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Eventi

Siamo#Capaci, la memoria nella clip di Ciatu e Roy Paci

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I proventi saranno devoluti a Libera, alla scuola Pertini quartiere Sperone di Palermo e alle altre scuole in contesti difficili del territorio.

“Siamo Capaci”, un brano inedito per le celebrazioni del 23 Maggio ma dedicato a tutti quei grandi uomini e donne vittime innocenti delle mafie è stato realizzato dalla voce del collettivo di cantanti riuniti da Roy Paci e chiamato C.I.A.T.U. (Collettivo Indipendente Artisti della Trinacria Uniti), come il respiro naturale della meravigliosa perla del Mediterraneo.
Attraverso la diffusione sui social, tv e piattaforme digitali è possibile godere di questo contributo storico nato per celebrare la figura di Giovanni, di Paolo, di Antonio, di Rocco, di Vito, di Agostino, di Walter, di Vincenzo, di Emanuela, di Claudio ma anche di Peppino, di Antonino, di Pio, di Piersanti e di tutti coloro i quali ci hanno lasciato in eredità una missione ben precisa: sostituire simbolicamente una consonante e rendere definitivamente la terra di Sicilia pura MAGIA.

Così Roy Paci presenta il progetto :

“Avrei potuto godere individualmente dell’ennesimo brano prodotto e arrangiato e del soddisfacente risultato ottenuto soprattutto grazie al prezioso aiuto del mio caro amico Giuseppe Anastasi (uno dei migliori parolieri di cui l’Italia possa vantarsi di avere), ma ho fatto un’altra scelta. Quella che più mi rende fiero ogni giorno della vita, quella di appartenere e dedicare quanta più energia positiva e impegno civile al popolo siciliano e a questa meravigliosa terra.

Ho così accettato l’invito delle Istituzioni per realizzare un brano inedito per le celebrazioni del 23 Maggio per i grandi uomini e donne vittime della mafia. Un tema delicatissimo e importante che ho sempre trattato con rispetto e coerenza, seppur con non poche difficoltà come molti di voi sapranno.

E in virtù di quello che sta accadendo in questo particolare e complesso momento, ho sentito l’impulso naturale di lanciare un messaggio forte e chiaro. Per farlo, con il mio team di Etnagigante, abbiamo deciso di chiamare a raccolta, per la prima volta nella storia musicale siciliana, tutte quelle voci nate in quest’isola, di epoche e generi diversi ma che continuano a dare lustro e bellezza alla Sicilia nel mondo. Procedendo alla velocità del suono e muniti di tanta passione siamo riusciti in una settimana a realizzare l’incredibile impresa insieme ad un eccezionale collettivo di cantanti che abbiamo chiamato C.I.A.T.U. (Collettivo Indipendente Artisti della Trinacria Uniti), come il respiro naturale della nostra meravigliosa perla del Mediterraneo.

Grazie di cuore alle mie sorelle e i miei fratelli musicisti siciliani Giuseppe Anastasi, Sergio Beercock, Mario Biondi, Giovanni Caccamo, Tony Canto, Nicolò Carnesi, Oriana Civile, Peppe Cubeta(Qbeta), Roberta Finocchiaro, Lorenzo Fragola, Serena Ganci, Giovanni Gulino (Marta sui Tubi), Frankie hi-nrg mc, Mario Incudine, Pippo Kaballà, Patrizia Laquidara, la Rappresentante di Lista, Luca Madonia (Denovo), Christian Picciotto, Pippo Pollina, Nonò Salamone, Alessandra Salerno, Etta Scollo, Ivan Segreto, Shakalab, Davide Shorty, Vincenzo Spampinato, Sasha Torrisi (Timoria).

Condividete e supportate questo progetto: da adesso è vostro e tutti i proventi della vendita saranno devoluti ad associazione Libera, alla scuola Pertini quartiere Sperone di Palermo e alle altre scuole in contesti difficili del territorio.

Al brano hanno partecipato i seguenti cantanti:

Giuseppe Anastasi

Sergio Beercock

Mario Biondi

Giovanni Caccamo

Tony Canto

Nicolò Carnesi

Oriana Civile

Peppe Cubeta(Qbeta)

Roberta Finocchiaro

Lorenzo Fragola

Serena Ganci

Giovanni Gulino

Frankie hi-nrg mc

Mario Incudine

Pippo Kaballà

Patrizia Laquidara

la Rappresentante di Lista

Luca Madonia

Roy Paci

Christian Picciotto

Pippo Pollina

Nonò Salamone

Alessandra Salerno

Etta Scollo

Ivan Segreto

Shakalab

Davide Shorty

Vincenzo Spampinato

Sasha Torrisi

In avvicinamento al #23maggio #pernondimenticare la #stragedicapaci in cui morirono il giudice #Falcone, sua moglie #FrancescaMorvillo e i poliziotti #VitoSchifani, #RoccoDicillo e #AntonioMontinaro

CIATU e Roy Paci con “Siamo #Capaci” per dire NO alla #mafia e ricominciare.

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Cinema

Nicola Piovani chiude la 2^ ediz. del BarbaBlùfest

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Al montaggio il pianoforte diventa una macchina da scrivere

“Al montaggio il pianoforte diventa una macchina da scrivere per immaginare le scene prima che avvengano. Le note a margine sono quegli appunti musicali che si usano quando si inizia a lavorare per un film: le idee del regista che il compositore interpreta e segna sullo spartito”. Nicola Piovani ieri sera ha proposto proprio queste “Note” rendendo unico il suo concerto tra le pietre di Morgantina: accompagnato da Marina Cesari al sax e Marco Loddo al contrabbasso, il compositore e pianista ha miscelato aneddoti e musiche in un tutto sapiente, molto applaudito.

Sold out di pubblico

Tantissimo pubblico e un altro sold out che permette di chiudere la seconda edizione del  Barbablù festival con un bilancio di tremila spettatori, bissando di fatto il successo dello scorso anno. Un cartellone composito che ha unico teatro classico, commedia d’autore, narrazione musicale, pop e canzone italiana, schierando artisti come Piovani, appunto, Mogol, Sergio Rubini, Giuseppe Pambieri, Adriano Giannini, Viola Graziosi, Lucia Sardo, Roy Paci, Kaballà, Salvo Piparo e Lello Analfino. E si pensa già alla prossima estate.  Fortemente voluto dall’assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Alberto Samonà, il BarbablùFest si è svolto nel parco archeologico di Villa del Casale e Morgantina diretto da Liborio Calascibetta.

Entusiasti gli organizzatori

  BarbablùFest è la risposta definitiva per immaginare piccioli, ricchezza, produzione attraverso arte, musica e spettacolo,  – interviene l’ideatore del festival, Pietrangelo Buttafuocoin un luogo meraviglioso come è Morgantina, il parco archeologico dell’entroterra che racconta la Sicilia mai vista, quella fatta del mare di solo grano

Un bilancio positivo soprattutto per la qualità per il direttore artistico Giuseppe DipasqualeGli spettacoli scelti sono stati apprezzati moltissimo, la gente ha seguito sia la musica che il teatro. BarbablùFest si proietta verso la terza edizione”. Tremila spettatori in dieci serate. “In un posto al centro della Sicilia dove è tutto più difficile, siamo riusciti a rinvigorire l’indotto e l’economia di questo sito. E questo ci fa ben sperare per la terza edizione” dice Andrea Peria che con Terzo Millennio ha prodotto il festival.

 Fonte: Uff. Stampa Simonetta Trovato

 

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Eventi

La comunicazione nel tennis, seminario del’O.D.G.

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Un corso, organizzato da Unione stampa sportiva Ordine dei Giornalisti di Sicilia dal titolo: ”La comunicazione nel tennis attraverso il racconto dei giornalisti e le testimonianze dei protagonisti”, ha fatto registrare una  numerosa partecipazione nella splendida cornice del Country club di  Palermo. E’ qui che si è svolta la 33^ edizione della “Palermo Ladies open“, una delle più impo   rtanti competizioni internazionali di tennis riservate alle donne.

I lavori sono stati introdotti dal presidente Odg Sicilia, Roberto Gueli, seguiti dagli interventi di Nino Randazzo, consigliere nazionale Ussi, Oliviero Palma, direttore del torneo “Wta Palermo Ladies open” e Tathian Garbin, capitano della squadra azzurra di Billie Jean King Cup.

È lei ad avere sottolineato l’importanza dei processi, prima che i risultati, che le sue giovani tenniste devono ottenere ogni volta che si preparano a una competizione.

Ha paragonato il tennis al gioco degli scacchi, con una preparazione frenetica e sempre di corsa e qui le donne stanno conquistando segmenti importanti nel panorama internazionale

La passione, l’amore, la determinazione, la competizione vissuta in maniera proficua e costruttiva contraddistinguono lo sport femminile da quello maschile. Questa caratteristica è stata a lungo trattata dai giornalisti Paolo Vannini, del Corriere dello sport e Guido Fiorito, ex caporedattore del Giornale di Sicilia. Entrambi hanno sottolineato che, così come in ogni situazione della vita, anche nello sport, vince il lavoro di squadra soprattutto nell’ organizzazione.

Il corso si è concluso con numerosi interventi da parte dei giornalisti iscritti che hanno molto apprezzato contenuti e interventi dei relatori.

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Cinema

Notte da oscar a Taormina per i 50 anni de Il Padrino

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Notte da oscar a Taormina per i 50 anni de Il Padrino.

“Ricordate che le immagini che vedete sul grande schermo sono solo ombre. A trasformarle in qualcosa che conta per voi sono le emozioni che vi suscitano. Il cinema siete voi, non noi”. Il riferimento al mito della caverna di Platone è stato uno dei passaggi più intensi e profondi di quella che è stata una vera e propria lezione di cinema. Non poteva che regalare un finale da oscar, Francis Ford Coppola, leggenda vivente del cinema senza tempo. La perla dello Jonio si è mostrata in tutto il suo splendore nella serata di inaugurazione della 68^ edizione del Taormina film festival.

Sono raggianti sul palco i tre direttori artistici, i giornalisti cinematografici Francesco Alò, Alessandra De Luca e Federico Pontiggia nell’assistere alla consegna simbolica delle chiavi della città di Savoca, da parte del sindaco Massimo Stracuzzi; 50 anni fa venne girato, in questo piccolo comune all’ombra dell’Etna, il capolavoro di Coppola, ispirato nel 1969 al romanzo di Mario Puzo. La motivazione del Taormina Award rimarrà negli anni del festival: “Per la capacità di farsi leggenda cinematografica senza mai staccarsi dalla realtà. Con coraggio produttivo e visionarietà poetica, \Francis Ford Coppola ha saputo rivoluzionare il cinema americano e mondiale: il cinquantenario de Il Padrino che ha voluto celebrare qui a Taormina non è un omaggio al passato ma ritorno al futuro. Presto Coppola sarà sul set con l’atteso e agognato Megalopolis. Questo premio per tutti i sogni che ci ha dato, e per quelli che ci darà ancora”. Il regista di pellicole memorabili come La Conversazione, Apocalypse Now, Dracula di Bram Stolker e la trilogia de Il Padrino ha strappato per ben 3 volte la standing ovation, per avere volutamente ignorato la rigida scaletta televisiva, strappando una sedia agli orchestrali e a pochi metri dal pubblico ha voluto raccontare la genesi del film. Nel finale, mentre sullo schermo del teatro Antico scorrevano le sequenze de Il Padrino Parte I, restituite in luce e colore grazie al restauro a cui ha partecipato proprio il maestro, ha invitato tutti ad assistere alla proiezione del suo capolavoro, ai cui pochi all’inizio credevano, che per la fretta di stampare copie, i produttori avevano quasi distrutto i negativi. “Un buon film è combattere una guerra, un grande film è un miracolo” lo ha detto a chiusura del suo discorso; a 83 anni  e con un peso forma notevolmente ridotto da una drastica dieta,   in autunno Coppola sarà pronto a girare un nuovo film, ci tiene a precisare “indipendente”, “Megalopolis”, un racconto che si preannuncia epico, di dimensioni grandiose, che utilizza la narrazione tipica dei colossal della Hollywood degli anni Trenta per descrivere la New York contemporanea. Il regista è orgoglioso di comunicare che investirà anche risorse personali.

Francis Ford Coppola con i direttori artistici del Taormina Film Fest: Federico Pontiggia Alessandra De Luca e Francesco Alò

Ma i 50 anni del Padrino, festeggiati in Sicilia, hanno avuto un sapore particolare, perché il regista e sceneggiatore di Detroit, ottenne, nel 1973, 3 statuette e 10 nomination agli oscar; quelli vinti complessivamente, durante l’arco della sua carriera, sono stati 6.

“Fui chiamato a girare il film – ha detto con schiettezza – dopo il ‘no’ di molti grandi registi. All’epoca i film di gangster non facevano grandi incassi. E Il padrino doveva essere un piccolo film. Avevo 29 anni, pochi soldi, nessun potere. Erano convinti di potermi imporre qualsiasi scelta, ma non sapevano che studiando all’Università avevo imparato alcuni trucchi per neutralizzare il potere dei grandi professori e ottenere ciò che volevo. Non volevano ambientare il film negli anni ’50, bensì nei ’70, per risparmiare su auto, vestiti, ambientazioni. E volevano girare non a New York, ma a St. Louis, sempre per risparmiare! E poi alla produzione non piacevano gli attori che volevo scegliere, da Brando, uno degli uomini più interessanti che io abbia incontrato, ad Al Pacino, a tutti gli altri. Insomma, ero infelice, avevo due figli e il terzo, Sofia, in arrivo, tanto che quando nacque la usai per la scena del battesimo del primogenito di Michael Corleone. Avevo convinto i produttori che fosse necessario venire a girare in Sicilia, perché il film era ‘cupo, grigio, e in Sicilia avremmo potuto trovare un pò di sole con cui illuminarlo. Invece, per giorni il cielo siciliano fu nuvoloso, e ingannammo il tempo tra granite e giri in questi luoghi bellissimi. Ero uno sconosciuto, eppure tutti mi trattarono con affetto, disponibilità, amicizia. Non l’ho dimenticato. In tutta l’operazione Padrino, fu quello il mio periodo felice”.

Anche per le musiche di quel film fantastico, non tutto filò liscio: “Chiesi al grande Nino Rota, di cui ammiravo le colonne sonore create per Federico Fellini, di trovare qualcosa di più profondamente siciliano per il tema centrale. Alla fine mi venne a prendere all’aeroporto e mi consegnò il celebre Love Theme, a cui il film deve moltissimo”.

Persino quando il film fu ultimato, Coppola non credeva nel suo successo: “Mi ritrovai senza una lira, a riscrivere la sceneggiatura del Grande Gatsby in sole due settimane. Capirete: i figli erano diventati tre! Fu mia moglie ad avvertirmi di cosa stava succedendo a New York: ‘la fila per vedere il tuo film fa il giro dell’isolato in cui si trova il cinema, stanno stampando altre copie, sono tutti impazziti’”.

Foto di: Donatella Elisa Monica Turillo e Michele Cutuli

Grazie all’ufficio stampa Giulia Martinez

 

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