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Cinema

Fuori colonna, concertazioni cinematografiche

Ivan Scinardo

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“Fuori Colonna – Concertazioni Cinematografiche”

Viaggio narrativo fra il Cinema e le Musiche dell’ emozione

“Il Cinema va a teatro e si lascia raccontare, sospirare, concertare, sul proscenio affollato di emozioni, uomini, amori, chitarre e coltelli e segreti e luce, fra il Pubblico e lo schermo, che è una cosa sola!

Fuori Colonna è un progetto di e con Ivan SSchermata 2016-04-19 alle 12.14.53cinardo (Guida narrante), Francesco Maria Martorana (Chitarra ed altre corde pizzicate) e la Compagnia “Tango Disìu” – Le Musiche dei Porti

La narrazione

I codici che compongono il linguaggio cinematografico sono di tipo visivo e sonoro. Con questo spettacolo lo spettatore fa un viaggio nel cinema d’autore e non solo. Fotogramma per fotogramma vengono proposti, attraverso le immagini e la musica, frammenti di cinema emozionale indimenticabili. Le parole e le frasi dimenticate lasceranno il posto alla musica dal vivo.

Un mix di sguardi, atteggiamenti e suoni che sapranno stordire lo spettatore in un ancestrale ricerca delle immagini e dei suoni perduti nella memoria.  La visione del frammento di un film diventa dunque fenomeno comunicativo che genera molteplici sfaccettature nel campo delle emozioni.

La musica che conduce

12822117_968252489923538_451076944_nTutto ha una logica, una sorta di filo rosso che lega il cinema con la musica; nella realizzazione piena di entrambi non viene lasciato nulla al caso. Fuori colonna, diventa dunque una lettura narrativa di un film dove lo spettatore entra appieno nei meccanismi della scrittura, cercando di individuare gli elementi specifici che stanno alla base della sua costruzione. 12804308_968251766590277_1232110646_nFilm  fondamentali della storia del cinema, analizzati secondo un piano sequenza che porta la guida narrante e lo spettatore a valutare le motivazioni delle scelte stilistiche effettuate dai registi.

La guida narrante infatti aiuta ad analizzare gli elementi del linguaggio cinematografico, per fare comprendere come si realizza un racconto per immagini. La musica completa la sua parte. L’attenzione si fermerà dunque sulle inquadrature, i campi usati dal regista, l’angolo di ripresa del soggetto, la dista12804224_968227533259367_1978865730_nnza dalla macchina da ripresa, le frasi e i dialoghi più celebri. 

I movimenti di macchina

I movimenti della macchina si mescolano con un tappeto sonoro orchestrato dal vivo, per diventare colonna sonora originale che sa adeguarsi ai vari momenti del frammento di film visto. La musica dunque da sottofondo diventa elemento rafforzativo di quanto espresso visivamente. Ecco perché l’immagine per quanto importante può essere accentuata da uno stato d’animo espresso dalla musica dal vivo. Questo è il cinema delle emozioni, la “concertazione cinematografica” proposta da FUORI COLONNA.

Il musicista

Il musicista è un vero e proprio autore dell’opera cinematografica per la quale compone – e spesso dirige o esegue – la colonna sonora. Questi non agisce solo da  supporto: suoni e musiche conferiscono al film certe qualità talmente corpose e necessarie, profonde, seppur apparentemente impalpabili, che spingono il regista – autore primo dell’opera – a ricercarle e desiderarle ardentemente, a trovare con esse l’alchimia che spiani una via sicura alla veicolazione armoniosa del suo intento, di ciò che veramente vuol essere la sua opera, dal motivo originante al final cut.12801310_1088335744521724_1958949832602988468_n

12833417_968227206592733_1851757772_nDel resto, come nella vita il suono ci attraversa arbitrariamente ed in ogni momento, entra in noi senza chiedere il permesso di farlo e lascia i suoi segni emotivi su tanti piani del nostro essere e produrci, non poteva che essere così anche nelle complicate dinamiche della settima arte.

La storia, la prassi e l’aneddotica del Cinema ci consegnano innumerevoli casi ed esempi in proposito; questa complessa arte e i contesti storici del suo fiorire, infine, sono oltremodo connaturati: non si può scartare la necessità di tradurre i più svariati input di una tumultuosa società contemporanea anche in preziose onde sonore. 12809764_1088336491188316_1986516303284720460_n

Il vero cineasta sa bene cos’è la musica e ne coglie l’essenza come sa fare il vero poeta e il bravo pittore; sa che il regista può dare il suo vero taglio, il marchio orgoglioso di paternità del film, solo rivolgendosi ad un artista altro che si metta al suo servizio, il musicista, per domandargli di interpretare in musica il suo pensiero. E la richiesta, inoltre, spesso attiene alla manifestazione di fatti interiori, intimi.

12834862_968225516592902_96485400_nDa qui lo spalancarsi di nuovi mondi immateriali sui fatti della narrazione, sul respirare del tempo che scorre o stagna, sul determinato inequivocabile tratto del carattere di un attore, di un’attrice, della differenza sostanziale che passa tra essi e tra i personaggi di cui si sono vestiti, in sostanza di ciò che di ogni attore, cosa, luogo, non si può dire con le “sole” immagini.

Con la musica, poi, da spettatori possiamo districarci fra la congerie di situazioni in cui anche una sola sequenza filmica può trascinarci: la colonna sonora rende chiare molte cose che, altrimenti, potrebbero non esserlo – la cinematografia è già, di per sé, vita trasfigurata! – e ci coinvolge, ci abbraccia nel fatto d’arte seppure siamo soltanto seduti davanti lo schermo e non dentro la scena, dentro ciò12834566_968223986593055_1200244520_n che vediamo accadere.

Per il raggiungimento del medesimo fine, nella musica che serve l’immagine possiamo trovare l’apologia del contrasto con le immagini girate o la sottolineatura delle stesse; è chiaro che c’è una resa delle cose troppo fine perché non sia propria dell’animo umano: è la summa delle latenze che rendono le immagini in movimento qualcosa di più.

Quando, allora, il film, l’opera d’arte compiuta, è arrivato a noi e ci è piaciuto, sappiamo per certo che è figlio di un percorso intriso dell’impegno profuso dai suoi lavoranti e del lavoro ben fatto in relazione a molteplici linguaggi ed a maestranze svariatissime, musicisti inclusi.

Potrebbe, perciò, apparire pretestuosa un’operazione come quella qui proposta: la proiezione di un film finito, completo, o di parti di esso con nuove musiche giustapposte dal vivo;  potrebbe apparire inutile e banale: falso, e anche sbagliato!

Né inutile, né banale è questo momento in cui, grazie alla forza comunicativa di raffinati musicisti scienti della simbiosi del proprio lavoro con il linguaggio cinematografico, nasce un’avventura: l’esperienza di un Cinema non pre-visto ma partecipato, non goduto soltanto come opera finita ma nel coinvolgimento di un’ideale s12834487_968230743259046_1724053174_nua nuova realizzazione.

La platea diviene parte del respiro collettivo dell’opera d’arte; quanto proiettato – sono film cult! – cambia magicamente volto mentre il musicista ne ridisegna le trame interiori essendo certamente al servizio delle immagini ma anche influenzato dal pubblico in sala in quanto si affida, qui, più alla sua sensibilità “sonora” e di improvvisatore che ad una minuziosa partitura.

Il rispetto per ogni opera filmica e per gli artisti che l’hanno realizzata è totale; magnetizzati dall’onda di questo incantato rispetto, qui avviene qualcos’altro, che è caldo e partecipativo e prende le mosse proprio da film che si sono molto amati: avviene qualcosa di vivo e condiviso.

E per il film non c’è una nuova veste, c’è un’altra veste; è un divertissement che crea spessore nella relazione fra lo schermo e il pubblico e lo fa con leggerezza: per il film, non un oltraggio ma un omaggio, un fuori programma, un “fuori colonna”.

Guarda lo spettacolo

Cinema

Torna il grande cinema al Taormina Film Fest

Ivan Scinardo

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Torna il grande cinema al Taormina Film Fest e celebra talento femminile e Premi Oscar Eva Longoria, Sofia Carson, Diane Warren Francis Ford Coppola, Giuseppe Tornatore, Ferzan Özpetek Catherine Hardwicke, Marco Giallini, Isabella Ferrari e i Campioni del Mondo dell’82 per un programma ricco di stelle

Taormina, 16 Giugno 2022 – Il grande cinema va in scena dal 26 giugno al 2 luglio al Teatro Antico per la 68ma edizione del Taormina Film Fest. La manifestazione, diretta per il secondo anno da Francesco Alò, Alessandra De Luca e Federico Pontiggia, apre con Il Padrino in versione restaurata alla presenza di Francis Ford Coppola. La serata, condotta da Anna Ferzetti, inaugura un programma ricco di stelle, da Giuseppe Tornatore con Ennio a Ferzan Özpetek nel “one man show” Ferzaneide e celebra il talento femminile con Tell it Like a Woman, una polisinfonia composta da sette corti realizzati da Maria Sole Tognazzi, Lucia Puenzo, Catherine Hardwicke, Taraji P. Henson, Leena Yadav, Mipo O, Silvia Carobbio e Lucia Bulgheroni che vede tra le interpreti Jennifer Hudson, Cara Delevingne, Margherita Buy, Marcia Gay Arden, Leonor Varela, Jacqueline Fernandez, Ann Watanabe ed Eva Longoria – protagonista di un episodio girato in Italia – che accompagnerà il film nella città siciliana. Racconti di donne davanti e dietro la macchina da presa che verranno preceduti sul palco del Teatro Antico da un momento musicale con la pluripremiata compositrice Diane Warren e la cantante, attrice e ballerina Sofia Carson. Una pioggia di emozioni per un pubblico in un Festival costellato da intermezzi musicali con le esibizioni, tra gli altri, di Raphael Gualazzi che si esibirà per il pubblico in una performance dedicata alla musica per il cinema, Kaballà, Lello Amalfino, Max Dedo, Nicola Costa, Mario Venuti. Quest’ultimo è anche protagonista del docufilm biografico Qualcosa brucia ancora di Daniele Gangemi che verrà presentato in proiezione pomeridiana al Palazzo dei Congressi. Ancora musica con il genius loci di Milo (Catania): Franco Battiato, celebrato con eleganza e empatia nel documentario di Marco Spagnoli, La voce del padrone. Un’opera, a un anno dalla scomparsa del maestro siciliano, ricca di illustri talking heads: Marco Castoldi in arte Morgan, Mara Maionchi, Nanni Moretti, Paolo Buonvino, Carmen Consoli, Eugenio Finardi, Stefano Senardi e Vincenzo Mollica.

Un percorso acustico che si concluderà il 2 luglio con Ennio, alla presenza del Premio Oscar Giuseppe Tornatore, struggente omaggio al più prolifico e amato compositore italiano nel mondo.

Sono sei i titoli del concorso internazionale, riservato alle opere prime e seconde, che esplora mondi e tematiche diverse. Si apre con l’action thriller, basato su una storia vera, American Murderer del regista newyorkese Matthew Gentile, giovane e promettente talento, mentre il britannico Boiling Point dell’attore Philip Barantini al suo debutto alla regia, ci porta nella frenetica cucina di un ristorante nel giorno più impegnativo dell’anno.

È la femminilità al centro di Baby Pyramid, film d’esordio della regista danese Cecilie McNair, dramma psicologico sul tema della fertilità, e ancora una donna è la risoluta protagonista del western The Drover’s Wife the legend of Molly Johnson scritto, diretto e interpretato da Leah Purcel, australiana di origini aborigene. L’Italia è in selezione con due titoli: Le voci sole di Andrea Brusa e Marco Scotuzzi con Giovanni Storti, in una veste insolitamente drammatica, che riflette sugli effetti collaterali dei social media e Io e Spotty, secondo film di Cosimo Gomez con Filippo Scotti, premio Marcello Mastroianni al Festival di Venezia per l’interpretazione in È stata la mano di Dio.

Da quest’anno a valutare i film in concorso sarà anche una giuria popolare composta da sette cittadini siciliani e cinefili, che assegneranno il Premio del Pubblico.

Festival che abbraccia cinema e musica, ma anche lo sport con l’anteprima mondiale di Italia 1982, una storia azzurra. I mitici campioni del mondiale di Spagna Fulvio Collovati, Beppe Dossena, Franco Selvaggi e Marco Tardelli sono pronti a ricordare e a rivivere, per la prima volta sul palco del Teatro Antico, i giorni esaltanti di una vittoria trionfale e inaspettata entrata prepotentemente nell’immaginario collettivo. Non mancherà il cinema italiano con la première di La mia ombra è tua, un viaggio verso una storia d’amore mai finita che, basato sul romanzo del Premio Strega Edoardo Nesi, segna il ritorno alla regia di Eugenio Cappuccio, con Marco Giallini, Giuseppe Maggio e la partecipazione di Isabella Ferrari.

Arrivano anche i Minions con l’anteprima mondiale di Minions 2 – Come Gru diventa cattivissimo di Kyle Balda, il nuovo capitolo del franchise di animazione di maggior successo globale prodotto da Illumination di Chris Meledandri, con una speciale introduzione di Max Giusti, voce italiana del perfido Gru, che interagirà con i Minions in ologramma 3D. Una commedia family in linea con un altro fil rouge di questa edizione che festeggia, nel poster ufficiale, due grandi icone della commedia Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi. I due miti verranno ricordati dai figli, Paola e Gian Marco, attraverso un omaggio con la proiezione pomeridiana di Venga a prendere un caffè da noi di Alberto Lattuada con Tognazzi e Senza famiglia, nullatenenti cercano affetto, scritto, diretto e interpretato da Gassman, nelle versioni restaurate dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale. Una collaborazione che si rinnova, quella con il CSC – Cineteca Nazionale, anche con un ricordo di Angelo Musco, uno dei più grandi attori comici siciliani a 150 anni dalla nascita con la proiezione di C’era una volta Angelo Musco del 1953, con un giovanissimo Nino Manfredi. Un artista indimenticabile, taorminese d’adozione, che sarà ricordato con il Premio Manfredi assegnato ogni anno dal Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani che, d’intesa con la famiglia del grande Nino, verrà consegnato a un talento speciale, non solo nella commedia dalla Presidente del SNGCI Laura Delli Colli e da un componente della famiglia Manfredi.

Il genere comedy esaltato in tutte le sue declinazioni: donne e commedia nell’incontro che vede protagoniste Caterina Guzzanti, Paola Minaccioni e Carla Signoris, tre artiste capaci di regalare sorrisi e ventate di leggerezza con il loro talento e la loro irresistibile personalità.

La Casa del Cinema ospiterà la Mostra fotografica Taormina Film Festival 1981-2021: Quarant’anni di sorrisi – Dino Stornello racconta il festival. Una personale fotografica dagli anni Ottanta a oggi.

E il sorriso torna con Una boccata d’aria di Alessio Lauria, interpretato da Aldo Baglio, Lucia Ocone, Ludovica Martino, agrodolce racconto di un insolito viaggio in Sicilia per scoprire che non è mai troppo tardi per diventare adulti, anche a cinquant’anni. Il film è stato realizzato con il sostegno della Sicilia Film Commission, Assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana – nell’ambito del programma dell’ APQ Sensi Contemporanei – con cui il Taormina Film Fest rinnova un rapporto simbiotico e un saldo radicamento nel territorio. Una collaborazione che porta al Festival la serie Mike Loves Sicily, la mostra Siciliy, Women and Cinema, la presentazione del libro di Enrico Nicosia La Sicilia di celluloide e Leonora Addio, ultimo lavoro di Paolo Taviani, premio Fipresci alla Berlinale.

Il regista bolognese Giorgio Diritti presenterà in anteprima il suo cortometraggio In famiglia con Fabrizio Ferracane sul tema del rapporto genitori-figli, prodotto nell’ambito del corso di alta formazione in regia cinematografica ‘Fare Cinema’, scritto insieme a giovani ed esordienti sceneggiatori, di cui Diritti è stato docente.

Un’altra storia intima arriva con Zita sempri, primo cortometraggio diretto Stefania Spampinato, la dottoressa Carina DeLuca di Grey’s Anatomy che, grazie a una corrispondenza epistolare fra madre e figlia, esplora l’esperienza femminile attraverso diverse generazioni.

Marco Bonini sarà invece protagonista di una riflessione sulla funzione pubblica dell’attore, tema del suo libro L’arte dell’esperienza edito da La Nave di Teseo. E si divagherà di fumetto e dintorni con il giornalista Luca Raffaelli e l’artista Lelio Bonaccorso nell’incontro Cinema e Fumetto organizzato in partnership con Etna Comics.

Altra novità di quest’anno è la presenza di Discovery Channel, per esaltare le eccellenze di Sicilia e i piaceri della gola, con due documentari di Tiziana Martinengo.

In tema di valorizzazione del territorio, il Festival ospiterà – in collaborazione con l’Agenzia Nazionale per il Turismo – il Premio ENIT Il cinema che promuove la bellezza italiana dedicato al film che, fra quelli distribuiti nell’ultima stagione, ha valorizzato ed esaltato l’immagine del nostro Paese.

Alice nella Città rinnova la collaborazione con il Taormina Film Fest con il premio Alice Cosmopolitan assegnato a un talento emergente della Generazione DO 2021, progetto speciale ideato da Daniele Orazi, per accompagnare una giovane promessa del cinema italiano. E inoltre, il film vincitore del Taormina Film Fest 68 verrà proiettato al Floating Theater Summer Fest, ideato da Fabia Bettini e Gianluca Giannelli.

Un viaggio nella creatività in tutte le sue forme, che quest’anno è organizzato in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

La cerimonia di chiusura sabato 2 luglio con l’annuncio dei vincitori e la consegna dei Cariddi d’Oro e d’Argento, creazioni del talento e della passione di Michele Affidato, l’artista dei grandi premi. Un maestro orafo che ha dedicato la vita alla realizzazione di veri e propri oggetti d’arte che coniugano storia e attualità, segreti di una tradizione che vive nel presente.

Qui l’intervista al general Manager Lino Chiechio

 

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Cinema

Nastri d’argento, ecco tutte le candidature

Ivan Scinardo

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NASTRI D’ARGENTO 2022 – 12 candidature per E’ stata la mano di Dio

È stata la mano di Dio di Sorrentino il più candidato seguito da Nostalgia e Qui rido io di Martone, Ariaferma di Di Costanzo e Freaks out di Mainetti. Un Nastro d’argento speciale a Jonas Carpignano per A Chiara. Una quarantina i film in selezione in un’annata ancora critica per le sale ma ricca di talento. Il 20 Giugno a Roma al MAXXI serata di gala per la premiazione

Anche Nostalgia di Mario Martone, in sala dopo il debutto in concorso a Cannes, entra nella sfida ai Nastri d’Argento 2022 che si concluderanno a Roma, nell’arena del MAXXI lunedì 20 Giugno. Una corsa per il miglior film che comprende ben quattro titoli lanciati dalla Mostra di Venezia: con È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, Ariaferma di Leonardo di Costanzo, Freaks out di Gabriele Mainetti e Qui rido io di Mario Martone, dedicato alla storia della famiglia Scarpetta. I Giornalisti Cinematografici Italiani lo annunciano alla vigilia della premiazione dei Nastri d’Argento Grandi Serie che si terrà domani sera al Teatro di Corte del Palazzo Reale di Napoli.

Dodici le candidature per È stata la mano di Dio seguito dalle dieci di Ariaferma, dai due film di Martone Nostalgia e Qui rido io e Freaks Out di Mainetti, una quarantina i film entrati in selezione con un’attenzione speciale ai protagonisti dell’annata, grandi attrici e attori accanto ad alcune ‘rivelazioni’ – che, come ogni anno, saranno anche valorizzate nei premi per i giovani – ma anche a quei titoli spesso fortemente penalizzato dalla crisi delle sale. E proprio nel segno dell’eccellenza e della più significativa sperimentazione narrativa e produttiva, i Giornalisti – che da oggi voteranno i vincitori – hanno già annunciato il Nastro d’Argento speciale al regista Jonas Carpignano, per un vero e proprio gioiello dell’anno come A Chiara che conclude l’esperienza di un’intera trilogia iniziata nel 2015 con Mediterranea e siglata poi da A Ciambra che tre anni dopo ha anche rappresentato l’Italia agli Oscar.

Gli stessi titoli in candidatura per il Miglior Film – anche per la produzione – tornano nelle proposte per il Nastro alla migliore regia che si allarga eccezionalmente a sette autori: con i ‘veneziani’ Di Costanzo, Frammartino, Martone, Sorrentino e Mainetti sono candidati Sergio Rubini e Paolo Taviani. Anche in ‘cinquina’ per le commedie c’è – come accade con Martone tra i nomi per la migliore regia – un autore candidato per due titoli: Riccardo Milani regista di Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto e Corro da te in sfida con Belli ciao di Gennaro Nunziante, Davide Minnella con La cena perfetta, e poi l’indipendente Giulia di Ciro De Caro e Settembre di Giulia Louise Steigerwalt candidata anche tra le migliori opere prime con Mondocane di Alessandro Celli, Una femmina di Francesco Costabile, Il legionario di Hleb Papou e Piccolo corpo di Laura Samani.

Attrici e attori: in questa 76.ma edizione – realizzata come sempre con il sostegno del MiC, Ministero della Cultura – Direzione generale per il Cinema, main sponsor BNL – Gruppo Bnp Paribas – grande attenzione alle interpretazioni, con una selezione eccezionalmente di sei (e non, come tradizione, cinque nomi) tra le migliori attrici e i migliori attori. Sono candidate come attrici protagoniste Claudia Gerini, Aurora Giovinazzo, Miriam Leone, Benedetta Porcaroli, Teresa Saponangelo, Kasia Smutniak. Sei anche i protagonisti con Pierfrancesco Favino, Toni Servillo, Elio Germano, Silvio Orlando, Massimiliano Gallo, Andrea Carpenzano.

Cinque le ‘non protagoniste’: Marina Confalone, Anna Ferraioli Ravel, Aurora Quattrocchi, Luisa Ranieri, Vanessa Scalera. Per i ‘non protagonisti’ con i due ragazzi De Filippo Mario Autore e Domenico Pinelli, Pietro Castellitto, Francesco Di Leva e Tommaso Ragno, Fabrizio Ferracane, Lino Musella. Per la commedia le attrici sono: Sonia Bergamasco, anche qui Miriam Leone, Barbara Ronchi, Greta Scarano e la new-entry Rosa Palasciano di Giulia. Gli attori: Fabrizio Bentivoglio, Salvatore Esposito, anche in commedia Pierfrancesco Favino, Gianfelice Imparato e la coppia Francesco Scianna – Filippo Timi.

Nei prossimi giorni saranno annunciati il Nastro dell’anno e il Nastro europeo. I giovani saranno grandi protagonisti di quest’edizione che completerà il suo palmarès proprio con i Premi Guglielmo Biraghi e Graziella Bonacchi, il premio Nastri-Nuovo Imaie e con il riconoscimento della Fondazione Nobis e inoltre il Premio Nino Manfredi che sarà consegnato come tradizione al Taormina Film Fest. I Nastri 76 saranno invece assegnati a Roma così come il Premio Hamilton Behind the camera, il Persol – Personaggio dell’anno e il Premio Wella per l’immagine.

(Fonte: https://www.cinemaitaliano.info/news/68946/nastri-d-argento-2022-12-candidature-per.html)
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Cinema

Koza nostra, come  cura dei conflitti di guerra e familiari

Ivan Scinardo

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Koza nostra, come  cura dei conflitti di guerra e familiari

Non si parlava ancora di conflitto tra Ucraina e Russia, eppure il film scritto e diretto dall’esordiente Giovanni Dota, Koza Nostra, è il frutto di una co-produzione italo ucraina che suggella, e ce ne volessero tanti di questi progetti, un amore storico fra due nazioni.

Ucraina solare

A giudicare dalle immagini di apertura, fra montagne lussureggianti e canti popolari, dell’ Ucraina solare e bucolica,  ecco uscire in maniera esplosiva (di humor e non di armi), la star, Irma Vitovska. E’ lei a interpretare il ruolo della nonna e della governante Vlada Koza;  vende tutto per raggiungere la figlia in Sicilia che l’ha appena resa nonna. Ma il suo arrivo non è gradito purtroppo e qui inizia una rocambolesca serie di gags con un cast strepitoso, capitanato da quel gigante di attore catanese Giovanni Calcagno.

La famiglia Laganà

E’ Don Fredo Laganà, capo clan della famiglia mafiosa che per le “pulizie”, gli omicidi,  gli fanno scontare 15 anni di carcere. C’è tanto talento siciliano in questo film, e il regista Giovanni Dota è come se avesse scommesso tutta la sua posta alla roulette, chiamando attori del calibro di Vincenzo Pirrottta e Maurizio Bologna, che devono fare i conti con i figli di Don Fredo, i giovani e convincenti Giuditta Vasile, Lorenzo Scalzo e Gabriele Cicirello. Una commedia leggera che ironizza sugli stereotipi mafiosi, con una sceneggiatura, scritta dallo stesso Dota con Anastasiia Lodkina, Giulia Magda Martinez e Matteo Visconti, che rilassa lo spettatore con una magistrale sequenza di immagini molto ben girate in ottime location, catturate in larga parte nel ragusano.

La governante Vlada

La governante Vlada mette tutti sotto “scopa”, è il caso di dirlo sia per la sua manicale pulizia della casa, sia perché trova le soluzioni strategicamente vincenti per tenere testa al boss mafioso, l’immenso Vincenzo Pirrotta. Il film è stato girato nell’ottobre del 2020, in pieno lockdown, prima che esplodesse la guerra, e il regista, che ha studia al Centro Sperimentale di Cinematografia, ama il cinema a partire dal genere gangster, musa ispiratrice per questa divertente commedia, sua opera prima. E’ la famiglia protagonista, tratteggiata in tutte le sue debolezze e contraddizioni ma che alla fine sa comunque riscattarsi. Un film assolutamente da vedere in    sala per aiutare il cinema italiano e i gestori.

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