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Nel cuore delle Madonie le ceneri del Milocca Hotel e Resort

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[vc_row][vc_column][vc_column_text]Mi recavo spesso in quei luoghi, durante l’inverno, con la mia famiglia; nei weekend di Gennaio, Febbraio. Eravamo numerosissimi, come tanti erano anche i rifugi presenti in quella zona, Piano Zucchi, nel cuore delle Madonie.

Oggi esistono solo gli scheletri di quelle strutture, le ossa e le ceneri. Fantasmi al posto dei turisti. Soggiornare a Piano Zucchi è quasi impossibile. Delle storiche strutture ricettive rimangono solo ricordi e calcinacci, foto sparse qua e là. La Montanina e il rifugio Orestano sono il simbolo di un territorio ricco di risorse, che però stenta a decollare, in attesa dell’agognato rilancio grazie ai nuovi impianti di risalita di Piano Battaglia.

A questi si aggiunge l’Hotel Milocca, situato in Contrada Piano Castagna a Castelbuono. Sul sito internet del Milocca Hotel e Resort vi sono ancora le immagini di come era, di come avremmo dovuto conservarlo, vi sono le indicazioni di come avremmo dovuto custodire un luogo che oggi cade a pezzi. Piante infestanti avvolgono l’edificio, lesionato in più punti e totalmente vandalizzato. All’interno lo spettacolo è ancora più triste: mobili distrutti, specchi e vetri in frantumi, sedie e poltrone sparse ovunque, termosifoni divelti. E ancora sanitari rotti o rubati, le porte sfondate, l’immondizia che ricopre il pavimento, i quadri elettrici manomessi e perfino un televisore vecchio modello che giace riverso per terra, un paio di scarpe di chissà chi, un materasso i cui lati sul pavimento esterno sono avvolti da un’erbetta, segno che la Natura in quei luoghi esiste ed è ancora viva.

L’edificio appare in più punti a rischio crollo. Alcune tende si agitano fuori dalle finestre come un richiamo alle famiglie che lo abitavano. All’interno dell’Albergo, un tempo, vi erano 52 camere e tre suite su cinque piani, per un totale di 115 posti letto, dotate di tutti i comfort. Sempre al suo interno trovava posto una completa struttura per la “cura” del corpo: un’attrezzatissima palestra, cabina sauna, vasca idromassaggio, e per gli amanti della musica anche una discoteca.

Insomma, il Milocca resort era un gioiello all’interno di un bosco incontaminato che avrebbe tutte le carte in regola per essere la meta preferita di turisti e visitatori ma che oggi, a chi ne varca l’ingresso, si presenta in tutt’altro modo.

Adesso la struttura sembra poter venir giù da un momento all’altro, con le finestre che si staccano sotto i colpi del vento. La struttura adesso è una cattedrale nel deserto.

Unica traccia di vita in quella che un tempo era la piscina del resort: due rospi che hanno scelto quel perimetro per costruirvi una dimora. Immersi in una fossa d’acqua putrida, stagnante, tra due salvagenti ed un carrello portavivande. A futura memoria, resistono anche i cartelli turistici presenti nella zona, che indicano ancora ai pochi passanti la presenza degli alberghi.

Si è tanto discusso di questo hotel negli anni. Dopo il suo abbandono si sarebbe dovuto trasformare in un’accademia della cucina, e invece oggi è un’accademia delle arti vandaliche.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_gallery interval=”3″ images=”8259,8258,8257,8256,8255,8254,8253,8252,8251,8250,8249″ img_size=”medium”][/vc_column][/vc_row]

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Cinema

L’attrice Claudia Gerini si racconta al festival Onair

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Abbiamo ripercorso 40 anni di carriera nel cinema e nella tv;  intervistare Claudia Gerini, attrice dotata di straordinario talento e umiltà, nell’ambito del festival on air season, creato da Simona Gobbi, è stato come fare un viaggio nel tempo attraverso tutti i suoi successi cinematografici. 86 film e tanti sogni nel cassetto di Claudia..

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Cinema

Netflix: “Abbiamo bisogno di storie italiane”

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Il co-ceo di Netflix ha incontrato alunni e studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia, presieduto da Sergio Castellitto

“Per certi versi è stato un momento storico: la scuola di cinema più antica del mondo ha incontrato il servizio streaming che ha rivoluzionato il consumo della forma cinema e della serialità”, così Sergio Castellitto, presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia che ha accolto e introdotto il co-ceo di Netflix Ted Sarandos, all’incontro con i docenti e gli allievi dei corsi di regia, sceneggiatura, scenografia, recitazione, conservazione e restauro.

“Abbiamo bisogno di voi, lavorate sodo, non scendete a compromessi e raccontateci le vostre storie, storie che siano autenticamente italiane e in Italiano” ha detto Sarandos, che, dopo una conversazione in pubblico con il preside della Scuola Nazionale di Cinema, Adriano De Santis, ha risposto a domande sul rapporto di Netflix con il cinema indipendente e sulla Intelligenza Artificiale, sulla ricerca dell’originalità di alcune serie (come Baby Reindeer) e sulla scelta di location e scenografie.

“L’ambientazione è molto importante per noi: perché è il set che emana la narrazione. Dopo La legge di Lidia Poet, girata in una Torino dell’800, la città è diventata anche meta di un turismo che cerca alcune speciali location messe in scena”, ha detto Tinny Andreatta, vice presidente per i contenuti italiani in Netflix, presente all’incontro, insieme al Conservatore della Cineteca Nazionale Steve Della Casa.

The Squid Game, il nostro prodotto di maggiore successo, è profondamente radicato nella società e nel mondo coreano: sono proprio le storie che hanno un rapporto più stretto con il territorio nel quale cui nascono quelle che hanno più chance di essere condivise ovunque. Per questa ragione, abbiamo bisogno di quelle storie che nascono dal profondo del vostro cuore. Abbiamo bisogno di voi” ha concluso rivolgendosi agli studenti Sarandos che ha raccontato di essere da sempre un grande fan del cinema e soprattutto del cinema italiano di Visconti, Rossellini, De Sica: “Sono onorato di trovarmi qui a Roma – ha detto – nella capitale dello storytelling”. Alla fine dell’incontro Sergio Castellitto si è intrattenuto con Sarandos per stendere le prime linee di una partnership futura per una preziosa ricaduta sulla formazione degli studenti.

 

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Cultura

Esplorando il Ruolo del Critico d’Arte

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Esplorando il Ruolo del Critico d’Arte: Guida alla Comprensione e all’Apprezzamento dell’Arte Contemporanea

Nel vasto panorama dell’arte contemporanea, il ruolo del critico d’arte emerge come una figura chiave nella guida del pubblico attraverso le complesse opere e idee dei creatori contemporanei. Questo articolo si propone di esplorare il significato e l’importanza del critico d’arte, analizzando il suo ruolo nel contesto dell’arte contemporanea e fornendo linee guida su come apprezzare e comprendere meglio le opere d’arte attraverso il suo punto di vista esperto.

Chi è il critico d’arte?  e sensibilità artistica, il critico d’arte è in grado di analizzare e valutare le opere d’arte, contestualizzandole nel contesto storico, sociale e culturale in cui sono state create. Il suo ruolo non è solo quello di giudicare le opere, ma anche di fornire un’interpretazione critica e una narrazione che aiuti il pubblico a comprendere e apprezzare l’arte contemporanea in modo più profondo.

Funzioni del critico d’arte: Il critico d’arte svolge diverse funzioni cruciali nel mondo dell’arte contemporanea:

  1. Interpretazione: Il critico d’arte interpreta le opere d’arte, analizzandone il significato, le tecniche utilizzate e il contesto in cui sono state create. Questa interpretazione aiuta il pubblico a cogliere le sfumature e i messaggi impliciti nelle opere.
  2. Educazione: Il critico d’arte educa il pubblico sull’arte contemporanea, fornendo informazioni e contestualizzazioni che permettono di apprezzare meglio le opere d’arte e il loro significato.
  3. Valutazione: Il critico d’arte valuta le opere d’arte in base a criteri estetici, concettuali e tecnici, contribuendo così a definire il valore e l’importanza delle opere all’interno del panorama artistico contemporaneo.
  4. Critica: Il critico d’arte critica le opere d’arte, mettendo in luce sia i loro punti di forza che le eventuali debolezze. Questo aiuta gli artisti a crescere e a migliorare, e stimola il dibattito e la riflessione critica nel mondo dell’arte.

Come apprezzare l’arte attraverso gli occhi del critico d’arte: Per apprezzare e comprendere meglio l’arte contemporanea attraverso il punto di vista del critico d’arte, è utile seguire alcune linee guida:

  1. Informarsi: Leggere le recensioni e gli articoli dei critici d’arte su riviste specializzate, siti web e giornali può fornire preziose informazioni sulle opere d’arte e sugli artisti contemporanei.
  2. Analizzare: Osservare attentamente le opere d’arte e cercare di coglierne i dettagli, le tecniche utilizzate e i messaggi impliciti. Chiedersi cosa l’artista voglia comunicare e come il critico d’arte interpreta l’opera può arricchire la comprensione dell’arte.
  3. Contestualizzare: Considerare il contesto storico, sociale e culturale in cui è stata creata l’opera d’arte può aiutare a comprenderne meglio il significato e l’importanza. Il critico d’arte fornisce spesso queste contestualizzazioni nei suoi articoli e recensioni.
  4. Riflettere: Dopo aver esaminato un’opera d’arte attraverso il punto di vista del critico d’arte, riflettere su come questa interpretazione abbia influenzato la propria comprensione e percezione dell’opera. Condividere opinioni e discutere con altri appassionati d’arte può arricchire ulteriormente l’esperienza di apprezzamento dell’arte contemporanea.

Conclusioni: Il critico d’arte svolge un ruolo fondamentale nell’arte contemporanea, aiutando il pubblico a comprendere, apprezzare e interpretare le opere d’arte in modo più profondo e significativo. Attraverso la sua analisi critica e la sua narrazione esperta, il critico d’arte arricchisce il dialogo culturale e contribuisce alla crescita e alla valorizzazione dell’arte contemporanea. Prestare attenzione al punto di vista del critico d’arte può arricchire notevolmente l’esperienza di fruizione dell’arte contemporanea e stimolare la riflessione critica nel pubblico.

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