Connect with us

InSalute (Dott.E.Alagna)

Tutti gli artisti che hanno detto di voler salvare l’ambiente

Enrico Alagna

Published

on

I Coldplay hanno annunciato giovedì che non andranno in tour per presentare il nuovo album ‘Everydaylife’ perché le tourné non sono eco-sostenibili

Musica Coldplay tour ambiente

Coldplay non andranno in tour per presentare il loro nuovo album ‘Everydaylife‘, uscito venerdì. La decisione, ha spiegato il frontman Chris Martin, è dettata dalla necessità di proteggere il nostro Pianeta dall’inquinamento. Ma la band britannica non è la prima.

 

Ecco tutti gli artisti, in Italia e all’estero, che hanno cercato nel loro piccolo di tutelare l’ambiente.

RADIOHEAD – Per il tour del 2008 la band capitanata da Thom Yorke  commissionò uno studio per rendere i propri tour il meno inquinanti possibile. Il gruppo arrivò a Milano in treno e, rinunciando a spazi più grandi che avrebbe riempito, chiese di suonare in uno spazio in centro, servito dai mezzi pubblici. La band inglese è stata anche fra i pionieri nell’ uso delle luci led che consumano un decimo rispetto a quelle normali.

I VELVET: “Abbiamo scoperto che si possono fare show con un palco tutto “verde” senz’ alcuna differenza qualitativa. Un nostro concerto  in Puglia è stato alimentato soltanto da pannelli solari”, ha dichiarato Pier Luigi Ferrantini dei Velvet.

JOVANOTTI – Per il suo tour sulle spiagge, Lorenzo ha progettato col Wwf un piano di quasi totale riciclo dei rifiuti, avvicinandosi al 97% del totale. Le bottigliette di plastica consumate nei concerti sono state raccolte, ridotte in filamenti adatti a essere trasformati in magliette sportive che sono state regalate proprio ieri ai Comuni che hanno ospitato le date del tour. Ma soprattutto, dice il Wwf, col tour di Jovanotti potrebbero essere stati seminati 600.000 semi di buonsenso, uno per ognuno degli spettatori coinvolti.

DAVID GILMOUR – L’ex cantante dei Pink Floyd ha regalato i 21 milioni di dollari ricavati dall’ asta delle sue chitarre a ClientHeart lo studio legale non profit che si batte per le cause dell’ ambiente.

LIGABUE – Tra i cantanti nostrani, c’è poi Ligabue che ha parlato dell’urgenza di combattere il cambiamento climatico in un intervento che ha fatto a ‘Back2Back’ su Rai Radio 2. “Quello del cambiamento climatico è uno dei temi sui quali ci stiamo giocando il futuro, da quello proprio non si scappa. Troppe volte viene dimenticato dalla politica, perché sono troppi i problemi di cui si deve occupare la politica per prendere atto di questo fatto, però non si puo’ rimandare assolutamente”.

THE 1975‘ – Lo scorso luglio la band ha incluso in una loro nuova canzone un discorso dell’attivista 16enne Greta Thunberg, ormai una figura di riferimento per il movimento giovanile attorno al cambiamento globale. La band ha dichiarato in una recente intervista rilasciata a ‘NME’: “Stavamo pensando, ‘Cos’è che riflette la nostra società di adesso?’ Ho guardato il nostro manager e ho detto: ‘Beh è Greta no?'”. Inoltre si sono rifiutati di pubblicizzare il loro nuovo album, ‘Notes On A Conditional Form’, attraverso mercanzia promozionale che non sia eco-sostenibile. Il gruppo ha creato un centro di riciclaggio al Reading Festival di quest’anno, invitando i fan a portare le loro vecchie t-shirt su cui poter far stampare il logo della band.

BILLIE EILISH – La nuova promessa della musica statunitense ha recentemente annunciato che il tour del 2020 sarà un tour eco-sostenibile. La cantante ha stretto una partnership con Reverb per fornire informazioni ai fan su come combattere il cambiamento climatico. Le cannucce di plastica saranno bandite dal tour e i fan potranno solo portare le proprio bottiglie d’acqua riutilizzabili. Durante una comparsa al ‘The Tonight Show Starring Jimmy Fallon’, Eilish ha detto che “ci saranno cestini di riciclaggio ovunque”.

LIL DICKY – Il video della canzone ‘Earth‘ ha ottenuto più di 200 milioni di visualizzazioni in 6 mesi, e nella clip fanno la loro comparsa artisti di fama internazionale come Ariana Grande e Justin Bieber. I profitti della canzone, del video e della mercanzia promozionale sono stati devoluti a organizzazioni di beneficenza che lavorano per implementare soluzioni rispetto al cambiamento climatico. Lo stesso rapper ha ammesso di essere stato in passato poco informato a proposito di problemi politici e sociali, ma che il cambiamento climatico gli ha fatto capire che avrebbe dovuto prestare piuùattenzione. “Come molte persone, avevo una vaga idea che qualcosa di brutto stesse succedendo alla Terra, ma non avevo capito quanto fosse grave la nostra crisi climatica e quanto sarà fottuta l’umanità”.

K. FLAY – Della stessa opinione dei colleghi sopracitati è il rapper californiano K. Flay, il cui nuovo video per il brano ‘Not in California‘ mostra un pianeta invaso dalle maree e ricoperto da scarti di plastica. “Gran parte del comportamento dell’uomo è dettato dalle norme. Il motivo per cui le persone non fumano in ambienti chiusi, e perché sarebbe da pazzi stare in un posto dove le persone fumano in ambienti chiusi, è che la norma è cambiata. È questo il compito degli artisti e di chi produce materiale visivo: far parte del coro di voci che sono a favore di un cambiamento della norma”.

In Evidenza

7000 litri di benzina necessari per affrontare la transoceanica Atlantica

Enrico Alagna

Published

on

“Ben 7 ore ci sono volute per caricare i 7000 litri di benzina necessari per affrontare la transoceanica Atlantica che mi separa dalla Guyana Francese”.
Queste le parole pubblicate in un post su Facebook dal comandante dell’Aretusa Explorer, Sergio Davì.
Un duro lavoro reso possibile grazie al prezioso aiuto di VivoenerGy Shell che ha effettuato l’operazione tramite autobotte.
“Tutto è ormai pronto sull’Aretusa Explorer; carichi di emozione, speriamo di poter mollare gli ormeggi domani mattina” – è quanto scritto ieri pomeriggio sul suo profilo facebook.
Continuiamo a seguire real time la sua avventura attraverso il Live Tracker http://www.sgstracking.com/live/index.html?id=263
oppure tramite l’app ufficiale Sergio Davì Adventures (disponibile sia per Android che per Apple):
Continue Reading

In Evidenza

Politica rispetto a gestione Covid-19 ha tempi anacronistici

Enrico Alagna

Published

on

E’ arrivato il momento di fare un’analisi, e di tirare un pò le somme sull’emergenza sanitaria in atto,  non tralasciando gli errori commessi all’inizio della pandemia, provando a tracciare le linee guida per gli scenari futuri. 

“Numeri alla mano, il numero dei ricoverati in terapia intensiva in Italia sembrerebbe essersi stabilizzato rispetto a due settimane fa”. Lo ha affermato l’infettivologo genovese Matteo Bassetti; un dato che deve far ben sperare. Sugli ospedali italiani, ed in particolare sulle terapie intensive c’è meno pressione e anche se continuano in qualche modo a crescere i contagi, noi dobbiamo pensare alla variante Omicron in maniera diversa. Perché tanti casi non portano oggi a tanti ricoveri come accadeva con la variante Delta e le precedenti, che hanno asfaltato la popolazione italiana e sfibrato i camici bianchi.

Come detto in precedenza stiamo entrando in una nuova fase: altri Paesi, come l’Inghilterra, gli Stati Uniti e il nord Europa, hanno già vissuto la fase che ci prepariamo ad affrontare. È arrivato il momento di convivere con questo virus, di provare a cambiare le regole di convivenza che non possono essere quelle che avevamo un anno fa. E’ arrivato il momento di cambiare passo, oggi la situazione è molto diversa non solo perché abbiamo una variante nuova, ma soprattutto perché abbiamo una popolazione protetta al 90% da questo virus. L’Italia rientra tra le popolazioni più vaccinate al mondo; dobbiamo affrontare l’epidemia in modo diverso.

Oggi abbiamo una popolazione ampiamente vaccinata, e quindi protetta dalle forme gravi. Dobbiamo considerare diverse anche le “morti di covid”; ovvero se uno entra in ospedale perché, per esempio, si è rotto una gamba, perché ha un problema al cuore, perché deve fare una dialisi, e lo si trovasse positivo e per l’evoluzione della sua malattia muore, in realtà il decesso non può e non deve essere associato al Covid. Oggi ci troviamo in una fase diversa in cui dobbiamo mutare le modalità con cui classifichiamo le persone con il Covid.

Sottolineamo ancora di più l’importanza della vaccinazione, in quasi tutte le regioni dello stivale, i dati dei ricoveri nelle terapie intensive ci dicono che il 95% riguardano soggetti non vaccinati: i veri malati con la polmonite da Covid, sono soggetti non vaccinati. E soprattutto sono nella fascia che va  dai 50 ai 60 anni d’età. Sono soggetti che arrivano in ospedale con una forma molto grave e purtroppo possono finire in terapia intensiva. La vaccinazione che piaccia o no dà una protezione nei confronti della malattia grave e ci mette con le tre dosi praticamente al sicuro.

In molti mi chiedono quanto tempo ancora ci resta di questo periodo emergenziale e quanto manca, soprattutto, alla fine dell’incubo.

Nessuno ha la sfera di cristallo, ed è difficile anche fare una proiezione nel tempo di come il virus possa evolvere; di certo non va dimenticato che si tratta di un virus ad RNA e per questo è mutevole più degli altri. Dobbiamo però fare in modo che si arrivi quanto prima alla fase endemica cambiando procedure e regole del gioco; Francia, Spagna e Inghilterra hanno già messo in atto quel cambio di passo che li farà giungere, probabilmente, alla fase endemica. Penso che le regole erano forse adeguate un anno fa, oggi sono anacronistiche. Basti pensare alle quarantene, che non hanno saputo adeguarsi ai tempi e alla nuova variante, ai disastri della scuola, del mondo del lavoro. La politica, la politica sanitaria in particolare, è lontana anni luce dalla vita reale. Qui le decisioni andrebbero prese da un giorno all’altro se le cose cambiano. E invece noi oggi vediamo un immobilismo, una ingessatura di regole, di norme, che oltretutto non servono a nulla.

Tenere a casa i ragazzi perché hanno avuto forse un contatto con un positivo asintomatico è una cosa demenziale, afferma infatti Matteo Bassetti. Su questo bisognava essere più dinamici e dire smettiamola di fare tamponi agli asintomatici e, soprattutto a scuola, concentriamoci su chi ha sintomi e teniamoli a casa come si faceva una volta”.

Secondo Bassetti, dopo il 31 marzo il Governo dovrà dire stop a ulteriori proroghe dello stato di emergenza: “Sarebbe difficile spiegare ai cittadini come si possa continuare lo stato di emergenza”.
Molte regole vanno ripensate tenendo conto di quello che sta succedendo oggi con la nuova variante Omicron: l’obbligo vaccinale è uno strumento molto intelligente. Il Governo ha sbagliato i tempi, non i modi. La comunità scientifica chiedeva l’obbligo vaccinale per gli over 40 già da settembre-ottobre. Se lo avesse messo a settembre ottobre probabilmente avremmo avuto un’ondata minore rispetto a quella che abbiamo avuto.

Nella gestione di un problema virale, non possiamo avere i tempi della politica. La politica ha dei tempi che oggi sono anacronistici rispetto alla gestione del Covid. Urge un cambio di passo.

Continue Reading

Cultura

Il disagio psichico non può essere oggetto di scherno

Enrico Alagna

Published

on

Viviamo in una società in cui la disperazione di una DONNA e il suo disagio psichico diventano oggetto di scherno sui social. VERGOGNA!
Mi vergogno profondamente di fare parte di questa società e di appartenere, da poco tempo, alla categoria di cui fanno parte anche certi giornalisti.
Questo non è giornalismo, qui non si racconta una notizia. Qui si condanna il gesto di una donna in preda alla disperazione, in preda ad un disagio psichico che, dopo aver sopportato per anni gli abusi psicologici di chi non la comprendeva e di chi la ricattava portandole via i figli che lei aveva messo al mondo, ha dato sfogo al suo dolore, ha dato voce alle grida che avrebbe voluto rivolgere a qualcun altro, ha dato libertà alla incomprensione, all’emarginazione di una società cieca, sorda che non vede e non ascolta le grida di chi, talvolta in silenzio, talvolta con lo sguardo, ha bisogno di aiuto.
DI AIUTO!
Ci trinceriamo dietro l’essere dei buoni cristiani, dei ferventi praticanti, dietro i costumi del “cristiano che va in chiesa e prega recitando” e ci voltiamo sempre dall’altra parte dinanzi a chi si trova in serie difficoltà.
Siamo vittime di una società liquida, arida di sentimenti.
Io sto con LEI, HAI FATTO BENE Piccola creatura, HAI FATTO BENE. SONO LORO CHE DEVONO VERGOGNARSI, NON TU! Vorrei poterti conoscere e darti il mio aiuto, il mio supporto.
Continue Reading

In Tendenza