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Cinema

Corti in Cortile – Festival Internazionale di Cortometraggi

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Tutto pronto per l’ottava edizione di Corti in Cortile – Festival Internazionale di Cortometraggi, che dal 16 al 18 settembre tornerà al Palazzo Platamone di Catania, nella Corte i ntitola ta a Mariella Lo Giudice. A presentare le serate, come ogni anno, la giornalista Simona Pulvirenti, che alle 21 di venerdì darà lo start per l’inizio del concorso: venti lavori in gara, selezionati dal direttore artistico Davide Catalanoe dal vice direttore Tahnee Drago, provenienti da tutto il mondo, in una tre giorni che non sarà solo celebrazione dell’arte cinematografica nella forma estetica del corto, ma anche teatro di incontri con registi, attori, produttori, sceneggiatori, direttori della fotografia, montatori.

Si inizia infatti venerdì 16 di mattina, con l’incontro su “Cinema e psichiatria” tenuto da Totò Calì, Gilberto Idonea e Salvatore Sottile; poi l’inaugurazione delle mostre fotografiche “Guardiamo fuori”, “Life set” e “Anatomia dell’essere”. Dal pomeriggio i workshop curati da Davide Bennato: “Cinema e fumetti”, tenuto da Salvo Di Paola, e “Cinema ed effetti speciali”, con Giovanni Gallo e Lorenzo Di Silvestro. I laboratorio sul Cine-Web del CSVE Centro di servizio del volontariato etneo, con gli interventi di Giuseppe Consales e Davide Magini, l’incontro sul montaggio di Cristiano Travaglioli, e la proiezione dei cortometraggi della sezione “Premio Visione Arte”.

Sabato 17 è ancora laboratorio sul Cine-Web, con l’intervento stavolta anche del direttore artistico di Corti in Cortile Davide Catalano; a seguire l’incontro con il regista Ambrogio Lo Giudice. Nel pomeriggio torna il workshop “Cinema ed effetti speciali”, per proseguire poi con la presentazione del libro di Piergiorgio Di Cara “La stanza dei sospetti”, le proiezioni dei cortometraggi della sezione “Premio Visione Arte” – con l’introduzione del Direttore artistico della Rassegna cinematografica Cinema d’Autore –, e del documentario “Incontri al mercato – tre storie, tre vite” di Dario Albertini.

A concludere domenica 18 la tre giorni dedicata al cinema, il viaggio nei set cinematografici catanesi organizzato da Cineturismo. Il laboratorio cinematografico a cura di Ivan Scinardo, direttore del Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo con la proiezione del documentario “Al centro del cinema”, di Gianandrea Caruso, Chiara Dainese, Davide Minotti, Bernardo Pellegrini, Maria Tilli; il workshop a cura di Davide Bennato “Cinema e videogiochi”, tenuto da Giuseppe Frazzetto, e l’incontro con gli scrittori Nino Branchina, Alessandro Veutro, Antonio Ciravolo, Lina Maria Ugolini, Cirino Cristaldi, curato dalla casa editrice Mondadori e moderato da Diana Anastasi.

A valutare i corti, che verranno proiettati ogni sera dalle 21 in poi, una giuria di esperti di cinema, presieduta dal regista Ambrogio Lo Giudice, e composta daCristiano Travaglioli, autore del montaggio de “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, Davide Bennato, docente presso l’Università degli Studi di Catania,Ivan Scinardo, giornalista e direttore della sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola nazionale di cinema, e Davide Catalano, direttore artistico del Festival.

Corti in Cortile è patrocinato dal Comune di Catania, Assessorato ai Saperi e alla bellezza condivisa, dall’Accademia di Belle Arti di Catania, in collaborazione con il CSVE Centro di servizio del volontariato etneo.

 

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Cinema

Chiusa la 44^ edizione di Efebo d’oro

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EFEBO D’ORO
Festival Internazionale di Cinema e Narrativa

44a edizione / Palermo, Cantieri Culturali alla Zisa
5 – 12 novembre 2022

100 minutes – Ivan Denisovich (Russia, 2021) di Gleb Panfilov,  vince l’Efebo d’Oro per il Miglior Film tratto da un’opera letteraria. A OBEŤ (Sacrificio) di Michal Blaško (Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania 2022) va l’Efebo Prospettive per opere prime o seconde.

Si è chiusa la 44a edizione dell’Efebo d’Oro che quest’anno ha premiato con l’Efebo d’Oro alla carriera – Banca Popolare Sant’Angelo Silvio Soldini, regista lontano dal glamour dei tappeti rossi, coerente e rigoroso nelle scelte registiche, attento a un cinema fatto di tensioni esistenziali troppo spesso irrisolte. L’Efebo d’oro Nuovi linguaggi – Città di Palermo è stato assegnato ai registi Tizza Covi e Rainer Frimmel, rigorosi autori di cinema documentario.

La giuria presieduta da Egle Palazzolo (presidente del Centro di Ricerca per la Narrativa e il Cinema) e composta da João Botelho (regista e sceneggiatore), Robert Cahen (artista visivo), Emanuela Martini (critica cinematografica e direttrice della rivista Cineforum) e Nadia Terranova (scrittrice) ha consegnato l’Efebo d’Oro per il miglior film tratto da un’opera letteraria a 100 minutes – Ivan Denisovich (Russia, 2021), ultimo lavoro del regista russo Gleb Panfilov, con la seguente motivazione: «I film sono storie; il cinema è qualcos’altro, è il modo in cui racconti le storie. Panfilov è un maestro del cinema. ha filmato solo l’essenziale. Il film, adattamento del romanzo Una giornata di Ivan Denisovič di Aleksandr Isaevič Solženicyn, porta con sé una poesia eterna dove sofferenza, libertà e umanità si incrociano e in cui la direzione degli attori è eccezionale. La distruzione di un fragile essere umano da parte di una dittatura è difficile da capire. Un eccellente libro sarà sempre un eccellente libro e un grande film sarà sempre un grande film. Viva Panfilov, viva il cinema».
Menzione speciale a Daughters (Germania, Italia, Grecia 2021) di Nana Neul e menzione speciale per l’interpretazione a Marina Foïs, attrice del film Ils sont vivant (Francia, 2021) di Jeremie Elkaïm .

La giuria dell’Efebo Prospettive per opere prime o seconde, composta da Antonio Bellia (regista e direttore artistico del SiciliAmbiente Documentary Film Festival), Selene Caramazza (attrice) e Daniele Vicari (regista, sceneggiatore e scrittore), ha premiato OBEŤ (Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania 2022) di Michal Blaško e motiva così la scelta: «Una opera prima complessa, matura, che racconta i conflitti sociali senza pietismi né manicheismi, con slancio. La storia della madre single ucraina, che vive in una piccola città ceca con suo figlio vittima di violenza, diviene la cartina di tornasole di una malattia sociale in procinto di esplodere, la xenofobia tra comunità di immigrati in lotta tra loro. Una regia compiuta, molto calibrata. Una scrittura che rende il racconto sorprendente e imprevedibile, con una tensione narrativa forte e crescente».

Il Premio ANDE Palermo Cinema Donna è invece andato a Miss Viborg (Danimarca, 2022) di Marianne Blicher «Per aver affrontato con i toni rassicuranti dei colori verde/azzurro, in maniera originale, il tema della vecchiaia e di come non sia facile accettarla, della solitudine e di come la diffidenza nei confronti del prossimo, causata dalla consapevolezza della propria fragilità, possa essere superata grazie all’amicizia, anche la più imprevedibile».
Menzione speciale a Sabrina Sarabi, regista di No one with the Calves (Germania, 2021).

La giuria degli studenti premia ad ex aequo Miss Viborg e Onoda (Francia, 2021) di Arthur Harari; menzione speciale per la fotografia a Atlantide (Italia, 2021) di Yuri Ancarani.

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Cinema

European journey – film festival

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bblica Maria Konopnicka di Bystrzyca Stara (Polonia); SCOALA GIMNAZIALA, SFANTA VINERI” di Ploieiti (Romania); 32 SUsizuchavane na chuzhdi ezici “Sv.Kliment Ohridski” di Sofia (Bulgaria) hanno incontrato il direttore Ivan Scinardo, per conoscere i processi produttivi di un film documentario.

Per una settimana la Scuola Thomas More sta ospitando, dal 9 al 15 Ottobre, le delegazioni, accompagnate dalla coordinatrice dei progetti Erasmus+ Aurelia Schera e gli insegnanti di Storia, Salvatore Pirrone (Storia), di inglese, Lloyd Melbourne, e di spagnolo Mercedes Rivera Quentana.

Fra gli obiettivi del progetto gli studenti stanno ricercando e preparando i temi dei film che riguardano l’ambiente naturale, il patrimonio culturale e le opere letterarie nazionali delle regioni partner.

Tutto ciò amplierà le loro conoscenze; attraverso il lavoro di squadra, aumenterà la loro autostima, la fiducia, le capacità di comunicazione e la creatività.

 

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La “luce” del grande artista Nicola Scafidi”

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Il volume

E’ stato presentato nei giorni scorsi nel prestigioso salone del circolo canottieri Lauria di Mondello il libro” Set cinematografici siciliani” (Mohicani editore di Pietro Scaglione), curato dalla figlia di uno dei più importanti fotografi di scena italiani Nicola Scafidi.

Angela ha curato un volume che contiene le foto scattate da suo padre nei più importanti set allestiti nell’isola. Alla presentazione moderata dalla giornalista Claudia Mirto ho partecipato anch’io assieme ai colleghi Daniele Billitteri e Mimmo Rizzo.

Lo sguardo curioso e attento di Nicola Scafidi, fotoreporter e collaboratore del quotidiano palermitano “L’Ora”, restituisce momenti di vita delle maestranze e degli attori impegnati nella realizzazione di opere filmiche entrate nella storia del cinema: dal “Gattopardo” di Luchino Visconti alla trilogia sui misteri italiani di Francesco Rosi (“Salvatore Giuliano”, “Il Caso Mattei”, “Lucky Luciano”); da “Viva L’Italia” di Roberto Rossellini a “Il Viaggio” di Vittorio De Sica, da “Vulcano” di William Dieterle a “I racconti di Canterbury” di Pierpaolo Pasolini”; dal “Giorno della Civetta” di Damiano Damiani al “Mafioso” di Alberto Lattuada.

Un estratto

Ecco un estratto dal titolo: La “luce” del grande artista Nicola Scafidi” che ho voluto dare come contributo personale al libro

Le foto di scena di Nicola Scafidi, come vetrina di un film, che raccontano il complesso processo di immagine attorno al quale poi venivano costruiti i trailers e tutto il packaging, da intendersi chiaramente come impalcatura estetica. Scafidi ha lavorato tantissimo nella sua lunga carriera di fotografo di scena, incarnando un ruolo, che va sicuramente annoverato fra i mestieri più affascinanti e discreti del cinema. Gli scatti, rigorosamente in bianco e nero, rappresentano ancora oggi un punto di vista diverso che non si allontana mai dal set. Scafidi se ne stava spesso in penombra, quasi a diventare invisibile; non era illuminato dalla key light  che generalmente sta sempre puntata  sugli attori.   La passione per la fotografia di Nicola Scafidi, ereditata dal padre, non lo ha mai abbandonato; il lavoro certosino di ricostruzione e catalogazione che sta facendo la figlia Angela è un vero e proprio atto d’amore, per mantenere viva la memoria di un grande uomo che con i suoi migliaia di fotogrammi è da considerarsi a pieno titolo nella storia del nostro tempo. Il termine fotografia deriva dalla congiunzione di due parole greche: luce (φῶς, phṑs) e grafia (γραφή, graphḕ), ne deriva che fotografia significa “scrittura di luce”. Quest’opera è “Luce!”

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In Tendenza