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Cultura

Giulia d’Asta quinto sindaco dei ragazzi

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AGATA LI BATTIATI. Giulia D’Asta (nella foto), alunna della classe quinta B, dell’Istituto “S. Maria della Mercede” è stata eletta quinto sindaco della scuola. Il progetto, proposto dal preside Giuseppe Adernò, coordinatore dei Consigli dei Ragazzi, da alcuni anni fa parte integrante dell’offerta formativa dell’istituto. Progetto ben accolto dal collegio dei docenti, ha entusiasmato anche i genitori, lieti della significativa opportunità offerta ai ragazzi di fare l’esperienza dell’esercizio elettorale, esprimendo la personale preferenza al programma proposto e scegliendo il candidato da eleggere.

Con diligente impegno le maestre di classe: Marilena Indelicato e Antonella Menne, hanno coinvolto i bambini delle classi terze, mentre tra gli alunni delle classi quarte e quinte sono stati scelti i quattro candidati a sindaco: Leonardo Cinardi, Giulia D’Asta, Luigi D’Arrigo, e Federico Licciardello e gli undici  candidati a consiglieri.

Sono state composte due liste con i motti, una: “Tutti insieme per una scuola migliore” e l’altra “La scuola come bene condiviso”.

Molto coinvolgenti sono stati i programmi elettorali presentati ed esposti nei cartelloni a scuola e in classe nel rispetto delle norme Covid-19. 

Tra le attività proposte sono ricorrenti: l’organizzazione di una mostra d’invenzioni artistiche dal titolo “Archimede”, gare sportive e mini Olimpiadi; lezioni all’aperto, attività di giardinaggio, di riciclo creativo ed il giornalino scolastico, dal titolo “Diritti e Doveri”, tema didattico dell’anno.

Dall’esito delle elezioni, 82 votanti, 5 schede nulle, 39 preferenze alla prima lista e 38 alla seconda lista, il quinto Consiglio comunale dei ragazzi è costituito da Pietro Ruggeri, Benedetta Gulizia, Davide Lombardo e Maria Pia Sapienza della lista di maggioranza; da Davide Sanfilippo, Giorgia Petrillo e Giulia Giunta della lista di minoranza.

L’esito delle elezioni è stato comunicato dal Preside Adernò e dalla Direttrice Lina Di Caro nel cortile dell’Istituto nel rispetto delle norme di prevenzione del contagio ed è stato annunciato come primo progetto del neo sindaco la realizzazione di lavori creativi con materiale di riciclo anche per addobbare l’albero della Prefettura il prossimo 7 dicembre.

L’insediamento del nuovo CCR avrà luogo con la cerimonia di giuramento, prevista presso la sala consiliare del Comune di S. Agata Li Battiati e in quell’occasione la neo sindaco indosserà ufficialmente la fascia tricolore.

Seggio elettorale Scheda azzurra per eleggere i Consiglieri, scheda gialla per il Sindaco

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Cultura

Gli Insigniti dell’Ordine al Merito

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Gli Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica incontrano il Prefetto di Catania

La delegazione UIR di Catania, guidata dal Gr. Uff. Giuseppe Adernò, in preparazione alle celebrazioni dell’Ottantesimo della Repubblica  è stata ricevuta dal nuovo Prefetto di Catania, Pietro Signoriello, il quale ha molto apprezzato il gesto di cortesia ed ha ascoltato con interesse le pluralità di presenze e di servizi che gli Insigniti offrono alla cittadinanza.

Hanno partecipato all’incontro : Comm. Rita Carbonaro –    già Direttrice Biblioteca Ursino Recupero; il Cav. Salvatore Vicari , già funzionario della Città Metropolitana -, che il il prossimo 2 giugno  riceverà l’onorificenza di Ufficiale OMRI;  i Cavalieri; . Rosalba Panvini, già Soprintendente Beni Culturali la quale ha fatto dono della sua ultima pubblicazione: “Tra cielo, terra e mare. Miti, divinità, santi in Sicilia” ; Antonina Panebianco, Protezione Civile di Acireale: Rosa Maria Garozzo, che opera ad Acireale nel Volontariato; Nicolò Moschitta, Presidente Pro Loco di Adrano; Antonio Alecci, Luogotenente Carabiniere. 

Il Prefetto ha molto gradito il dono del logo UIR in cristallo ed ha rivolto ai partecipanti parole di vivo apprezzamento per le attività svolte, per il costante impegno nel sociale, per la promozione culturale e i servizi alla Comunità cittadina e provinciale.

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Cultura

Ragazzi sindaci per S. Agata

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30 ragazzi sindaci  della città metropolitana alla processione dell’offerta della cera a Sant’Agata

Una lunga processione per l’offerta della cera a Sant’Agata ha dato inizio ai solenni festeggiamenti della Patrona di Catania

Ad aprire il tradizionale corteo che unisce tutta la città, le parrocchie, le associazioni, gli enti, gli Ordini cavallereschi, sono stati i ragazzi sindaci con la fascia tricolore  e il gonfalone del CCdR, in rappresentanza delle scuole di Catania e della provincia.

Per la prima volta hanno partecipato con le bandiere e gli stendardi le delegazioni dei Consigli dei ragazzi di: Scordia, Castel di Judica, Raddusa, Piedimonte Etneo, Mascali, Calatabiano

Guidati dai Dirigenti, dai docenti referenti, da alcuni genitori la processione ha visto la partecipazione dei ragazzi di Trecastagni, Nicolosi, San Pietro Clarenza, Camporotondo, Mascalucia, Belpasso, Adrano, e le delegazioni delle sei scuole di Misterbianco nelle quali è stato attivato il Consiglio dei Ragazzi.

Delle scuole cittadine sono intervenuti come gli altri anni i ragazzi dell’Istituto Parini, Cavour, , Brancati, San Giovanni Bosco, De Roberto,   e quest’anno si sono aggiunte le scuole:  “XX settembre” e “Vittorino da Feltre” , nelle quali prima di Natale è stato attivato il Consiglio dei Ragazzi.

Hanno partecipato anche gli studenti delle scuole paritarie: “Maria Ausiliatrice” e i Istituto “John Dewey” di Catania, Istituto San Francesco di Misterbianco e “Mamma Provvidenza” di Paternò.

La presenza dei ragazzi sindaci con la candela in mano e i fiori ha manifestato il reale coinvolgimento dei giovani che vivono da protagonisti  e con devozione un evento cittadino e il ricordo della giornata di festa resta impresso nella  loro memoria.

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Cultura

Giornata Internazionale dell’Educazione

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ome diritto umano e strumento per combattere povertà e disuguaglianze.

Mettere l’Educazione al centro dell’attenzione internazionale è un segno importante che necessita maggiore ed efficace coinvolgimento di tutti: cittadini e istituzioni.

 I recenti fatti di La Spezia ed il cartello “ Non si può morire a scuola” che è il luogo privilegiato dell’educazione, fa molto riflettere e sollecita un rinnovato slancio di impegno educativo.

Le conseguenze della rivoluzione del 1968  hanno portato alla cancellazione della parola “Educazione” che connotava un tempo tutte le discipline scolastiche: Educazione artistica, Educazione tecnica, Educazione fisica… ora la parola “Educazione” è usata solo per l’Educazione Civica, ma che sia vera “Educazione” che comporta una modifica dei comportamenti, del modo di pensare, di sentire e di agire.

L’aver cancellato il termine, ed il non pronunziarla, ha fortemente sviato il significato profondo e vero della scuola, “luogo di Educazione e di Formazione integrale dello studente che diventa cittadino”

 Le accuse degli studenti alla scuola, ai docenti, che non hanno denunciato il fatto che un ragazzo girava a scuola con il coltello e non hanno preso provvedimenti, appare come la punta di un iceberg che nella parte sommersa denuncia una grave disattenzione alla dimensione educativa dell’istruzione, che dovrebbe essere soltanto un mezzo e non un fine dell’azione formativa della scuola.

Non tutti i docenti applicano la regola pedagogica del “saper guardare tutti e saper osservare ciascuno”. Il docente, spesso oberato dagli adempimenti della burocrazia, dall’assillo del programma da svolgere, dalle tensioni relazionali con i colleghi e con la classe, spesso si rivela distratto e disattento nei confronti dei bisogni dei ragazzi. Non li guarda negli occhi, non parla al loro cuore con la volontà di essere loro di aiuto nel processo di crescita e di maturazione culturale e sociale.

I fatti che accadono anche fuori la scuola, ma che coinvolgono gli studenti, sono spesso considerati estranei alle “competenze dell’istituzione scolastica”, invece sono proprio quei disagi che i ragazzi portano dentro e nel gruppo classe sfociano in litigi, e atti di bullismo.

Dov’è l’Educazione? , parola che nei cartelloni pubblicitari è scritta con il carattere corpo 7, mentre domina con il corpo 70 la parola “Economia”. Tutto ruota attorno all’economia e l’attenzione educativa che dovrebbe essere il centro e il cuore della vita sociale  viene trascurata  e disattesa in famiglia e anche a scuola.

 Nella giornata del 24 gennaio, data che ricorda la Dichiarazione di Jomtien  firmata  dall’Unesco nel 1990 in Thailandia sull’Educazione per tutti, quale bene pubblico globale, vengono ripresi gli obiettivi principali :  Sottolineare l’istruzione come diritto umano fondamentale e bene pubblico; Promuovere un’istruzione di qualità, equa e inclusiva per tutti; Evidenziare l’importanza dell’apprendimento permanente ; Sensibilizzare sulle sfide globali come l’analfabetismo e l’accesso limitato all’istruzione. 

Vengono riproposti i quattro pilastri dell’educazione: Imparare a conoscere, Imparare a fare, Imparare a vivere insieme e Imparare ad essere, un approccio olistico per lo sviluppo della persona nel corso della vita, integrando conoscenze, abilità, convivenza e sviluppo personale. 

“Compensare gli svantaggi e prevenire i disagi” resta il messaggio di una giornata che solo nel calendario porta la scritta “giornata dell’educazione”

Giuseppe Adernò

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