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Giornalismo

L’utilizzo dei videogiochi fa male? Ecco alcune riflessioni

Arianna Scinardo

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Nell’ultimo ventennio le persone, tra cui gli adolescenti hanno sviluppato particolare interesse per i videogiochi, preferendoli alla lettura o agli svaghi all’aria aperta. Adulti e ragazzi per sfuggire all’ozio decidono di passare le giornate chiusi in casa davanti ad un televisore. Molti adolescenti giocano ai videogiochi per solitudine, alle volte aiutano a far riemergere la parte più estroversa di se stessi, altri grazie ai videogiochi acquisiscono sicurezza e determinazione non lasciando mai qualcosa in sospeso altrimenti sarebbe “GAME OVER “!

A volte quando nella vita privata si hanno dei problemi i videogiochi aiutano a superare lo stress di quel periodo, inoltre molti di questi stimolano la fantasia, di conseguenza fanno acquisire al “GAMER “(colui che gioca) un pensiero ottimista e fantasioso sulla realtà.

Tuttavia i videogiochi, se utilizzati in maniera inappropriata e sregolata possono creare dipendenza in tutte quelle persone (soprattutto i giovani) che pensano il videogioco come l’unica cosa di cui potersi fidare. Molti ragazzi passano le giornate davanti i videogiochi non comprendendo che si stanno isolando dall’ambiente esterno, purtroppo ci sono anche alcuni adolescenti che superano la fase della dipendenza……per poi diventare fanatici, capaci di uccidere o di uccidersi per tutti coloro che hanno un giudizio negativo sulla loro opinione.

A questo punto giungo alla conclusione che non posso esprimere un giudizio positivo o negativo sui videogiochi, perché tutto se utilizzato in maniera eccessiva e sregolata fa male

Arianna Scinardo

 

Cinema

Lo sciacallo di Dan Gilroy, e il giornalismo spettacolo

Ivan Scinardo

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Lo sciacallo di Dan Gilroy (2014)

“Se fatti cruenti e sanguinosi non accadono, basta farli accadere” è il motto di un ladruncolo che, trovandosi per caso sul luogo di un incidente stradale decide di riprenderlo in tutti i suoi particolari più cruenti.

Quando vede che dei reporter free-lance lo stavano già facendo decide di intraprendere quella carriera e iniziare così a inanellare successi di audience. E’ la sua produttrice che intuisce le sue potenzialità e lo spinge sempre più a osare.

Lo scenario del film è la notte, passata tutto il tempo dall’uomo, un bravo Jake Gyllenhaal, che, come uno sciacallo, attende la tragedia per filmarla.

L’ascolto della radio della Polizia

Si mette in ascolto delle comunicazioni radio della Polizia in attesa che succeda qualcosa. Ottimo esordio alla regia per Gilroy, che sceglie di mostrarci il lato più cinico e meschino del fotoreporter in chiave moderna, ponendo al centro della vicenda un ragazzo venuto dal nulla con un passato di disprezzi e umiliazioni.

I punti di forza del film oltre alla regia e alla sceneggiatura anche la fotografia di Robert Elswit e la colonna sonora di James Newton Howard.

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Ci vediamo la scena del colloquio in cui Lou Bloom l’attore Jake Gyllenhaal fa il colloquio a Rik, Rizwan Ahmed, conosciuto anche come Riz MC,  un attore e rapper britannico di origini pakistane che lo assume come suo assistente

 

 

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Cinema

L’inventore di favole di Billy Ray (2003)

Ivan Scinardo

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L’inventore di favole di Billy Ray, un racconto onirico del giornalismo

Quinto Potere, Prima Pagina o Dentro la notizia, potrebbero essere i titoli dei film che più si avvicinano alla sceneggiatura di questo film che racconta la storia vera di Stephen Glass, un giovane di 23 anni entrato come redattore nell’autorevole rivista di politica e cronaca, The New Republic dopo un percorso da freelance in riviste del calibro Rolling Stone, Harper’s e George.

Alla metà degli anni 90, gli articoli di Glass avevano fatto di lui uno dei giovani giornalisti più ricercati di Washington, ma una strana catena di eventi bloccò dall’oggi al domani la sua brillante carriera.

Il protagonista del film L’inventore di favole è l’attore Hayden Christensen

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MymoviesMymovies

Andrea Chirichelli su Mymovies scrive: “Ne L’inventore di favole parla non sono della ascesa e della caduta di uomo, ma anche e soprattutto della libertà di stampa.

Colpisce anche l’etica nel giornalismo, valore essenziale, ma spesso dimenticato, in un mondo dominato dalla comunicazione”.

“L’America costruisce molti miti ed altrettanto facilmente li distrugge. Epifanica di questo processo è la storia di Stephen Glass, giornalista di grande successo agli inizi degli anni 90′, caduto giustamente in disgrazia alla scoperta che buona parte dei suoi “scoop” erano inventati di sana pianta”.

L’inizio del film

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Cinema

Il solista di Joe Wright, un film emozionante

Ivan Scinardo

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Il solista di Joe Wright (2009), è un film capace di restituire grandi emozioni

L’ispirazione del film viene dall’omonimo libro di Steve Lopez, pubblicato nel 2008, si basa sulla vera storia dell’incontro tra Nathaniel Ayers, un musicista senzatetto affetto da schizofrenia e Steve Lopez, un giornalista del Los Angeles Times.

E’ proprio lui che, come una sorta di viaggio dagli inferi alla terra, costruisce una improbabile amicizia con un uomo che vive per le strade di Los Angeles. Il potere unificante della musica li fa sentire magicamente vicini nella precarietà della vita.

Un lavoro di routine

Il lavoro al giornale era diventato privo di stimoli ed emozioni; un matrimonio fallito alle spalle con una collega giornalista. La svolta avviene dopo l’incontro con un uomo, vestito di stracci, che suona un violino malandato con sole due corde.

In un primo momento il giornalista vede risvegliare in sé la passione di raccontare e scrivere articoli per la sua rubrica poi però capisce che deve impegnarsi a fondo per i senza fissa dimora. Nel film Il solista, intraprende così un viaggio interiore nella sua anima che lo cambia per sempre.

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Il  finale del film con la lettura dell’articolo che il giornalista scriverà sul musicista che ha vissuto da clochard

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In Tendenza