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Cultura

Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza

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Omaggio a Sant’Agata. La sera del 24 novembre nella piazzetta antistante al Santo Carcere, con la partecipazione del Prefetto, Maria Carmela Librizzi, dell’Arcivescovo, Mons. Luigi Renna, del Questore, rappresentato dal Cav. Gianfranco Truglio, numerosi cittadini si sono riuniti in preghiera ed hanno coralmente espresso e manifestato la condanna della violenza contro le donne.

Nel messaggio di indirizzo, l’Arcivescovo, citando il monito di papa Francesco “Le varie forme di maltrattamento che subiscono molte donne  sono una vigliaccheria e un degrado per gli uomini e per tutta l’umanità. Non possiamo guardare dall’altra parte. Le donne vittime di violenza  devono essere protette dalla società”.

Ferire una donna è oltraggiare Dio, che da una donna ha preso l’umanità, come da una donna, la Chiesa donna, prende l’umanità dei figli“, ha denunciato il dramma delle 103 donne vittime della violenza domestica ed ha fatto rifermento anche alla mamma catanese uccisa dal figlio.

Il gesto simbolico dell’omaggio floreale, ha detto l’Arcivescovo, sarà un segnale che la comunità ecclesiale e cittadina ripeterà ogni anno, aprendo il solco di una nuova tradizione in risposta alle emergenze della società di oggi.

Una giovane vigilessa del Corpo dei Vigili del fuoco è salita sulle scale per deporre i fiori bianchi alla finestra del carcere romano, poi inglobato sulle mura di fortificazione della città ad opera di Carlo V.

Nella piazzetta c’è anche l’albero di ulivo che secondo la tradizione ricorda il sandalo caduto alla Vergine Martire nel passaggio dal tribunale al carcere nei giorni del martirio.

Nel saluto di ringraziamento ai numerosi partecipanti la presidente del Comitato per la Festa di S Agata, Mariella Gennarino ha ribadito l’impegno civico per un’efficace sensibilizzazione verso la cultura del rispetto verso le donne che coinvolge le famiglie, la scuola e la società intera.

La violenza non è  segno di forza, ma  di profonda debolezza,  e  i dati che riguardano le violenze sulle donne continuano a rappresentare un dramma nazionale. La presidente Giorgia Meloni ha dichiarato che “Come Governo intendiamo incentrare il nostro impegno su tre pilastri d’azione: prevenzione, protezione e certezza della pena”.

Giuseppe Adernò

Cultura

Catania com’era, l’occhio del Grand Tour

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MOSTRA DI LIBRI E DISEGNI  ALLA “BADIA” fino al 27 aprile

Alla cerimonia di inaugurazione, sabato 28 gennaio, è intervenuto l’Arcivescovo Mons Luigi Renna, l’Arcivescovo emerito Mons. Salvatore Gristina, e la mostra, con la partecipazione di un vasto e qualificato pubblico è stata presentata dal rettore della Badia, don Massimiliano Parisi, dalla prof.ssa Rosalba Panvini e dal prof. Damiano Calabrese, Presidente dell’ Associazione Amor Librorum.

Il coro grande delle Monache della barocca “Badia di Sant’Agata”, nei pressi di piazza Duomo, ospiterà fino al 27 aprile una preziosa mostra di libri con litografie, immagini, acquarelli, disegni, incisioni, elaborati dai pittori come Luigi Mayer e Kniep, che  Settecento e nell’Ottocento accompagnavano  i viaggiatori appartenenti all’aristocrazia e alla ricca borghesia europea.

Attraverso le immagini si osserva com’era Catania, ricostruita dopo il tragico terremoto del 1693  e la colata lavica del 1669   e si osservano le graduali trasformazioni di facciate, piazze e campanili,

Testi preziosi e libri di collezionisti privati vengono messi a disposizione di un vasto pubblico per favorire un’attenta lettura delle trasformazioni che la città ha subito nella costruzione dei palazzi accanto a quelli esistenti e della visione della piazza con il caratteristico obelisco sull’elefante, simbolo della Città di Catania.

I viaggiatori famosi del Grand Tour : J.H. Bartels , J.W. Goethe , F.L. von Stoltenberg,   J.Houle, P. Brydone, D.Vivant Demon,  e le testimonianze delle due viaggitrici:  I.Pfeifer  e I. Hahn Hahn sono stati i messaggeri  e cantori delle  bellezze di Catania e della Sicilia. Le loro testimonianze epistolari e visive, la descrizione dei luoghi e delle città visitate, con dovizie di particolari, ricca di notizie sulla storia e curiosità sui costumi , hanno sollecitato tanti altri viaggiatori a vistare la città di Catania e suoi originali monumenti. I volumi esposti e le immagini da essi tratti sono stati concessi da Damiano Calabrese, Presidente dell’Associazione Amor Librorum e le riproduzioni delle incisioni di A. Zacco (1780) sono state concesse dal notaio Carlo Zimbone.

La mostra, promossa dal rettore della Badia di Sant’Agata, don Massimiliano Parisi, è stata diligentemente ideata e curata dalla prof. Rosalba Panvini, presidente dell’Associazione “Cenacum”, (Centro Attività Culturali del Mediterraneo) in collaborazione con Antonino Barbera, Salvatore Rizzo; con l’associazione Gruppi Archeologici d’Italia ( Sezione di Catania Amenanos),  ed il sostegno della Banca Generali Private.

Le traduzioni dei testi sono state curate da Anna Maria Seminara e dai docenti dell’Istituto De Felice Giuffrida Olivetti di Catania. corredando i documenti esposti anche di Q R Code per consentire ai visitatori di avere maggiori indicazioni sulla descrizione delle immagini.

La mostra, allestista dalla Ditta Tra Art Restauri di Gangi   è un segno concreto di promozione culturale messo a servizio della comunità catanese e dei numerosi turisti che apprezzano il ricco patrimonio artistico siciliano.

 Giuseppe Adernò

 

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Cultura

Il numinoso in S.Agata a Catania

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Ritorna la festa nel segno della legalità e del bene comune

Dopo la pausa pandemica la festa di Sant’Agata riprende nel fascino della sacralità l’impianto tradizionale in un’aurea sacra che ispira reverenza e devozione.

Ai giornalisti e cronisti della festa dall’incontro formativo promosso dall’UCSI, presso la Chiesa di S Agata La Vetere, sono giunti alcuni suggerimenti di indirizzo per comunicare “col cuore” il senso vero della sacralità della festa.

Come ha detto l’Arcivescovo Mons. Luigi Renna, nel presentare le linee guida del seminario “Il numinoso in Sant’Agata”, citando i teologi Rudolf Otto, Dietrich Bonhoeffer ed il filosofo Emmanuel Levinas, occorre centrare l’attenzione sui volti dei devoti che pregano la Vergine martire e quindi saper cogliere e comunicare il mistero di sacralità e di riverenza.

Perché si possa “parlare col cuore” secondo le indicazioni del messaggio della 57° Giornata mondiale delle comunicazioni, occorre vivere la festa dall’interno e come ha testimoniato il direttore de “La Sicilia”, Antonello Piraneo: partecipare alla Messa dell’Aurora e condividere il dialogo di fede del primo incontro dei fedeli con la Santa Patrona. Emozioni, commozioni, preghiere, invocazioni, ringraziamenti costituiscono le “parole del cuore” che, raccolte dai giornalisti, diventano messaggio e cultura per il lettore, cronaca e testimonianza di valori.

Elemento essenziale del sacro è il “numinoso”, termine coniato dal teologo tedesco Rudolf Otto nell’opera “Il Sacro” (1917) ed indica l’esperienza peculiare di una presenza invisibile, maestosa, potente che ispira terrore e fascino. Don Paolo Buttiglieri, consulente dell’UCSI e docente di comunicazione sociale all’Università Pontificia Salesiana, ha tracciato il percorso storico e filosofico della fenomenologia della religione e come il “misterium ineffabilis” e l’augustum della santità stimolano e accompagnano la ricerca del sacro che a volte raggiunge anche l’estasi e il misticismo.

La festa grande di Sant’Agata è segno visibile del “numinoso” e nell’intreccio dei riti  e dei momenti salienti della festa si coglie la forza della “numinosità”,  sentimento di oscura potenza del soprannaturale, ha da sempre accompagnato la storia dell’uomo.

La prof. Rosalba Panvini , archeologa e già Sovrintendente dei Beni Culturali, ha presentato una carrellata di immagini di reperti  archeologici siciliani che descrivono il senso del sacro nelle civiltà micenee, greche, latine, fino ai nostri giorni.

Nella festa di S Agata si intrecciano elementi di devozione popolare, di tradizioni e  di folklore che vanno letti e descritti con attenzione e ricerca della “spiritualità”.

La presidente del Comitato dei festeggiamenti, Cav. Mariella Gennarino, nel presentare i dati numerici delle previsioni di partecipanti alla festa ha tracciato le linee indicative per lo svolgimento sereno e ordinato delle diverse manifestazioni nel segno della legalità e dell’impegno civico.

Nell’introdurre la nona edizione del seminario, “Comunicare il sacro”, progetto avviato nel 2015, il presidente Giuseppe Adernò, ha letto il messaggio inviato dalla giornalista Rossella Jannello, impossibilitata a partecipare come gli altri anni ed è stato ricordato il giornalista Salvo Fichera, recentemente venuto a mancare all’affetto dei familiari e dei tanti amici.

Il saluto del Segretario nazionale UCSI, Salvo Di Salvo, e Tesoriere dell’Ordine dei giornalisti, ha indirizzato l’attenzione verso il tema del messaggio della 57° Giornata delle comunicazioni sociali: “Parlare col cuore”, sollecitando un responsabile impegno etico nell’esercizio della professione che dà “acqua pulita alla gente che desidera costruire un mondo migliore” e racconta la verità “con lo stile sapiente della carità, per allargare la casa della speranza”.

 I prossimi appuntamenti formativi per i giornalisti convergono nel “Festival della Comunicazione “che si svolgerà nel mese di maggio e l’Arcidiocesi di Catania sarà protagonista a livello nazionale, con la collaborazione dei Padri Paolini ed un coinvolgimento attivo degli enti e delle associazioni che operano nel settore.

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Cultura

I Ragazzi Sindaci  ricordano Giulio Regeni

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Si sono idealmente uniti al corteo di Fiumicello insieme ai Sindaci grandi e ai Ragazzi Sindaci con la fascia tricolore, accanto ai Genitori di Giulio, nell’accorato appello di verità e giustizia

Nella lettera viene , illustrata la motivazione di vicinanza e di sentito coinvolgimento dei Ragazzi Sindaci, i quali ricordano con particolare emozione la data del 25 gennaio,  in considerazione del fatto che Giulio Regeni nel triennio 2001-2003 è stato Sindaco dei Ragazzi di Fiumicello, in provincia di Udine, e questa esperienza d’impegno civile l’ha formato a quella serietà e coerenza, che hanno caratterizzato il suo operare, fino alla tragica fine, come si evince dalle indagini della Procura di Roma.

Sin  dal 25 gennaio del 2016 la tragica morte di Giulio ha fortemente commosso tutti ammirando  il suo impegno sociale  maturato anche grazie all’esperienza  vissuta come  “Sindaco dei Ragazzi”, palestra di democrazia e di partecipazione attiva e responsabile nella costante ricerca del bene comune.

Il suo nome viene ricordato in tutti i convegni dei Consigli dei Ragazzi, nell’incontro sul tema “I sogni e il futuro dei giovani”  e nelle celebrazioni del 10 dicembre a ricordo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, Giulio viene presentato come modello da imitare.

I Ragazzi Sindaci, nel ricordo di Giulio, si sentono coinvolti nella lezione d’impegno civile da seguire, e rinvolgono un messaggio di solidarietà e di vicinanza ai cari Genitori, che da sette anni affrontano con ammirevole coraggio e forza il difficile cammino verso la verità.

Giuseppe Adernò

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