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In Tendenza

Palermo perde l’albero del Paradiso all’interno dello Spasimo

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A fine febbraio 2020 è arrivata l’ufficialità. Poche settimane fa vi è stata la conferma: “l’albero dello Spasimo di Palermo verrà abbattuto nei prossimi giorni”, tuonava il sito del Comune di Palermo in data 15 aprile; “l’esemplare di Ailanthus divenuto simbolo dello Spasimo è stato classificato con rischio altissimo “D” e dunque verrà tagliato”.

Chiesa dello Spasimo - Palermo: foto ©Enrico Alagna

Chiesa dello Spasimo – Palermo: foto ©Enrico Alagna

Oggi siamo tutti un pò tristi: l’Albero del Paradiso simbolo della Chiesa di Santa Maria dello Spasimo, a Palermo, è stato tagliato e abbattuto ieri.

Nella mattinata di venerdì 17 aprile le operazioni di dismissione sono state realizzate dal personale di Villa e Giardini. Presenti l’assessore al Verde, Sergio Marino ed il presidente della Terza Circoscrizione, Paolo Caracausi.

L’abbattimento dello storico albero si è reso necessario – dice il Comune – dopo le analisi effettuate che ne hanno constatato il rischio “estremo” di crollo, col parere positivo della Sovrintendenza ai Beni Culturali e dopo diverse riunioni cui hanno preso parte tecnici ed esperti dell’Università e rappresentanti delle associazioni ambientaliste, la decisione è stata assunta per il pericolo che l’albero rappresenta per l’incolumità delle persone e per la stabilità della struttura.

Cenni di Storia 

Il complesso conventuale intitolato a Santa Maria dello Spasimo fu voluto nei primi anni del XVI secolo da Jacopo de Basilicò, il quale volle rispettare le volontà testamentarie della moglie Ilaria Resolmini, desiderosa  di innalzare una chiesa dedicata al dolore immenso di Maria, che soffre dinanzi al figlio che crolla sotto il peso della Croce sulla via del Calvario. Il de Basilicò, esimio uomo di legge, reduce da un viaggio in Terra Santa, dona ai padri Olivetani di Santa Maria del Bosco, “un tenimento di case, vigne e giardino di sua proprietà ai margini del quartiere della Kalsa, per l’edificazione di una Chiesa con annesso convento”.

Il 21 maggio del 1509 una Bolla di Papa Giulio II autorizzava la donazione del de Basilicò per l’edificazione di una chiesa. Secondo le volontà della testatrice la chiesa doveva essere terminata entro sei anni, e infatti attorno al 1516 il de Basilicò per celebrarla degnamente, commissiona al grande Raffaello da Urbino, un dipinto raffigurante “L’andata al Calvario“, da tutti conosciuto come lo “Spasimo di Sicilia“,

La storia di questo meraviglioso monumento è stata sempre legata al famoso dipinto di Raffaello “lo Spasimo di Sicilia”, che ha una storia a dir poco affascinante. L’opera, commissionata al grande pittore urbinate dal De Basilicò nel 1516 per adornare la cappella funeraria che si era riservato nella chiesa, subì nel corso del tempo varie traversie.

Secondo quanto ci dice il Vasari, il quadro partì per Palermo via mare, ma a causa di una violenta tempesta che affondò la nave, equipaggio e carico finirono in mare. Si perse tutto tranne il dipinto, chiuso in una cassa bene imballata che la corrente trasportò fino a Genova. Il ritrovamento ebbe grande rilevanza e apparve come un miracolo, alla notizia del ritrovamento i frati dello Spasimo chiesero l’intercessione di Papa Leone X per riavere l’inestimabile dipinto, riuscendo alla fine, a portare l’opera a Palermo.

Nel 1661  il vicerè conte Fernando D’Ayala riuscì ad ottenere il dipinto dall’abate Clemente Staropoli a cui concesse privilegi e una rendita annuale. Questi ne fece dono al Re Filippo IV di Spagna che lo volle collocare nella sua Real Cappella a Madrid adornandolo con preziosi arredi. Oggi se vogliamo ammirarlo dobbiamo andare al museo del Prado di Madrid.>>

 

 

Cultura

C’era una volta e c’è ancora, il festival Illustramente

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Un dolcissimo saluto da parte degli illustratori e illustratrici (in ordine di apparizione) Nicoletta Bertelle, Cinzia Ghigliano, Bimba Landmann, Cristina Pieropan, Loretta Serofilli, Fabio Sardo rivolto a tutti i partecipanti a Illustramente VIII Edizione speciale online,, con una particolare attenzione ai bimbi e alle bimbe. Il video è andato in diretta nel pomeriggio di domenica 24 gennaio 2021.
Illustramente rivolge un enorme grazie agli illustratori e alle illustratrici e alle case editrici che hanno partecipato!
Su https://www.illustramente.it/blog/ i video delle 4 giornate e sulla pagina di Skenè

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In Tendenza

Coronavirus: è necessario essere prudenti

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Non si placa la polemica sulle parole del primario del San Raffaele, Alberto Zangrillo, che qualche giorno fa ha definito il Covid “morto dal punto di vista clinico”. All’indomani di quello che è ormai diventato un caso mediatico, il medico si diceva “assolutamente non pentito”.
E rincara: “Una cosa che trovo fastidiosa di questo Paese è che i clinici siano da una parte e gli scienziati dall’altra. Noi dobbiamo intenderci sulla qualifica di scienziato, perché se andiamo a vedere i parametri, e vi invito a controllare la letteratura scientifica, io sono molto più scienziato di tanti autoproclamatosi scienziati, anche del Comitato tecnico scientifico”.
La comunità scientifica che avrebbe il ruolo di analizzare, in scienza e coscienza, quanto sta accadendo e di orientare le decisioni del governo concernenti le azioni da portare avanti si divide, creando due vere e proprie cordate di pensiero.
La prima formata dai virologi anestesisti ed epidemiologi Alberto Zangrillo, Matteo Bassetti, Arnaldo Caruso, Massimo Clementi, Luciano Gattinoni, Donato Greco, Luca Lorini, Giorgio Palù, Giuseppe Remuzzi e Roberto Rigoldi, i quali sostengono che chi si ammala oggi di Covid 19 avrebbe un basso rischio di aggravarsi perché il virus ha una carica virale più debole e anche meno contagiosa. La seconda fazione è invece formata da membri del comitato tecnico scientifico che, durante la fase 1, ha supportato il governo presieduto da Giuseppe Conte: Silvio Brusaferro, Franco Locatelli, Giuseppe Ippolito e Giovanni Rezza che, con forza, sostengono invece che il virus circola ancora e non è meno aggressivo. Circola meno ma è sempre in agguato.

Occorre dunque maggiore prudenza da parte di tutti: da coloro che scrivono, da quegli scienziati o ‘presunti tali’ che divulgano nozioni e ipotesi scientifiche sull’andamento della pandemia, non corroborate però da evidenze. Si corre inevitabilmente il rischio di fornire informazioni fuorvianti ai cittadini. E di creare caos.Occorrerebbe che i medici più accreditati e più attivi nell’emergenza si riunissero attorno ad un tavolo e creassero semmai un position paper, un “documento di posizione”

E’ necessario dunque divulgare un’informazione responsabile, prudente. L’informazione pacata alza le difese immunitarie contro il virus della paura; non ci sono ancora strumenti farmacologici in grado di prevenire l’infezione, quindi le strategie e le misure anti-covid sono necessarie ed è essenziale applicarle con particolare cura; compresa l’informazione.

 

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Cinema

Noi siamo il vento – Lo spot di Trapani

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Guarda il video per la candidatura di Trapani 2022 – Capitale Italiana della Cultura. Una clip, realizzata da Just Maria, che racconta l’anima della città.

Noi siamo il vento” è il titolo del video, ispirato alla forza eolica, che è stato trasmesso nel corso dell’audizione pubblica per Trapani Capitale della Cultura 2022.

Trapani è crocevia di popoli e culture, di policromie e approdi. Quale migliore simbolo e testimonial, per questo messaggio, del vento che fra l’altro elemento caratterizzante di questo territorio? Il vento interpreta mescolanza e vivacità ed ha la capacità di rigenerare.

Sarà Procida la Capitale italiana della cultura 2022: sfuma dunque il sogno di Trapani, unica città siciliana arrivata tra le finaliste. Procida prenderà il testimone da Parma che, a causa della pandemia, terrà in mano il titolo un anno in più del previsto.

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