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Cocker

La cagnolina cookie

Arianna Scinardo

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Una storia di dolore e di tradimento, quella vissuta in prima persona dalla cagnolina Cookie, un esemplare di razza Cocker Spaniel  di circa 9 anni di età. Trovata abbandonata per le strade di San Bernardino in California, in compagnia di un cucciolo di Labrador di un anno, era stata condotta presso il canile di zona. Il personale aveva così scoperto che tutti e due gli animali, chiusi all’interno dello stesso box, appartenevano a un solo proprietario. Scappati di casa insieme oppure smarriti, erano finiti a vagabondare in coppia senza una vera meta e in preda all’ansia dell’abbandono.

La famiglia di appartenenza era quindi giunta al canile, ma aveva deciso di riportare a casa solo il Labrador, sostenendo di non potersi più occupare delle spese mediche di Cookie. Troppo onerose e pesanti per il nucleo familiare. Abbandonata senza ritegno, la povera cagnolina aveva visto la sua famiglia allontanarsi per sempre, portando via con se solo l’esemplare più giovane. Grida e pianti strazianti avevano accompagnato l’uscita dei proprietari dalla struttura, un dolore che aveva colpito al cuore tutto il personale del canile.

La sua vicenda aveva fatto il giro del web catturando l’attenzione di Lynn Hamilton del rifugio OC Small Paws So UT, che si era precipitata a trarla in salvo. Dopo una visita accurata, il veterinario aveva scoperto 12 tumori non curati, ma anche la vera età della cagnolina: 15 anni. Se non fosse stata recuperata da Lynn probabilmente Cookie sarebbe stata soppressa, come capita purtroppo spesso nei canili americani. Ma per l’anziana quadrupede la vita ha concesso una seconda possibilità: dopo essere stata operata si gode la degenza presso il rifugio che è divenuto la sua nuova casa. Presto verrà sottoposta a un secondo intervento, utile a rimuovere le ultime masse tumorali, ma nel giro di un mese il cane è passato dall’abbandono a una vita più amorevole. Circondata dall’affetto dello staff e dei veterinari del rifugio ora può finalmente rilassarsi e sorridere. (Fonte: Greenstyle)

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Il cirneco dell’Etna, una razza da tutelare

Arianna Scinardo

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Il Cirneco dell’Etna, razza canina primitiva presente sulla nostra Isola da migliaia di anni, entra a far parte del REIS, il registro che raccoglie le Eredità Immateriali della Sicilia. Lo ha deciso la Commissione di Valutazione istituita dall’Assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, presso il Centro Regionale per il Catalogo, diretto da Laura Cappuggi.

Il Cirneco dell’Etna è una razza autoctona di cui si hanno numerose testimonianze sin dall’antichità. Con l’immagine simile alle raffigurazioni egizie del dio Anubi, il Cirneco si trova rappresentato in monete, sculture, pitture, mosaici e testi letterari che ne confermano la sicilianità. Da sempre i Cirnechi hanno appassionato aristocratici per la loro eleganza e aiutato contadini nelle loro attività e nella caccia. Per costruzione fisica, prestanza e agilità, il Cirneco esprime una meravigliosa sintesi di animale perfettamente adattato al proprio habitat: il territorio siciliano. È, infatti, un animale attento, acuto, fulmineo, dinamico, coraggioso, determinato, scattante, veloce elegante e gentile.

Grande soddisfazione per questo riconoscimento viene espressa dal Presidente della Regione, Nello Musumeci, e dall’assessore dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà.
La Commissione si è anche espressa per il riconoscimento, quale patrimonio immateriale, di alcune feste e riti religiosi della Sicilia che sono stati iscritti nel Libro delle Celebrazioni, Feste e Pratiche Rituali. Tra queste “W lu Patri di la Pruvudienzia”, festività di S. Giuseppe che si svolge a Roccapalumba, comune della provincia di Palermo e che si inserisce nel ciclo delle festività tradizionali dedicate al padre di Gesù; la sua peculiarità è legata a S. Giuseppe “nominato” come Padre della Provvidenza.
Patrimonio immateriale anche “La Scinnenza del Venerdì Santo” di Serradifalco (CL) legata ai riti del Venerdì Santo, che presenta particolari ritualità e gestualità tipiche delle rappresentazioni della passione, secondo la descrizione degli antichi Testi Sacri cristiani (Nuovo Testamento) e la “A Festa i Maju”, rito che celebra la Festa Patronale di San Sebastiano da Melilli. La festa rientra tra quelle celebrazioni che, coincidendo con il periodo tardo primaverile, sono collegate oltre che al ciclo della morte-rinascita anche a quello dei fiori ed è legata, quindi, ai canoni dell’abbondanza e della bellezza, quali i miti della cornucopia, di chiara derivazione pagana.

Iscritte al REIS anche la “Festa in onore di S. Leonardo Abate e la “Fiera di S. Leonardo” di Mascali (CT) e le due feste celebrate a Mazzarino (CL), la “Festa Patronale di Maria SS.ma del Mazzaro” a Mazzarino (CL) e la “Festa del SS.mo Crocifisso dell’Olmo – ‘U Signuri di Maju” anche questa testimoniata da una lunga tradizione trasmessa nel tempo anche da numerosi testi.
Fra le tradizioni riconosciute e tutelate con l’iscrizione al REIS anche l’arte di realizzare “Tappeti di Arte effimera di fiori, sale, sabbie e altri materiali organici e naturali”, utilizzata durante varie cerimonie e manifestazioni in diversi luoghi della Sicilia. Si tratta del riconoscimento di un’opera d’ingegno sempre più diffusa in tutta l’Isola.

Mentre nel Libro delle Pratiche Espressive e dei Repertori Orali sono stati iscritti due gruppi che si fanno promotori dei canti della tradizione popolare siciliana: il “Coro Città di Trapani” e il “Val d’Akragas, Cultura Popolare di Sicilia”. Entrambi nati per ricercare, mantenere e divulgare, i canti, le danze e le musiche tradizionali-popolari della Sicilia, con particolare attenzione alla zona nord-occidentale. Il Coro di Trapani, formato da componenti accomunati dallo stesso amore per la cultura popolare siciliana, attinge alle raccolte di Salomone Marino, Pitrè, Favara, Mastrigli, Vig L’apprezzamento è stato effettuato anche in ragione dell’attività di recupero e promozione nel tempo del patrimonio etnomusicologico siciliano con particolare riferimento alla provincia di Trapani, per la riconosciuta capacità del maestro Agostino Giacomazzo di essere rimasto aderente alla peculiarità della tradizione orale trapanese.

Le Eredità Immateriali sono state definite dall’UNESCO come “l’insieme delle pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e tecniche nella forma di strumenti, oggetti, artefatti e luoghi ad essi associati, che le comunità, riconoscono come parte del loro patrimonio culturale”. A queste appartengono, infatti, le tradizioni orali e le forme espressive, compreso il linguaggio da intendere come veicolo del patrimonio culturale immateriale, nonchè le arti dello spettacolo, le pratiche sociali e rituali, gli eventi festivi, le conoscenze e le pratiche concernenti la natura e l’universo, i saperi legati all’artigianato tradizionale.

Il REIS si compone di sei libri: 1)Celebrazioni, Feste e Pratiche Rituali, 2) Mestieri, Saperi e Tecniche, 3) Dialetti, Parlate e Gerghi, 4) Pratiche Espressive e Repertori Orali, 5) Tesori Umani Viventi, 6) Spazi simbolici.

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La Polizia Stradale di Enna salva un cucciolo in autostrada

Arianna Scinardo

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La mattina del 19 maggio scorso, un cucciolo di cane è stato salvato dagli Agenti della Polizia Stradale della Sezione di Enna mentre zigzagava impaurito fra le auto sull’autostrada A/19, in prossimità dello svincolo di Catenanuova, creando anche notevole pericolo per la circolazione stradale.

La bestiola, un meticcio di pochi mesi di colore chiaro, di piccola taglia e non dotato del microchip, è stato notato dagli Agenti del Distaccamento di Catenanuova in servizio sull’autostrada che, rallentando il traffico veicolare, sono riusciti a calmarlo e a portarlo presso gli uffici del Distaccamento dove, dopo essere stato sottoposto alle prime cure, è stato affidato all’associazione “Arca di Noé”.

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La scoperta al mare di Leia nella spiaggia di Criccieth

Arianna Scinardo

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Voglio riportare questo bell’articolo di  Ilenia Colombo

Un incontro totalmente improbabile quello della cagnolina Leia, che dimostra ancora una volta quanto siano speciali gli animali e come possano entrare in empatia con altre specie.

Mentre Rich Wilcock era nella spiaggia di Criccieth Beach, Regno Unito, per trascorrere una bella giornata di pesca con il suo cane Leia, si accorge subito che l’animale non si comporta come fa abitualmente.

La cagnolina appare nervosa, abbaia in direzione del mare e fa di tutto per attirare l’attenzione.

Leia trova qualcosa di importante

L’uomo cerca poi di calmarla e le chiede di seguirlo, invano. La cagnolina, un incrocio della razza Cocker Spaniel, in realtà vuole che sia il suo padrone ad andare verso di lei perché vuole mostrargli qualcosa di molto importante.

«Di solito non abbaia in questo modo e non ha mai tale atteggiamento», spiega Rich, che ha capito subito che qualcosa non andava.

Decide quindi di andare a vedere e trova quella che sembra essere una focena arenata su uno scoglio, ancora viva!

Un bel salvataggio

Non sapendo cosa fare e non avendo segnale sul telefono, Rich decide di fare come il suo istinto gli suggerisce e cerca di rimettere la focena in acqua. Ma una volta in mare, il cetaceo non si muove.

Rich quindi cerca di incoraggiarlo e gli mostra come fare: poco dopo il “delfino” inizia a nuotare e si allontana da lui.

Purtroppo una grossa onda riporta il piccolo cetaceo contro gli scogli. Rich decide di entrare in acqua per aiutarlo e questa volta è quella giusta!

Il piccolo mammifero marino se ne va, sano e salvo!

Complimenti a Leia per averlo avvistato e a Rich per averlo aiutato a tornare in mare!

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