Cultura
Uno strappo nel globo di carta. Riflessioni in libertà
Era necessario l’ arrivo del Coronavirus per dimostrare a tutto il pianeta che viviamo in un mondo estremamente fragile e fondato più sull’ apparire che sull’ essere?
Nell’ arco di un mese, con un semplice soffio d’ aria, si è scatenata una tempesta che, originatasi in Cina e diffusasi rapidamente dal Nord al Sud del globo terrestre, ha spazzato via e, ancora purtroppo, continua a farlo, migliaia di vite.
Scossi nel nostro delirio di onnipotenza
Il Coronavirus ci ha costretti a cambiare le nostre abitudini ed esigenze quotidiane. Convinti di vivere in un mondo globale e di essere informati dai dispositivi tecnologici su tutto e su tutti, sempre, il Coronavirus ci ha fatto comprendere che il mondo virtuale è lontano da quello reale.
Abbiamo dei limiti e delle barriere mentali e fisiche che dobbiamo abbattere per superare i confini del nostro, è necessario rafforzare la conoscenza, sempre più nella profondità, del nostro essere.
Il nostro modo di pensare e di essere ci si rivela infatti fondato su false illusioni e direi quasi, ottenebrato da una visione egoistica e molto ristretta di ciò che ci circonda.
Anche la scienza medica, nonostante i progressi compiuti, dinnanzi al Coronavirus, ha dovuto riconoscere la propria inferiorità nella lotta all’ epidemia scatenata dall’ invisibile nemico.
La complessa trama della nostra mente, intessuta di speranze, è stata sfilacciata dalla paura del virus.
Ci eravamo illusi di poter vivere una vita sempre più longeva
Non dobbiamo lasciarci abbattere, al contrario dobbiamo reagire, rafforzarci per poter ancora godere del dono meraviglioso della vita.
Pertanto, è necessaria la coesione di tutti gli essere umani, ricreare un nuovo Umanesimo che si svolga parallelamente ad uno sviluppo solidale della società tutta.
Abbiamo imparato da questa esperienza dolorosa quanto siano importanti gli affetti, i cari, gli amici dai quali dobbiamo stare lontani, ma sempre presenti nel nostro cuore, e soprattutto dobbiamo ricordare e ringraziare, seguirne l’ esempio di coloro che si sono impegnati a prezzo della loro vita per salvarne altre.
Laura Bisso
Arte
“Il Segno dei 3” Buttitta, Guttuso, Maggio
«Per essere poeta bisogna amare tutto della vita»: è una delle frasi più intense e significative di Ignazio Buttitta, poeta siciliano.
Un pensiero che sembra attraversare idealmente Il segno dei tre, mostra che non è solo un’esposizione, ma un racconto di relazioni, influenze e affetti, in cui pittura, poesia e scultura si intrecciano sotto un’unica identità: la Sicilia.
La mostra a Palazzo Riso di Palermo
Al centro della mostra non ci sono soltanto tre grandi personalità del Novecento, ma soprattutto il filo invisibile che le unisce: un sistema di influenze reciproche e di sodalizi intellettuali e affettivi che affondano le radici a Bagheria, luogo simbolico e generativo. Una città capace di dare i natali e un’identità profonda a figure come Ignazio Buttitta, Renato Guttuso e Nino Maggio e, più in generale, a quella costellazione culturale che comprende anche Giuseppe Tornatore e Ferdinando Scianna. Un microcosmo creativo in cui le arti non si separano, ma si contaminano e dialogano costantemente.
A partire da Renato Guttuso che, fin dagli anni giovanili, manifesta una naturale tensione verso linguaggi diversi, i quaderni liceali, esposti per la prima volta, delineano un segno ancora incerto, ma già attraversato da un’urgenza narrativa e civile destinata a caratterizzare tutta la sua opera.
Allo stesso modo, le poesie di Ignazio Buttitta presentate in mostra, con cancellature, varianti e annotazioni, rivelano un processo creativo che dialoga con il gesto visivo: la parola come materia da incidere e modellare, non distante dalla pratica della pittura o della scultura. È in questo spazio di confine tra linguaggio verbale e linguaggio visivo che il progetto curatoriale trova una delle sue chiavi di lettura più efficaci, facendo emergere il “dettaglio” come indizio, secondo il paradigma investigativo di Umberto Eco e Thomas Sebeok da cui la mostra prende il titolo.
In questo intreccio si inserisce lo scultore Nino Maggio, con le sue opere sospese tra memoria contadina e sperimentazione contemporanea, tra legno e automatismi, una perfetta sintesi che esalta la genuinità dei tre artisti.
Il segno dei tre restituisce così l’immagine di un Novecento siciliano vissuto come trama di relazioni profonde: una grande famiglia di maestri che si sono osservati, influenzati e sostenuti a vicenda, condividendo una stessa responsabilità nei confronti della realtà e della storia. A Palazzo Belmonte Riso, questo dialogo torna a farsi visibile come atto collettivo, in una terra che si fa poetica perché capace, ancora, di amare tutto della vita.
Il progetto espositivo curato da Nara Bernardi, Evelina De Castro e Salvatore D’Onofrio, è aperto al pubblico fino al 4 Gennaio 2025 al Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Belmonte Riso di Palermo.
Arianna Scinardo
Cultura
La scuola diffonde musica e armonia
L’’Orchestra da Camera degli Allievi e docenti del Liceo Musicale Statale “G. Turrisi Colonna” di Catania, diretta dalla bacchetta decisa e sicura del Maestro Fabio Raciti, docente di Violino e Musica da Camera, in occasione del Santo Natale, ha diffuso armonia e messaggi di serenità, di pace e di benessere nelle sedi istituzionali e negli ospedali della Città.
Un organico strumentale di venti elementi tra archi, legni, ottoni e percussioni, si è esibito nel salone dei ricevimenti della Prefettura di Catania alla presenza delle massime Autorità Civili, Militari e Religiosi, della Città; il Prefetto Pietro Signoriello, ha molto apprezzato il nutrito repertorio tradizionale Natalizio.
Dono generoso degli studenti del Liceo Musicale “Turrisi Colonna”
La Dirigente del Liceo “Turrisi Colonna”, Emanuela Gutkowski, si è complimentata anche per l’ ottima esecuzione in occasione della quinta edizione del “Concerto del Finanziere” in servizio e in congedo e dei loro familiari, organizzato dal Generale di Brigata Marco Filipponi, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Catania.
Sinfonie Natalizie di Anderson, Gruber, Berlin, Strauss e tanti altri hanno echeggiato nella splendida cornice della Chiesa Regina Apostolorum del Seminario Arcivescovile dei Cherici, creando un’atmosfera magica e tradizionale e poi ancora presso l’ Azienda ospedaliera Universitaria del Policlinico ” Gaspare Rodolico”, alla presenza di tanti ospiti del reparto di Ematologia, dei loro familiari, di medici e operatori sanitari diretti dal Professore Francesco Di Raimondo.
Gli ospiti di Casa Santella
Presenti anche gli ospiti di “Casa Santella” della Fondazione Fon.ca.ne.sa, insieme alla presidente Rosalba Massimino e presso l’ ARNAS Garibaldi di Nesima, dove non sono mancati gli auguri musicali nel pronto soccorso Pediatrico e nell’ Auditorium della Clinica di Endocrinologia dell’ Università di Catania.
Tra i presenti il Professore Giuseppe Ettore, Primario di Ginecologia e Direttore del Dipartimento Materno – Infantile ed il Provveditore agli studi , Dirigente dell’ Ambito Territoriale di Catania.
Ai concerti hanno preso parte il conduttore Salvo La Rosa, i Soprani Giulia Presti e Lusinè Tishinian e Carmen Salamone, il baritono Salvo Todaro e i Tenori Davide Benigno e Federico Parisi.
” Musicalmente insieme…note di Vita“ è stato un ambizioso progetto che ha coinvolto la Rete dei quindici licei musicali della Sicilia, grazie alla collaborazione tra Ufficio Scolastico Regionale, Assessorati alla Salute e Istruzione della Regione Siciliana, portando solidarietà nei reparti degli Ospedali Siciliani.
Giuseppe Adernò
Cultura
Gran concerto nella chiesa di Cristo Re
L’evento, promosso dal “Gruppo Culturale Padre Gaetano Zito” e sostenuto dalla dottoressa Maria Carmela Librizzi, già Prefetto di Catania, ha saputo unire l’eccellenza musicale a un profondo momento di riflessione civica..
La serata si è aperta con l’intervento di Carmelo Rizzo, presidente del Gruppo Culturale, che ha rivolto un sentito appello ai presenti affinché siano “artigiani di giustizia e pace”, richiamando la missione del Gruppo che, nato nel 2023, si impegna nella promozione della cultura e della legalità in risposta all’invito di Papa Francesco ai giovani a “fare rumore”.
Il momento culturale è proseguito con la lettura del celebre discorso di Pericle agli Ateniesi, declamato dalla dottoressa Maria Carmela Librizzi. La scelta di questo testo storico, che esalta i valori della democrazia, della giustizia e della partecipazione civica, ha fornito un ponte ideale tra la grande tradizione classica e l’impegno contemporaneo.
L’Orchestra da Camera Catanese, diretta magistralmente dal Maestro Fabio Raciti, ha animato il concerto che nell’articolato programma ha percorso un viaggio ricco, elegante e coinvolgente attraverso alcune delle pagine più belle della musica classica e lirica. Sono stati eseguiti capolavori di maestri come Mozart, Verdi, Puccini, Bellini e Charpentier, con l’esibizione del baritono Salvo Todaro, dei soprani Angela Curiale e Carmen Salamone, e del tenore Davide Benign
Sotto la direzione del Maestro Fabio Raciti, il pubblico si è emozionato sulle note di arie indimenticabili come la Casta diva dalla Norma di Bellini, O mio Babbino caro da Gianni Schicchi di Puccini e il celeberrimo Nessun dorma da Turandot.,
Il parroco della Chiesa Cristo Re, Padre Roberto Rosario Catalano , ha evidenziato che il concerto non è stato solo un momento di cultura e bellezza, ma anche un prezioso dono di serenità e di pace per tutti i presenti, a dimostrazione che l’arte e la musica possano essere non solo veicolo di riflessione sociale e spirituale, ma anche un efficace strumento per avvicinare chi è lontano dalla fede.
Giuseppe Adernò
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