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Le nuove dipendenze senza sostanza

Le chiamano così tutte quelle dipendenze, che a differenza di quelle passate, meglio conosciute come droga, alcool e tabacco, oggi si chiamano internet, gioco d’azzardo patologico, shopping compulsivo, disturbi dell’alimentazione. Secondo i diversi operatori che lavorano presso i cosiddetti Ser, T , vere proprio comunità terapeutiche, i tossicodipendenti sono in continuo aumento così come aumenta il consumo di droga soprattutto tra i giovani. E’ quanto emerge dal rapporto annuale 2013 stilato dall’agenzia europea; non è solo la droga il problema, le dipendenze comportamentali (internet, social network, disturbi alimentari) non sono più una nuova emergenza ma un dato reale, così come la dipendenza patologica dal gioco d’azzardo: oltre 4 italiani su 100 (il 4,4%) tra i 15 e i 64 anni sono giocatori problematici o patologici”. Rispetto a questi dati da allarme sociale la famiglia, maestra di accoglienza e solidarietà, ha ceduto le armi delegando i proprio compiti ad altre agenzie educative. E’ necessario investire risorse per raggiungere un obiettivo fondamentale che è la promozione della vita. Secondo l’istituto di psicologia e psicoterapia comportamentale e cognitiva – il concetto di dipendenza, sebbene tradizionalmente usato per descrivere una dipendenza fisica verso una sostanza, è stato recentemente applicato all’uso eccessivo di internet. La cosiddetta “dipendenza da internet” è una problematica ancora in via di definizione che si riferisce all’uso eccessivo di internet associato a comportamento irritabile e umore negativo quando se ne è deprivati. Questa condizione viene generalmente associata ai disturbi del controllo degli impulsi come il gioco d’azzardo patologico, in quanto emozioni negative come ansia o stati crescenti di tensione vengono temporaneamente sostituiti da un senso di piacere o rilassamento mediante l’uso e  abuso di internet. 
Alcuni studiosi hanno suggerito una distinzione tra una dipendenza da internet di tipo specifico, nella quale la persona trova gratificante solo alcuni aspetti del web, come le scommesse online, il sesso online, lo shopping o le chat, dalle persone che invece risultano dipendenti da internet in un modo più generalizzato e non legato ad alcune sue specifiche funzioni. Sembrano inoltre più a rischio persone affette da altri disturbi psicologici quali dipendenze, depressione, timidezza estrema e bassa autostima. La cura della dipendenza da internet passa attraverso un mirato intervento psicoterapeutico di tipo cognitivo comportamentale. Occorre intervenire con una riduzione graduale del comportamento di dipendenza da internet, ma al contempo individuare dei comportamenti alternativi, sufficientemente gratificanti, che possano sostituirlo, aiutando il soggetto a superare le sue eventuali difficoltà socio-relazionali. Difficilmente gli psicofarmaci possono essere d’aiuto, almeno che non vi sia associato un importante livello di depressione.

 

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Di Ivan Scinardo

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