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Editoriali

Un patto tra generazioni, giovani – anziani

Ivan Scinardo
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“Talvolta si levano voci che tendono a creare artificiose contrapposizioni giovani-anziani, a porre in concorrenza le generazioni per quanto attiene alla distribuzione delle risorse pubbliche: è un terreno insidioso che pone in discussione la stessa coesione sociale. La prima preoccupazione di ogni famiglia è l’avvenire di figli e nipoti: ciascuna società sana è, anzitutto, preoccupata del loro avvenire. Quello che va perseguito, semmai, è un consapevole patto tra le generazioni per far crescere l’Italia e confermarla il meraviglioso Paese che abbiamo ricevuto”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di consegna delle onorificenze a 25 nuovi Cavalieri del Lavoro, avvenuta alcuni giorni fa al Quirinale. “Una frattura che penalizzasse i giovani – nel lavoro, nel reddito, nella possibilità di costruirsi una famiglia e un futuro – sarebbe certamente tra le più dannose per la comunità”, ha ammonito il Capo dello Stato, secondo cui “occorre investire, quindi, con coraggio e intelligenza nel capitale sociale del Paese”. “Scuola, formazione, ricerca, sostegno alle iniziative giovanili – ha proseguito – sono fondamentali per dare vita a un nuovo ciclo virtuoso, guidare l’innovazione e creare occupazione di qualità”. Riportare un lungo brano del discorso del capo della stato significa riflettere seriamente su ogni parola che va ponderata e soprattutto metabolizzata. Ci siamo occupati spesso del rapporto giovani anziani. In particolare la necessità di crescere figli e nipoti. Questi ultimi sempre più affidati alle cure amorevoli dei nonni ormai insostituibili e il cui valore morale oltre che economico non ha confini. I nonni sono sempre più una risorsa. Un esempio straordinario arriva dalla evoluta Svezia che ha pensato bene di valorizzarli e riconoscere loro uno stipendio mensile proprio per il fatto che si occupano dei loro nipoti. Si tratta di un programma pilota, in partenza dalle province di Stoccolma e Dalarna ma che in base ai risultati potrebbe estendersi su altre città. Hanno partecipato alla sperimentazione mille famiglie che hanno avuto modo di riorganizzare i compiti e ruoli di cura e lavoro. Ai nonni e alle nonne che si sono impegnate a occuparsi dei nipotini è stato riconosciuto uno stipendio di 940 corone al mese, circa 100 euro. Un programma pensato dal governo svedese con l’obiettivo di aumentare l’occupazione del paese e facilitare il rientro lavorativo dei genitori e delle neomamme. L’occupazione delle donne dopo la nascita di un figlio è un problema sempre più attuale. I nidi o le baby sitter costano tanto per cui molto spesso alla mamma conviene stare a casa e rinunciare al posto di lavoro piuttosto che delegare a servizi esterni la cura dei propri figli. Con questa proposta, i genitori possono permettersi di lavorare e di chiedere ai nonni di guardare i nipotini mantenendo comunque un’entrata mensile. Una iniziativa meravigliosa.

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