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I nonni, pilastro della famiglia. Lo dice l’Istat

Ivan Scinardo
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C’è una percentuale preoccupante, comunicata dal direttore centrale dell’area statistiche sociali dell’Istat, Linda Sabbadini, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nei giorni scorsi alla Camera dei deputati;  al sud una donna su 5 rinuncia a entrare nel mercato del lavoro, perché deve accudire a figli piccoli.  

Alta la percentuale

Tropo alta la percentuale, il 20%, rispetto al resto d’Italia. Un impegno che resta difficile se non impossibile a volte, quello di mettere insieme lavoro e famiglia considerato che l’11,1% delle donne che hanno avuto almeno un figlio nella vita non ha mai lavorato per prendersi cura della prole; il 17% nel caso ne abbia avuti 2 e il 19% nel caso ne abbia avuti 3 o più. Troppe se si considera che la media europea si ferma al 3,7%.

Nonni e nonne pilastri

Sono i nonni ma soprattutto le nonne il vero pilastro delle giovani famiglie italiane. Lo sono sempre stati ma ancor di più oggi rendono possibile e soprattutto sostenibile conciliare vita e lavoro a milioni di donne: baby sitter a tempo pieno almeno fino ai 10 anni dei bambini delle giovani coppie. La ricercatrice spiega che: “Nei casi in cui entrambi i genitori sono occupati, i nonni se ne prendono cura nel 60,4% dei casi quando il bimbo più piccolo ha 2 anni; nel 61,3% quando ha da 3 a 5 anni e nel 47,1% se più grande. Valori che superano il 65% nel caso del Mezzogiorno”, elenca ancora l’Istat che ribadisce come in Italia i figli siano ancora elemento “di forte criticità” per le donne italiane.

Le giovani donne con figli piccoli sono le più penalizzate (-2,1 punti percentuali rispetto al 2017). Il livello di istruzione poi ha “un forte impatto nella mancata partecipazione delle donne con responsabilità familiari”, con il gap rispetto alle donne senza figli, che si riduce al crescere del titolo di studio; il rapporto tra i due tassi sale dal 53,8% per le donne con al massimo la licenza media, al 72,6% per le diplomate, fino ad arrivare al 90,2% per le laureate.

Ma tornando al ruolo fondamentale dei nonni, adesso, con la diffusione del coronavirus, sono costretti a rimanere in casa, questo il consiglio da parte di tutti, istituzioni e familiari. Gioco forza si occupano dei nipoti con le scuole chiuse e con i genitori al lavoro a regime ridotto, perché a soffrire in assoluto sono le attività commerciali in assenza di clienti.

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