Cultura
A Mondello il presepe è subacqueo
La magia delle luci che risplendono dalla spiaggia
Sul molo di via Gallo e nelle acque antistanti è stata allestita una singolare Natività che sarà visibile anche nelle ore notturne grazie ad una particolare illuminazione

Il presepe subacqueo di Mondello visto dall’alto
Si tratta di 15 statuine poste in acqua e 2, alte da 30 a 50 centimetri, poste sul molo di via Gallo, raffiguranti un angioletto e Santa Rosalia, alla quale Nino Parrucca e la sua famiglia sono molto devoti. Quest’anno le statuine sono state benedette dal parroco di Mondello, Salvatore Corsaro. I subacquei hanno così rinnovato quella che è ormai una tradizione, organizzata dal Sea Club e dal Rotary Club Palermo Teatro del Sole. L’installazione sarà visibile anche da terra e sarà illuminata nelle ore notturne.
Ma torniamo al presepe (o presepio): è una rappresentazione della nascita di Gesù, che ha avuto origine da tradizioni medievali, inizialmente italiana. L’usanza di allestire il presepio è diffusa oggi in tutti i paesi cattolici del mondo. Le prime fonti per la raffigurazione del presepe sono i 180 versetti dei Vangeli di Matteo e Luca, cosiddetti “dell’infanzia”, che riportano la nascita di Gesù avvenuta al tempo di re Erode, a Betlemme di Guidea, piccola borgata ma sin da allora nobile, perché aveva dato i natali al re David. Molti elementi del presepe, però, derivano dai Vangeli apocrifi e da altre tradizioni, come il protovangelo di Giacomo, noto anche come Vangelo dell’Infanzia di Giacomo.
Il presepe tradizionale è una complessa composizione plastica della Natività di Gesù Cristo, allestita durante il periodo natalizio; molti lo compongono il giorno dell’Immacolata, l’8 dicembre. Vi sono presenti statue formate di materiali vari e disposte in un ambiente ricostruito in modo realistico. Vi compaiono tutti i personaggi e i luoghi della tradizione: la grotta o la capanna, la mangiatoia dov’è posto Gesù bambino, i due genitori, Giuseppe e Maria, i magi, i pastori, le pecore, il bue e l’asinello e gli angeli.
La statuina di Gesù Bambino viene collocata nella mangiatoia alla mezzanotte tra il 24 e il 25 dicembre, mentre le figure dei magi vengono avvicinate ad adorare Gesù nel giorno dell’ Epifania. Lo sfondo può raffigurare il cielo stellato oppure può essere uno scenario paesaggistico. A volte le varie tradizioni locali prevedono ulteriori personaggi. Per tradizione, il presepe si mantiene sino al giorno dell’Epifania, quando si mettono le statuine dei Re Magi di fronte alla Sacra Famiglia.
Esiste anche un altro modo per allestire il presepio: si tratta del presepe vivente, in cui agiscono persone reali; di origine medievale, ha avuto negli ultimi decenni in Italia una notevole diffusione.
Ma torniamo adesso al creatore di questo presepe subacqueo, Nino Parrucca. Figlio d’arte, sin dalla tenera infanzia viene iniziato al mondo dell’artigianato nella bottega dei genitori, realizzatori dei famosi carretti siciliani. Il marchio Nino Parrucca viene creato nel lontano 1965, anno di nascita della ditta Ceramiche Nino Parrucca.
Questa azienda nei suoi 54 anni di esistenza vanta nel proprio organico numerosi primati e successi. Fra i più importanti a livello mondiale, ricordiamo la partecipazione al concorso di artisti indetto a Washington nel ’99, per la realizzazione di un simbolo rappresentativo del nuovo millennio. Su trentamila partecipanti, il piatto “Vivere Insieme” realizzato dall’azienda Parrucca, è arrivato tra i 20 finalisti ed è stato consegnato, durante una cerimonia solenne, all’allora presidente Bill Clinton.
Nel 1998, la Gioventù Francescana ha commissionato Una Croce di Sant’Andrea regalata a Papa Giovanni Paolo II, talmente apprezzata da essere conservata nelle Sale Vaticane. In seguito Nino Parrucca stesso ha regalato anche un piatto a sua Eminenza. Nel 1997 è stata realizzata una statua ad altezza d’uomo di Santa Rosalia, patrona della città di Palermo. Questa statua è stata immersa nelle acque dell’Arenella e sarebbe ancora lì se non fosse stata danneggiata a causa di atti vandalici.
Cultura
“La figlia di Don Fofò”, il romanzo
Ironia, arte e riscatto, mix vincente del nuovo romanzo scritto a 4 mani
E’ un atto d’amore verso tutte le donne il delicatissimo romanzo di 402 pagine, pubblicato da Navarra Editore, che vede insieme un poliedrico maestro di scuola elementare in pensione e una regista della sede Rai, cimentarsi nel difficile compito di divertire pur affrontando il tema del peso delle convenzioni sociali e della ricerca di una identità perduta. Attraverso equivoci e situazioni divertenti gli autori firmano un vero e proprio inno alla libertà. Amo sfogliare i libri e sentire l’odore della carta, ma qui è l’inconscio che lavora in una percezione che profuma di zagara, di spartiti e di futuro. Un’opera decisamente fuori dagli schemi del suo tempo, che merita di essere letta, ascoltata e guardata.
Un’opera corale e multimediale
Ciò che rende questo testo, un’operazione editoriale fuori dagli schemi, è la sua natura polifonica. Il romanzo non si limita a raccontare la musica, ma la contiene: il volume si avvale delle composizioni originali per mandolino del Maestro Piscopo e della prestigiosa prefazione del virtuoso Carlo Aonzo, oltre al contributo di musicisti di chiara fama che svelano i segreti di questo strumento troppo spesso stereotipato.
Ma l’esperienza sensoriale non si ferma alle note. L’universo visivo del libro è arricchito da ben 27 opere pittoriche realizzate dagli artisti internazionali del gruppo Calapanama, capaci di dare colore e forma alle suggestioni del testo.
A impreziosire ulteriormente l’opera interviene lo sguardo intenso di Adelaide Costa, regista Rai, che cura con “precisione sartoriale” il racconto della moda: tra sfilate, scarpe d’alta moda e sogni parigini; l’estetica del romanzo si fa così glamour e avanguardia, creando un contrasto affascinante con la polvere della provincia siciliana.
La storia
C’è un’immagine potente che resta impressa fin dalle prime pagine di questo singolare romanzo: una bambina che, tra le strade di un paese siciliano, si incanta ad ascoltare le melodie dei mandolini che risuonano dai saloni dei barbieri. Quella bambina è Catena, la figlia di Don Fofò, e quel suono non sarà solo un ricordo d’infanzia, ma il grimaldello con cui scardinerà un destino già scritto.
In un’epoca in cui il retaggio patriarcale vorrebbe per lei un futuro rassicurante e claustrofobico di moglie e madre, Catena sceglie la via della ribellione. E lo fa senza imbracciare armi, ma diventare un tutt’uno con il mandolino, trasformando la sua musica originale e anticonformista nel manifesto di una rivoluzione personale e collettiva.
Un viaggio (reale e dell’anima) oltre i confini di Zabara
L’opera si muove sul doppio binario del romanzo di formazione e del grand tour letterario. Tutto ha inizio a Zabara, un paese immaginario che racchiude in sé vizi e virtù della provincia profonda, ma l’orizzonte di Catena (e del lettore) si allarga rapidamente. Il viaggio di Don Fofò e della sua eccezionale figlia tocca le bellezze autentiche della Sicilia – da Sant’Angelo Muxaro a Palermo, passando per Aragona, Montedoro, Raffadali e il minuscolo borgo di Roccafiorita – per poi proiettarsi verso mete internazionali come Ginevra e Parigi.
Non si tratta, però, di un semplice itinerario turistico: ogni tappa è un “luogo dell’anima”, un pretesto per esplorare le particolarità di una terra ricca di contrasti, dove il dialetto vivo – tra battute in cantunera e storie di smanciamento – si intreccia alla modernità. Ogni capitolo, introdotto sapientemente da un proverbio siciliano, funge da bussola etica e culturale per una narrazione che fa riflettere profondamente.
Cultura
Il folk studio e Vittorio Giampietro
Puntata del 13/06/2026 andata in onda Rai Uno alle 17:55
Musica mia, programma dedicato alla musica popolare; puntata dedicata al Folk Studio. Conducono Lorella Boccia e Marco Conidi. Con la partecipazione del musicista e compositore Vittorio Giampietro. Musica folk
Cultura
80° anniversario dello Statuto siciliano
Lo ricordano i Ragazzi Sindaci
E’ passata sotto silenzio la ricorrenza del 15 maggio 1946 che ricorda l’ottantesimo anniversario dell’approvazione del Regio Decreto Legislativo n.455, firmato dal Re Umberto II il 15 maggio 1946. Lo Statuto della Regionale Siciliana compie ottant’anni, una data da ricordare che un tempo era festa regionale.
I ragazzi sindaci di Catania hanno celebrato l’anniversario dell’approvazione del Regio Decreto Legislativo n.455, firmato dal Re Umberto II il 15 maggio 1946, che contiene lo Statuto della Regione Siciliana. in occasione della cerimonia di insediamento dei Consigli Comunali dei Ragazzi dell’Istituto “John Dewey” e dell’Istituto “Pestalozzi” presso l’aula consiliare della Città Metropolitana, al Palazzo Minoriti.
Alla solenne cerimonia di giuramento è intervenuto il Presidente dell’Assemblea Regionale, Gaetano Galvagno, l’Avvocato Capo della Città Metropolitana, Elisa Caruso, il viceprefetto Laura Pergolizzi, i dirigenti scolastici, i docenti referenti per l’Educazione civica, e i genitori degli studenti eletti: sindaco, assessori, consiglieri.
La cerimonia, coordinata dal preside Giuseppe Adernò, ha avuto inizio con l’inno d’Italia è stato introdotto con solennità il testo della Costituzione e la bandiera d’Italia che, dopo la recita della formula del giuramento il sindaco eletto ha baciato come segno di condivisione dei valori e dei simboli della Repubblica.
Con grande emozione il sindaco uscente Matilde Capizzi ha relazionato l’attività svolta nel corso del suo mandato ed ha deposto la fascia tricolore indossata dal neosindaco eletto, Flavia Truglio.
Con vivace creatività il sindaco dei ragazzi ha presentato alcune proposte per una scuola sempre più bella e accogliente che consenta di star bene a scuola.
Il sindaco dei ragazzi dell’Istituto Pestalozzi, Mario Palermo, ha fatto riferimento al recente incendio della biblioteca della scuola, che ha fatto scattare un “incendio” di solidarietà e di amicizia da parte delle altre istituzioni scolastiche, nel dono dei libri e della cooperazione per il miglior bene di tutti gli studenti.
Oltre agli assessorati della cultura, dello sport, dell’economia, dell’ambiente inteso come “custodia del creato”, sono stati attivati gli assessorati alla solidarietà, all’amicizia, all’armonia, valori che aiutano a formare una coscienza civica ed una cittadinanza attiva e responsabile.
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