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Cinema

Cinema per i bambini dei quartieri a rischio di Palermo

Ivan Scinardo

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Quattro giorni di cinema dedicati ai bambini e ai ragazzi di Ballarò e dell’Albergheria e disponibili in streaming per tutti

Torna a Palermo dal 19 al 22 maggio Il Cineclub dei Piccoli, il festival di cortometraggi organizzato dall’Associazione Arknoah con la direzione artistica di Francesco Torre, in collaborazione con l’Associazione Santa Chiara e l’Istituto G. E. Nuccio, e realizzato nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola promosso da MiC e MIUR.

Tante le iniziative in programma, rivolte ai bambini dai 7 ai 12 anni, che si svolgeranno in presenza e in streaming, tra cui il Cineclub con laboratori didattici di illustrazione che seguiranno la visione dei film proposti, e un workshop su “I Mestieri del Cinema” che porterà alla realizzazione di un cortometraggio dedicato al tema della salvaguardia dell’ambiente e del ciclo dei rifiuti. A guidare i bambini nella realizzazione del cortometraggio il videomaker Pietro Vaglica e il regista Gaetano Di Lorenzo.

E proprio a un tema cruciale per la salvaguardia ambientale come quello del riciclo è dedicato il film d’apertura del festival:Trash – La leggenda della piramide magica”, di Luca Della Grotta e Alessandro Dafano, presentato con grande interesse allo Shanghai International Film Festival e alla Festa del Cinema di Roma. Protagonisti del film sono un gruppo di “rifiuti” alla ricerca di uno scopo che dia senso alla loro vita. Il film sarà disponibile per tutti, gratuitamente, sulla piattaforma MyMovies.it il 19 maggio alle 21.00, e il 20 maggio alle 15.30 al Centro Santa Chiara per i bambini di Ballarò e Albergheria che hanno partecipato al progetto.

Il secondo appuntamento del Cineclub, venerdì 21 alle 15.30, sarà dedicato al grande animatore giapponese Yasuo Ōtsuka, recentemente scomparso, artista sublime che garantì maturità e creatività alle iniziali, esaltanti esperienze alle regia di Hayao Miyazaki e Isao Takahata. Proprio diretto da quest’ultimo il film che verrà proposto al Centro Santa Chiara, “La grande avventura del piccolo principe Valiant”, in cui l’apporto di Ōtsuka come direttore dell’animazione fu talmente importante da accreditarlo in patria col ruolo di co-regista. A seguire un laboratorio didattico di illustrazione.

Al centro del Festival anche il Concorso nazionale di cortometraggi d’animazione. I film in concorso saranno proiettati mercoledì 19, giovedì 20 e venerdì 21 all’Istituto Scolastico Comprensivo Nuccio, dove gli studenti che compongono la giuria popolare assegneranno il Premio del pubblico. Venerdì 21 e sabato 22, a partire dalle 21.00, i film saranno disponibili gratuitamente sulla piattaforma MyMovies.it e resteranno online per ventiquattro ore. A presiedere la giuria di qualità che sabato 22 proclamerà il miglior cortometraggio saranno i registi Luca Della Grotta e Francesco Dafano. Insieme a loro, Alessandra Boatto, Gloria Cianci e Sofia Zanonato (registe del corto vincitore della scorsa edizione, “Polvere sottile”), il regista Gaetano Di Lorenzo, l’animatore culturale Gino Interi, delegato FICC, il direttore artistico del festival “Corto di Sera” Sebiano Chillemi e il videomaker Pietro Vaglica.

Giovedì 20 alle 21.00, in collaborazione con “Corto di Sera”, festival cinematografico gemellato con “Il Cineclub dei Piccoli”, il programma sarà arricchito dalla proiezione sulla piattaforma MyMovies.it di una selezione di cortometraggi disponibili gratuitamente e fruibili per ventiquattro ore.

Siamo riusciti a garantire che le attività con e per i bimbi potessero svolgersi in presenza – spiega Francesco Torre, fondatore e direttore artistico del festival – ma senz’altro questa seconda edizione sarà un’esperienza nuova perché mancherà il rapporto diretto con il pubblico e offriremo i contenuti audiovisivi ad una platea virtuale. Un approccio sperimentale che mi ha spinto a focalizzarmi sull’essenziale e a pensare a questa edizione come ad un prototipo per il futuro, ma sempre mantenendo la film literacy come obiettivo finale di un progetto di sviluppo del pubblico giovane fondato sulla creatività, sull’impegno personale e sull’atto pratico del giocare, perché come insegnava Danilo Dolci «ciascuno cresce solo se sognato»”.

Siamo veramente felici di ospitare per il secondo anno il festival Il Cineclub dei Piccoli” dichiara Don Enzo Volpe, direttore del Centro Santa Chiara. “I film di animazione che saranno proiettati  prevedono dei laboratori manuali attraverso i quali i nostri ragazzi saranno coinvolti a concretizzare sogni, emozioni e impegno. In questo tempo di chiusure e limitazioni a causa dell’emergenza Covid – prosegue padre Enzo – questo festival si propone come un segno di ripresa e come un forte auspicio affinché tutti i luoghi di cultura possano riprendere vita”.

 

 

PROGRAMMA

Mercoledì 19 maggio

Ore 10.00, ICS “G. E. Nuccio” Proiezione cortometraggi in concorso

Ore 15.00, Centro Santa Chiara Workshop I Mestieri del Cinema

Ore 21.00, in streaming su Mymovies.it “Trash – La leggenda della piramide magica” di L. Della Grotta e A. Dafano (Italia, 2020)

Giovedì 20 maggio

Ore 10.00, ICS “G. E. Nuccio” Proiezione cortometraggi in concorso

Ore 15.00, Centro Santa Chiara Workshop I Mestieri del Cinema

Ore 15.30, Centro Santa Chiara Cineclub:  “Trash – La leggenda della piramide magica”, di L. Della Grotta e A. Dafano, segue Laboratorio didattico di illustrazione.

Ore 21.00, in streaming su Mymovies.it selezione corti del festival “Corto di Sera”

Venerdì 21 maggio

Ore 10.00, ICS “G. E. Nuccio” Proiezione cortometraggi in concorso

Ore 15.00, Centro Santa Chiara Workshop I Mestieri del Cinema

Ore 15.30, Centro Santa Chiara: Cineclub: “La grande avventura del Principe Valiant”, di I. Takahata (Giappone 1968), segue laboratorio didattico di illustrazione.

Ore 21.00, in streaming su Mymovies.it Proiezione selezione Cortometraggi “Fuori Concorso”

Sabato 22 maggio

Ore 21.00, in streaming su Mymovies.it

Proiezione della selezione ufficiale Concorso Cortometraggi

      

INFO

Arknoah | associazionearknoah@gmail.com

Francesco Torre | francescotorre79@gmail.com | +39 3471046293

Ufficio stampa

Bianca Giammanco | bianca.giammanco@gmail.com | +39 3348593783

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Cinema

All Star – Ritorno al Cinema – Siamo tornati

Ivan Scinardo

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Cinema: MiC, Anica, Anec e Cinecittà insieme per promuovere il ritorno in sala in sicurezza. La campagna che vede protagonisti attori e registi del cinema italiano Barbara Bobulova, Paolo Calabresi, Pierfrancesco Favino, Anna Foglietta, Elio Germano, Edoardo Leo, Giulia Michelini, Claudia Napolitano, Alice Pagani, Lillo Petrolo, Michele Placido, Benedetta Porcaroli, Vittoria Puccini, Greta Scarano, Sara Serraiocco, Alessandro Siani, Toni Servillo, Giuseppe Tornatore e Luka Zunic sono i protagonisti d’eccezione di “All Star”, il nuovo cortometraggio al centro di una campagna di comunicazione realizzata dal Ministero della Cultura in collaborazione con ANICA, ANEC e Cinecittà per invitare gli italiani a tornare in sala.
Il cortometraggio è un invito a tornare nei cinema italiani nel rispetto delle regole e dei protocolli di sicurezza, incluso il Green Pass, per vivere di nuovo la magia del grande schermo. «Grazie al Green Pass e alle nuove misure di sicurezza la cultura sta ripartendo.
Le persone si sentono più sicure e stanno tornando nei cinema, nei teatri e nei musei. È un fatto molto importante, la pandemia ci ha fatto capire quanto la cultura sia la linfa delle nostre vite.
Grazie quindi a tutto il mondo del cinema che si è unito con questo cortometraggio per lanciare un appello corale e invitare gli italiani a tornare in sala per vivere la magia del cinema in sicurezza», così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini. #SoloAlCinema #MiC #MinisteroDellaCultura

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Cinema

Edwin conquista il Pardo d’oro e l’Italia trionfa

Ivan Scinardo

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Si è conclusa con il Pardo d’oro al regista indonesiano Edwin la 74° edizione del Locarno Film Festival, la prima sotto la guida di Giona Nazzaro. A vincere il prestigioso premio è stato infatti Seperti Dendam, Rindu Harus Dibayar Tuntas (Vengeance is Mine, All, Others Pay Cash), film ispirato all’omonimo romanzo di Eka Kurniawan, ambientato nell’Indonesia degli anni Ottanta, e incentrato sulle vicende di Ajo, scagnozzo di un boss locale e impavido combattente. Un guerriero valoroso perché, come dice lui stesso: “Chi è impotente non deve temere nulla, neanche la morte”. Ma poi Ajo si innamora e tutto cambia. Un film in cui si fondono generi e stili diversi, che diverte, ma che in modo decisamente originale fa riflettere sul problema della violenza e della cultura machista.

Il premio speciale della giuria è andato al cinese Jiao ma tang hui (A New Old Play) di Qiu Jiongjiong, mentre il Pardo per la Migliore regia è stato assegnato ad Abel Ferrara per il suo Zeros and Ones, storia che ci proietta in una Roma del futuro durante un’imprecisata guerra.  A vincere i premi per la migliore interpretazione femminile e per quella maschile sono stati invece rispettivamente, Anastasiya Krasovskaya per Gerda, di Natalya Kudryashova, Mohamed Mellali e Valero Escolar per Sis Dies Corrents (The Odd-Job Men) di Neus Ballús. Due menzioni speciali sono andate infine a Soul Of A Beast di Lorenz Merz, Espíritu Sagrado di Chema García Ibarra.

 Trionfa l’Italia nel concorso Cineasti del Presente, dove a portare a casa il Pardo d’oro è stato il giovane trevigiano Francesco Montagner, premiato per il suo documentario Brotherhood, un film sulla ‘fratellanza’ di tre giovani pastori bosniaci figli di un islamico radicale, ma anche un ritratto della Bosnia del presente, ancora legata a una cultura arcaica ma inevitabilmente proiettata verso il futuro. Montagner così ha dichiarato all’Ansa: “Ho accolto la notizia del premio come miglior film con tante lacrime e molta gioia”. Il premio al Miglior regista esordiente è stato invece assegnato a Hleb Papou, regista bielorusso naturalizzato italiano, per il Il legionario, storia di un giovane italiano di origine africana e poliziotto nella Celere che deve partecipare allo sgombero del palazzo occupato in cui aveva vissuto fino a poco tempo prima e in cui abitano ancora la madre e il fratello.

Protagonista della cerimonia di chiusura è stato anche Dario Argento, che in Piazza Grande è stato insignito del Lifetime Achievement Award per la sua opera e la sua straordinaria interpretazione in Vortex di Gaspar Noé.

Di seguito gli altri riconoscimenti della sezione Cineasti del Presente:

Premio speciale della giuria Ciné+:

 L’été L’éternité di Émilie Aussel

Pardo per la migliore interpretazione femminile:

 Saskia Rosendahl per Niemand Ist Bei Den Kälbern di Sabrina Sarabi

Pardo per la migliore interpretazione maschile:

 Gia Agumava per Wet Sand di Elene Naveriani,

Per conoscere tutto il palmares di questa edizione del Locarno Film Festival: https://www.locarnofestival.ch/it/LFF/home

Fonte:https://news.cinecitta.com/IT/it-it/news/55/86996/edwin-conquista-il-pardo-d-oro-e-l-italia-trionfa-con-i-giovani-cineasti-del-presente.aspx

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Cinema

Interno giorno: chi voleva fare il cinema e chi ci è riuscito

Ivan Scinardo

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LOCARNO. Il documentario che Marco Santarelli ha realizzato raccontando i provini dei ragazzi di varie generazioni (dagli anni Trenta agli anni Ottanta) per essere ammessi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma è un vero e proprio spaccato dei sogni degli italiani e al tempo stesso un saggio su come sia cambiata la società italiana.

Interno giorno, presentato al Festival di Locarno, nella sezione Histoire(s) du cinéma,  prende infatti il via negli anni Trenta, con le immagini di Benito Mussolini che visita il Centro Sperimentale: “Il CSC  – spiega il regista –   è stato uno dei capisaldi della politica fascista sul cinema che era considerato uno straordinario strumento di propaganda e che fu oggetto di grandi attenzioni e di uno sforzo economico: prima l’Istituto Luce per i cinegiornali, poi il Centro Sperimentale come scuola d’elite e nel 1936 Cinecittà, ovvero gli studi più ampi e tecnologicamente avanzati di quegli anni. Per la prima volta si pensava a una scuola per insegnare a recitare nel cinema. E da lì è passata una generazione di attori”.

Fa impressione vedere la sicurezza di una giovanissima Sofia Loren, le esitazioni di un’altrettanto giovane ma bellissima Claudia Cardinale, la disinvoltura di Raffaella Carrà quando ancora si chiamava Raffaella Pelloni, i tentativi di Carlo Cecchi (che però non sarà ammesso) e quelli del duo Paola PitagoraRenato Mambor, le barzellette raccontare da Domenico Modugno e un duetto tra Lucia Bosè e Marcello Mastroianni che però non porterà mai a nulla per via della censura poco propensa a un film nel quale una religiosa sembra sulla via di rinnovare le vicende di Gertrude, la monaca di Monza. Ma è ancora più interessante sentire i desideri di tanti giovani aspiranti attori che mai diventeranno tali, che ambiscono chi a interpretare ruoli di “figlio di papà” chi a fare “la bella vita dell’attore”. Da questo punto di vista, gli autori dei provini (sui ciak leggiamo nomi importanti: Comencini, Rossellini, Emmer…) si comportano proprio come l’Alessandro Blasetti che in Bellissima di Luchino Visconti sembra più interessato a scoprire i caratteri dei provinandi che a interpretare i loro sforzi recitativi.

Come sottolinea Santarelli, “lo stile dei provini cambia da epoca a epoca (anche se l’ambientazione è sempre molto familiare, domestica, da qui il titolo Interno giorno). Nel dopoguerra vediamo ragazzi timidi, evidentemente attratti dalla possibilità di dare una svolta decisa alla loro vita anche dal punto di vista economico. Con gli anni Sessanta e il boom economico l’atteggiamento cambia sempre di più, i giovani appaiono sicuri di sé e in alcuni provini – quelli più vicini al 1968, anno chiave per la contestazione del potere e l’emancipazione anche in campo cinematografico – arrivano addirittura masticando la gomma americano in modo decisamente beffardo”.

Guardando il film, scopriamo che hanno iniziato come attori e hanno sostenuto il corso di recitazione anche persone che nel cinema hanno poi fatto tutt’altro, come il produttore Dino de Laurentiis o il regista Marco Bellocchio.

Insomma, la voglia di recitare e di mettersi in mostra è il sentimento prevalente in tutte le epoche per chi vuole accostarsi al cinema. Ancora Santarelli: “Mi sono imbattuto nei provini del Centro Sperimentale facendo tempo fa una ricerca di materiali di archivio per un altro mio lavoro e mi sono subito reso conto di quanto ciò che avevo trovato fosse affascinante e in grado di raccontare. Ringrazio quindi il CSC e Mompracem, la casa di produzione dei Manetti Bros  per aver reso possibile questa avventura”.

Parafrasando Man Ray, possiamo dire che il cinema è davvero l’arte nella quale i sogni possono essere realizzati dai soldi, e che il provino è il passaggio obbligato per poter diventare, come dice uno dei ragazzi, “qualcuno del cinema”.

Fonte: https://news.cinecitta.com/IT/it-it/news/55/86994/interno-giorno-chi-voleva-fare-il-cinema-e-chi-ci-e-riuscito.aspx

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In Tendenza