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L’olio sulle ferite

C’è un quadro, di Vincent Van Gogh, del 1890, dal titolo “Il buon samaritano”, in cui è notevole la capacità dell’artista di svelare le proprie emozioni; lui che aveva dato tanto agli altri, durante il periodo in cui era stato predicatore e si era fatto vicino a contadini e minatori, quando dipinge quest’opera vive una fase difficile della sua malattia, durante la quale si sente solo e abbandonato come l’uomo ferito descritto dalla parabola. L’immagine di questo quadro accompagna la lettura di un libro, “L’olio sulle ferite”, scritto da Livio Melina; una raccolta di interventi che si sono succeduti durante il Congresso Internazionale, promosso dal Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” per Studi su Matrimonio e Famiglia. Il lettore, prima di affrontare la lettura del testo, viene invitato a porsi nell’atteggiamento di chi “deve trovare modi concreti  per sviluppare una risposta pastorale più efficace per coloro che soffrono: una risposta  che permetta di alleggerirne il dolore e guarirle attraverso  il ministero della Chiesa e di tutti gli uomini di buona volontà”. I vari contributi, raccolti nel libro, illustrano le rovine che portano il divorzio e l’aborto  non solo nella sfera privata, ma anche in quella sociale, aspetti alcuni noti altri meno, ma sui quali il credente deve interrogarsi perché questi due fenomeni, dilaganti ed ambigui a causa della propaganda, neanche tanto subdola, portata avanti da tutte le  fonti di informazione, stanno interessando anche le famiglie apparentemente di più stretta osservanza, come esemplificato anche in alcuni degli scritti. Gli spunti del testo, hanno dato vita al manifesto di un importante convegno, organizzato dall’Unione Giuristi Cattolici di Piacenza, dal titolo emblematico: “La crisi della famiglia, la filiazione capovolta”, “Nello sfascio della famiglia, spiegano gli organizzatori, in tutte le forme in cui oggi si manifesta, la responsabilità della unità dei genitori, di cui i figli hanno necessità vitale, si rovescia sui figli, in una filiazione invertita, o capovolta, che li “adultizza”, li priva della infanzia, li responsabilizza delle colpe degli adulti, che, per un singolare meccanismo psicologico, essi ascrivono a se stessi”. Ci sarebbero tanti argomenti da approfondire nel merito ma intanto la lettura di questo testo aiuterebbe a comprendere molte dinamiche della coppia moderna.

Di Ivan Scinardo

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