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Cocker

Cocker, che carattere! Una razza stupenda

Arianna Scinardo

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Questa pagina è dedicata a tutti quelli che amano questa straordinaria razza. Il cocker  si sà non ama la vita troppo sedentaria né la solitudine; questa sua caratteristica ne fa un compagno perfetto per i nuclei familiari che hanno bambini, anche in tenera età, o che posseggono altri cani od animali, ma “costringe” il proprietario ad almeno un’ora giornaliera di intensa attività fisica, in quanto quando è lasciato libero (e deve essere fatto) si scatena con la sua corsa repentina ed a scatti; fare jogging con il proprio cane o l’agility sarebbe quindi l’ideale. E’ una razza canina sviluppata e selezionata in Inghilterra con lo scopo di cacciare la Beccaccia: la sua classificazione, quindi, rientra fra i cani da caccia e più precisamente fra i cani “da cerca”. Ha una taglia medio piccola e la sua caratteristica principale, oltre alle lunghe orecchie che arrivano fino al garrese, è un mantello folto e setoso, che può essere liscio o leggermente ondulato ed avere vari colori tra i quali nero, fulvo ed arancio con eventuale presenza di chiazze di colore bianco, principalmente sul torace.
Viste le sue origini, il cocker
La particolarità del carattere del cocker è quella dell’allegria, della giocosità e della grande pazienza, soprattutto nel caso in cui i suoi compagni di giochi siano bambini; grazie alla sua spiccata indole giocherellona e di cane desideroso di coccole, il cocker si è dimostrato un valido compagno in varie occasioni e grande supporto per tutti i bambini (è infatti molto utilizzato nella pet-terapy).
Il possessore di un cocker può quindi stare tranquillo nel lasciare il proprio bambino a contatto con il cane, anche perché questo, vista la sua grande sensibilità, con il crescere si sente e diventa parte integrante della famiglia, ma a patto di seguire delle semplici regole quali, ad esempio, quella di insegnare al proprio figlio a non tirare le orecchie o la coda, a non mettere il proprio viso di fronte al cane (se non è questo che spontaneamente avvicina il proprio muso per dimostrare affetto o ringraziare) o a non urlare. Cosa assolutamente da vietare è quella di cercare di togliere l’osso o di avvicinarsi mentre mangia, in quanto lo considererebbe un atto di intrusione e di sfida.
Se si acquista un cocker da cucciolo, bisogna anche tener conto del fatto che, per un periodo variabile dai tre ai cinque mesi, il cane tende a scoprire il suo ambiente circostante con la bocca; al fine di evitare la distruzione di suppellettili o accessori vari, come pantofole o scarpe, bisogna dare al cane un oggetto abbastanza resistente su cui sfogare questa sua curiosità, vista anche l’attenzione che pone in ogni suo gesto.
Conclusione: il cocker è un cane amorevole che ha bisogno di attenzioni (come quella di spazzolare il lungo pelo quotidianamente), di movimento e di coccole; se si seguono le normali indicazioni e non lo si vizia, dandogli ad esempio in continuazione da mangiare, si avrà un compagno fedele che saprà ripagare, magari con il frenetico muovere la coda, qualsiasi sacrificio fatto. (Fonte: Pets Paradise)

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    Gabriella Cervini

    21 Marzo 2019 at 16:15

    Io ho un coc

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Cocker

Il cirneco dell’Etna, una razza da tutelare

Arianna Scinardo

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Il Cirneco dell’Etna, razza canina primitiva presente sulla nostra Isola da migliaia di anni, entra a far parte del REIS, il registro che raccoglie le Eredità Immateriali della Sicilia. Lo ha deciso la Commissione di Valutazione istituita dall’Assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, presso il Centro Regionale per il Catalogo, diretto da Laura Cappuggi.

Il Cirneco dell’Etna è una razza autoctona di cui si hanno numerose testimonianze sin dall’antichità. Con l’immagine simile alle raffigurazioni egizie del dio Anubi, il Cirneco si trova rappresentato in monete, sculture, pitture, mosaici e testi letterari che ne confermano la sicilianità. Da sempre i Cirnechi hanno appassionato aristocratici per la loro eleganza e aiutato contadini nelle loro attività e nella caccia. Per costruzione fisica, prestanza e agilità, il Cirneco esprime una meravigliosa sintesi di animale perfettamente adattato al proprio habitat: il territorio siciliano. È, infatti, un animale attento, acuto, fulmineo, dinamico, coraggioso, determinato, scattante, veloce elegante e gentile.

Grande soddisfazione per questo riconoscimento viene espressa dal Presidente della Regione, Nello Musumeci, e dall’assessore dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà.
La Commissione si è anche espressa per il riconoscimento, quale patrimonio immateriale, di alcune feste e riti religiosi della Sicilia che sono stati iscritti nel Libro delle Celebrazioni, Feste e Pratiche Rituali. Tra queste “W lu Patri di la Pruvudienzia”, festività di S. Giuseppe che si svolge a Roccapalumba, comune della provincia di Palermo e che si inserisce nel ciclo delle festività tradizionali dedicate al padre di Gesù; la sua peculiarità è legata a S. Giuseppe “nominato” come Padre della Provvidenza.
Patrimonio immateriale anche “La Scinnenza del Venerdì Santo” di Serradifalco (CL) legata ai riti del Venerdì Santo, che presenta particolari ritualità e gestualità tipiche delle rappresentazioni della passione, secondo la descrizione degli antichi Testi Sacri cristiani (Nuovo Testamento) e la “A Festa i Maju”, rito che celebra la Festa Patronale di San Sebastiano da Melilli. La festa rientra tra quelle celebrazioni che, coincidendo con il periodo tardo primaverile, sono collegate oltre che al ciclo della morte-rinascita anche a quello dei fiori ed è legata, quindi, ai canoni dell’abbondanza e della bellezza, quali i miti della cornucopia, di chiara derivazione pagana.

Iscritte al REIS anche la “Festa in onore di S. Leonardo Abate e la “Fiera di S. Leonardo” di Mascali (CT) e le due feste celebrate a Mazzarino (CL), la “Festa Patronale di Maria SS.ma del Mazzaro” a Mazzarino (CL) e la “Festa del SS.mo Crocifisso dell’Olmo – ‘U Signuri di Maju” anche questa testimoniata da una lunga tradizione trasmessa nel tempo anche da numerosi testi.
Fra le tradizioni riconosciute e tutelate con l’iscrizione al REIS anche l’arte di realizzare “Tappeti di Arte effimera di fiori, sale, sabbie e altri materiali organici e naturali”, utilizzata durante varie cerimonie e manifestazioni in diversi luoghi della Sicilia. Si tratta del riconoscimento di un’opera d’ingegno sempre più diffusa in tutta l’Isola.

Mentre nel Libro delle Pratiche Espressive e dei Repertori Orali sono stati iscritti due gruppi che si fanno promotori dei canti della tradizione popolare siciliana: il “Coro Città di Trapani” e il “Val d’Akragas, Cultura Popolare di Sicilia”. Entrambi nati per ricercare, mantenere e divulgare, i canti, le danze e le musiche tradizionali-popolari della Sicilia, con particolare attenzione alla zona nord-occidentale. Il Coro di Trapani, formato da componenti accomunati dallo stesso amore per la cultura popolare siciliana, attinge alle raccolte di Salomone Marino, Pitrè, Favara, Mastrigli, Vig L’apprezzamento è stato effettuato anche in ragione dell’attività di recupero e promozione nel tempo del patrimonio etnomusicologico siciliano con particolare riferimento alla provincia di Trapani, per la riconosciuta capacità del maestro Agostino Giacomazzo di essere rimasto aderente alla peculiarità della tradizione orale trapanese.

Le Eredità Immateriali sono state definite dall’UNESCO come “l’insieme delle pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e tecniche nella forma di strumenti, oggetti, artefatti e luoghi ad essi associati, che le comunità, riconoscono come parte del loro patrimonio culturale”. A queste appartengono, infatti, le tradizioni orali e le forme espressive, compreso il linguaggio da intendere come veicolo del patrimonio culturale immateriale, nonchè le arti dello spettacolo, le pratiche sociali e rituali, gli eventi festivi, le conoscenze e le pratiche concernenti la natura e l’universo, i saperi legati all’artigianato tradizionale.

Il REIS si compone di sei libri: 1)Celebrazioni, Feste e Pratiche Rituali, 2) Mestieri, Saperi e Tecniche, 3) Dialetti, Parlate e Gerghi, 4) Pratiche Espressive e Repertori Orali, 5) Tesori Umani Viventi, 6) Spazi simbolici.

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La Polizia Stradale di Enna salva un cucciolo in autostrada

Arianna Scinardo

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La mattina del 19 maggio scorso, un cucciolo di cane è stato salvato dagli Agenti della Polizia Stradale della Sezione di Enna mentre zigzagava impaurito fra le auto sull’autostrada A/19, in prossimità dello svincolo di Catenanuova, creando anche notevole pericolo per la circolazione stradale.

La bestiola, un meticcio di pochi mesi di colore chiaro, di piccola taglia e non dotato del microchip, è stato notato dagli Agenti del Distaccamento di Catenanuova in servizio sull’autostrada che, rallentando il traffico veicolare, sono riusciti a calmarlo e a portarlo presso gli uffici del Distaccamento dove, dopo essere stato sottoposto alle prime cure, è stato affidato all’associazione “Arca di Noé”.

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La scoperta al mare di Leia nella spiaggia di Criccieth

Arianna Scinardo

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Voglio riportare questo bell’articolo di  Ilenia Colombo

Un incontro totalmente improbabile quello della cagnolina Leia, che dimostra ancora una volta quanto siano speciali gli animali e come possano entrare in empatia con altre specie.

Mentre Rich Wilcock era nella spiaggia di Criccieth Beach, Regno Unito, per trascorrere una bella giornata di pesca con il suo cane Leia, si accorge subito che l’animale non si comporta come fa abitualmente.

La cagnolina appare nervosa, abbaia in direzione del mare e fa di tutto per attirare l’attenzione.

Leia trova qualcosa di importante

L’uomo cerca poi di calmarla e le chiede di seguirlo, invano. La cagnolina, un incrocio della razza Cocker Spaniel, in realtà vuole che sia il suo padrone ad andare verso di lei perché vuole mostrargli qualcosa di molto importante.

«Di solito non abbaia in questo modo e non ha mai tale atteggiamento», spiega Rich, che ha capito subito che qualcosa non andava.

Decide quindi di andare a vedere e trova quella che sembra essere una focena arenata su uno scoglio, ancora viva!

Un bel salvataggio

Non sapendo cosa fare e non avendo segnale sul telefono, Rich decide di fare come il suo istinto gli suggerisce e cerca di rimettere la focena in acqua. Ma una volta in mare, il cetaceo non si muove.

Rich quindi cerca di incoraggiarlo e gli mostra come fare: poco dopo il “delfino” inizia a nuotare e si allontana da lui.

Purtroppo una grossa onda riporta il piccolo cetaceo contro gli scogli. Rich decide di entrare in acqua per aiutarlo e questa volta è quella giusta!

Il piccolo mammifero marino se ne va, sano e salvo!

Complimenti a Leia per averlo avvistato e a Rich per averlo aiutato a tornare in mare!

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