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Cervelli in fuga!

Sono ormai centinaia le famiglie italiane e in particolare quelle del sud Italia, che quotidianamente assistono impotenti alla partenza dei figli in cerca di lavoro. Emigrare all’estero per spendere un titolo di studio che è costato anni di sacrifici umani ed economici. Fare di tutto dare lavoro, soprattutto ai giovani, cercare di creare posti di lavoro, “anche piccoli”, di fare anche “poche cose” per creare opportunità lavorative. Lo ha detto il Papa, a braccio, nel suo discorso alla diocesi di Isernia. Il “cronico problema della disoccupazione, che tocca soprattutto le nuove generazioni che sempre più prendono la strada verso altri Paesi”, costituisce uno “scenario preoccupante” e  richiede “passi concreti per favorire l’aprirsi di nuovi posti di lavoro”, così pure una “mobilitazione generale che unisca gli sforzi di popolazione, istituzioni, privati e diverse realtà civili”.  E se da un lato il Santo padre  invoca le forze politiche a trovare una soluzione per evitare  che i giovani vadano via dall’Italia dall’altro timidi segnali cominciano a registrarsi su progetti avviati qualche anno fa e che solo adesso trovano piena applicazione. In provincia di Enna per esempio 850 giovani avranno, grazie al progetto denominato: “Garanzia giovani” a cui hanno aderito in 3.938, una possibilità diversa rispetto all’emigrazione ormai obbligata in un territorio sempre più ricco di competenze ma sempre più povero di occasioni. Quella che ha fatto registrare  da sempre i più adesso è la provincia più virtu osa sotto questo punto di. L’Ufficio del lavoro ennese nelle sue quattro sedi di Enna, Leonforte, Nicosia e Piazza Armerina ha fatto da tramite tra gli  850 giovani e le aziende e/o i professionisti per un tirocinio formativo di 6 mesi pagato con 500 euro lordi mensili che eroga direttamente l’Inps. Su 160 giovani che cercano un’azienda per fare tirocinio hanno risposto 171  aziende. Una disponibilità che rappresenta davvero un timido segnale di incoraggiamento verso le nuove generazioni sempre più scoraggiate e affette da nichilismo.

Di Ivan Scinardo

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