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Eventi

Comunicare la Misericordia

Ivan Scinardo

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Palermo anticipa l’incontro a Cuba di domani tra il Patriarca della Chiesa ortodossa russa Kirill e  Papa Francesco, il primo tra un Patriarca della Chiesa ortodossa russa e il Pontefice dopo lo scisma tra le Chiese del 1054. La presenza di Padre Andrew Parfenchik del patriarcato ortodosso di Mosca, titolare della parrocchia San Alexander Comana, di via Sant’Alessandro a Palermo, nel salone Lavitrano  del palazzo arcivescovile a pochi metri dalla Cattedrale di Palermo, gremito di giornalisti, non è stata casuale,  anzi preparata con cura e a lungo da don Pietro Magro, direttore dell’ufficio ecumenico e dialogo interreligioso della Curia di Palermo. L’occasione la festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.  A moderare l’incontro  il diacono Pino Grasso dell’Ufficio stampa dell’arcidiocesi di Palermo, che ha distribuito ai giornalisti  il messaggio del Santo Padre per la 50ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Un primo gesto di rifiutare la poltrona cardinalizia al centro del tavolo dei relatori lo fa, al suo ingresso in sala, l’arcivescovo Corrado Lorefice, in perfetto stile “Francesco”. Accanto a lui il rappresentante della chiesa ortodossa,  don Pietro  Magro, e il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Riccardo Arena.  “L’Anno Giubilare vissuto nella misericordia possa favorire l’incontro con l’Ebraismo e l’Islam e con le altre nobili tradizioni religiose; ci renda più aperti al dialogo per meglio conoscerci e comprenderci; elimini ogni forma di chiusura e di disprezzo ed espella ogni forma di violenza e di discriminazione”. L’introduzione, del responsabile ecumenico della curia, permette a don Corrado, di parlare del  potere delle parole e dei gesti. Prima di lui una relazione articolata e per certi aspetti pungente e di forte autocritica da parte del presidente dei giornalisti Arena. Parlando della categoria, l’ha definita “cinica”, che rincorre spesso le “non notizie”. E si è meravigliato positivamente nel non avere visto don Corrado, all’inaugurazione dell’anno giudiziario, preferendo stare vicino al dolore di un suo fratello. Siamo una “razza dannata” dice con sarcasmo il presidente dei giornalisti, e don Corrado annuisce con una risata sorniona;… ma anche una categoria di martiri. La nostra è una professione che fa della fede laica una missione, con una classe politica sorda, che ci vuole sempre più disoccupati. “Ci aiuti don Corrado a svegliarci dal lungo torpore, nel ricordo di Don Pino Puglisi, seguendo l’esempio di fratel Biagio. Si faccia da pastore anche di noi e dei 5200 iscritti in Sicilia. Arena ironizza anche sulla frase: “da Sagunto a Saguto”. Qunado il moderatore concede la parola all’arcivescovo, lui manifesta immediatamente ai giornalisti stima e gratitudine. “Il vostro servizio è comunicare e comunicare significa dialogare. Il vostro più alto servizio è comunicare la parola; ogni persona ha una sua dignità e voi dovete rispettarla; oggi più di prima bisogna mantenere alto il tenore delle notizie. Se rimaniamo nelle grandi parole io ci sto! E’ giunto il momento di ridare la parola alla gente, raccontare le storie di chi non ha voce. La parola che diventa segno;  da qui “Comunicazione e misericordia”,  un incontro fecondo. Il vangelo è una bella notizia. E’ necessario condividerlo, non imporlo! Gesù fu il primo comunicatore. L’appello ai giornalisti nella ricerca della verità della notizia, con la comunicazione al servizio dell’incontro.  Noi non siamo a favore della notizia che faccia clamore o favorisca la carriera di qualcuno.  La chiusura con l’appello a condividere l’attesa del nostro tempo perchè l’ Emmanuele,  Dio è con noi.

Nella foto d’apertura: da sinistra: Padre Andrew Parfenchik (Patriarca russo), Don Corrado Lorefice (Arcivescovo di Palermo), Don Pietro Magro (Direttore Uff.Ecumenico), Riccardo Arena (Presidente Ord.Giornalisti – Sicilia), Pino Grasso (Ufficio stampa Arcidiocesi Pa.), Massimo Bellomo (Assostampa Sicilia), Domenico Interdonato (presidente reg. UCSI – Stampa cattolica)

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Padre Andrew Parfenchike

Don Corrado Lorefice

Cultura

“Resurrexit. La speranza dell’uomo”, Adrano 2.0

Ivan Scinardo

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Domenica di Pasqua, è stato possibile vedere in diretta su Facebook, Instagram e sulle principali emittenti tv locali, il cortometraggio “Resurrexit. La speranza dell’uomo”; l’opera è tratta dal Dramma Popolare di don Anselmo Laudine, risalente al 1752, ed ogni anno, viene rappresentata con il nome di “Diavolata ed Angelicata”, nel giorno di Pasqua ad Adrano, alle pendici dell’Etna, in provincia di Catania.

"Resurrexit. La speranza dell'uomo"

Prodotto da Groovy e da Labap, con il patrocinio del Comune di Adrano, che ha fornito costumi e location, il corto fiorisce in un contesto quanto mai straordinario, sia per le note vicende legate alla pandemia, che ha messo in ginocchio tante maestranze del mondo dello spettacolo, sia per i luoghi in cui è sorto, l’entroterra etneo: terre tanto affascinanti, quanto difficili.

In questo scenario, con l’Etna che fornisce appunto un suggestivo ambiente dantesco all’opera, si dipana l’eterna lotta tra il bene ed il male, che vede scontri e tintinnii di spade tra angeli e diavoli con le nerborute fiamme di matrice vulcanica ad evocare la temibile potenza distruttiva del male. Ma all’improvviso, la Risurrezione di Cristo irrompe a travolgere la lotta stessa, con i diavoli increduli di fronte ad un amore così grande, e lo scenario che dalle fiamme dell’inferno, lascia spazio al rifiorire della vita nei bellissimi paesaggi del Simeto, con l’acqua elemento portante di una vita nuova.

"Resurrexit. La speranza dell'uomo"

L’opera è stata adattata e diretta da Pietro Puleo, co-diretta in chiave filmica e nella fotografia da Salvo Diolosà, con il videomaking di Salvo Alberio e Marco Stancampiano, con le luci di Gaetano La Mela, la grafica e gli effetti video di Giovanni Stissi, le coreografie a cura di Ten Dance di Elsa Monteleone e Davide Cavallaro, il Sound e gli effetti audio di Euphonia Audio Studio di Salvo Pesce, le voci di Davide Sbrogiò ed Eleonora Sicurella e il make-up di Veronica Caraci.

"Resurrexit. La speranza dell'uomo"

La produzione ringrazia vivamente le associazioni locali “U Diri” e “Don Anselmo Laudine” per aver partecipato, la Prof.ssa Annarita Marcellino per lo zelo e l’impegno rivolto al progetto, la dott.ssa Agata Rosano, funzionaria Cultura e Spettacolo del Comune di Adrano, l’ufficio turistico, in particolare Mimmo Zermo, il dott. Giuseppe D’Urso, direttore del Museo di Adrano.

E così con le parole e la musica di un illustre adranita, don Alfio Conti, il cortometraggio, ma anche la situazione in cui ci troviamo, pone la potente domanda: “Potrà dal male germogliare il Bene? Dalla morte la Vita?”

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Cultura

Città Segrete, Augias alla scoperta di Palermo

Ivan Scinardo

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Dall’epoca di Federico II, fino ai giorni nostri; Iera sera  su Rai 3 è andata in onda la nuova puntata di Città Segrete, Corrado Augias ci ha portato alla coperta della meravigliosa città siciliana.

Nella terza dell’edizione 2021 di “Città Segrete”, andata in onda sabato 3 aprile alle 21.45 su Rai3, Corrado Augias ci porta alla scoperta di Palermo.

E’ il racconto di una città speciale, enigmatica, da sempre crocevia del Mediterraneo: porto franco, mercato aperto, frontiera e crogiuolo di civiltà, di culture, di etnie, di ragioni e di religioni. Palermo la meticcia, dove i campanili convivono con decorazioni orientali e cupole islamiche. Nata fenicia, poi greco-bizantina, prima che nell’anno 831 i saraceni ne facessero una della loro capitali: “Al Aziz”, la splendida, ricca di 300 moschee.

Nella puntata  di Città Segrete, Corrado Augias ci accompagna in una narrazione della sua Palermo: dall’epoca di Federico II, fino ai giorni nostri con l’omicidio di Pino Puglisi. In una lettura dei luoghi e delle vicende che è certamente storica, artistica, ma anche politica, per ricostruire il senso più profondo che alcuni monumenti e storie hanno avuto per il nostro vivere civile.
Augias conduce lo spettatore non solo sui luoghi e le vie della città, ma tiene il filo del racconto anche in uno studio virtuale, una sorta di grande “terrazza” affacciata su Palermo, tra oggetti 3D e mappe virtuali.

 

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Eventi

Verso la Pasqua, gli esercizi spirituali

Ivan Scinardo

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In preparazione alla Pasqua, si svolgevano un tempo gli “esercizi spirituali”. Una tradizione secolare che si articolava in tre giorni di meditazioni, riflessioni, preghiere.

Si svolgevano in Chiesa anche con particolari momenti di meditazione e si concludevano con la confessione come prescritto dalla norma del Catechismo. Il recente lockdown ha suggerito per le associazioni una formula di “esercizi spirituali a distanza”, come una normale video-conferenza con dibattito e approfondimento dei temi trattati.

Appare veramente originale il progetto adottato nella diocesi di Roma, dove il vescovo ausiliare delegato per la Pastorale familiare Mons. Dario Gervasi ha predisposto un “percorso per accompagnare i fedeli verso la Pasqua” attraverso la proiezione di cinque film della durata di circa venti minuti ciascuno.

I film

“Il deserto”, “La luce”, “La casa del Padre”, “L’amore di Dio” e “Il chicco di grano”. Sono i titoli dei cinque film doc live realizzati da Giuseppe Aquino, regista di cinema, teatro e televisione.

“Questi brevi film, spiega Monsignor Gervasi, nascono dal desiderio di ascoltare la vita delle famiglie direttamente dalle loro parole, in particolare  nel tempo del Covid, e di capire come la Parola di Dio ascoltata in famiglia, illumini il percorso.

Si comincia con la storia della famiglia abbinata a ciascuno dei cinque Vangeli che scandiscono il cammino della Quaresima.

È stato ritenuto un modo per valorizzare il fatto che la Parola di Dio può essere letta insieme  attivando una capacità particolare di ascolto, nella famiglia in quanto piccola comunità.

La storia di una giovane donna

Nei  film scelti, anche la storia di una famiglia siriana accolta  in una nella parrocchia della periferia di Roma , quella di una giovane donna rimasta vedova con tre figli, di una coppia lontana dalla fede che vi si è poi avvicinata grazie all’incontro con un parroco, e quella di due coniugi in difficoltà.

Ecco il nuovo modo di “incontrare”, “meditare”, “dialogare”.

L’emergenza educativa

Su questo modello,  a scuola alcuni anni fa abbiamo realizzato anche “corsi per i genitori”, rileggendo l’emergenza educativa attraverso la proiezione di film che descrivevano le ansie dell’uomo e della donna “in carriera”, la crisi familiare, il destino dei figli senza il papà o senza la mamma e per finire, la gioia di una famiglia che si ricompone.

Si aggiorna, così, il linguaggio della comunicazione che attraverso l’immagine filmica parla e penetra nel cuore dell’uomo contemporaneo, irretito dalle seduzioni della cultura materialista. Vengono sollecitati pensieri e sentimenti che, nel dibattito a commento della proiezione, promuovono stimoli nuovi per “agire secondo i valori enunciati”.

Giuseppe Adernò

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In Tendenza