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Cultura

Ministro Bianchi: verso gli stati generali

Giuseppe Adernò

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Il termine evoca un evento del gennaio 1990 guidato dall’allora ministro dell’Istruzione Sergio Mattarella.

Presso l’hotel Ergife di Roma, ebbe luogo la prima Conferenza nazionale della scuola alla quale seguì la riforma degli ordinamenti della scuola elementare che introdusse tra le innovazioni,  il modulo dei tre maestri su due classi (legge n. 148 del 1990). Allora ci  eravamo preparati all’evento predisponendo relazioni, suggerimenti, proposte operative, progetti innovativi già realizzati negli interventi di sperimentazione ed è stato un momento esaltante in cui la scuola ha fatto sentire viva la sua presenza nella società.

La scuola c’è, è viva, insegna a vivere.

Negli anni, il termine “Stati generali “ è stato adoperato dai vari Governi e Ministeri, con diverse tematiche: cultura, ambiente, solidarietà.

Nel novembre del 2017 si sono svolti a Milano gli “ Stati Generali lotta alle mafie “ promossi dal

Ministro della Giustizia Andrea Orlando e dal Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni.

Nel 2017 a Bergamo hanno avuto luogo gli “ Stati Generali della Scuola Digitale” Con la partecipazione straordinaria del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli per mettere a fattor comune le buone pratiche e definire una strategia condivisa per una scuola innovativa, per dare voce alla comunità scolastica, per affrontare gli argomenti relativi al cambiamento in atto nella scuola, al rapporto scuola-mondo del lavoro, alle competenze digitali e soft skills nella prospettiva dell’industria.

Il 23 ottobre 2018, si è svolta a Roma La terza edizione degli “Stati Generali della Lingua italiana nel Mondo”, con la partecipazione del Ministro Marco Bussetti dedicata al tema “L’italiano e la rete, le reti per l’Italiano”.

I dirigenti scolastici delle scuole autonome, responsabili della gestione unitaria delle istituzioni scolastiche e dei risultati di servizio, con autonomi poteri di coordinamento e valorizzazione delle risorse umane, hanno indetto per il 14 maggio 2019 un’assemblea “Verso gli Stato Generali della Scuola” per promuovere un’azione unitaria rivolta alla risoluzione delle problematiche riguardanti la scuola nel suo complesso.

Il 10 settembre 2020 in diretta facebook il discorso di Ursula Von Der Leyen ha presentato gli Stati Generali dell’Unione Europea 2020.

Il 13 giugno 2020 il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, ha indetto gli “Stati Generali dell’economia” che si sono svolti presso Villa Doria Pamphilj a Roma.

La 5a edizione degli “Stati Generali della Scuola Digitale” si è svolta, via webinar, il 27 novembre 2020 con la partecipazione  del Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, ed è  già stata annunciata la sesta edizione che si svolgerà nei giorni 26 e 27 novembre 2021.

Cosa ci attendiamo dagli Stati Generali

L’idea di una scuola tutta chiusa e solo programmi, non funziona e non c’è più. Bisogna individuare i capisaldi in cui tutti si riconoscano, per una scuola efficiente e di qualità.

Dovrà essere un efficace momento programmatico della scuola italiana che guarda al futuro e che sarà capace di intrecciare la didattica in presenza con la didattica a distanza, rendendo efficaci gli strumenti tecnologici e informatici.

Lo statuto costituente della scuola porrà sempre al centro lo studente che cresce con il suo gruppo- classe di 20 compagni , che  vive la scuola per il tempo necessario ad apprendere, studia progettando il suo futuro e  costruisce il  suo Profilo Educativo e Culturale guardando al suo domani e alla  realizzazione dei suoi ideali  Professionale. (PECUP).

Una scuola capace di costruire “relazioni” che impegna il docente a “saper guardare tutti ed osservare ciascuno” rispondendo ai bisogni di tutti e di ciascuno , contribuendo  a sviluppare le potenzialità , doti che, esercitate attraverso un “imparare facendo”, diventeranno prima capacità,  quindi abilità  e che alla fine del percorso verranno certificate come competenze.

Una scuola aperta al dialogo, al confronto, allo scambio di socializzazione e di condivisione con altre realtà, ai gemellaggi che ampliano gli orizzonti di un territorio limitato.

Tra i molteplici temi della scuola di domani c’è la necessità del “tempo pieno” che  in passato era stato già progettato come ampliamento dello spazio educativo offerto ai ragazzi, ma che, in effetti, è stato poco valorizzato e  spesso non adeguatamente  gestito dagli operatori.

E’ bello sentire da Francesco Sinopoli “ Dobbiamo investire sul tempo pieno”, ma leggendo la storia della scuola si nota come quando negli anni Ottanta il tempo prolungato nella scuola media raddoppiava l’organico, non è stato adeguatamente considerato come  binario di risorsa e risposta positiva  per prevenire la dispersione scolastica e a vantaggio  della scuola di qualità. Erano gli anni del bilinguismo, dei corsi ad indirizzo musicale, delle materie facoltative, e  invece sono state formate classi ghetto e tempo prolungato, con docenti precari e pendolari, decretandone, di fatto, la fine. Ad una scarsa e limitata progettazione didattica si è aggiunta la carenza delle strutture e delle mense scolastiche, così da rendere il progetto inapplicabile. Ora ci si arrampica sugli specchi per tentare di recuperare il bene perduto e le occasioni sprecate.

Come sarà il nuovo tempo pieno della scuola? Quale impostazione dare alla scuola italiana?

Una scuola intesa come centro di formazione della vita democratica del Paese, oppure come centro di risparmio ?

Sono questi alcuni degli interrogativi ai quali gli Stati generali dovrebbero rispondere.

Sarà certamente significativa la voce dei protagonisti attivi della scuola, gli studenti con le loro esigenze di tempi, spazi, mobilità, strutture; i docenti con le problematiche di carriera, concorsi, mobilità, precariato e poi ancora di formazione, innovazione didattica, scuola digitale, scuola inclusiva, flessibilità organizzativa.

Inconfutabilmente L’Educazione civica trasversale alle discipline, la scuola delle competenze senza voti, ma con giudizi descrittivi; la scuola “inclusiva” e non solo per i disabili, il nuovo PEI, il recupero dei vuoti lasciati dalla didattica a distanza, gli esami finali che hanno subito modifiche di svolgimento, sono alcuni  temi che necessitano chiarezza e progettualità attuativa.

Il personale ATA con le specifiche problematiche di settore porterà agli Stati Generali esigenze di organico, di formazione, di progressione nella carriera.

I dirigenti scolastici con il grave carico di responsabilità e di coordinamento spesso ingestibili per la frammentarietà delle sedi staccate o – ancor peggio – delle reggenze saranno protagonisti d’innovazioni organizzative e didattiche per una scuola sicura e in grado di offrire servizi alla comunità cittadina.

Anche la voce dei Genitori, primari responsabili dell’educazione dei figli, dovrà essere presente nel dibattito e nella progettazione di una scuola nuova, anche in merito ad alcune scelte che afferiscono alla sfera etica e morale.

Potranno essere di grande utilità i contributi degli Stati Generali della scuola digitale che si terranno a Bergamo e ciascuna scuola si sentirà protagonista attiva  e potrà contribuire, con proposte nuove, alla definizione della nuova scuola del terzo millennio, utilizzando in maniera corretta e valorizzando al meglio gli alfabeti informatici e tecnologici.

Giuseppe Adernò

 

Cultura

Al «Meli» di Palermo lezione di legalità con Giuseppe Antoci

Giuseppe Adernò

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Il Liceo Classico “Giovanni Meli” di Palermo, dove si è diplomato il magistrato Paolo Borsellino, da 40 anni è impegnato in iniziative che favoriscono e stimolano la cultura della legalità ed un concreto impegno «etico» per la costruzione di una società migliore.

In occasione della giornata della legalità lo scorso maggio, ha riunito gli studenti di 60 scuole e cinque università da tutta Italia che in collegamento diedero vita al convegno «Il mutamento della mafia e le Terre Liberate» al quale ha partecipato il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, il comandante del Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri, generale Pasquale Angelosanto, e la ministra degli Interni Luciana Lamorgese, e a conclusione dei lavori è stato ricordato l’attentato mafioso che, ha colpito il 18 maggio 2016, Giuseppe Antoci e gli uomini della sua scorta.  La mafia dei pascoli è uno dei tanti aspetti della galassia della malavita, che oggi ha ridimensionato i segni esteriori di violenza sanguinaria, che ha caratterizzato la stagione delle stragi ed  ora, quasi in atteggiamento silenzioso e riservato, ha indossato il vestito del commercio della droga e degli investimenti economici di palazzi, negozi, aziende, imprese, cogliendo l’occasione della crisi economica determinata dalla pandemia Covid-19

Per dare un segnale chiaro a tutta la comunità del “Meli” e al tutto il territorio, e consolidare il processo di formazione di cittadini responsabili che vivano ogni giorno all’insegna della legalità, la Dirigente Scolastica. Cinzia Citarrella, ha invitato per l’inaugurazione dell’anno scolastico il Cav. Giuseppe Antoci e la sua testimonianza, essendo stato coinvolto in un attentato mafioso ha rilanciando un messaggio forte d’impegno e di cultura.

“Voi giovani non siete il futuro ma il presente del nostro Paese – ha detto Antoci agli studenti – agite con la consapevolezza di poter cambiare le cose e vedrete che le cose cambieranno. Fidatevi, ritagliatevi ognuno un pezzetto di responsabilità e soprattutto schieratevi dimostrando da quale parte stare. Ricordatevi che le persone perbene ed oneste siamo più numerosi dei mafiosi e disonesti, dobbiamo solo unirci e fare squadra.

Essere studenti del Liceo nel quale Polo Borsellino si diplomò e nel quale tanto s’impegnò da giovane studente scegliendo da subito da che parte stare, costituisce una lezione forte che v’impegna a camminare con la schiena dritta e a testa alta”.

La classe IIIB, è stata inserita tra i vincitori del progetto «Un giorno in Senato» bandito da Palazzo Madama e dal Ministero dell’Istruzione ed i ragazzi che hanno vinto il concorso, vivranno un’ulteriore esperienza formativa vivendo una giornata in Senato.

Il liceo «Meli» in piena «seconda guerra di mafia» che insanguinò le strade di Palermo, ebbe il coraggio di organizzare il 21 febbraio del 1984, al Teatro Politeama un evento nazionale per dire no ai boss a cui parteciparono migliaia di eventi e che fu aperta dai saluti dell’allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini, e del presidente della Commissione parlamentare antimafia, Abdon Alinovi. Parteciparono i rappresentanti studenteschi di 35 istituti superiori che dettero un segnale forte di dissenso alla violenza di Cosa nostra.

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Cultura

All’Istituto John Dewey un robot come compagno di classe

Giuseppe Adernò

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I 17 bambini dell’Istituto John Dewey, scuola green, ad indirizzo internazionale, con la divisa bianca a blu, il primo giorno di scuola hanno  conosciuto un compagno speciale: il robot Nao, che ha dialogato con loro, dicendo di avere 12 anni,  di essere stato costruito e di saper fare tante cose: camminare, parlare, ballare.

Con la guida di Daniele e Marco Lombardo il piccolo robot ha risposto alle curiosità dei bambini, preferisce il colore rosso,  e come i suoi “fratelli” Pepper e Milo è appassionato di calcio. Inoltre ha promesso che ogni mese tornerà a scuola per  farsi raccontare  dai bambini cosa hanno imparato durante le lezioni in classe e all’aperto, quasi una verifica che assumerà la valenza di gioco e di dialogo con il robot.

I piccoli in classe hanno trovato il dono del libro ”Il mondo ti appartiene” di Kobi Yamada e Gabriella Barouc, Il quaderno delle conquiste ed insieme alla maestra Federica hanno preparato la “capsula del tempo” che contiene la foto di classe, il primo disegno che documenta le emozioni del primo giorno di scuola ed un nastrino dell’altezza di ogni bambino. La capsula, al termine della giornata scolastica, alla  presenza dei genitori, è stata interrata nel giardino della scuola e sarà ripresa al termine della quinta elementare e  registrerà la crescita  avvenuta.

La prossima settimana la giornata scolastica sarà più completa, fino alle ore 17, con 12 attività in lingua   inglese,  lezioni in tedesco e spagnolo con docenti madrelingua ed il pranzo biologico.  Una scuola da sogno, che man mano si avvera.

Giad

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Cultura

Gran  galà della legalità, La mafia non conviene

Giuseppe Adernò

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, formulato dall’associazione Viva Voce Social con la guida di Valeria Cinzia Barbagallo,  ha presentato un’immagine di fantasiosa ed elegante sfilata di personaggi, autori di libri, esperti in specifici problemi che riguardano la famiglia, i minori e la società.

L’abito di festa della legalità, che avrebbe dovuto attirare l’attenzione per la preziosità delle stoffe e degli ornamenti, in questo Gran galà ha presentato l’immagine della verità reale, quasi il vestito di cenerentola prima del grande ballo, con tanti strappi e toppe inadeguate.

La lettura della legalità oggi, presentata dagli illustri magistrati: Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro; Sebastiano Ardita, componente togato del CSM; Pasquale Pacifico della procura di Caltanissetta, l’avv. Antonio Ingroia, l’ispettore Alessandro Scuderi, il giornalista Lirio Abbate dell’Espresso, ha messo in luce il volto della nuova mafia, che opera in taglio basso, nascosta e quasi invisibile.

La mafia oggi ha cambiato il vestito della forza, della potenza, della violenza sanguinaria indossato durante la stagione delle stragi ed ha ritagliato la sua sempre dinamica presenza nel silenzio della ribalta, immersa nel fiume carsico degli affari e dell’economia, attingendo alla cassaforte d’oro della droga e protesa agli investimenti di negozi, bar, ristoranti, immobili, ribaltando il negativo e difficile momento di crisi determinato dalla pandemia Covid-19 in un positivo sviluppo e facile guadagno.

Il welfare mafioso è oggi guidato dal latitante Matteo Messina Denaro, per il quale l’avv. Ingroia, provocatoriamente, si è offerto come legale, se questi decidesse di collaborare con la Giustizia.

La lettura del passato rimane ancora coperta dai misteriosi segreti che nascondono la verità dei fatti ed accanto ai “pentiti di Mafia”, che hanno consentito di scoprire i mandanti di alcune stragi, restano misteriosamente assenti i “Pentiti di Stato”, coloro che hanno gestito gli intrigati rapporti Stato-Mafia, come appare evidente da una molteplicità di coincidenze, dalle quali sono scaturite le stragi e le morti di magistrati, militari e civili, insanguinando le strade della Sicilia con le innumerevoli “vittime di mafia”.

Nel libro “Ad un passo da ProvenzanoGiampiero Calapà, giornalista de “Il fatto quotidiano” ricostruisce la storia dell’uccisione di Luigi Ilardo con evidenti segni di connivenza e depistaggi da parte degli “assassini di Stato” che ancora non si pentono e restano impuniti nell’ombra.

Il vestito della legalità appare ancor più fragile e logoro, pronto allo strappo, come afferma il Procuratore Gratteri, quando entrerà in vigore la norma dell’improcedibilità, per il superamento dei termini di durata dei giudizi d’impugnazione, punto cruciale della riforma Cartabia, con la conseguenza che, creando le condizioni per cui una domanda giudiziale non può aver corso a causa dell’inosservanza di prescrizioni della legge processuale, si limiterà il sovraffollamento delle carceri, ma usciranno fuori dal carcere tanti mafiosi, colpevoli di delitti e di malefatte, e la “giustizia” non sarà più raffigurabile come la “donna forte con la bilancia”.

Andrà ad accrescersi la disaffezione dei cittadini dai valori della legalità, non sentendosi tutelati dalla magistratura, e continuerà sempre più l’emergenza mafia, anche se di colore diverso e con un volto apparentemente pulito, a volte anche protagonista di segni di benevolenza e di solidarietà.

All’eventuale dubbio circa la convenienza della mafia, il presidente Sergio Mattarella il 23 maggio nel ricordo della strage di Capaci, ha invitato tutti a “fare delle scelte” ad indicare “da quale parte stare” e gli studenti di diverse scuole della Sicilia che hanno partecipato al Gran Galà hanno già deciso e ne sono convinti.

L’incontro si è finito con la consegna del “Leone della legalità” che il Sindaco di S Agata Li Battiati. Marco Nunzio Rubino, con una delegazione comunale, ha consegnato al procuratore Nicola Gratteri, magistrato e saggista, per il suo tenace impegno di promozione tra i giovani della cultura della legalità, che non è solo un dovere civico, ma uno stile di vita.

Giuseppe Adernò

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