Connect with us

Cultura

 Uno strappo nel globo di carta. Riflessioni in libertà

Laura Bisso

Published

on

Era necessario l’ arrivo del Coronavirus per dimostrare a tutto il pianeta che viviamo in un mondo estremamente fragile e fondato più sull’ apparire che sull’ essere?

Nell’ arco di un mese, con un semplice soffio d’ aria, si è scatenata una tempesta che, originatasi in Cina e diffusasi rapidamente dal Nord al Sud del globo terrestre, ha spazzato via e, ancora purtroppo, continua a farlo, migliaia di vite.

Scossi nel nostro delirio di onnipotenza

Il Coronavirus ci ha costretti a cambiare le nostre  abitudini ed esigenze quotidiane. Convinti di vivere in un mondo globale e di essere informati  dai dispositivi tecnologici su tutto e su tutti, sempre, il Coronavirus ci ha fatto comprendere che il mondo virtuale è lontano da quello reale.

Abbiamo dei limiti e delle barriere mentali e fisiche che dobbiamo abbattere per superare i confini del nostro, è necessario rafforzare la conoscenza, sempre più nella profondità, del nostro essere.

Il nostro modo di pensare e di essere ci si rivela infatti fondato su false illusioni e direi quasi, ottenebrato da una visione egoistica e molto ristretta di ciò che ci circonda.

Anche la scienza medica, nonostante i progressi compiuti, dinnanzi al Coronavirus,  ha dovuto riconoscere la propria inferiorità nella lotta all’ epidemia scatenata dall’ invisibile nemico.

La complessa trama della nostra mente, intessuta di speranze, è stata sfilacciata dalla paura del virus.

Ci eravamo illusi di poter vivere una vita sempre più longeva

Scienziati di tutto il mondo non hanno ancora trovato il farmaco per distruggere il virus e ritornare alla vita.

Non dobbiamo lasciarci abbattere, al contrario dobbiamo reagire, rafforzarci per poter ancora godere del dono meraviglioso della vita.

Pertanto, è necessaria la coesione di tutti gli essere umani, ricreare un nuovo Umanesimo che si svolga parallelamente ad uno sviluppo solidale della società tutta.

Abbiamo imparato da questa esperienza dolorosa quanto siano importanti gli affetti, i cari, gli amici dai quali dobbiamo stare lontani, ma sempre presenti nel nostro cuore,  e soprattutto  dobbiamo ricordare e ringraziare, seguirne l’ esempio di  coloro che si sono impegnati a prezzo della loro vita per salvarne altre.

Laura Bisso

 

Cultura

Le Fotografe, una docu-serie di Sky arte

Ivan Scinardo

Published

on

9 mesi di produzione nell’anno più difficile della storia recente dell’umanità, da Lunedì 24 maggio esce la nuova ultima fatica di Francesco Raganato: LE FOTOGRAFE, la prima docu-serie dedicata all’arte e ai racconti di 8 fotografe italiane. Raganato, autore del film Digital, è molto soddisfatto di questa importante produzione fortemente voluta dal direttore di rete Roberto Pisoni.

8 episodi

Otto diversi episodi in cui la fotografia è la chiave che ci permette di esplorare temi complessi, ma anche leggeri e delicati. Tutto attraverso lo sguardo delle fotografe

I nomi delle protagoniste

Ecco i nomi delle super protagoniste delle otto puntate: Guia Besana, Ilaria Magliocchetti Lombi, Sara Lorusso, Carolina Amoretti Carolina PetitAmour, Maria Clara Macrì, Roselena Ramistella, Zoe Natale Mannella, Simona Ghizzoni.

Da lunedì 24 maggio, alle 21.15 su Sky Arte.

Continue Reading

Cultura

Conversos, inquisitori e vescovi tra Spagna e Sicilia

Ivan Scinardo

Published

on

inquisitori

Seconda conferenza in streaming, con Fabrizio D’Avenia, dal titolo: Conversos, inquisitori e vescovi tra Spagna e Sicilia (secc. XV-XVII)

Nell’ambito delle attività in programma per il “Maggio di Seta”, l’Instituto Cervantes di Palermo presenta la seconda conferenza dal titolo “Conversos, inquisitori e vescovi tra Spagna e Sicilia (secc. XV-XVII)”, tenuta dal professore Fabrizio D’Avenia.

Giovedì 6 maggio, alle ore 17:00, D’Avenia, tratterà della vasta geografia della Monarchia spagnola degli Asburgo, ormai da tempo considerata uno spazio storiografico di grande interesse.

È qui che si incrociano fenomeni tanto di integrazione o esclusione di gruppi sociali e religiosi, come nel caso dei “conversos”, quanto di circolazione di prelati impegnati nel controllo delle istituzioni ecclesiastiche, come vescovi e inquisitori. 

La Sicilia fu parte integrante di questo “scambio” di gruppi e individui che, con il sostegno delle rispettive reti familiari e clientelari, contribuirono alla costruzione del composito e policentrico impero spagnolo.

Fabrizio D’Avenia

è professore associato di Storia del Cristianesimo e della Chiese presso il Dipartimento Culture e Società dell’Università degli Studi di Palermo. 

Suo attuale campo di ricerca è la storia religiosa e politico-ecclesiastica, su cui ha tra l’altro pubblicato la monografia La Chiesa del re. Monarchia e Papato nella Sicilia spagnola (secc. XVI-XVII) (Carocci, 2015). 

Dal 2013 è membro del Laboratorio de Estudios Judeoconversos dell’Universidad di Córdoba e nel 2018 è stato visiting professor presso l’Université Paris-Sorbonne e Directeur d’Etudes Associés della Fondation Maison des Sciences de l’Homme.

L’incontro, che si svolgerà in lingua italiana con traduzione simultanea in spagnolo, a partecipazione gratuita, sarà fruibile in streaming attraverso la piattaforma Zoom. 

Per iscriversi è necessario registrarsi al seguente link: https://forms.gle/etyv4T9nEEShXFuVA. La mattina stessa dell’incontro verranno inviate le indicazioni per connettersi. Si prega di registrarsi entro le ore 12.00 di giovedì 6 maggio.

Ufficio stampa Istituto Cervantes Palermo

Rosa Guttilla +39 333 77 60 130

Continue Reading

Cinema

La cultura darà un grande contributo alla ripresa del Paese

Ivan Scinardo

Published

on

La cultura “darà un grande contributo alla ripresa del Paese”, lo dice il ministro Franceschini, che sottolinea come nel piano che oggi il premier Draghi porterà in Parlamento ci sia una parte molto importante di risorse, nel complesso 6,675 miliardi di euro, una cosa che dimostra, sottolinea il ministro pd, “che l’attenzione di questo governo nei confronti della cultura è molto forte”.

Da interventi sugli attrattori culturali nelle città metropolitane, “ad una grande operazione di rilancio dei borghi- elenca – dall’intervento sulla sicurezza antisismica nei luoghi di culto alla digitalizzazione del patrimonio.

Un grande investimento

Un grande investimento sulla cultura”. L’obiettivo, fa notare Franceschini, è quello di incrementare il livello di attrattività del sistema culturale e turistico del Paese attraverso la modernizzazione delle infrastrutture, materiali e immateriali”. In particolare si tratta di 4,275 miliardi di euro a cui si sommano nel Fondo Complementare gli investimenti del Piano Strategico Grandi attrattori culturali, per 1,460 miliardi per 14 interventi. Si va dalle piattaforme e le strategie digitali per il patrimonio culturale, al miglioramento dell’efficienza energetica di cinema, teatri, musei.

La rigenerazione dei tanti piccoli borghi di cui è cosparsa l’italia, la messa in sicurezza delle chiese di torri e campanili con il Recovery Art.

L’industria del cinema

Dalla protezione e la valorizzazione del patrimonio rurale allo sviluppo della industria cinematografica con investimenti anche per Cinecittà e per il Centro sperimentale di cinematografia. Da piani di intervento per favorire la ripresa dei settori creativi a 14 interventi strategici per i “Grandi attrattori”, da Porto Vecchio di Trieste allo Stadio Franchi di Firenze , dal recupero dell’ex Complesso della Manifattura Tabacchi di Palermo dal Museo del Mediterraneo Waterfront a Reggio Calabria, dal restauro della Colombaia a Trapani al recupero del real Albergo dei Poveri a Napoli. (ANSA).

Continue Reading

In Tendenza