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Cinema

Nicola Piovani chiude la 2^ ediz. del BarbaBlùfest

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Al montaggio il pianoforte diventa una macchina da scrivere

“Al montaggio il pianoforte diventa una macchina da scrivere per immaginare le scene prima che avvengano. Le note a margine sono quegli appunti musicali che si usano quando si inizia a lavorare per un film: le idee del regista che il compositore interpreta e segna sullo spartito”. Nicola Piovani ieri sera ha proposto proprio queste “Note” rendendo unico il suo concerto tra le pietre di Morgantina: accompagnato da Marina Cesari al sax e Marco Loddo al contrabbasso, il compositore e pianista ha miscelato aneddoti e musiche in un tutto sapiente, molto applaudito.

Sold out di pubblico

Tantissimo pubblico e un altro sold out che permette di chiudere la seconda edizione del  Barbablù festival con un bilancio di tremila spettatori, bissando di fatto il successo dello scorso anno. Un cartellone composito che ha unico teatro classico, commedia d’autore, narrazione musicale, pop e canzone italiana, schierando artisti come Piovani, appunto, Mogol, Sergio Rubini, Giuseppe Pambieri, Adriano Giannini, Viola Graziosi, Lucia Sardo, Roy Paci, Kaballà, Salvo Piparo e Lello Analfino. E si pensa già alla prossima estate.  Fortemente voluto dall’assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Alberto Samonà, il BarbablùFest si è svolto nel parco archeologico di Villa del Casale e Morgantina diretto da Liborio Calascibetta.

Entusiasti gli organizzatori

  BarbablùFest è la risposta definitiva per immaginare piccioli, ricchezza, produzione attraverso arte, musica e spettacolo,  – interviene l’ideatore del festival, Pietrangelo Buttafuocoin un luogo meraviglioso come è Morgantina, il parco archeologico dell’entroterra che racconta la Sicilia mai vista, quella fatta del mare di solo grano

Un bilancio positivo soprattutto per la qualità per il direttore artistico Giuseppe DipasqualeGli spettacoli scelti sono stati apprezzati moltissimo, la gente ha seguito sia la musica che il teatro. BarbablùFest si proietta verso la terza edizione”. Tremila spettatori in dieci serate. “In un posto al centro della Sicilia dove è tutto più difficile, siamo riusciti a rinvigorire l’indotto e l’economia di questo sito. E questo ci fa ben sperare per la terza edizione” dice Andrea Peria che con Terzo Millennio ha prodotto il festival.

 Fonte: Uff. Stampa Simonetta Trovato

 

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Cinema

La stranezza è il film dell’anno

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Un film oltre i generi, di raffinata eleganza e di assoluto divertimento. Dai Giornalisti Cinematografici Italiani i Nastri d’Argento per il regista Roberto Andò, per gli sceneggiatori Massimo Gaudioso e Ugo Chiti, per i produttori Angelo Barbagallo (Bibi Film) e Attilio De Razza (Tramp LTD), con Giampaolo Letta (Medusa) e con Paolo Del Brocco (Rai Cinema) e per un trio di interpreti eccezionali com Salvo Ficarra, Valentino Picone e Toni Servillo

Uno speciale apprezzamento ‘collettivo’ andrà anche alla squadra artistica e tecnica di altissima qualità di un film che ha siglato un grande ritorno in sala del cinema italiano parlando di cultura e di grande teatro in un racconto originale e colto che ha aperto alla commedia la strada di una creatività inedita

La notizia dà ufficialmente il via ai Nastri d’Argento 2023 che annunciano martedì prossimo 31 Gennaio le prime scelte per i Documentari e, dopo i premi ai cortometraggi, si concluderanno a Giugno con la consegna dei Nastri d’Argento per il Cinema anticipati dalla terza edizione dedicata alle Grandi Serie.

Roma, 27 Gennaio –   a e di novità oltre il verdetto che annualmente premia i migliori film usciti in sala attraverso il voto di oltre cento giornalisti che selezionano i film, i protagonisti e più grandi talenti artistici e tecnici.

È un Premio di eccellenza che va oltre le candidature e segnala quest’anno il film che ha segnato una vera e propria svolta non solo nel rapporto col pubblico ma anche con la sua inedita creatività, premiando il regista Roberto Andò anche sceneggiatore con Massimo Gaudioso e Ugo Chiti, i produttori Angelo Barbagallo (Bibi Film) e Attilio De Razza (Tramp LTD) con Giampaolo Letta (Medusa) e Paolo Del Brocco (Rai Cinema). Con loro, naturalmente, Nastri d’Argento per i tre eccezionali interpreti molto amati dal pubblico come Salvo Ficarra, Valentino Picone e Toni Servillo, un trio sorprendente che ha davvero conquistato l’affetto e gli applausi delle platee cinematografiche oltre ogni previsione.  

La consegna dei Nastri d’Argento è prevista, come ogni anno, alla fine di Giugno quando sarà premiata con un riconoscimento speciale anche la creatività della squadra di talento che ha lavorato, nel segno della qualità, per un grande risultato collettivo.

Come si legge nella  motivazione  del Direttivo Nazionale dei Nastri d’ArgentoLa stranezza è un film che, giocando con intelligenza sui tasti dell’intrattenimento popolare e della cultura più alta, ha saputo aprire una nuova strada anche alla commedia, da sempre regina del box office, ma finalmente capace di conquistare il pubblico con la rilettura cinematografica di un metateatro squisitamente pirandelliano in cui irrompe con eleganza la spontaneità di una comicità irresistibile”.

E aggiunge a nome del Direttivo la Presidente, Laura Delli Colli  “Un premio che sottolinea anche la brillante capacità del cinema italiano che ha lavorato in sinergia superando ogni concorrenza nella formula produttiva nell’unione di Bibi Film e Tramp LTD con Medusa Film e Rai Cinema, in collaborazione con Prime Video. Un progetto forte che ha finalmente richiamato il grande pubblico in sala segnando una svolta, non solo nella commedia, con un’idea colta e straordinariamente originale”.

I NASTRI d’ARGENTO

Premio di interesse culturale nazionale alla 77.ma edizione,

sono una produzione del SNGCI Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani

realizzata con il sostegno del MiC  Ministero della Cultura – Direzione Generale per il Cinema

e con il supporto di partner istituzionali e sponsor privati 

Ufficio Stampa

Giulia Martinez – Antonio Naselli

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Cinema

Tra le onde, il film di Marco Amenta

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Tra le onde, un film introspettivo, riflessione moderna di tragedie umane

Definirlo un road movie il film: “Tra le onde”, l’ultimo lavoro del regista palermitano Marco Amenta, è riduttivo; è un viaggio un pò onirico e un pò surreale;  è stato molto apprezzato dal pubblico della 44^ edizione del festival internazionale di narrativa e cinema Efebo D’oro.

Il regista era stato annunciato in sala, ma sta girando in Sardegna “Anna”, una storia che parla di una donna forte che lotta per la sua terra. Il progetto ha vinto i bandi Eurimages e Media Single project. Incontriamo Marco Amenta su skype e ci facciamo raccontare il suo 2° lungometraggio di finzione; è uno dei quei film che purtroppo, a causa della pandemia, non sono potuti andare in sala ma che è stato in concorso al Bif&st – Bari International FF e al RIFF.

I protagonisti Vincenzo Amato, lo abbiamo apprezzato in passato in Respiro e Nuovomondo di Crialese e Sveva Alviti la rivelazione di Dalidà, il biopic di Lisa Azuelos del 2016 , che l’ha resa famosa.

Sono loro ad attraversare terra e mare, con due isole in mezzo, e compiere un complesso lavoro introspettivo alla ricerca di se stessi. Al festival di Bari i critici hanno ingabbiato il film nel genere “noir – melò”, ma Amenta ama definirlo una favola nera. Il buio è una costante del viaggio che si snoda sempre di notte, con i due personaggi, a volte misteriosi a volte nostalgici di un passato che non potrà mai più tornare.  Amato è Salvo, un ex pescatore che un giorno trova in mare il corpo di un migrante annegato; decide così di comunicare la notizia alla moglie, iniziando un viaggio con Lea (Sveva Alviti), suo grande amore del passato.  La cifra stilistica del film la racconta Marco Amenta nella sua sinossi:

Tra le onde è un racconto enigmatico che si muove, tra atmosfere sospese, su diverse linee temporali. Un viaggio che porterà i due protagonisti a dover affrontare, una volta per tutte, i fantasmi del loro passato. Un film profondamente umano, dove tutto sembra rinviare a qualcosa di non detto e di allucinatorio. Così nel corso della storia siamo portati a chiederci cosa sia reale e cosa sia un inganno dell’inconscio, alternando thriller e love story in una notte che sembra non avere fine”. Gli esordi da freelance come fotoreporter, poi i documentari, strada maestra per giungere ai film di finzione, con al centro sempre storie vere.

Tra le onde ha permesso ad Amenta di raccontare attraverso il cinema, il mondo interiore delle persone. “Quello che Salvo compie è un gesto di pietas, di umanità. In fondo è ciò che vuole fare Antigone nella tragedia greca: seppellire il fratello. Tutti noi abbiamo un dovere morale: dare sepoltura a questi uomini e donne che muoiono nel Mediterraneo e che quasi sempre non possono essere pianti dai loro cari o addirittura non vengono mai ritrovati perché dispersi in mare”.

Il regista ha voluto così raccontare due storie d’amore parallele, quello dei protagonisti e quello del migrante che muore fra le braccia del pescatore a cui consegna un biglietto da portare alla moglie. Amenta ci tiene a precisa che non è un film di denuncia o dalla forte impronta sociale. La fotografia nel film è da capolavoro; lo conferma lo stesso regista che ha voluto costruire ambientazioni e atmosfere surreali che solo il grande schermo può restituire alla visione. Grande sostenitore dei film in sala e non in tv, Amenta ha puntato molto anche alla colonna sonora. Il cinema è immagine e suono.

 

 

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Cinema

Los zuluagas vince Visioni doc di Documentaria

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A pochi giorni dalla chiusura della settima edizione del festival Documentaria, la vincitrice del migliore documentario, sezione Visioni doc Italiapè Falvia Montini  con l’opera prima Los Zuluagas. Questa la motivazione della giuria: “Per aver sviluppato magistralmente la storia di una famiglia unica ma dai tratti universali, che parla di radici da riscoprire e ferite ancora aperte, combinando sapientemente filmati d’archivio e immagini recenti grazie ad una regia in grado di cedere il passo al protagonista del documentario”.

 

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