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Cultura

Non parlate in mio nome

Enrico Alagna

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Una riflessione che parte dal mare ma deve arrivare a noi

Ci stiamo lasciando convincere che i migranti sono i nemici da abbattere, quelli che minano fortemente gli equilibri interni del nostro Paese e della nostra Europa

Fratel Biagio Conte, il missionario italiano laico che ha dato vita alla “Missione di Speranza e Carità”, per cercare di rispondere alle drammatiche situazioni di povertà ed emarginazione della sua città natale, Palermo, decide di rimettersi in cammino perché sente di vivere l’esperienza di emigrante italiano che diventa immigrato nei paesi stranieri.

Attraverserà luoghi da sempre conosciuti per noi italiani come luoghi di emigrazione e di immigrazione: la Liguria, Milano, la Svizzera, la Germania, il Belgio.

Solo qualche mese fa, Fratel Biagio, ha terminato il suo lungo periodo di digiuno, una forma di protesta in un luogo simbolo della città, piazza Padre Pino Puglisi, ex Anita Garibaldi, dove abitava e dove venne ucciso dalla mafia il beato don Pino Puglisi, perché ha ritenuto una profonda ingiustizia un decreto espulsivo pervenuto al giovane Paul Yaw, idraulico e tuttofare della Missione di Speranza e Carità, ormai in Italia da più di 10 anni.

Paul Yaw ha vinto. E con lui Biagio Conte, la Missione Speranza e carità e tutta la città che non ha mai mollato la battaglia per fare ottenere all’idraulico ghanese il permesso di soggiorno.

La Terza Sezione del Tar di Palermo, con un’ordinanza collegiale, ha infatti confermato il decreto del 14 maggio, accogliendo la richiesta di sospensione del provvedimento di archiviazione della domanda di permesso di soggiorno emesso in danno di Paul Yaw. Il Tar, ancora una volta, ha evidenziato la sussistenza di un danno grave e irreparabile per il migrante e ha sospeso così il diniego di permesso di soggiorno.

La Missione ha poi continuato il servizio a favore degli ultimi, per i tanti Paul che vivono emarginati ed esclusi, anche perché vittime di una burocrazia sfiancante che penalizza e condanna la dignità delle persone.

La grande solidarietà che ha travolto la Missione di Fratel Biagio dovrebbe indurci a una riflessione comune sulla necessità di un forte e trasversale intervento legislativo a tutela dei diritti umani dei migranti, soprattutto dei tanti Paul, che vivono onestamente e integrati, introducendo meccanismi di regolarizzazione permanente, in presenza di idonei requisiti.

Nella serata dello scorso lunedì 8 luglio, Fratel Biagio ha lasciato Palermo imbarcandosi nel traghetto Palermo Genova. Sente di vivere l’esperienza di emigrante italiano, attraverserà luoghi come la Svizzera, la Germania, il Belgio, i cui confini, nei decenni scorsi, sono stati sempre terra di passaggio per una moltitudine di popoli di diversa etnia, razza e religione.

Prima di partire ha lasciato uno scritto che legge in questo video. Ed anche io, come Fratel Biagio mi appello ai tanti amici attivisti, ai tanti politici a ciascun livello, consiglieri, parlamentari, europarlamentari: con alcuni di voi ho condiviso ideali, progetti, battaglie.

Ora, non vi nascondo che faccio fatica a comprendere alcuni vostri commenti, alcune vostre affermazioni, alcuni vostri silenzi, alcuni vostri imbarazzi.

Dinanzi la soddisfazione di Matteo Salvini, contento di aver cacciato qualche mese fa 393 immigrati intercettati dalla guardia costiera libica e di averli rispediti in Libia, contento di aver ostacolato l’attracco delle ONG, al porto di Lampedusa, per settimane e dinanzi le parole di Luigi Di Maio che chiede all’Olanda, alla Francia e agli altri stati europei di farsi carico dei migranti salvati da Sea Watch, Mediterranea, Open Arms, vedo molti di voi annaspare, tacere imbarazzati, oppure ripetere come un mantra “ma prima era peggio”.

Sapete benissimo che se prima i Governi hanno fatto del male, questo non giustifica che questo governo stia facendo errori che ci riportano indietro nel tempo. Esistono leggi giuste e meno giuste. I militanti della memoria ricorderanno gli effetti che i provvedimenti varati dalla Germania nazista, negli anni Trenta e Quaranta del Novecento, hanno avuto sul mondo intero.

Erano leggi di uno Stato ma leggi ingiuste, inumane, utilizzati, nel pieno regime nazionalsocialista, principalmente contro gli Ebrei, e in parte verso popolazioni non stanziali come Rom, Sinti, Jenisch.

Ribelliamoci a questa politica disumana nelle sedi opportune. Riapriamo i porti e accogliamo i migranti, poi magari operiamo meglio per la creazione dei corridoi umanitari. Ma non obblighiamo le ong a giungere in Francia o in Olanda via mare; le condizioni meteorologiche, non sempre favorevoli, potrebbero mettere in serio pericolo la vita di questi fratelli, esseri umani, con la sola colpa di essere cresciuti in stati, ancora oggi, disgraziatissimi.

Ci stiamo lasciando convincere che gli immigrati sono i nemici da abbattere, quelli che minano fortemente gli equilibri interni del nostro Paese e della nostra Europa.

Ci pensa la Guardia costiera libica a salvare i naufraghi” rassicura Salvini. Ma quanto affidamento si può fare su una Guardia costiera che nulla ha da obiettare sul trattamento inumano che queste persone ricevono nei campi d’accoglienza in Libia, a poche decine di metri da dove si imbarcano per l’Europa.

Quanto affidamento si può fare su una Guardia costiera indagata dalla Corte dell’Aja per crimini contro l’umanità a danno dei migranti;

Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) sono più di diecimila i migranti rinchiusi in 20 centri di detenzione sovraffollati e in condizioni estreme. Sono tutti migranti salvati in mare o bloccati, prima di salpare, dalla Guardia costiera libica e a ogni salvataggio le carceri traboccano. Questo ci sembra umano?

Respingere donne incinte e minorenni, chiudere i porti si prefigura come una violazione del testo unico sull’immigrazione e della Convenzione europea sui diritti dell’uomo. Stiamo violando le norme. Stiamo violando i principi del Diritto Internazionale Umanitario, stiamo diventando dei mostri.

“Ma l’Europa si comporta anche peggio di noi!” e su questo avete ragione. I leader europei continuano a rimpallarsi i migranti come fossero fastidiose zecche, impegnandosi in “accordi” tutti tesi ai respingimenti.

Negli ultimi anni l’Europa, con i nostri soldi, ha speso centinaia di milioni di euro per dotarsi di droni, visori notturni, barriere, muri, programmi di ricerca per tenere lontani i migranti, non facendo altro che aumentare il traffico di esseri umani, la criminalità e l’insicurezza.

Con molti meno soldi e molta più umanità si sarebbero potuti aprire corridoi umanitari, costruire ponti umanitari, permettere la libera circolazione dei migranti, si sarebbe tolta linfa alle mafie e ai trafficanti e con opportuni programmi di accoglienza si sarebbe permessa una positiva integrazione.

Aiutiamoli a casa loro!” altro chiodo fisso. D’accordissimo, quindi smettiamo di vendere armi ai loro dittatori, di sfruttare la loro manodopera, le loro miniere; voi scienziati in tema di immigrazione avrete sentito il trattamento che la Francia e la Cina riservano ai minatori del Congo.

E infine ricordiamoci che per aiutarli a casa loro dobbiamo cambiar vita a casa nostra, facendo a meno di un po’ del nostro benessere.

Non esiste alcuna emergenza, alcun massiccio flusso migratorio che possa, neanche e lontanamente, giustificare il comportamento – inaccettabile – del governo italiano.

Le ONG in mare hanno svolto e continuano a svolgere un’attività importantissima, di grandissimo valore umano, quelle stesse ONG che dopo anni di inchieste e insinuazioni, risultano pulite, senza nessun indagato.

Mi dissocio dalle prese di posizione dei nostri politici. Il vostro modo sprezzante di parlare di persone, come se fossero cose, non è accettabile. Non parlate in mio nome.

Cultura

 Piano Tavola (Ct) Rinnovo del Consiglio dei Ragazzi

Ivan Scinardo

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 Piano Tavola Rinnovo del Consiglio dei Ragazzi, eletto l’Assessore al bullismo

Il seme messo a dimora durante la Settimana della legalità, promosso dall’Amministrazione comunale di Belpasso ha dato i suoi primi frutti,  istituendo nel nuovo Consiglio Comunale dei Ragazzi di Piano Tavola la delega di assessore al bullismo, assegnata a Salvo Anello  della classe seconda media

Salvo Anello (Assessore al bullismo)

Visibilmente emozionati i ragazzi assessori e consiglieri hanno recitato la formula del giuramento che li impegna a “collaborare per il bene della scuola, piccola città e per la crescita sociale e civile della Comunità scolastica”.

La “giunta del CCR” è composta da: Alice Cantale, vice sindaco ;  Cristiano Coco, assessore allo Sport; Antonino Travagliante, assessore alla cultura; Angelo Giusto, assessore all’ambiente e Salvo Anello, assessore al bullismo. Presidente del Consiglio, con il maggior numero di voti è stata eletta Angela Marano, la quale ha ricevuto dal Sindaco il campanello di rito.

Giovanni Strozzi ha elencato le attività svolte nel corso del suo mandato, le manifestazioni e le occasioni di crescita formativa.  Anche durante al lockdown  il CCR ha promosso iniziative  tramite collegamenti in video.

Aurora Vassallo (Sindaco della ripartenza)

La scuola di Piano Tavola, aderendo al progetto didattico del Parlamento Internazionale della legalità, da alcuni anni ha attivato l’Ambasciata della Fratellanza e la neo eletta “ambasciatrice”, Noemi Salinaro, già vice sindaco nel consiglio uscente, citando “il sogno” di Luther king, ha messo in evidenza gli impegni valoriali ai quali indirizzare i progetti della scuola verso una concreta e attiva cultura di fratellanza che diventa solidarietà, rispetto reciproco, crescita sociale e culturale.

I ringraziamenti del Preside

Nel ringraziare le docenti referenti del progetto:  Pinella Scuderi e Maria Rosa Falà, il preside Giuseppe Adernò, coordinatore dei CCR ha consegnato ai ragazzi neo eletti il messaggio del “CPS – Cultura, Partecipazione, Servizio”.  La cerimonia del giuramento, come ha detto il Sindaco, sollecita tutti affinché  “Giorno per giorno, attimo per attimo,  ci si sforzi ad  essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo”

Il CCR di Piano Tavola al Comune di Belpasso

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Cultura

Anche Catania ha il suo albero dedicato a Giovanni Falcone

Ivan Scinardo

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Anche Catania ha un albero dedicato alla memoria del giudice Giovanni Falcone, in via Monfalcone, angolo via Pola. L’iniziativa è stata promossa  dall’imprenditrice Mariella Gennarino, Cavaliere della Repubblica , già alcuni anno fa.

La ricorrenza in ricordo del 29^ anniversario  della strage di Capaci  (23 maggio 1992 )  ha coinvolto gli studenti delle scuole del territorio.

I bambini dell’Istituto “G. Verga” hanno esposto disegni e messaggi sulla legalità con originali e spontanei pensieri, segno di una cultura della legalità che si radica nelle menti dei piccoli

I ragazzi del Malerba

I ragazzi dell’Istituto “Malerba- Leopardi” ad indirizzo musicale hanno eseguito con la classe dei flauti e violini l’inno di Mameli, una canzone di Franco Battiato e l’armonia de “La vita è bella”, con la guida  dai maestri Erminia Belfiore ed Ercole Tringali.

Alla cerimonia, hanno partecipato il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, l’assessore alla cultura Barbara Mirabella, le dirigenti delle scuole: Agata Pappalardo e Rossella Miraldi , il presidente dell’ Associazione  Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica, Giuseppe Adernò e il cav. Giuseppe Frezza,  il presidente del comitato festeggiamenti di Sant’Agata, Riccardo Tomasello

L’attrice Ester Pantano

L’attrice catanese Ester Pantano, astro nascente del cinema e della televisione, ha letto un brano che definisce Giovanni Falcone un’anomalia palermitana, convinto che la mafia non corrisponde all’identità del popolo siciliano e “come tutte le organizzazioni umane ha un principio e avrà una fine”.

Il messaggio di Falcone

Il messaggio di Falcone: “Gli uomini passano, ma le idee restano e camminano sulle gambe di altri uomini” inciso su una targa, diventa un monito costante dell’albero Falcone per la città di Catania.

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Cultura

Raccontare Sciascia, il libro di Campanella e Piscopo

Ivan Scinardo

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Il libro “Raccontare Sciascia” inedito e originale nel centario dalla nascita dello scrittore agrigentino

Un maestro con oltre 40 anni di attività didattica a favore dei più piccoli e un insegnante di lettere al liceo, accomunati dalle stesse origini,  hanno da poco pubblicato un  interessante saggio dal titolo: “Raccontare Sciascia”. 144 pagine, con l’introduzione dotta dello scrittore e giornalista Salvatore Ferlita, le splendide fotografie di Angelo Pitrone, accompagnano il lettore in un viaggio immersivo. Tante le pubblicazioni nel centenario della nascita di Leonardo Sciascia, ma questo libro, scritto con un linguaggio semplice e nello stesso tempo incisivo ha un’alta finalità pedagogica, in perfetta simbiosi con la formazione dei due autori. Gli autori lo scrivono chiaramente nella premessa che per “mantenere e alimentare il primato della scuola, dobbiamo educare i ragazzi a porre domande, a coltivare dubbi e curiosità, a studiare il passato per progettare un futuro migliore”.

Angelo Campanella e Giuseppe Maurizio Piscopo (nella foto), da sempre affascinati dal pensiero di uno dei più grandi intellettuali del novecento, hanno scritto a quattro mani questo volume con l’amore e la passione che ci può mettere una coppia di musicisti nel suonare insieme un pianoforte.

Il contesto storico

Sfogliando le prime pagine il  lettore è come se iniziasse un viaggio alla scoperta delle origini dello scrittore agrigentino, ne conosce il contesto attraverso i grandi temi come la mafia, la giustizia, la scuola, il cinema, il teatro e tanto altro che rientra nell’immensa produzione letteraria sciasciana.

I contributi di Lombardo e Nicastro

Campanella e Piscopo hanno raccolto spunti inediti, intervistando Giacomo Lombardo e Franco Nicastro; il primo fu uno degli alunni di Sciascia a Racalmuto nell’anno scolastico 1949/50, l’altro, affermato giornalista,  vicedirettore dello storico quotidiano “L’ora”, dichiara: “a Sciascia fu affidato un compito che ormai oggi si è perso nelle pratiche quotidiane  dei giornali, quello di portare la cultura in prima pagina”.

Sciascia e il cinema

Particolarmente interessante il capitolo dedicato al cinema; se è vero che la letteratura ha avuto da sempre un primato rispetto alla settima arte, perché  veniva identificata come la cultura, cioè la miglior forma di rappresentazione della coscienza di sé, dell’uomo e della società, dall’altro il cinema ha dovuto faticare non poco, in quel periodo, combinando  suono e immagini, come ci ricordava lo storico del cinema Lino Miccichè per stare al passo con la scrittura drammaturgica. Gli autori mettono in parallelo Sciascia con Tornatore, stessa passione per il grande schermo e amore per le storie tipiche del neorealismo. Bellissima la citazione riportata: “Ai registi che traggono dei film da alcuni miei libri, mi viene da dire: ma perché fate una sceneggiatura, non vedete che il libro è già sceneggiato?”

Le fotografie di Angelo Pitrone

L’inserto in bianco e nero delle foto di Pitrone arricchisce questa perla libraria e nelle pagine finali lo spartito e il qr code con una landing page su Youtube, rimandano all’ascolto in cuffia del “Tema di Regalpetra”, composizione inedita alla fisarmonica del maestro Piscopo   che, come in un film, accompagna il lettore a immaginare la sua personalissima colonna sonora.

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