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Cultura

Il Festival dei Cinque Sensi, a Bisacquino

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Dal cinema di Frank Capra alle feste religiose, dalle botteghe artigiane ai sentieri naturalistici dei Monti Sicani: tutto racconta un viaggio da vivere attraverso i cinque sensi.

Bisacquino, 30 luglio 2025 – A Bisacquino ogni dettaglio è memoria, ogni sasso racconta una storia. Bisacquino non è una meta qualsiasi. È un luogo dove si riscopre la lentezza, dove la fede è vissuta e non solo raccontata, dove la terra parla e il cielo ascolta. È la Sicilia delle radici, quella vera, fatta di mani callose, pane spezzato e occhi rivolti in alto. Qui il turismo è un cammino, non una visita. È un invito a fermarsi, ad ascoltare, a sentirsi parte di qualcosa di più grande.

Tra colline generose e tradizioni senza tempo, Bisacquino accoglie con la sua storia, i suoi sapori e il calore della sua gente la prima edizione del Festival dei Cinque Sensi, uno dei 30 interventi del progetto intitolato: “Bisacquino, borgo del cinema e delle arti”. Si tratta di un progetto finanziato dal Ministero della Cultura a valere sulle risorse del Pnrr con la Missione 1 per la Rigenerazione, Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e Cultura dell’Investimento 2.1. “Attrattività dei borghi storici” – NextGenerationEU.

Un progetto “multisensoriale” in cui la natura incontra la fede, l’arte popolare si fa racconto e ogni angolo parla di cultura, lavoro e bellezza. Dal cinema di Frank Capra alle feste religiose, dalle botteghe artigiane ai sentieri naturalistici dei Monti Sicani: tutto racconta un viaggio da vivere attraverso i cinque sensi.

Il Festival dei Cinque Sensi intende promuovere il turismo locale facendo conoscere le bellezze di Bisacquino, monumenti, chiese e musei, i prodotti di eccellenza, i beni immateriali come le tradizioni e anche la bellezza delle campagne circostanti e, in particolare, dei sentieri del monte Triona che fa parte di Natura 2000 e sul quale è costruito uno dei più affascinanti e misteriosi Santuari di Sicilia, quello della Madonna del Balzo.

“Il Festival dei Cinque Sensi è stato co-progettato e realizzato con il prezioso aiuto del partner “Impacta” e sarà utile per la comunità bisacquinese perché ci permetterà di far conoscere la ricchezza culturale delle nostre tradizioni, le eccellenze delle nostre aziende, la bellezza dei nostri monumenti come la chiesa Madre definita “Scrigno di tesori d’arte”, del Santuario della Madonna del Balzo dal quale si ammira un panorama mozzafiato e si respira il mistero della rivelazione di Maria avvenuta nel 1664 con tanti miracoli e il Calvario con il suo splendido giardino storico e, ancora, il museo civico (fra i cinque più importanti della Sicilia) e  l’affascinante museo dell’orologio della Famiglia Scibetta, famosi costruttori, per tante generazioni, di orologi da torre –  racconta il sindaco Tommaso Di GiorgioChi verrà per il Festival dei 5 sensi quindi scoprirà la bellezza di Bisacquino, storico Borgo dei Monti Sicani che fu patria natale di Frank Capra, uno dei più grandi registi della storia del cinema. Potrà ammirare i grandi murales che gli abbiamo dedicato, visitare la sua casa e il quartiere dove è nato e cresciuto fino al giorno dell’emigrazione negli Stati Uniti d’America. Quindi questo festival è l’occasione privilegiata per passare dei giorni interessanti di divertimento e di cultura, godendo anche della festa Patronale della Madonna del Balzo che, in concomitanza, raggiunge il suo apice”.

Il programma

La manifestazione prevede la realizzazione di quattro eventi che si svolgeranno nella piazza principale del paese, piazza Triona, e nel Museo civico il quale, per la ricca collezione di reperti etnoantropologici è considerato dal Ministero della Cultura fra i più importanti della Sicilia.

Domenica 3 agosto alle 21:30 “Comic 90100” in piazza Triona.  È uno spettacolo comico musicale che sta conquistando le piazze del Sud Italia con il suo ritmo travolgente e un umorismo fresco e coinvolgente. Un varietà che porta il pubblico in un viaggio tra le diverse forme di comicità, alternando monologhi, sketch e performance musicali, il tutto condito da un ritmo veloce e un’energia contagiosa. Lo spettacolo sarà condotto da Antonio Panzica (cabarettista e artista poliedrico) e da Giusi Battaglia (nota, per i suoi programmi televisivi, come Giusina in cucina) con la presenza di Marco Livigni, Alessio Lupo e Matteo Giordano. Lo show presenta un cast di comici di talento come Manlio Dovì e Manfredi Di Liberto.

Lunedì 4 agosto alle 21,30: “Sicilia è fimmina… terra d’amuri e di sapuri” sempre in piazza Triona. Questo spettacolo è un omaggio alla terra di Sicilia e in particolare alle donne siciliane. Può essere considerato un varietà in cui, musica, danza e recitazione, raccontano la cultura della terra di Sicilia. Il corpo di ballo interpreterà le danze tipiche locali come la tarantella e il tango e balli più moderni. Quindi uno spettacolo brillante, con cambi di abiti, con circa 30 ballerine oltre gli attori che danzeranno sulle note delle belle melodie siciliane.

 

Mercoledì 6 agosto alle ore 21,30 “C’era una volta…. la musica” in piazza Triona. Il concerto, eseguito dalla band di Giandomenico Anellino, è dedicato al maestro Ennio Morricone di cui saranno eseguiti i capolavori ma anche le colonne sonore di altri film che hanno segnato la storia del cinema mentre, su uno schermo, ne scorreranno le immagini.

11 agosto Festival dei Cinque Sensi

Ore 21 – inizio degustazione dei prodotti di eccellenza di Bisacquino;

Ore 21,30 inizio percorso sensoriale che coinvolgerà i cinque sensi: dall’ascolto, al tatto e ai profumi della natura al violino del grande Rares Morarescu (violinista di fama internazionale) e il sax di Nicola Giammarinaro accompagnato dalla chitarra di Carlo Butera nei pezzi più belli dello swing mentre Giuliana Randazzo incanterà i presenti con le sue danze del Fuoco. Sarà l’occasione per visitare il Museo Civico uno dei cinque più importanti della Sicilia e vedere lo storytelling su Frank Capra grazie alla realtà virtuale aumentata in tre dimensioni. La serata si chiuderà con l’orchestra folk di Gino Mandorlino che accompagnerà nelle danze della tradizione contadina bisacquinese.

 

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Cultura

“La figlia di Don Fofò”, il romanzo

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Ironia, arte e riscatto, mix vincente del nuovo romanzo scritto a 4 mani   

E’ un atto d’amore verso tutte le donne il delicatissimo romanzo di 402 pagine, pubblicato da Navarra Editore,  che vede insieme un poliedrico maestro di scuola elementare in pensione e una regista della sede Rai, cimentarsi nel difficile compito di divertire pur affrontando il tema del peso delle convenzioni sociali e della ricerca di una identità perduta. Attraverso equivoci e situazioni divertenti gli autori firmano un vero e proprio inno alla libertà. Amo sfogliare i libri e sentire l’odore della carta, ma qui è l’inconscio che lavora in una percezione che profuma di zagara, di spartiti e di futuro. Un’opera decisamente fuori dagli schemi del suo tempo, che merita di essere letta, ascoltata e guardata.

Giuseppe Maurizio Piscopo

Un’opera corale e multimediale

Ciò che rende questo testo, un’operazione editoriale fuori dagli schemi, è la sua natura polifonica. Il romanzo non si limita a raccontare la musica, ma la contiene: il volume si avvale delle composizioni originali per mandolino del Maestro Piscopo e della prestigiosa prefazione del virtuoso Carlo Aonzo, oltre al contributo di musicisti di chiara fama che svelano i segreti di questo strumento troppo spesso stereotipato.

Ma l’esperienza sensoriale non si ferma alle note. L’universo visivo del libro è arricchito da ben 27 opere pittoriche realizzate dagli artisti internazionali del gruppo Calapanama, capaci di dare colore e forma alle suggestioni del testo.

Adelaide Costa

A impreziosire ulteriormente l’opera interviene lo sguardo intenso di Adelaide Costa, regista Rai, che cura con “precisione sartoriale” il racconto della moda: tra sfilate, scarpe d’alta moda e sogni parigini;  l’estetica del romanzo si fa così glamour e avanguardia, creando un contrasto affascinante con la polvere della provincia siciliana.

La storia

C’è un’immagine potente che resta impressa fin dalle prime pagine di questo singolare romanzo: una bambina che, tra le strade di un paese siciliano, si incanta ad ascoltare le melodie dei mandolini che risuonano dai saloni dei barbieri. Quella bambina è Catena, la figlia di Don Fofò, e quel suono non sarà solo un ricordo d’infanzia, ma il grimaldello con cui scardinerà un destino già scritto.

In un’epoca in cui il retaggio patriarcale vorrebbe per lei un futuro rassicurante e claustrofobico di moglie e madre, Catena sceglie la via della ribellione. E lo fa senza imbracciare armi, ma diventare un tutt’uno con il mandolino, trasformando la sua musica originale e anticonformista nel manifesto di una rivoluzione personale e collettiva.

Un viaggio (reale e dell’anima) oltre i confini di Zabara

L’opera si muove sul doppio binario del romanzo di formazione e del grand tour letterario. Tutto ha inizio a Zabara, un paese immaginario che racchiude in sé vizi e virtù della provincia profonda, ma l’orizzonte di Catena (e del lettore) si allarga rapidamente. Il viaggio di Don Fofò e della sua eccezionale figlia tocca le bellezze autentiche della Sicilia – da Sant’Angelo Muxaro a Palermo, passando per Aragona, Montedoro, Raffadali e il minuscolo borgo di Roccafiorita – per poi proiettarsi verso mete internazionali come Ginevra e Parigi.

Non si tratta, però, di un semplice itinerario turistico: ogni tappa è un “luogo dell’anima”, un pretesto per esplorare le particolarità di una terra ricca di contrasti, dove il dialetto vivo – tra battute in cantunera e storie di smanciamento – si intreccia alla modernità. Ogni capitolo, introdotto sapientemente da un proverbio siciliano, funge da bussola etica e culturale per una narrazione che fa riflettere profondamente.

 

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Cultura

Il folk studio e Vittorio Giampietro

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Puntata del 13/06/2026 andata in onda Rai Uno alle 17:55
Musica mia,  programma dedicato alla musica popolare; puntata dedicata al Folk Studio. Conducono Lorella Boccia e Marco Conidi. Con la partecipazione del musicista e compositore Vittorio Giampietro. Musica folk

Screenshot

 

 

 

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Cultura

80° anniversario dello Statuto siciliano

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Lo ricordano i Ragazzi Sindaci

E’ passata sotto silenzio la ricorrenza del 15 maggio 1946 che ricorda l’ottantesimo anniversario dell’approvazione del Regio Decreto Legislativo n.455,  firmato dal Re Umberto II il 15 maggio 1946. Lo Statuto della Regionale Siciliana compie ottant’anni, una data da ricordare che un tempo era festa regionale.

I ragazzi sindaci di Catania hanno celebrato l’anniversario dell’approvazione del Regio Decreto Legislativo n.455, firmato dal Re Umberto II il 15 maggio 1946, che contiene lo Statuto della Regione Siciliana. in occasione della cerimonia di insediamento dei Consigli Comunali dei Ragazzi dell’Istituto “John Dewey” e dell’Istituto “Pestalozzi” presso l’aula consiliare della Città Metropolitana, al Palazzo Minoriti.

 Alla solenne cerimonia di giuramento è intervenuto il Presidente dell’Assemblea Regionale, Gaetano Galvagno, l’Avvocato Capo della Città Metropolitana, Elisa Caruso, il viceprefetto Laura Pergolizzi, i dirigenti scolastici, i docenti referenti per l’Educazione civica, e i genitori degli studenti eletti: sindaco, assessori, consiglieri.

La cerimonia, coordinata dal preside Giuseppe Adernò,  ha avuto inizio con l’inno d’Italia è stato introdotto  con solennità il testo della Costituzione e la bandiera d’Italia che, dopo la recita della formula del giuramento il sindaco eletto ha baciato come segno di condivisione dei valori e dei simboli della Repubblica.

Con grande emozione il sindaco uscente Matilde Capizzi ha relazionato l’attività svolta nel corso del suo mandato ed ha deposto la fascia tricolore indossata dal neosindaco eletto, Flavia Truglio.

Con vivace creatività il sindaco dei ragazzi ha presentato alcune proposte per una scuola sempre più bella e accogliente che consenta di star bene a scuola.

Il sindaco dei ragazzi dell’Istituto Pestalozzi, Mario Palermo, ha fatto riferimento al recente incendio della biblioteca della scuola, che ha fatto scattare un “incendio” di solidarietà e di amicizia da parte delle altre istituzioni scolastiche, nel dono dei libri e della cooperazione per il miglior bene di tutti gli studenti.

Oltre agli assessorati della cultura, dello sport, dell’economia, dell’ambiente inteso come “custodia del creato”, sono stati attivati gli assessorati alla solidarietà, all’amicizia, all’armonia, valori che aiutano a formare una coscienza civica ed una cittadinanza attiva e responsabile.

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In Tendenza