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Editoriali Famiglia Giovani

La strage silenziosa! Aumenta il numero di incidenti

Ivan Scinardo
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Quanti giovani muoiono ogni giorno sulle strade, lasciando un vuoto immenso alle famiglie? Troppi! Oltre ai messaggi di cordoglio e di dolore sui social impazzano post di rabbia e sgomento.

Ho vissuto indirettamente il dolore di un mio fraterno amico giornalista di Roma, che ha perso la figlia di 26 anni per un fatale e tragico incidente. Stava aspettando sul marciapiede un’amica alle 8 del mattino per andare a lavorare in un centro commerciale quando una ragazza della stessa età ubriaca e fatta di cocaina, ha perso il controllo della sua macchina andando a falciare la vita di Alina Marchetta.

“Non beveva, non fumava; al caffè preferiva le tisane, ha dichiarato disperato il padre Roberto al settimanale Panorama, che ha dedicato una importante inchiesta alle stragi delle strade”. L’investitrice è stata arrestata e rilasciata l’indomani e il giudice le ha pure dato la libertà di studiare. Il processo inizierà a giorni. “Nonostante la legge sull’omicidio stradale e l’inasprimento delle pene, ha dichiarato l’avvocato Andrea Tiburzi che difende la famiglia marcetta, sembra che l’effetto voluto non sia stato raggiunto”.

Le più recenti statistiche Istat rilevano un aumento del 25% per cento degli incidenti che coinvolgono ragazzi dai 15 ai 29 anni. Tra le categorie di vittime della strada in crescita, i pedoni, i ciclomotoristi  e gli occupanti di autocarri. Le cause vanno ricercate nell’utilizzo dello smartphone alla guida, distrazione e altri comportamenti sbagliati come la mancata precedenza o ancora la velocità troppo elevata.

I dati

Sulle strade urbane la prima causa di incidente è il mancato rispetto di precedenza o semafori (17%), seguito dalla guida distratta (14,9%); sulle strade extraurbane la guida distratta o andamento indeciso (20,1%), velocità troppo elevata (14%) e mancata distanza di sicurezza (13,8%). Ma poi, a fronte di tutti questi dati, manca la possibilità di avere numeri certi legati all’uso del cellulare, un reato di fatto impossibile da contestare. A noi non resta che rinnovare l’appello all’utilizzo delle cuffie  mentre si guida evitando di guardare o digitare lo schermo dei telefonini.

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