Cinema
Una mostra dedicata al grande Vittorio Gassman
La mostra dedicata a Vittorio gassman fino al prossimo 29 giugno, all’Auditorium Parco della Musica.
Gli spazi espostivi dell’Auditorium Parco della Musica, fino al prossimo 29 giugno, ospiteranno la mostra “Vittorio Gassman. Il centenario” che intende rendere omaggio al grande artista, in occasione del 100° anniversario della sua nascita.
Il percorso
Il percorso espositivo che si estende su una superficie di oltre mille metri quadri è suddiviso in quattro sezioni: il teatro, il cinema, la televisione, la poesia e la scrittura.
La mostra
In particolare, la mostra raccoglie una selezione di fotografie, filmati, costumi, copioni e tanti altri materiali provenienti dall’Archivio Storico Luce e dal Centro Sperimentale di Cinematografia che sostengono questo progetto, promosso dagli eredi Gassman e dalla Fondazione Musica per Roma.
Oltre al prezioso contributo dei familiari dell’artista – la vedova Diletta ed il figlio Alessandro – la mostra può contare anche su una serie di prestiti istituzionali e privati dell’Accademia Silvio D’Amico e dell’Archivio Centrale dello Stato.
Questo progetto non si limita però a raccontare al grande pubblico la carriera artistica di Gassman, ma include anche una carrellata di materiali inediti che ci svelano alcuni dettagli della sua vita privata.
Gli oggetti personali
Tra i vari oggetti personali, segnaliamo un vecchio quaderno in cui la madre collezionava i ritagli di giornale che documentavano la carriera sportiva di Vittorio che culminò nel suo ingresso nella squadra nazionale di basket.
Come è noto, in seguito, l’artista accantonò questa sua grande passione per lo sport per dedicarsi completamente al mondo del teatro.
I visitatori
I visitatori, inoltre, verranno coinvolti nella sua storia con Diletta, con la quale trascorse gli ultimi trent’anni della sua vita, grazie all’esposizione di una raccolta di lettere d’amore. Il pezzo forte della mostra è custodito nella sezione riservata al cinema, dove sarà possibile ammirare dal vivo l’iconica Lancia Aurelia B24S che Gassman guidò nel capolavoro cinematografo “Il sorpasso” di Dino Risi, di cui proprio quest’anno ricorre il sessantesimo anniversario. Dopo questa prima tappa a Roma, la mostra verrà poi trasferita a Genova – città natale dell’artista – dove sarà allestita nella prestigiosa sede del Palazzo Ducale.
Ambra Di Chio
Fonte: https://abitarearoma.it/roma-celebra-vittorio-gassman-a-100-anni-dalla-sua-nascita
Cinema
La banda muta di Alessia Bottone
“La banda muta – afferma la regista quarantenne Alessia Bottone – restituisce alla morte e al rito funebre il loro valore originario, ovvero la celebrazione del passaggio dalla vita terrena alla vita spirituale ma, soprattutto, conferisce un tempo al dolore. Un aspetto che, oggi, appare svuotato di significato: basta guardare ai funerali delle celebrità o persino a tragedie come quella di Rigopiano, diventati occasioni per scattare selfie e postare sui social”.

La regista- che attraverso questo corto ha reso omaggio anche alle sue origini siciliane- , ha voluto portare in scena non solo emozioni, ma una riflessione sul tema della solitudine nella società contemporanea. “Una solitudine valoriale – spiega- che ci porta ad affogare nell’egocentrismo, fino al punto da non rispettare nemmeno la morte. La domanda che mi faccio e che attraversa il film è: perché abbiamo bisogno di essere sempre al centro della scena, anche quando c’è il dolore di mezzo? Cosa ci manca davvero, cosa ci affligge, e perché oggi il silenzio ci spaventa così tanto?”.
Una riflessione condivisa anche da Gaetano Savatteri, che accoglie con favore questa trasposizione cinematografica del suo racconto “La banda muta”. “Quando affidi un racconto o un romanzo a un regista- dichiara lo scrittore e giornalista- sai che ne nascerà inevitabilmente un’altra cosa. Ed è bello vedere quali nuove letture possa ispirare una storia. La banda muta si ispira ed era un rito pieno di solennità che ho visto con i miei occhi a Racalmuto, il paese di Leonardo Sciascia.
Una tradizione che Alessia ha ben reso nel suo corto, sottolineando per altro come è cambiato oggi il nostro rapporto con la morte e con il silenzio. Oggi i funerali sono diventati applausi, selfie, show business, soprattutto quando riguardano figure pubbliche. In un tempo di rumore, di chiasso e baccano continuo, è proprio quel silenzio perduto che ci serve, perché è nel silenzio che troviamo lo spazio per guardarci dentro”.
Guarda l’intervista alla regista
Cinema
Rosa Elettrica la nuova serie targata Sky
Nei panni di una giovane agente sotto copertura alle prese con scelte più grandi di lei, Maria Chiara Giannetta è la protagonista di ROSA ELETTRICA, eroina per caso al centro del nuovissimo thriller on-the-run targato Sky Original dall’8 maggio in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW.
Prodotta da Sky Studios e Cross Productions e diretta da Davide Marengo (Un’estate fa, Il cacciatore, Notturno bus), la serie – in sei episodi – adatta liberamente l’omonimo romanzo bestseller di Giampaolo Simi (2007, edito da Sellerio Editore Palermo).
Sinossi
Al centro della storia Rosa, giovane agente del programma protezione testimoni, incaricata di scortare Cocìss, baby boss di camorra deciso a collaborare, interpretato dal co-protagonista Francesco Di Napoli. Quando scopre che qualcosa nell’operazione non torna, Rosa rompe la catena di comando e fugge con lui: da quel momento entrambi diventano bersagli, costretti ad attraversare l’Italia senza potersi fidare di nessuno, nemmeno delle istituzioni che dovrebbero proteggerli. Accanto a Maria Chiara Giannetta (L’amore e altre seghe mentali, Blanca, Don Matteo) e Francesco Di Napoli (Hey Joe, Romulus, La paranza dei bambini) anche Elena Lietti (Il sol dell’avvenire, Il Miracolo, Anna), che interpreta il vicequestore Antonella Reja, diretto superiore di Rosa, pronta a tutto per mettere alla prova la sua giovane recluta; Antonia Truppo (Lo chiamavano Jeeg Robot, Indivisibili, Mare Fuori) presta il suo volto a Nunzia Serafino, insospettabile boss del clan Incantalupo detta “Mamma Camorra”; Pasquale Esposito (Ripley, Hotel Portofino, Gomorra) interpreta Saro Incantalupo, boss latitante da oltre vent’anni che siede al vertice del clan omonimo. E ancora Federico Tocci (C’è ancora domani, La casa degli sguardi, Speravo de morì prima) nei panni di Carlo Morano, collega e amico fedele di Rosa, e Francesco Foti (Il Cacciatore, I Leoni di Sicilia, Un’estate fa) in quelli di Paolo D’Intrò, Sostituto Procuratore di Napoli, figura di spicco della lotta contro la criminalità organizzata.
Il soggetto di serie è stato elaborato da Giordana Mari con Giampaolo Simi e Vittorino Testa. Alla sceneggiatura Giordana Mari, a capo di una writers’ room tutta al femminile che include anche Fortunata Apicella, Serena Patrignanelli e Michela Straniero.
Guarda il trailer
Guarda l’intervista all’attore Francesco Foti che interpreta il sostituto procuratore D’Intrò
Cinema
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