volume innovativo, destinato a cambiare la visione del profitto di tante imprese in un’ottica di solidarietà diffusa. E’ ennese il professionista che ha scritto  un interessante libro dal titolo: “Economia civile, dal paradigma al buonsenso”; Antonio Di Natale, 25 anni di esperienza nel campo della pubblicità, svolta nel suo percorso professionale, qualche anno fa, quando si iscrive all’unica Scuola di economia civile, che ha sede a Loppiano Valdarno in Provincia di Firenze. A moderare un vivace quanto ricco di contenuti incontro,  dal taglio convegnistico, la   giornalista Mariangela Vacanti. Leggendo il manifesto che apre la missione della #SEC, si intuisce subito che le linee guida sono perfettamente coincidenti con la visione di tanti ricercatori, in testa #Zamagni e #Bruni, che rispondono già da tempo all’appello del Papa agli economisti riunitisi a Assisi. La scuola di economia civile insegna a guardare in modo nuovo l’uomo, il lavoro e l’ambiente. E’ una storia di persone che credono nell’impresa come luogo in cui si realizza pienamente la nostra umanità.

“L’economia civile, lo dice subito l’autore del libro, “è un percorso complesso e difficile; una sorta di cantiere sempre aperto”. Cita spesso uno dei padri fondatori, l’economista Stefano Zamagni a cui va il merito di aver riscoperto il valore e la modernità del pensiero di Genovesi e della Scuola italiana del Settecento. Ma cos’è esattamente l’economia civile? Lo spiega in parole semplici Antonio Di  Natale a una platea composta per lo più da studenti, guidati dal docente Vincenzo Di Natale che li aveva  sufficientemente preparati ai temi dell’incontro; “L’economia civile non è altro che un modo nuovo di pensare il sistema economico, che si sostiene grazie a tre paradigmi: la reciprocità, la gratuità e la fraternità. Concetti semplici che superano quella supremazia del profitto o del mero scambio strumentale che ha fatto la fortuna di tanti ricchi finanzieri. In sostanza rappresenta una possibile alternativa alla concezione capitalista del mercato. L’”homo oeconomicus” si deve sempre più nutrire di relazioni e fiducia, ecco perché l’attività economica ha sempre più bisogno di virtù civili, di tendere al bene comune più che alla ricerca di soddisfazioni individuali.

Era stato lo stesso papa Francesco a dire che: “Mai come in questo tempo sentiamo la necessità di giovani che sappiano, con lo studio e con la pratica, dimostrare che una economia diversa esiste. La pandemia non solamente ci ha rivelato le profonde disuguaglianze che infettano le nostre società: le ha anche amplificate. Dall’apparizione di un virus proveniente dal mondo animale, le nostre comunità hanno sofferto il grande aumento della disoccupazione, della povertà, delle disuguaglianze, della fame e dell’esclusione dall’assistenza sanitaria necessaria. Non ci dimentichiamo che alcuni pochi hanno approfittato della pandemia per arricchirsi e chiudersi nella propria realtà. Dobbiamo cercare nuove vie per rigenerare l’economia nell’epoca post-Covid-19 in modo che questa sia più giusta, sostenibile e solidale”.

Il pensiero del Santo Padre è stato ripreso dal prefattore del libro, il professor Paolo Rossi, conosciuto dall’autore proprio durante le lezioni alla scuola di economia civile. Consulente per la certificazione B Corp, è oggi responsabile dello sviluppo associativo delle ACLI Bresciane ed esperto sui temi dell’Innovazione Sociale per gli Enti del Terzo Settore. Il suo intervento incentrato sul passaggio fra economia reale e civile ha destato molta attenzione; ogni qualvolta un’impresa, un’organizzazione, un consumatore, una scelta individuale riesce a fare il “salto della gratuità” e suscitare rapporti di reciprocità, allora possiamo parlare di economia civile. Benessere, reciprocità e sostenibilità sono stati dunque i punti cardine della sua relazione.

Al tavolo dei relatori anche Vincenzo Di Natale, docente di materie economiche, psicologo cognitivo, ha parlato di comunicazione pubblica e in particolare di buone prassi, citando la Germania, dove il capitalismo è temperato da un’impronta sociale, che traduce la vicinanza a forme di solidarietà concreta, fondate sulla partecipazione e sull’associazione e che riducono il divario tra capitale e lavoro. Per i lavoratori tedeschi più tempo libero a disposizione e maggiore produzione.

Fra gli interventi anche quello di Giuseppe La Porta, nella qualità di consigliere comunale, ha portato le sue best practices da amministratore e ha parlato della validità del bilancio sociale.

Il presidente dell’Associazione Vita 21, Marco Milazzo, nella giornata internazionale delle persone con disabilità ha raccontato la sua straordinaria esperienza a partire dalla personale condizione, genitore di un bambino con la sindrome down e ha ricordato che i proventi del libro andranno proprio a favore dell’associazione, per portare avanti importanti progetti sociali.

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Cinema

Premio Ermanno Olmi – 3ª edizione La serata di premiazione

Ivan Scinardo

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La serata finale della terza edizione del Premio Ermanno Olmi, destinato a promuovere e valorizzare i cortometraggi di giovani registi, si svolgerà il 2 dicembre in Auditorium di Piazza Libertà a Bergamo a partire dalle 19.30.

Durante al serata saranno proiettate le 4 opere finaliste del concorso e la giuria, composta da Emanuela Martini (critico cinematografico), Annamaria Materazzini (Bergamo Film Meeting Onlus), Cecilia Valmarana (responsabile RaiMovie), Giuseppe Previtali (docente di cinema presso l’Università degli Studi di Bergamo) e Sara Luraschi (regista) assegnerà il Premio Ermanno Olmi e la menzione speciale all’opera più significativa che riflette sulla necessità di salvaguardare la Terra, tema oggi attualissimo e sempre caro al regista, che lo ha celebrato anche nel cortometraggio Il Pianeta che ci ospita, presentato in occasione di Expo 2015.

Alle 21.15 il Maestro Ermanno Olmi verrà omaggiato con la proiezione del film Il tempo si è fermato nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna, lungometraggio di esordio dell’allora ventottenne regista bergamasco costruito sui piccoli fatti quotidiani, sui gesti, i sorrisi, le mezze frasi, e sul difficile rapporto tra l’uomo e la montagna, e premiato nel 1959 con la Gondola d’oro alla X Mostra Internazionale del film documentario di Venezia.

I finalisti della terza edizione del Premio Ermanno Olmi

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In Tendenza