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Cinema

“Città Novecento”, il docufilm diretto da Dario Biello

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In sala il 14, 15 e 16 marzo, “Città Novecento”, docufilm diretto da Dario Biello e prodotto da Filmedea. Presentato alla Festa del Cinema di Roma. Tra i protagonisti Alessandro Haber, Antonio Pennacchi nella sua ultima intervista per il cinema, Massimo Cacciari e storici e critici dell’architettura.

Archetipo della Città di Fondazione del ‘900. Oltre un secolo di progresso e sviluppo, raccontato da Alessandro Haber attraverso la fiction ambientata in una fabbrica e il suo centro abitato, dal Villaggio Operaio liberty, al piano di Riccardo Morandi, l’evoluzione urbanistica e sociale dalla città razionalista degli anni ’30, fino alla Città Aziendale del dopoguerra. Un viaggio tra il lavoro e l’innovazione tecnologica di una comunità che ha saputo rigenerarsi aprendosi al futuro, fino a diventare, proprio quest’anno, nel 2022,  la Capitale Europea dello Spazio.

NOTE DI REGIA

Città Novecento nasce da un’intensa attività di ricerca sul tema delle Città di Fondazione, seguendo il solco tracciato dai riconoscimenti UNESCO al Villaggio Operaio di Crespi d’Adda, alla Città Aziendale di Ivrea e alla Città Razionalista di Asmara. Tre attestazioni di interesse universale su un tema storicamente rilegato nei contesti accademici. Con queste premesse si è avviata un’attività di divulgazione e rappresentazione su scala nazionale coinvolgendo studiosi, istituzioni, università e artisti, che insieme hanno reso possibile la creazione di una Rete di Città di Fondazione. L’opportunità di realizzare una serie di docufilm tematici è stato un passaggio scaturito dall’interesse emerso su questo tema e dalla disponibilità di documentazione visiva e grafica di altissima qualità, spesso ancora inedita. Colleferro, la Città Fabbrica della B.P.D., protagonista di questo esordio, grazie al titolo, di Città della Cultura della Regione Lazio 2018, è stata l’occasione per ampliare il tema della Città di Fondazione con quello dell’innovazione tecnologica e del rapporto tra industria e centri abitati. Ulteriore elemento di interesse è quello dato dal progettista Riccardo Morandi, maestro dell’ingegneria del ‘900, salito alla cronaca con la tragedia del Ponte sul Polcevera, un’opera monumentale che vogliamo ricordare viva, proprio nei giorni nel quale viene pubblicato un documentario che celebra la sua demolizione. La Colleferro di Città Novecento è anche la Città dello Spazio, il Villaggio Operaio che si rigenera in oltre un secolo diventando oggi Capitale Europea dello Spazio. La genesi di questo docufilm si è intrecciata con la realizzazione di Spazio Colleferro, il progetto di restauro e allestimento dell’Istituto Professionale progettato da Riccardo Morandi, che, con il progetto tra gli altri di Luca Calselli e Dario Biello, diventerà centro di documentazione, biblioteca e museo della città con la narrazione che ritroviamo nel docufilm. Un’opera architettonica e audiovisiva che si sono contaminate e fuse in un progetto fisico, virtuale, divulgativo ed emozionale con un unico punto di vista coerente. Formalmente il format costruito ha uno sviluppo su 3 linee narrative, la prima quella della fiction, con la ricostruzione visiva storica affidata a Pierluigi Ferrandini e la narrazione di Alessandro Haber, la seconda linea è invece quella delle immagini di archivio, anche inedite, e la terza è l’approfondimento con il contributo, tra gli altri, di Massimo Cacciari, Emilio Gentile, Luigi Prestinenza Puglisi, Claudia Conforti, Maurizio Morandi, Marzia Marandola, Giorgio Novello e Antonio Pennacchi, nella sua ultima intervista filmata per il cinema. Città Novecento è, dunque, un’opera di sperimentazione e ricerca, con la quale vogliamo raccontare le città come luoghi nei quali fare impresa, innovazione, architettura e socialità identitaria, un viaggio che inizia dalla fondazione dei villaggi della rivoluzione industriale del XIX° Secolo e intende spingersi fino alle città della rivoluzione spaziale del XXI° Secolo.

[Dario Biello]

LA SERIE
Città Novecento è il titolo di una serie di docufilm dedicati alla Città di Fondazione del XX° e del XXI° Secolo, una produzione Filmedea, curata da Dario Biello, che unirà le ricostruzioni storiche con la fiction di registi differenti in ogni episodio, con immagini, disegni e documentazione di archivio, anche inedite, e interventi di analisi e approfondimento dei principali testimoni, ricercatori e studiosi in materia.

Una serie che nei suoi episodi partirà dalle utopie di inizio ‘800, ai villaggi operai liberty come Crespi d’Adda e la Valdagno di Marzotto, proseguendo nella Città Nuova di Sant’Elia, e nelle città razionaliste del periodo fascista di bonifica, balneari, dell’autarchia ed i casi di Città nella Città come EUR, Cinecittà e Sapienza.

Si attraverseranno le guerre per aprire il capitolo della ricostruzione, con la stagione dei piani INA Casa ed i progetti di nuovi quartieri per l’Italia del boom economico, sono le Città Aziendali, nelle quali si misureranno i più grandi architetti dell’epoca d’oro della progettazione italiana, tra tutti la Ivrea di Adriano Olivetti, Metanopoli e i Villaggi ENI di Enrico Mattei, fino agli anni ’80 con la Milano 2 di Silvio Berlusconi.

Non solo Italia, ma in un episodio chiamato Expostory, si racconteranno le città temporanee delle grandi Esposizioni Universali della storia, da Londra 1851 a Dubai 2020. Il viaggio di Città Novecento racconterà anche del Borgo del Cachemire, la Tolomeo di Brunello Cucinelli, e si aprirà al futuro, con le Città della Sostenibilità del XXI° Secolo e le prime sperimentazioni progettuali di aree abitative sullo spazio

 

NOTE DI PRODUZIONE

Produrre docu-fiction è stata una vera e propria rivelazione e intendiamo farlo sempre più spesso, un formato ideale per ricostruire con la fiction dei vuoti storici laddove non risultano esserci testimonianze audiovisive e magari costruendo la scena seguendo scrupolosamente come linea temporale le foto di repertorio. Un mix tra recitazione di bravissimi attori locali, interviste ad esperti della materia e restauro di filmati d’epoca magistralmente operato dai tecnici di Cinecittà Luce, il tutto accompagnato per mano da un protagonista d’onore che in questo episodio è stato l’intenso Alessandro Haber. Abbiamo scoperto e approfondito con delle sceneggiature molte città e molte storie di personaggi illuminati che hanno fatto della loro vita un esempio, lasciando alle generazioni future complessi monumentali spesso dimenticati e sottovalutati, in primis da chi abita questi luoghi. Dare per scontato la storia di una città vuol dire non poterne percepire a pieno l’atmosfera e per chi fa cinema questa è una vera e propria missione. Portare alla luce storie di luoghi e di persone per promuovere dei percorsi turistici non convenzionali è sicuramente un percorso allettante da sviluppare in una serie che ci porterà dalle regioni italiane fino al Nord Africa, al Sud America e al Centro-Nord America, fino ai ghiacciai dei Poli. Nuove città fondate su misura rispetto alle nuove esigenze del pianeta, con nuovi paradigmi a tutela dell’ambiente e di chi lo abita.
E’ evidente che questo prodotto fatto per il cinema e assolutamente godibile in sala, può diventare un prodotto spendibile sulle televisioni e sulle piattaforme che insegni cose nuove con un linguaggio non solo per addetti ai lavori. Una fiaba istruttiva per giovani e meno giovani poiché lega il passato al futuro con la storia di una comunità che si reinventa.

[Diego Biello]

CAST ARTISTICO

 

 

ALESSANDRO HABER (ATTORE)
Attore, regista e cantante. È appena ventenne quando recita per la prima volta in un film di Bellocchio, “La Cina è vicina”(1967), a cui seguono piccole parti per conto di numerosi registi importanti, come: i fratelli Taviani, Bernardo Bertolucci e Federico Fellini. Recita per Nanni Moretti in “Sogni d’oro”(1981) con Laura Morante; con Ugo Tognazzi e Philip Noiret in “Amici miei – Atto II”(1982), di Mario Monicelli; partecipa al film esordio di Gabriele Salvatores, “Sogno di una notte d’estate”(1983) e nel 1986 Pupi Avati lo scrittura per “Regalo di Natale”. Dopo aver vinto diversi  Nastri d’Argento come attore,  all’inizio degli anni 2000 esordisce in qualità di regista con “Scacco Pazzo”(2003). Rivela anche un altro grande talento scrivendo e cantando canzoni; il singolo che trova il favore del pubblico e della critica è”La valigia dell’attore”, composto per Haber da Francesco De Gregori.

CLAUDIA CONFORTI (STORICA DELL’ARCHITETTURA)
Architetto professore ordinario di Storia dell’Architettura alla Facoltà di Ingegneria di Roma Tor Vergata, ha insegnato a Firenze, l’Aquila e Parigi La Villette. E’ specialista di architettura e città dell’età rinascimentale e barocca e di architettura contemporanea. Ha pubblicato numerosi libri e saggi, tra cui “Giorgio Vasari architetto” (1993); “La città del tardo Rinascimento” (2005); “Giovanni Michelucci 1891-1990” (2006); “Richard Meier” (2009). fa parte della redazione di “Casabella”, di “Rassegna dell’architettura e urbanistica”, di “Aprosiana”; è consulente del Mibac per il progetto sperimentale degli Uffizi; è membro dell”Accademia Nazionale di San Luca, del Collegio dottorale di Ingegneria Edile-architettura di Tor Vergata e di Storia dell’Architettura di Firenze.

MASSIMO CACCIARI (FILOSOFO)
Filosofo e uomo politico italiano; professore emerito di estetica presso l’Università. di Venezia, deputato del PCI (1976-83), è stato sindaco di Venezia dal 1993 al 2000, nell’ambito di uno schieramento di centrosinistra, rieletto nel 2005, permanendo in carica fino al 2010. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali tra cui il premio Hannah Arendt per la filosofia politica (1999) e quello dell’Accademia di Darmstadt per la diffusione della cultura tedesca all’estero (2002). Tra le pubblicazioni più recenti: “Senza la guerra” (2016); “Occidente senza utopie” (2016); “Icone. Pensare per immagini” (2017); nel 2019, “La mente inquieta. Saggio sull’Umanesimo e Elogio del diritto”; nel 2020, “Le sette parole di Cristo” e “Il lavoro dello spirito”.

EMILIO GENTILE (SCRITTORE E STORICO)
Storico italiano, allievo di Renzo De Felice. Nella sua prima significativa monografia ha analizzato il ruolo della rivista La Voce nel panorama culturale e politico dell’età giolittiana (“La Voce e l’età giolittiana”, 1972), per poi iniziare a studiare la nascita dell’ideologia fascista (“Le origini dell’ideologia fascista”, 1975) e la figura di B. Mussolini (“Mussolini e La Voce”, 1976). Nel corso degli anni ha approfondito in particolare le ricerche sul fascismo e ha dato alle stampe numerosi saggi sui temi della modernità, della nazione, del totalitarismo, del pensiero mitico e delle religioni della politica. Grazie ai suoi studi ha vinto, tra gli altri, il premio Hans Sigrist dell’Università di Berna (2003) e l’onorificenza Renato Benedetto Fabrizi dell’Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia (2012). Tra le sue opere più recenti: “Chi è fascista” (2019); nel 2020, “Quando Mussolini non era il Duce e Caporali tanti, uomini nessuno”. Considerato anche a livello internazionale il massimo storico italiano del fascismo, Gentile è docente di Storia Contemporanea presso La Sapienza di Roma.


MARZIA MARANDOLA (STORICA DELL’ARCHITETTURA)
Ingegnere, dottore di ricerca in Ingegneria Edile: Architettura e Costruzione alla facoltà di Ingegneria di Roma Tor Vergata. Dal 2011 è docente e ricercatore di Storia dell’Architettura alla facoltà di Architettura, Sapienza Università di Roma, dove dal 2012 è membro del collegio di dottorato in Storia e Restauro dell’Architettura. Dal 2021 è professore associato di Storia dell’Architettura all’Università Iuav di Venezia. Ha tenuto lezioni e seminari in convegni internazionali presso atenei italiani e stranieri (Universidade de Brasilia, Harvard University, École Polytechnique Fédérale De Lausanne EPFL, Temple University in Rome, Universidad de Oviedo). Ha pubblicato numerosi saggi sull’architettura moderna e contemporanea, interessandosi particolarmente ai modi del costruire, alle tecniche costruttive e al loro rapporto con l’immagine e la bellezza dell’architettura. Ha pubblicato i volumi: “La costruzione in precompresso. Conoscere per recuperare il patrimonio italiano” (2009); “Richard Meier” (2009); “Giovanni Michelucci 1891-1990” (2006). Collabora abitualmente con riviste italiane e internazionali.

ANTONIO PENNACCHI (SCRITTORE E OPERAIO)
Scrittore italiano. Operaio presso l’Alcatel Cavi, si è dedicato alla politica dapprima nelle file del MSI e poi in quelle del Partito marxista-leninista Italiano. A cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta ha aderito al PSI, alla CGIL e poi alla UIL. Nel 1983 ha deciso di sospendere l’attività di attivista e di sfruttare un periodo di cassa integrazione per laurearsi in lettere e filosofia, iniziando in seguito la carriera di scrittore. Il suo primo lavoro, “Mammut”, è uscito nel 1995, seguito nello stesso anno da “Palude. Storia d’amore, di spettri e di trapianti”. Nel 2003 esce “Il fasciocomunista. Vita scriteriata di Accio Benassi”, romanzo autobiografico da cui nel 2007 è stato tratto il film “Mio fratello è figlio unico”, diretto da Daniele Luchetti. Nel 2010 ha pubblicato “Canale Mussolini”, finalista al Premio Campiello e vincitore tra gli altri del Premio Strega. Tra e pubblicazioni più recenti: “Il delitto di Agora” (2018), rivisitazione del thriller “Una nuvola rossa” pubblicato nel 1998, e “La strada del mare” (2020). Pennacchi è morto nella ‘sua’ Latina il 3 agosto 2021.

GIORGIO NOVELLO (AMBASCIATORE, S.V.P AVIO)
Ambasciatore d’Italia presso il Regno di Norvegia. Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e la specializzazione in Scienze Politiche a Padova, presso l’eccellente scuola di preparazione alla carriera diplomatica. Sono seguiti ulteriori studi all’ENA di Parigi e alla London School of Economics a Londra, e una triennale attività di docente di Relazioni internazionali all’Università di Trieste. Ha costruito la propria professione di diplomatico a Roma, in Africa, a Parigi, Londra, Bonn, Berlino e Vienna, in tanti incarichi che lo hanno via via visto attivo presso governi esteri e organizzazioni internazionali, nei settori politico, economico e culturale, come “funzionario tedesco con passaporto italiano” e ora come Ambasciatore d’Italia in Norvegia e in Islanda.

LUIGI PRESTINENZA PUGLISI (CRITICO DELL’ARCHITETTURA)
Critico di architettura, laureato in architettura e specializzato in pianificazione urbanistica. Ha scritto testi per la RAI e svolto ricerche per il CNR. Coordina le sezioni “Scritti” e “Grandi Eventi” della Universale di Architettura, fondata da Bruno Zevi; le collane “Architettura oggi, nuove tendenze” e “L’architettura in pratica”. Ha scritto “Rem Koolhaas, trasparenze metropolitane” (1997); “HyperArchitettura, spazi nell’età dell’elettronica” (1998); “This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea” (1999); “Zaha Hadid” (2001); “Silenziose Avanguardie, una storia dell’architettura: 1976-2001” (2001); “Tre parole per il prossimo futuro” (2002); “Introduzione all’architettura” (2004). Insegna “Storia dell’architettura contemporanea” all’Università di Roma La Sapienza.

MAURIZIO MORANDI (PROFESSORE DI ARCHITETTURA)
Professore ordinario di Urbanistica in pensione. Laureato in ingegneria edile a Roma La Sapienza e Libero docente in architettura e composizione architettonica, ha insegnato nella Facoltà di ingegneria di Trieste, nella Facoltà di architettura di Pescara, nella Post Graduation in Urbanistica  presso l’Ecole Polytecnique di Algeri e nella Facoltà di architettura di Firenze, dove ha insegnato Analisi dei sistemi urbani e Urbanistica dal 1994 al 2013. Tra i libri più recenti si ricordano: “Progettare una strada, Progettare la città. La via Emilia a Modena” (2003); “Fare centro” (2004); “Materiali per il progetto urbano EdA n. 5” (2008). Negli ultimi anni ha organizzato convegni, pubblicato saggi e curato due volumi sulla diffusione insediativa, individuata come ambito urbanistico sul quale impostare progetti di riqualificazione ambientale.

IL REGISTA – DARIO BIELLO

Autore di Città Novecento, Dario Biello è cofondatore della rete di professionisti Ri-Gymnasium e Expositore, lavora come direttore artistico, giornalista, fotografo e coordinatore di progetti di architettura, design dello spazio pubblico, sistemi territoriali, iniziative di divulgazione culturale e di comunicazione visiva multimediale. Suoi lavori sono stati presentati in Triennale Milano, al Maxxi di Roma, ad Expo Milano 2015 e pubblicati su numerose riviste anche internazionali. In ambito audiovisivo ha lavorato principalmente come location manager per produzioni cinematografiche presentate anche alla Mostra del Cinema di Venezia e al Festival di Cannes e come Art Director in video corporate.

IL PRODUTTORE – DIEGO BIELLO

Diego Biello è un produttore cinematografico indipendente con esperienza all’estero come manager su set di major internazionali e imprenditore dell’audiovisivo attivo nella sperimentazione di nuove forme di reciprocità tra cultura e impresa anche attraverso la sua ultradecennale attività associativa. Si è laureato alla Università Cattolica del Sacro Cuore con una tesi sul “Cinema Giovane e il ruolo delle Film Commission per l’internazionalizzazione” con Francesco Casetti e Maria Nevina Satta. Presidente della “Associazione Cinema Giovane” con cui vince il bando del Ministero delle Gioventù “Giovani produttori di significato” coinvolgendo con esperienze sul set oltre 8 mila studenti in attività extrascolastiche. Dopo aver supportato le scene milanesi del film “Somewhere” di Sofia Coppola come referente in Italia del produttore Fred Roos, lavora per la Summit Entertainment sul set americano di “Letters to Juliet” e conosce Mark Canton di cui diventa assistente produttore affiancandolo in set tra l’Europa, l’Asia, l’Africa e gli Stati Uniti per film come “300 Ryse of an Empire” con la Warner Bros, “The cold light of the day” con Bruce Willis e “The Pyramid” per la 20th Century Fox. Nel 2015 vince il premio “Marco Aurelio” come produttore emergente presso i Nu Boyana Studios di Sofia e iniziano varie esperienze gestionali come socio di minoranza di alcune società di produzione in Europa e negli Stati Uniti fino alla nascita della Filmedea s.r.l. Sta sviluppando varie pellicole internazionali di cui detiene diritti di opzione per conto di vari produttori americani e con registi di fama internazionale con cui ha lavorato nel corso della sua carriera e sviluppa varie storie tratte da romanzi di successo e pronte ad essere girate avvalendosi di connessioni con professionisti di primo livello. Come copy-righter detiene i diritti anche di serie TV e format web per gli Stati Uniti d’America e l’Europa.

 

LA PRODUZIONE

FILMEDEA S.R.L è una società di produzione e distribuzione indipendente specializzata in prodotti cinematografici e audiovisivi sperimentali. Questa azienda si avvale della collaborazione di professionisti specializzati nel settore e può attivare dei collettivi in grado di soddisfare ogni esigenza del mercato dal video aziendale alla produzione internazionale di film per il cinema e le moderne piattaforme on-line. Negli anni, Filmedea ha collaborato con le più grandi società di produzione come Warner Bros, Summit Entertainment, 20th Century Fox, Legendary Entertainment, Indiana film, Colorado film, American Zoetrope, Arteon e attualmente è legata come esecutivo europeo a due grandi figure dell’industria hollywoodiana come la FR production di Fred Roos e la AtmosphereMM di Mark Canton.

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Cinema

Nicola Piovani chiude la 2^ ediz. del BarbaBlùfest

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Al montaggio il pianoforte diventa una macchina da scrivere

“Al montaggio il pianoforte diventa una macchina da scrivere per immaginare le scene prima che avvengano. Le note a margine sono quegli appunti musicali che si usano quando si inizia a lavorare per un film: le idee del regista che il compositore interpreta e segna sullo spartito”. Nicola Piovani ieri sera ha proposto proprio queste “Note” rendendo unico il suo concerto tra le pietre di Morgantina: accompagnato da Marina Cesari al sax e Marco Loddo al contrabbasso, il compositore e pianista ha miscelato aneddoti e musiche in un tutto sapiente, molto applaudito.

Sold out di pubblico

Tantissimo pubblico e un altro sold out che permette di chiudere la seconda edizione del  Barbablù festival con un bilancio di tremila spettatori, bissando di fatto il successo dello scorso anno. Un cartellone composito che ha unico teatro classico, commedia d’autore, narrazione musicale, pop e canzone italiana, schierando artisti come Piovani, appunto, Mogol, Sergio Rubini, Giuseppe Pambieri, Adriano Giannini, Viola Graziosi, Lucia Sardo, Roy Paci, Kaballà, Salvo Piparo e Lello Analfino. E si pensa già alla prossima estate.  Fortemente voluto dall’assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Alberto Samonà, il BarbablùFest si è svolto nel parco archeologico di Villa del Casale e Morgantina diretto da Liborio Calascibetta.

Entusiasti gli organizzatori

  BarbablùFest è la risposta definitiva per immaginare piccioli, ricchezza, produzione attraverso arte, musica e spettacolo,  – interviene l’ideatore del festival, Pietrangelo Buttafuocoin un luogo meraviglioso come è Morgantina, il parco archeologico dell’entroterra che racconta la Sicilia mai vista, quella fatta del mare di solo grano

Un bilancio positivo soprattutto per la qualità per il direttore artistico Giuseppe DipasqualeGli spettacoli scelti sono stati apprezzati moltissimo, la gente ha seguito sia la musica che il teatro. BarbablùFest si proietta verso la terza edizione”. Tremila spettatori in dieci serate. “In un posto al centro della Sicilia dove è tutto più difficile, siamo riusciti a rinvigorire l’indotto e l’economia di questo sito. E questo ci fa ben sperare per la terza edizione” dice Andrea Peria che con Terzo Millennio ha prodotto il festival.

 Fonte: Uff. Stampa Simonetta Trovato

 

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Cinema

7ª edizione Festival del Cinema e del Doppiaggio

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Siracusa. 7ª edizione Festival del Cinema e del Doppiaggio. I vincitori del Premio Tonino Accolla

Sono stati aggiudicati a Marco Camillacci e Sara Croce; il doppiatore siracusano scomparso nel 2013

 

i sei allievi finalisti che hanno partecipato al Contest per questa settima edizione del Premio Tonino Accolla, due i vincitori, Marco Camillacci e Sara Croce.

Giovanissimi, 21 anni Sara Croce, napoletana, e 18 Marco Camillacci, romano, sono loro ad avere conquistato i voti della Giuria tecnica d’eccellenza, formata da Franco Mirra – direttore Fono Roma – Mario Cordova, Chiara Colizzi, Laura Cefaloni – 3 Cycle – Franco Mannella (ospite)  e le giovani leve ma già professionisti Alex Polidori e Mirko Cannella.

La Giuria della Stampa – presieduta da Prospero Dente, Segretario Assostampa Sicilia, e fra i componenti Ivan Scinardo, direttore Sicilia Centro Sperimentale di Cinematografia – ha votato per Sara Croce che ha ricevuto anche il premio come “Migliore interpretazione femminile”.  Entrambi i candidati al Premio hanno già intrapreso la carriera di doppiatori e avranno diritto al riconoscimento assegnato dalla Sefit – e dal General Manager Massimo Puccio –  ad un primo turno di doppiaggio per una nuova produzione.

 

Sara Croce frequenta la “Voice Art Dubbing”, eccellente scuola di doppiaggio con sede nelle maggiori città italiane che ha ricevuto il premio come “Migliore scuola”.

Marco Camillacci, autocandidato, diplomato, ha le idee molto chiare di cosa vorrà fare da grande: figlio di un famoso speaker radiofonico che ha “militato” per anni su Rds, ha la passione per il palcoscenico che calca fin da bambino. Fare il doppiatore e l’attore è il suo sogno, l’uso della voce il suo esercizio giornaliero.  Come i vincitori anche gli altri ragazzi che hanno partecipato al Premio hanno mostrato determinazione e grinta e non hanno dubbi sui loro progetti futuri: cinema e doppiaggio.  Viviana Feudale, Michela Filippi ( Voice Art Dubbing – Roma), Andrea Consalvo,  Davide Morelli (VAD Roma), hanno dato prova al leggio di grande versatilità superando tutte le prove live in coppia e singolarmente.

E si è conclusa così, con le premiazioni e i ringraziamenti di rito anche questa settima edizione del Premio Tonino Accolla; una serata movimentata, al culmine dell’adrenalina per i concorrenti ma anche per il pubblico che ha partecipato con calore alle due serate che hanno animato piazza Minerva trasformandola in teatro e sala doppiaggio a cielo aperto.

Ideato da Stefania Altavilla, direttrice artistica, presidente associazione Arca,  il Premio quest’anno si è mostrato in più e diverse connotazioni: artistiche, di spettacolo ma anche rivolto alle tematiche sociali grazie ad un corto realizzato dalla regista  Giulia Galati, dedicato a Paolo Borsellino.  La conduzione delle due serate a cura di Mimmo Contestabile e Rossella Leone, la regia di Giulia Galati. Tra gli ospiti il musicista Ernesto Marciante, l’attore Rosario Terranova, il compositore Alessandro Faro. Nella serata finale di ieri, anche l’esibizione del gruppo danza di Simona Gatto, sulle note della FaroEnsamble.

Momenti di memorabili doppiaggi cinematografici sono stati regalati da due colonne del doppiaggio, Chiara Colizzi (voci di Nicole Kidman, Kate Winslet, Uma Turman, Penelope Cruz e decine di altre attrici di Hollywood), e Mario Cordova ( voci di Richard Gere, Jeremy Irons, Patrick Swayze.

«E’ un momento di alta cultura questo del Premio Tonino Accolla – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Fabio Granata, intervenuto ad entrambe le serate –  che gioca molto sul talento dei giovani e sul loro futuro.  Come per gli allievi dell’Inda questi ragazzi grazie al Premio offrono un grande contributo alla nostra crescita culturale.  Sono io a dire grazie perché questo premio non è mai banale e rappresenta un tassello in più per l’ identità moderna del novecento di questa città”.

I premi sono stati realizzati dal Maestro scultore Pietro Marchese e da “Sorelle Midolo Gioielli”. Partner tecnici e media partener 2022, Fono Roma, Sefit Group, 3 Cycle e Atom. La manifestazione è stata patrocinata dal Comune di Siracusa e dalla Regione Sicilia Assessorato Turismo Sport e Spettacolo, e grazie all’Associazione Arca.

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Cinema

Notte da oscar a Taormina per i 50 anni de Il Padrino

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Notte da oscar a Taormina per i 50 anni de Il Padrino.

“Ricordate che le immagini che vedete sul grande schermo sono solo ombre. A trasformarle in qualcosa che conta per voi sono le emozioni che vi suscitano. Il cinema siete voi, non noi”. Il riferimento al mito della caverna di Platone è stato uno dei passaggi più intensi e profondi di quella che è stata una vera e propria lezione di cinema. Non poteva che regalare un finale da oscar, Francis Ford Coppola, leggenda vivente del cinema senza tempo. La perla dello Jonio si è mostrata in tutto il suo splendore nella serata di inaugurazione della 68^ edizione del Taormina film festival.

Sono raggianti sul palco i tre direttori artistici, i giornalisti cinematografici Francesco Alò, Alessandra De Luca e Federico Pontiggia nell’assistere alla consegna simbolica delle chiavi della città di Savoca, da parte del sindaco Massimo Stracuzzi; 50 anni fa venne girato, in questo piccolo comune all’ombra dell’Etna, il capolavoro di Coppola, ispirato nel 1969 al romanzo di Mario Puzo. La motivazione del Taormina Award rimarrà negli anni del festival: “Per la capacità di farsi leggenda cinematografica senza mai staccarsi dalla realtà. Con coraggio produttivo e visionarietà poetica, \Francis Ford Coppola ha saputo rivoluzionare il cinema americano e mondiale: il cinquantenario de Il Padrino che ha voluto celebrare qui a Taormina non è un omaggio al passato ma ritorno al futuro. Presto Coppola sarà sul set con l’atteso e agognato Megalopolis. Questo premio per tutti i sogni che ci ha dato, e per quelli che ci darà ancora”. Il regista di pellicole memorabili come La Conversazione, Apocalypse Now, Dracula di Bram Stolker e la trilogia de Il Padrino ha strappato per ben 3 volte la standing ovation, per avere volutamente ignorato la rigida scaletta televisiva, strappando una sedia agli orchestrali e a pochi metri dal pubblico ha voluto raccontare la genesi del film. Nel finale, mentre sullo schermo del teatro Antico scorrevano le sequenze de Il Padrino Parte I, restituite in luce e colore grazie al restauro a cui ha partecipato proprio il maestro, ha invitato tutti ad assistere alla proiezione del suo capolavoro, ai cui pochi all’inizio credevano, che per la fretta di stampare copie, i produttori avevano quasi distrutto i negativi. “Un buon film è combattere una guerra, un grande film è un miracolo” lo ha detto a chiusura del suo discorso; a 83 anni  e con un peso forma notevolmente ridotto da una drastica dieta,   in autunno Coppola sarà pronto a girare un nuovo film, ci tiene a precisare “indipendente”, “Megalopolis”, un racconto che si preannuncia epico, di dimensioni grandiose, che utilizza la narrazione tipica dei colossal della Hollywood degli anni Trenta per descrivere la New York contemporanea. Il regista è orgoglioso di comunicare che investirà anche risorse personali.

Francis Ford Coppola con i direttori artistici del Taormina Film Fest: Federico Pontiggia Alessandra De Luca e Francesco Alò

Ma i 50 anni del Padrino, festeggiati in Sicilia, hanno avuto un sapore particolare, perché il regista e sceneggiatore di Detroit, ottenne, nel 1973, 3 statuette e 10 nomination agli oscar; quelli vinti complessivamente, durante l’arco della sua carriera, sono stati 6.

“Fui chiamato a girare il film – ha detto con schiettezza – dopo il ‘no’ di molti grandi registi. All’epoca i film di gangster non facevano grandi incassi. E Il padrino doveva essere un piccolo film. Avevo 29 anni, pochi soldi, nessun potere. Erano convinti di potermi imporre qualsiasi scelta, ma non sapevano che studiando all’Università avevo imparato alcuni trucchi per neutralizzare il potere dei grandi professori e ottenere ciò che volevo. Non volevano ambientare il film negli anni ’50, bensì nei ’70, per risparmiare su auto, vestiti, ambientazioni. E volevano girare non a New York, ma a St. Louis, sempre per risparmiare! E poi alla produzione non piacevano gli attori che volevo scegliere, da Brando, uno degli uomini più interessanti che io abbia incontrato, ad Al Pacino, a tutti gli altri. Insomma, ero infelice, avevo due figli e il terzo, Sofia, in arrivo, tanto che quando nacque la usai per la scena del battesimo del primogenito di Michael Corleone. Avevo convinto i produttori che fosse necessario venire a girare in Sicilia, perché il film era ‘cupo, grigio, e in Sicilia avremmo potuto trovare un pò di sole con cui illuminarlo. Invece, per giorni il cielo siciliano fu nuvoloso, e ingannammo il tempo tra granite e giri in questi luoghi bellissimi. Ero uno sconosciuto, eppure tutti mi trattarono con affetto, disponibilità, amicizia. Non l’ho dimenticato. In tutta l’operazione Padrino, fu quello il mio periodo felice”.

Anche per le musiche di quel film fantastico, non tutto filò liscio: “Chiesi al grande Nino Rota, di cui ammiravo le colonne sonore create per Federico Fellini, di trovare qualcosa di più profondamente siciliano per il tema centrale. Alla fine mi venne a prendere all’aeroporto e mi consegnò il celebre Love Theme, a cui il film deve moltissimo”.

Persino quando il film fu ultimato, Coppola non credeva nel suo successo: “Mi ritrovai senza una lira, a riscrivere la sceneggiatura del Grande Gatsby in sole due settimane. Capirete: i figli erano diventati tre! Fu mia moglie ad avvertirmi di cosa stava succedendo a New York: ‘la fila per vedere il tuo film fa il giro dell’isolato in cui si trova il cinema, stanno stampando altre copie, sono tutti impazziti’”.

Foto di: Donatella Elisa Monica Turillo e Michele Cutuli

Grazie all’ufficio stampa Giulia Martinez

 

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