Cinema
C.S.C. di Palermo, Roberto Andò saluta, arriva Pasquale Scimeca
Il direttore didattico del corso di cinema documentario della sede Sicilia del centro Sperimentale di Cinematografia, Roberto Andò, lascia l’incarico dopo tre anni e mezzo di lavoro a Palermo. Il nuovo direttore didattico è un altro importante cineasta siciliano, Pasquale Scimeca.
L’avvicendamento ufficiale è avvenuto ieri sera 21 dicembre in una cerimonia pubblica alla presenza del sindaco di Palermo Leoluca Orlando e dei vertici nazionali del C.S.C. il Presidente Felice Laudadio, la preside Caterina D’Amico, il direttore della Sede Sicilia Ivan Scinardo e della fotografa Letizia Battaglia
“Faccio i miei complimenti a entrambi, ha dichiarato il Sindaco, Orlando, sono certo che il Centro Sperimentale di Cinematografia sarà testimonial e protagonista di Palermo capitale italiana della Cultura e Manifesta 18”.
Roberto Andò è il regista di film importanti come Il manoscritto del principe (2000), Il cineasta e il labirinto (2002), Viva la libertà (2013), Le confessioni (2016). Lavori spesso a cavallo tra finzione e cinema del reale, secondo una linea narrativa e stilistica che è centrale nel cinema italiano contemporaneo e che Andò ha portato anche nella sua esperienza di insegnamento nella Sede Sicilia del CSC, della quale è diventato direttore didattico l’1 aprile del 2014. Da allora, il mirabile lavoro di Andò ha portato alla formazione di numerosi allievi, alcuni dei quali hanno visto i loro film di diploma presentati nei principali festival internazionali. “Abbiamo messo al centro del nostro lavoro – dice Andò – il paradigma del documentario creativo, e abbiamo cercato di capire come insegnarlo. Abbiamo comunicato l’idea di documentario come lettura e riscrittura drammaturgica della realtà, chiamando a insegnare anche scrittori come Walter Siti. Film come Triokala di Leandro Picarella o Happy Winter di Giovanni Totaro, selezionato fuori concorso alla Mostra di Venezia nel 2017, ci hanno dato grandi soddisfazioni. Ritorno al mio lavoro di scrittore e di cineasta consapevole di aver dato alla Sede Sicilia del CSC una solidità e un’apertura di livello internazionale”.
Il presidente del CSC Felice Laudadio, il direttore generale Marcello Foti, la preside Caterina D’Amico e il direttore della Sede Sicilia Ivan Scinardo salutano affettuosamente Roberto Andò e lo ringraziano per il lavoro svolto assieme a Mario Balsamo, Stefano Savona e agli altri docenti.
Scimeca è già al lavoro, in continuità con quanto realizzato dal suo predecessore. Nato nel 1956 ad Aliminusa, in provincia di Palermo è regista, sceneggiatore, produttore e organizzatore culturale. Tra i suoi film, sia documentari che di finzione, ricordiamo Il giorno di San Sebastiano (1994), Placido Rizzotto (2000), Gli indesiderabili (2003), Rosso Malpelo (2007), Malavoglia (2010), Convitto Falcone (2011).
Cinema
La banda muta di Alessia Bottone
“La banda muta – afferma la regista quarantenne Alessia Bottone – restituisce alla morte e al rito funebre il loro valore originario, ovvero la celebrazione del passaggio dalla vita terrena alla vita spirituale ma, soprattutto, conferisce un tempo al dolore. Un aspetto che, oggi, appare svuotato di significato: basta guardare ai funerali delle celebrità o persino a tragedie come quella di Rigopiano, diventati occasioni per scattare selfie e postare sui social”.

La regista- che attraverso questo corto ha reso omaggio anche alle sue origini siciliane- , ha voluto portare in scena non solo emozioni, ma una riflessione sul tema della solitudine nella società contemporanea. “Una solitudine valoriale – spiega- che ci porta ad affogare nell’egocentrismo, fino al punto da non rispettare nemmeno la morte. La domanda che mi faccio e che attraversa il film è: perché abbiamo bisogno di essere sempre al centro della scena, anche quando c’è il dolore di mezzo? Cosa ci manca davvero, cosa ci affligge, e perché oggi il silenzio ci spaventa così tanto?”.
Una riflessione condivisa anche da Gaetano Savatteri, che accoglie con favore questa trasposizione cinematografica del suo racconto “La banda muta”. “Quando affidi un racconto o un romanzo a un regista- dichiara lo scrittore e giornalista- sai che ne nascerà inevitabilmente un’altra cosa. Ed è bello vedere quali nuove letture possa ispirare una storia. La banda muta si ispira ed era un rito pieno di solennità che ho visto con i miei occhi a Racalmuto, il paese di Leonardo Sciascia.
Una tradizione che Alessia ha ben reso nel suo corto, sottolineando per altro come è cambiato oggi il nostro rapporto con la morte e con il silenzio. Oggi i funerali sono diventati applausi, selfie, show business, soprattutto quando riguardano figure pubbliche. In un tempo di rumore, di chiasso e baccano continuo, è proprio quel silenzio perduto che ci serve, perché è nel silenzio che troviamo lo spazio per guardarci dentro”.
Guarda l’intervista alla regista
Cinema
Rosa Elettrica la nuova serie targata Sky
Nei panni di una giovane agente sotto copertura alle prese con scelte più grandi di lei, Maria Chiara Giannetta è la protagonista di ROSA ELETTRICA, eroina per caso al centro del nuovissimo thriller on-the-run targato Sky Original dall’8 maggio in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW.
Prodotta da Sky Studios e Cross Productions e diretta da Davide Marengo (Un’estate fa, Il cacciatore, Notturno bus), la serie – in sei episodi – adatta liberamente l’omonimo romanzo bestseller di Giampaolo Simi (2007, edito da Sellerio Editore Palermo).
Sinossi
Al centro della storia Rosa, giovane agente del programma protezione testimoni, incaricata di scortare Cocìss, baby boss di camorra deciso a collaborare, interpretato dal co-protagonista Francesco Di Napoli. Quando scopre che qualcosa nell’operazione non torna, Rosa rompe la catena di comando e fugge con lui: da quel momento entrambi diventano bersagli, costretti ad attraversare l’Italia senza potersi fidare di nessuno, nemmeno delle istituzioni che dovrebbero proteggerli. Accanto a Maria Chiara Giannetta (L’amore e altre seghe mentali, Blanca, Don Matteo) e Francesco Di Napoli (Hey Joe, Romulus, La paranza dei bambini) anche Elena Lietti (Il sol dell’avvenire, Il Miracolo, Anna), che interpreta il vicequestore Antonella Reja, diretto superiore di Rosa, pronta a tutto per mettere alla prova la sua giovane recluta; Antonia Truppo (Lo chiamavano Jeeg Robot, Indivisibili, Mare Fuori) presta il suo volto a Nunzia Serafino, insospettabile boss del clan Incantalupo detta “Mamma Camorra”; Pasquale Esposito (Ripley, Hotel Portofino, Gomorra) interpreta Saro Incantalupo, boss latitante da oltre vent’anni che siede al vertice del clan omonimo. E ancora Federico Tocci (C’è ancora domani, La casa degli sguardi, Speravo de morì prima) nei panni di Carlo Morano, collega e amico fedele di Rosa, e Francesco Foti (Il Cacciatore, I Leoni di Sicilia, Un’estate fa) in quelli di Paolo D’Intrò, Sostituto Procuratore di Napoli, figura di spicco della lotta contro la criminalità organizzata.
Il soggetto di serie è stato elaborato da Giordana Mari con Giampaolo Simi e Vittorino Testa. Alla sceneggiatura Giordana Mari, a capo di una writers’ room tutta al femminile che include anche Fortunata Apicella, Serena Patrignanelli e Michela Straniero.
Guarda il trailer
Guarda l’intervista all’attore Francesco Foti che interpreta il sostituto procuratore D’Intrò
Cinema
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