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Cinema

Edwin conquista il Pardo d’oro e l’Italia trionfa

Ivan Scinardo

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Si è conclusa con il Pardo d’oro al regista indonesiano Edwin la 74° edizione del Locarno Film Festival, la prima sotto la guida di Giona Nazzaro. A vincere il prestigioso premio è stato infatti Seperti Dendam, Rindu Harus Dibayar Tuntas (Vengeance is Mine, All, Others Pay Cash), film ispirato all’omonimo romanzo di Eka Kurniawan, ambientato nell’Indonesia degli anni Ottanta, e incentrato sulle vicende di Ajo, scagnozzo di un boss locale e impavido combattente. Un guerriero valoroso perché, come dice lui stesso: “Chi è impotente non deve temere nulla, neanche la morte”. Ma poi Ajo si innamora e tutto cambia. Un film in cui si fondono generi e stili diversi, che diverte, ma che in modo decisamente originale fa riflettere sul problema della violenza e della cultura machista.

Il premio speciale della giuria è andato al cinese Jiao ma tang hui (A New Old Play) di Qiu Jiongjiong, mentre il Pardo per la Migliore regia è stato assegnato ad Abel Ferrara per il suo Zeros and Ones, storia che ci proietta in una Roma del futuro durante un’imprecisata guerra.  A vincere i premi per la migliore interpretazione femminile e per quella maschile sono stati invece rispettivamente, Anastasiya Krasovskaya per Gerda, di Natalya Kudryashova, Mohamed Mellali e Valero Escolar per Sis Dies Corrents (The Odd-Job Men) di Neus Ballús. Due menzioni speciali sono andate infine a Soul Of A Beast di Lorenz Merz, Espíritu Sagrado di Chema García Ibarra.

 Trionfa l’Italia nel concorso Cineasti del Presente, dove a portare a casa il Pardo d’oro è stato il giovane trevigiano Francesco Montagner, premiato per il suo documentario Brotherhood, un film sulla ‘fratellanza’ di tre giovani pastori bosniaci figli di un islamico radicale, ma anche un ritratto della Bosnia del presente, ancora legata a una cultura arcaica ma inevitabilmente proiettata verso il futuro. Montagner così ha dichiarato all’Ansa: “Ho accolto la notizia del premio come miglior film con tante lacrime e molta gioia”. Il premio al Miglior regista esordiente è stato invece assegnato a Hleb Papou, regista bielorusso naturalizzato italiano, per il Il legionario, storia di un giovane italiano di origine africana e poliziotto nella Celere che deve partecipare allo sgombero del palazzo occupato in cui aveva vissuto fino a poco tempo prima e in cui abitano ancora la madre e il fratello.

Protagonista della cerimonia di chiusura è stato anche Dario Argento, che in Piazza Grande è stato insignito del Lifetime Achievement Award per la sua opera e la sua straordinaria interpretazione in Vortex di Gaspar Noé.

Di seguito gli altri riconoscimenti della sezione Cineasti del Presente:

Premio speciale della giuria Ciné+:

 L’été L’éternité di Émilie Aussel

Pardo per la migliore interpretazione femminile:

 Saskia Rosendahl per Niemand Ist Bei Den Kälbern di Sabrina Sarabi

Pardo per la migliore interpretazione maschile:

 Gia Agumava per Wet Sand di Elene Naveriani,

Per conoscere tutto il palmares di questa edizione del Locarno Film Festival: https://www.locarnofestival.ch/it/LFF/home

Fonte:https://news.cinecitta.com/IT/it-it/news/55/86996/edwin-conquista-il-pardo-d-oro-e-l-italia-trionfa-con-i-giovani-cineasti-del-presente.aspx

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Cinema

Totò Cascio, la gloria, la prova e il suo Nuovo C. Paradiso

Ivan Scinardo

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Totò Csscio e Felice Cavallaro

Totò Cascio e la sua rinascita

Nell’ambito degli appuntamenti di “Libri in piazza” organizzati dalla “Strada degli scrittori” nell’ambito del progetto Global Learning III ideato dal Consorzio universitario Empedocle di Agrigento.
Dopo il successo dell’incontro in presenza al liceo classico di Agrigento  per la presentazione del libro di Mario Avagliano Sciuscià, paisà e segnorine, il 5 maggio, a Ribera, al cine-teatro “Lupo”, è stato presentato il libro: La gloria e la prova di Salvatore Cascio, il piccolo Totò del celebre film Nuovo Cinema Paradiso.

Ivan Scinardo

Il libro, pubblicato da Baldini+Castoldi, è stato presentato da Felice Cavallaro, giornalista e scrittore, direttore della “Strada degli scrittori” e da Ivan Scinardo, direttore della sede Sicilia del  Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo, alla presenza dello stesso autore che in queste ultime settimane sta girando tutt’Italia proprio per presentare questo libro scritto con Giorgio De Martino (e con la prefazione di Giuseppe Tornatore è la postfazione di Andrea Bocelli).

L’incontro, coordinato da Salvatore Picone dello staff della “Strada degli scrittori”, è stato introdotto dal sindaco di Ribera Matteo Ruvolo, dal presidente Ecua Nenè Mangiacavallo e da Antonia Triolo, dirigente dell’istituto “F. Crispi”.

Nel corso della manifestazione, sono intervenuti gli alunni dell’istituto, che hanno realizzato un bel collage di immagini tratte dai film a cui ha partecipato Totò Cascio e l’orchestra da camera del Conservatorio “Toscanini” di Ribera diretto dal Maestro Alberto Maniaci.

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Cinema

Lo sciacallo di Dan Gilroy, e il giornalismo spettacolo

Ivan Scinardo

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Lo sciacallo di Dan Gilroy (2014)

“Se fatti cruenti e sanguinosi non accadono, basta farli accadere” è il motto di un ladruncolo che, trovandosi per caso sul luogo di un incidente stradale decide di riprenderlo in tutti i suoi particolari più cruenti.

Quando vede che dei reporter free-lance lo stavano già facendo decide di intraprendere quella carriera e iniziare così a inanellare successi di audience. E’ la sua produttrice che intuisce le sue potenzialità e lo spinge sempre più a osare.

Lo scenario del film è la notte, passata tutto il tempo dall’uomo, un bravo Jake Gyllenhaal, che, come uno sciacallo, attende la tragedia per filmarla.

L’ascolto della radio della Polizia

Si mette in ascolto delle comunicazioni radio della Polizia in attesa che succeda qualcosa. Ottimo esordio alla regia per Gilroy, che sceglie di mostrarci il lato più cinico e meschino del fotoreporter in chiave moderna, ponendo al centro della vicenda un ragazzo venuto dal nulla con un passato di disprezzi e umiliazioni.

I punti di forza del film oltre alla regia e alla sceneggiatura anche la fotografia di Robert Elswit e la colonna sonora di James Newton Howard.

Acquista il libro

Ci vediamo la scena del colloquio in cui Lou Bloom l’attore Jake Gyllenhaal fa il colloquio a Rik, Rizwan Ahmed, conosciuto anche come Riz MC,  un attore e rapper britannico di origini pakistane che lo assume come suo assistente

 

 

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Cinema

L’inventore di favole di Billy Ray (2003)

Ivan Scinardo

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L’inventore di favole di Billy Ray, un racconto onirico del giornalismo

Quinto Potere, Prima Pagina o Dentro la notizia, potrebbero essere i titoli dei film che più si avvicinano alla sceneggiatura di questo film che racconta la storia vera di Stephen Glass, un giovane di 23 anni entrato come redattore nell’autorevole rivista di politica e cronaca, The New Republic dopo un percorso da freelance in riviste del calibro Rolling Stone, Harper’s e George.

Alla metà degli anni 90, gli articoli di Glass avevano fatto di lui uno dei giovani giornalisti più ricercati di Washington, ma una strana catena di eventi bloccò dall’oggi al domani la sua brillante carriera.

Il protagonista del film L’inventore di favole è l’attore Hayden Christensen

Aquista il libro

MymoviesMymovies

Andrea Chirichelli su Mymovies scrive: “Ne L’inventore di favole parla non sono della ascesa e della caduta di uomo, ma anche e soprattutto della libertà di stampa.

Colpisce anche l’etica nel giornalismo, valore essenziale, ma spesso dimenticato, in un mondo dominato dalla comunicazione”.

“L’America costruisce molti miti ed altrettanto facilmente li distrugge. Epifanica di questo processo è la storia di Stephen Glass, giornalista di grande successo agli inizi degli anni 90′, caduto giustamente in disgrazia alla scoperta che buona parte dei suoi “scoop” erano inventati di sana pianta”.

L’inizio del film

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