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Eventi

Open Day sulle cure palliative

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Uno stand all’ingresso dell’Ospedale Umberto I di Enna bassa, per informare la popolazione sull’assistenza rivolta alle famiglie che scelgono di curare in casa un malato, affetto da patologia cronico-degenerativa,  giunto al termine della sua vita. L’iniziativa è stata degli operatori del gruppo Samot Catania onlus (Società per l’assistenza al malato terminale), fondato dal Direttore sanitario Giulio Mellini, presenti a Enna da due anni.

La Samot Catania onlus, che nella stessa giornata era presente anche al Centro Commerciale “I Portali” di Catania,  opera sul territorio ennese con 40 operatori che in oltre due anni di attività hanno assistito 200 famiglie. Il team per l’assistenza alle cure palliative è formato da medico, infermiere, psicologo, fisioterapista, assistente sociale, operatore socio-sanitario e assistente spirituale.  “Abbiamo voluto parlare alla gente della nostra esperienza  al fine anche di promuovere  una nuova figura da inserire nelle nostre equipe, i volontari – spiega Carmela Savoca, psicologa supervisore dell’equipe. Nei prossimi giorni infatti raccoglieremo le adesioni per chi desidera affiancarci in questa delicata missione, che prevede naturalmente un periodo iniziale di formazione”. Sul giornale Ennapress, la giornalista Mariangela Vacanti ha raccolto la testimonianza di una famiglia che ha voluto rimanere anonima. “Non è importante conoscere il nostro cognome o la città dove abitiamo, vogliamo solo portare la nostra testimonianza. Ad andare via con un tumore, poco più che 50enne, è stata la sorella di lui. Siamo stati seguiti dalla Samot per sette mesi, abbiamo avuto a turno in casa gli operatori ogni giorno – racconta – l’equipe al gran completo, solo l’operatore socio-sanitario è stato sostituto da mia moglie”.

Una malattia descritta come “mostro” che è piombata all’improvviso su una famiglia già provata da un lutto recente e che si è trovata a gestire due minorenni: “Mia cognata e i miei nipoti hanno scelto di lasciare la loro città e appoggiarsi a casa nostra – continua – la permanenza in ospedale non l’abbiamo neanche presa in considerazione, ma sapevamo bene che l’assistenza a casa non sarebbe stata una passeggiata. È da un medico della radioterapia che la coppia fu informata dell’esistenza della Samot: “Non conoscevamo questa realtà – ammette lei – ci siamo fidati dell’indicazione del dottore, ne abbiamo fatto richiesta attraverso il medico di famiglia e poi abbiamo fatto domanda all’Asp”.

Così, un giorno il personale della Samot si è presentato a casa loro: “Non li abbiamo visti come estranei – confida – stavamo vivendo tante difficoltà e il loro arrivo è stato per tutti di grande conforto. Noi venivamo educati a sostenere mia cognata e lei aveva qualcuno che ascoltava il suo malessere, ogni giorno, a volte semplicemente avere un professionista che ascoltava, una persona esperta con cui sfogarsi era un grande aiuto. Non si è trattato  solo delle visite – aggiunge lei – gli operatori ci sono stati accanto anche ricevendo le nostre telefonate quotidiane per i dubbi sulle cure e i piccoli problemi che sorgevano”. E se la psicologa del team ha avuto modo di accompagnare con professionalità i figli della malata lungo questo percorso, la coppia ricorda con affetto un infermiere “che è stato più di un professionista, perché – dicono – ha svolto il suo lavoro con grande amore, insegnandoci alcune procedure di medicazione giornaliera, sempre con il sorriso, una battuta spiritosa, spronando la nostra malata, davvero un grande sostegno”.

E ancora oggi che la loro vita è stata visitata dal dolore e stravolta dalla perdita di una persona amata, i due assistiti si sentono di dire grazie alla Samot: “Anche se per legge, la loro presenza in casa nostra non può più essere prolungata – concludono – il nostro rapporto umano con gli operatori continua. Perché raccontiamo tutto questo? Per tutti quelli che come noi si trovano un mostro dentro casa all’improvviso: affrontare le malattie oncologiche è pesante, non si è mai preparati abbastanza e il lavoro svolto dalla Samot è un aiuto fondamentale”.

Per info e adesioni, rivolgersi a
Centrale operativa di Catania, via Enna 15/A, 95128 Catania, tel. 095.7167579
Centrale operativa Enna, via Libero Grassi 14, 94100 Enna, tel. 0935.29961
www.samotcatania.it
samotct@tiscali.it

da sinistra: Carmela Savoca (Psicologa), Pina Minacapilli (Resp. Qualità), Carmen Vlad (Oss), Cettina Orlando (Resp.centr. Enna), Martina Di Stefano (Psicologa)

Eventi

L’accorata lettera del figlio di Piero Angela

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“Non è facile per me questo discorso. Sono abiutato ad andare a braccio. Un discorso difficile. Le persone che amiano non dovrebbero mai lasciarci.

Vorrei partire dall’ultimo comunicato di papà. Quelle sono state le sue ultime parole. Un discorso non ufficiale, è come qualcuno che parla agli amici. Siamo rimasti colpiti dal ritorno social della notizia, da quante persone lo amassero.

Il sentimento è qualcosa che rimane. E i valori sono eterni. Ci ha insegnato attraverso trasmissioni, libri. L’ultimo insegnamento me l’ha fatto non con le parole, ma con l’esempio. Questi ultimi giorni mi ha insegnato a non aver paura della morte.

Quando ha saputo che era venuto il suo tempo, ha concluso le trasmissioni, ha inciso l’ultimo disco jazz. Una forza increbile. Non ho mai visto qualcosa del genere. Aveva un approccio razionale e scientifico alla vita, per questo gli è stato possibile.

Mi è sembrato a volte di avere Leonardo da Vinci in casa. Aveva una capacità di sintesi e analisi che metteva tutti d’accordo. Amava questo aforisma: siccome una giornata lieta dà lieto dormire, una vita ben usata dà lieto morire.

. Che cercano di assaporare la vita. Era una persona con grande umorismo, capace di mettersi a suonare il pianoforte. Era bravo anche nel disegno. Cercherò anche io di fare la mia parte”.

Alberto Angela
Roma, 16 agosto 2022

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Cinema

Nicola Piovani chiude la 2^ ediz. del BarbaBlùfest

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Al montaggio il pianoforte diventa una macchina da scrivere

“Al montaggio il pianoforte diventa una macchina da scrivere per immaginare le scene prima che avvengano. Le note a margine sono quegli appunti musicali che si usano quando si inizia a lavorare per un film: le idee del regista che il compositore interpreta e segna sullo spartito”. Nicola Piovani ieri sera ha proposto proprio queste “Note” rendendo unico il suo concerto tra le pietre di Morgantina: accompagnato da Marina Cesari al sax e Marco Loddo al contrabbasso, il compositore e pianista ha miscelato aneddoti e musiche in un tutto sapiente, molto applaudito.

Sold out di pubblico

Tantissimo pubblico e un altro sold out che permette di chiudere la seconda edizione del  Barbablù festival con un bilancio di tremila spettatori, bissando di fatto il successo dello scorso anno. Un cartellone composito che ha unico teatro classico, commedia d’autore, narrazione musicale, pop e canzone italiana, schierando artisti come Piovani, appunto, Mogol, Sergio Rubini, Giuseppe Pambieri, Adriano Giannini, Viola Graziosi, Lucia Sardo, Roy Paci, Kaballà, Salvo Piparo e Lello Analfino. E si pensa già alla prossima estate.  Fortemente voluto dall’assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Alberto Samonà, il BarbablùFest si è svolto nel parco archeologico di Villa del Casale e Morgantina diretto da Liborio Calascibetta.

Entusiasti gli organizzatori

  BarbablùFest è la risposta definitiva per immaginare piccioli, ricchezza, produzione attraverso arte, musica e spettacolo,  – interviene l’ideatore del festival, Pietrangelo Buttafuocoin un luogo meraviglioso come è Morgantina, il parco archeologico dell’entroterra che racconta la Sicilia mai vista, quella fatta del mare di solo grano

Un bilancio positivo soprattutto per la qualità per il direttore artistico Giuseppe DipasqualeGli spettacoli scelti sono stati apprezzati moltissimo, la gente ha seguito sia la musica che il teatro. BarbablùFest si proietta verso la terza edizione”. Tremila spettatori in dieci serate. “In un posto al centro della Sicilia dove è tutto più difficile, siamo riusciti a rinvigorire l’indotto e l’economia di questo sito. E questo ci fa ben sperare per la terza edizione” dice Andrea Peria che con Terzo Millennio ha prodotto il festival.

 Fonte: Uff. Stampa Simonetta Trovato

 

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Eventi

La comunicazione nel tennis, seminario del’O.D.G.

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Un corso, organizzato da Unione stampa sportiva Ordine dei Giornalisti di Sicilia dal titolo: ”La comunicazione nel tennis attraverso il racconto dei giornalisti e le testimonianze dei protagonisti”, ha fatto registrare una  numerosa partecipazione nella splendida cornice del Country club di  Palermo. E’ qui che si è svolta la 33^ edizione della “Palermo Ladies open“, una delle più impo   rtanti competizioni internazionali di tennis riservate alle donne.

I lavori sono stati introdotti dal presidente Odg Sicilia, Roberto Gueli, seguiti dagli interventi di Nino Randazzo, consigliere nazionale Ussi, Oliviero Palma, direttore del torneo “Wta Palermo Ladies open” e Tathian Garbin, capitano della squadra azzurra di Billie Jean King Cup.

È lei ad avere sottolineato l’importanza dei processi, prima che i risultati, che le sue giovani tenniste devono ottenere ogni volta che si preparano a una competizione.

Ha paragonato il tennis al gioco degli scacchi, con una preparazione frenetica e sempre di corsa e qui le donne stanno conquistando segmenti importanti nel panorama internazionale

La passione, l’amore, la determinazione, la competizione vissuta in maniera proficua e costruttiva contraddistinguono lo sport femminile da quello maschile. Questa caratteristica è stata a lungo trattata dai giornalisti Paolo Vannini, del Corriere dello sport e Guido Fiorito, ex caporedattore del Giornale di Sicilia. Entrambi hanno sottolineato che, così come in ogni situazione della vita, anche nello sport, vince il lavoro di squadra soprattutto nell’ organizzazione.

Il corso si è concluso con numerosi interventi da parte dei giornalisti iscritti che hanno molto apprezzato contenuti e interventi dei relatori.

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