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Zalone e Raffaele, un brano sulla pandemia

Ivan Scinardo

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L’immunità di gregge’, canzone sull’amore sfumato per lockdown

“Arriverà l’immunità di gregge, sui monti e sulle spiagge”. E’ il ritornello della nuova canzone di Checco Zalone, alias Luca Medici, dedicata alla pandemia. Il video, girato con Virginia Raffaele in ambiente casalingo e su un terrazzo condominiale, è stato postato oggi su facebook e contiene un omaggio a Domenico Modugno. A Modugno Zalone si ispira con una melodia in stile e l’abbigliamento tipico del cantante pugliese. Nel brano Checco, con parrucca e baffi alla Modugno, racconta di un amore che avrebbe dovuto essere “consumato” il 9 marzo, sogno sfumato per colpa del lockdown perché “l’8 fu quel giorno buio e tetro che il presidente disse almeno un metro”. Nel video ci sono i due amanti costretti a distanza che parlano in videochiamata e si dedicano alle autocertificazioni. “L’ultimo tampone sarò io per te – canta – , dimmi dove ti porto un 19, che Covid non è”.

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Parlare di ciò che accade in Turchia può essere d’aiuto

Giorgia Li Greci

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femminismo

Correva l’anno 2010 quando per tre mesi sono stata ospite di una meravigliosa famiglia Turca a Izmir, anche conosciuta come Smirne.
Ho avuto modo di vivere a stretto contatto con una cultura diversa, che definirei meravigliosa. La famiglia che mi ospitava era molto progressista, soprattutto rispetto ad una fazione conservatrice che è oggi rappresentata dal partito che guida il Paese, quello di Erdoğan.

Di posti nel cuore ne conservo molti, ma la Turchia più di altri. Forse anche per questo quando accade qualcosa di spiacevole lì ne soffro. 

Una cosa spiacevole è da poco accaduta, il 20 marzo 2021, quando Erdoğan ha dichiarato il ritiro della Turchia dalla Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne.

Passi indietro che le amiche che ho conosciuto in quella terra, né in nessun’altra parte del mondo, non meritano.

Sono state tante le donne che sono scese in piazza a Istanbul per protestare, ricordando un dato triste e sconfortante: il numero di vittime di violenza coniugale in Turchia è in costante aumento. 

Ho voluto chiedere direttamente ad alcune donne turche di raccontarmi il loro punto di vista sulla questione, perché solo chi vive un problema può denunciarlo nel migliore dei modi.

Quando ho chiesto un’opinione su quanto fosse accaduto ho ricevuto diverse risposte, ma il fattore comune era il quadro di un Paese spaccato in due dalle mosse di un presidente interessato più al potere che alla società. Non è l’unica cosa che è emersa.

ZEYNEP
“È molto triste e purtroppo mi sento come se fossimo diventati insensibili a tutta questa violenza, perché è stata trasformato in un evento regolare e quotidiano in Turchia. Il riflesso di questa censura nella vita di tutti i giorni è il non poter scegliere gli abiti che vogliamo indossare. Le donne più giovani di me non si rendono nemmeno conto di avere queste barriere psicologiche. Con ogni donna che abbiamo perso in un femminicidio, abbiamo anche perso la fiducia in noi stesse. Le donne hanno ancora un posto nella vita quotidiana, ma solo finché gli uomini lo permettono. Vedo donne europee o americane che marciano per i loro diritti e per le loro libertà e a volte mi chiedo se si rendano conto di questa fortuna, quella di essere in grado di marciare pacificamente senza la paura di essere arrestate.”

DYLAY
“La Turchia non è sempre stata così. Nel 1934 Atatürk ha approvato una legge che garantiva alle donne il diritto di voto e di essere elette. Quando questa legge è stata approvata, in molti paesi sviluppati del mondo le donne non godevano ancora di questo diritto. Il governo di Erdoğan tende ad attuare politiche che fanno leva sul patriarcato in un modo mai visto fino ad oggi in Turchia. Con questo governo sembra di rivivere i tempi più bui dello stato ottomano, se non il peggio. È molto triste avere un leader come Erdoğan che cerca di distruggere i diritti delle donne, oggi. Ma ci sono molte donne che hanno una voce forte che non si fermerà mai.”

Questi dettagli politici sono parte di un puzzle che, pezzo dopo pezzo, ha portato gli uomini a legittimare la violenza sulle donne. La scelta di Erdoğan ha autorizzato moralmente tutto questo. Mi raccontano che in questo modo l’uomo che ucciderà la propria moglie potrà ottenere una riduzione della pena, oppure una famiglia ricca potrebbe impedire la condanna del figlio stupratore. 

“Usiamo le nostre padelle e i cucchiai di legno per creare un po’ di rumore ogni sera alle 21, per costringerli a sentirci. Raccogliamo firme. Scendiamo in piazza. Cerchiamo di fare tutto il possibile in modo pacifico poiché le elezioni sono vicine.” 

Noi che stiamo leggendo e ascoltando cosa possiamo fare?

Mi ricordano che oggi abbiamo un potente strumento, la nostra voce, parlare per difendere i diritti, non solo i nostri, e opporci a qualsiasi mossa illegale.

Mi ricordano che anche le scelte politiche degli altri Stati sono importanti. Ad esempio l’Occidente, che intrattiene molti rapporti con il governo Turco in vista degli interessi tra Est e Ovest del mondo,  ignorano totalmente i comportamenti poco laici attuati nel paese. 

I social media sono diventati una piattaforma in cui le persone possono far sentire la propria voce al mondo intero, portando luce su storie come queste.

Le mie amiche turche sono arrabbiate, tristi e preoccupate per il loro futuro.
In sole 12 ore dopo la dichiarazione di Erdoğan sull’uscita della Turchia dalla Convenzione di Istanbul 6 donne sono state uccise. Forse già soltanto saperlo può sensibilizzarci nel fare scelte più accurate nel nostro spazio geopolitico chiamato Paese, scelte che un giorno potrebbero avere un’importante ripercussione – positiva – anche su ciò che accade fuori. Perché quello che accade fuori un giorno potrebbe riguardarci.


Se sensibilizzare i leader dei paesi occidentali potrebbe essere un’idea troppo utopica, intanto però potremmo iniziare a parlarne, sostenendo la voce di tutte le donne che non troppo lontano da noi soffrono per un’ingiustizia da non poter nascondere.

Grazie di cuore a Irem, Dylay e Zeynep.

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Cinema

“Scorre e tutto scorre” vince “Videocinema & Scuola”

Ivan Scinardo

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Il progetto artistico degli allievi del liceo musicale Colajanni di Enna raccoglie i patrocini della Fondazione Movimento Bambino, dell’assessorato dell’Istruzione della Regione Sicilia, della Fnomceo, dell’Anpas Sicilia, di università Kore e comune di Enna. E in Lombardia e Liguria è già in rotazio

Il videoclip originale della canzone Scorre e tutto scorre realizzato da allievi e docenti del liceo musicale Napoleone Colajanni di Enna per la regia di Giuseppe Tumino vince il premio “Presenza e Cultura” alla 37esima edizione del concorso internazionale di multimedialità Videocinema & Scuola, contest promosso dal Centro iniziative culturali Pordenone con l’associazione Presenza e Cultura, patrocinato da Ms Marija Pejčinović Burić, (segretario generale del Consiglio d’Europa).

L’opera

L’opera musicale, prodotta dall’istituto guidato dalla dirigente scolastica Maria Silvia Messina, è stata premiata “per la forza e l’espressività simbolica legata al tempo che stiamo vivendo”, come ha dichiarato Luciano Padovese, fondatore e presidente di Presenza e Cultura. “Le imposte di una finestra si spalancano e appare uno splendido paesaggio montuoso della Sicilia – aggiunge Padovese nella motivazione del premio – quegli spazi aperti oggi sono negati: in tempo di Covid si deve restare chiusi in casa, e allora può essere la musica – vera, coinvolgente colonna portante del video – a tendere il sottile filo rosso che porterà i ragazzi a ricostruire il loro ‘stare insieme’, a scavalcare il vuoto della separazione come un equilibrista, in attesa che, a scuola, l’orchestra torni a suonare fisicamente unita”.

La premiazione

La premiazione, che prevede anche un riconoscimento in denaro, è organizzata domenica 11 aprile alle 10 in diretta streaming sui canali social del centroculturapordenone.it.

Il videoclip di Scorre e tutto scorre, realizzato nei mesi dell’isolamento del 2020 da un gruppo di 80 studenti guidati dai docenti, sta intanto facendo il pieno di sostegni, attirando il patrocinio della Fondazione Movimento Bambino della psicoterapeuta Maria Rita Parsi, dell’assessorato dell’Istruzione della Regione Sicilia con a capo Roberto Lagalla, della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri) presieduta da Filippo Anelli, del comitato regionale Sicilia dell’Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze) presieduto da Lorenzo Colaleo, dell’università Kore di Enna presieduta da Cataldo Salerno e del comune di Enna guidato dal sindaco Maurizio Dipietro.

La psicologa Parsi

La visione del videoclip è per Maria Rita Parsi “un perdere il respiro per poi ritrovarlo alla fine”. La psicoterapeuta è rimasta molto colpita dall’associazione di immagini e poesia-canzone, come a lei piace definire il testo: “Scorre la vita, scorre l’acqua che si ritrova costantemente come suggestione nel video ed è un tornare a chiudersi nelle acque del grembo materno, rinascere e trovare un nuovo respiro. Questi ragazzi ci insegnano che da ogni crisi nascono opportunità”.

L’assessore regionale Roberto Lagalla si è così espresso: “Il video realizzato premia la creatività, l’originalità, la capacità di meditazione e riflessione sull’attualità di questi ragazzi e dei loro docenti e attraverso loro premia la Sicilia. La scuola siciliana – aggiunge – è una scuola viva, ben attenta e ben condotta dai docenti e da tutto il corpo tecnico della scuola e la politica deve fare ogni sforzo per continuare a sostenerla e incoraggiarla”.

Il medico Filippo Anelli, presidente della Fnomceo ha dichiarato che “il video realizzato da questi ragazzi ci ha colpito soprattutto la sensibilità nei confronti della professione medica. Professione – ha specificato – che è espressione di quei valori e di quelle competenze che portano i medici a far sì che questa pandemia possa in qualche maniera essere risolta. È estremamente significativo che, sotto il filo rosso che farà da fune per traghettarci attraverso e alla fine della pandemia, compaiano, quasi a sostegno, i nomi di Roberto Stella e degli altri medici che hanno donato la loro vita. Credo che sia un ricordo doveroso per chi, nonostante tutto, ha voluto dare la propria vita per farci uscire dalla pandemia”.

Nei mesi scorsi il video è stato più volte in rotazione su 111 Tv, una tv multimediale visibile in Lombardia e Liguria e sul web via streaming e la clip è attualmente in programmazione nella stessa tv e sui canali liguri Zerounotv e su Tele Genova.  Il direttore responsabile di 111 Tv Salvatore La  Placa ha apprezzato il lavoro prodotto dal liceo musicale ennese: “Assieme ai colleghi  responsabili Agostino Biamonti  e Giuseppe Le Cause  – ha spiegato – abbiamo deciso di dare spazio al videoclip non solo perché ci è molto piaciuto sul piano artistico, ma soprattutto per il messaggio che veicola con un linguaggio tutto per i giovani”.

Per gli studenti coinvolti nella realizzazione della canzone e del video Scorre e tutto scorre, non si tratta solo di un’esperienza artistica. Obbligati a studiare e suonare a distanza dallo scorso marzo, gli allievi del liceo musicale non sono più tornati a fare musica e a vivere la scuola di presenza.

“Per il video abbiamo lavorato a distanza, utilizzando i nostri cellulari con le indicazione del regista Tumino – racconta Roberto Ragusa, allievo di trombone – ci ha guidato la speranza di potere tornare a fare musica assieme, a essere classe, perché a noi la scuola manca tantissimo”. E poi c’è la magia della musica “che è terapeutica”, come ricorda Cristiana Pisano, allieva di oboe e pianoforte: “mentre lavoravamo per la canzone ci siamo accorti di avere anche alleggerito il peso dell’isolamento, come il funambolo del nostro video”, aggiunge. “E come dei funamboli, stiamo ancora camminando sopra un filo senza alcuna rete di sicurezza, senza controlli – chiosa Thomas Catalano, studente di pianoforte e violino e autore delle animazioni del video – ci ha guidato il desiderio di dare voce alle nostre passioni senza lasciarci scoraggiare”.

Il testo del brano è della docente Giovanna Fussone: “Tutto è nato osservando gli sguardi smarriti degli alunni nelle interazioni a distanza a cui ci siamo dovuti adeguare”, racconta. Per il docente Flavio Burtone, “i ragazzi sono stati coinvolti in un progetto inedito e la musica è stato il loro mezzo di comunicazione”. L’insegnante Vincenzo Indovino spiega che c’è un senso profondamente didattico alla base dell’intero progetto: “Nel nostro liceo non si studia solo la musica che appartiene al passato, ma anche quella del nostro tempo, meglio ancora se è una produzione originale”. Marco Monitto che è l’autore della musica assieme a Giovanna Fussone afferma: “Ho lavorato pensando a ogni singolo musicista, è un prodotto su misura – dice – spingo i ragazzi a pensare che questo isolamento forzato, così lungo e sofferto, ci aiuta a far emergere la creatività che altrimenti non avrebbe la forza di emergere”.

La dirigente scolastica Messina manifesta infine “il senso di orgoglio per l’intero istituto”: “I nostri riflettori sono sempre accesi sugli studenti, sia con la didattica in presenza che con le attività a distanza – sottolinea – questi prestigiosi traguardi in un tempo storico così difficile danno nuovo slancio alla nostra missione”.

SCHEDA

TESTO

Scorre e tutto scorre

Silenzi e ambulanze, quiete e requiem

C’è tempo per pensare e ripensare

Quel vivere normale si ė rivelato

requie apparente e comoda

Scomoda oggi è la nostra casa

e ogni abbraccio non ha più il suo spazio

Imbavagliati anche nel cuore

Passano intanto troppe vite

Requiem
 Manca il respiro ci puoi credere?

Leva il respiro
 Requiem

Manca il respiro ci puoi credere
 Leva il respiro

Frastuoni e affanni, fatiche e speranze

Nelle corsie tra gli sguardi corrono

gli eroi chiusi dentro a una corazza

che a volte protegge, a volte non basta

Requiem
 Manca il respiro ci puoi credere?

Leva il respiro

Requiem
 Manca il respiro ci puoi credere
Requiem Gloria ai desideri disordinati

Ai domani dei giovani

Piume sospese in mezzo ai libri

Gloria a una nuova storia

Scorre e tutto scorre

Scorre e tutto scorre

Sia memoria per non dimenticare

 

SCORRE E TUTTO SCORRE (Italia, 2020)

Titolo in inglese It flows and everything flows

TESTO Giovanna Fussone

MUSICHE ORIGINALI Giovanna Fussone e Marco Monitto

ARRANGIAMENTO Flavio Burtone, Vincenzo Indovino e Marco Monitto

VOCE SOLISTA Samuele Milano

ORCHESTRA E CORO Alunni del liceo musicale

———————

VIDEOCLIP SCORRE E TUTTO SCORRE

PRODUZIONE Istituto d’Istruzione Superiore “Napoleone Colajanni” Enna

Da un’idea di Giovanna Fussone

REGIA Giuseppe Tumino

SOGGETTO Giovanna Fussone

SCENEGGIATURA Giovanna Fussone e Giuseppe Tumino

RIPRESE alunni del liceo musicale

ANIMAZIONI Thomas Catalano

MONTAGGIO Vincenzo Indovino

MIXAGGIO E MASTERING Flavio Burtone

FORMATO RIPRESA 16:9

SUONO STEREO

NAZIONE: Italia

DURATA: 4:05

ANNO: 2020

 

L’addetta stampa

Mariangela Vacanti
320.8447033

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Cultura

“Resurrexit. La speranza dell’uomo”, Adrano 2.0

Ivan Scinardo

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Domenica di Pasqua, è stato possibile vedere in diretta su Facebook, Instagram e sulle principali emittenti tv locali, il cortometraggio “Resurrexit. La speranza dell’uomo”; l’opera è tratta dal Dramma Popolare di don Anselmo Laudine, risalente al 1752, ed ogni anno, viene rappresentata con il nome di “Diavolata ed Angelicata”, nel giorno di Pasqua ad Adrano, alle pendici dell’Etna, in provincia di Catania.

"Resurrexit. La speranza dell'uomo"

Prodotto da Groovy e da Labap, con il patrocinio del Comune di Adrano, che ha fornito costumi e location, il corto fiorisce in un contesto quanto mai straordinario, sia per le note vicende legate alla pandemia, che ha messo in ginocchio tante maestranze del mondo dello spettacolo, sia per i luoghi in cui è sorto, l’entroterra etneo: terre tanto affascinanti, quanto difficili.

In questo scenario, con l’Etna che fornisce appunto un suggestivo ambiente dantesco all’opera, si dipana l’eterna lotta tra il bene ed il male, che vede scontri e tintinnii di spade tra angeli e diavoli con le nerborute fiamme di matrice vulcanica ad evocare la temibile potenza distruttiva del male. Ma all’improvviso, la Risurrezione di Cristo irrompe a travolgere la lotta stessa, con i diavoli increduli di fronte ad un amore così grande, e lo scenario che dalle fiamme dell’inferno, lascia spazio al rifiorire della vita nei bellissimi paesaggi del Simeto, con l’acqua elemento portante di una vita nuova.

"Resurrexit. La speranza dell'uomo"

L’opera è stata adattata e diretta da Pietro Puleo, co-diretta in chiave filmica e nella fotografia da Salvo Diolosà, con il videomaking di Salvo Alberio e Marco Stancampiano, con le luci di Gaetano La Mela, la grafica e gli effetti video di Giovanni Stissi, le coreografie a cura di Ten Dance di Elsa Monteleone e Davide Cavallaro, il Sound e gli effetti audio di Euphonia Audio Studio di Salvo Pesce, le voci di Davide Sbrogiò ed Eleonora Sicurella e il make-up di Veronica Caraci.

"Resurrexit. La speranza dell'uomo"

La produzione ringrazia vivamente le associazioni locali “U Diri” e “Don Anselmo Laudine” per aver partecipato, la Prof.ssa Annarita Marcellino per lo zelo e l’impegno rivolto al progetto, la dott.ssa Agata Rosano, funzionaria Cultura e Spettacolo del Comune di Adrano, l’ufficio turistico, in particolare Mimmo Zermo, il dott. Giuseppe D’Urso, direttore del Museo di Adrano.

E così con le parole e la musica di un illustre adranita, don Alfio Conti, il cortometraggio, ma anche la situazione in cui ci troviamo, pone la potente domanda: “Potrà dal male germogliare il Bene? Dalla morte la Vita?”

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