Cinema
Anachronisme, la web serie del regista Riccardo Cannella
Dalla pagina fb di Cinnamon Production & Film School
“Anachronisme rappresenta tutta la complessità della natura umana in 7 episodi. I demoni e l’oscurità del senso di colpa, attraverso un’intensa interpretazione di Ivan Olivieri, stringono lo spettatore in un’ ansiosa solitudine condivisa con il protagonista; insieme a lui lo spettatore non sogna, insieme a lui non respira, insieme a lui si tormenta, insieme a lui soffoca nel ritornare costantemente a quel momento doloroso. Cannella crea una finestra sull’inconscio solitario dell’essere umano, raccontandola in quel desolato appartamento 13, da sempre numero simbolo di rottura e di morte interiore, a cui segue un cambiamento e una rinascita. E Anachronisme è proprio la narrazione poetica e religiosa del fragile equilibrio umano che si frantuma, che lotta con i suoi demoni e che si ricompone, ritrovando un nuovo se stesso. Si tratta senza dubbio del lavoro più maturo di Riccardo canenlla, che con Anachronisme cresce narrativamente e qualitativamente.” Ringraziamo Chiara Bressa, fondatrice e direttrice del principale blog italiano sulla serialità digitale World Wide Webserie: bellissime e apprezzatissime parole!
Anteprima assoluta di “Anachronisme”, quarta webserie della Cinnamon Production vincitrice del bando SENSI CONTEMPORANEI CINEMA, co-prodotta e co-finanziata da Direzione Generale Cinema MIBACT, Regione Siciliana (Assessorato Turismo Sport e Spettacolo) e Film Commission Sicilia. MERCOLEDI’ 10 GENNAIO 2018, ORE16.00 Centro Sperimentale di Cinematografia della Scuola Nazionale di Cinema (Cantieri Culturali della Zisa), in Via Paolo Gili 3 a Palermo. Intervengono: – Ivan Scinardo Direttore sede Sicilia C.S.C. – Pasquale Scimeca Direttore Diodattico C.S.C – Alessandro Rais (Direttore Uff.Spec.per il cinema e l’audiovisivo Sicilia Film Commission ) – Riccardo Cannella (creatore e regista) • Ivan Olivieri (attore protagonista)
Cinema
La banda muta di Alessia Bottone
“La banda muta – afferma la regista quarantenne Alessia Bottone – restituisce alla morte e al rito funebre il loro valore originario, ovvero la celebrazione del passaggio dalla vita terrena alla vita spirituale ma, soprattutto, conferisce un tempo al dolore. Un aspetto che, oggi, appare svuotato di significato: basta guardare ai funerali delle celebrità o persino a tragedie come quella di Rigopiano, diventati occasioni per scattare selfie e postare sui social”.

La regista- che attraverso questo corto ha reso omaggio anche alle sue origini siciliane- , ha voluto portare in scena non solo emozioni, ma una riflessione sul tema della solitudine nella società contemporanea. “Una solitudine valoriale – spiega- che ci porta ad affogare nell’egocentrismo, fino al punto da non rispettare nemmeno la morte. La domanda che mi faccio e che attraversa il film è: perché abbiamo bisogno di essere sempre al centro della scena, anche quando c’è il dolore di mezzo? Cosa ci manca davvero, cosa ci affligge, e perché oggi il silenzio ci spaventa così tanto?”.
Una riflessione condivisa anche da Gaetano Savatteri, che accoglie con favore questa trasposizione cinematografica del suo racconto “La banda muta”. “Quando affidi un racconto o un romanzo a un regista- dichiara lo scrittore e giornalista- sai che ne nascerà inevitabilmente un’altra cosa. Ed è bello vedere quali nuove letture possa ispirare una storia. La banda muta si ispira ed era un rito pieno di solennità che ho visto con i miei occhi a Racalmuto, il paese di Leonardo Sciascia.
Una tradizione che Alessia ha ben reso nel suo corto, sottolineando per altro come è cambiato oggi il nostro rapporto con la morte e con il silenzio. Oggi i funerali sono diventati applausi, selfie, show business, soprattutto quando riguardano figure pubbliche. In un tempo di rumore, di chiasso e baccano continuo, è proprio quel silenzio perduto che ci serve, perché è nel silenzio che troviamo lo spazio per guardarci dentro”.
Guarda l’intervista alla regista
Cinema
Rosa Elettrica la nuova serie targata Sky
Nei panni di una giovane agente sotto copertura alle prese con scelte più grandi di lei, Maria Chiara Giannetta è la protagonista di ROSA ELETTRICA, eroina per caso al centro del nuovissimo thriller on-the-run targato Sky Original dall’8 maggio in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW.
Prodotta da Sky Studios e Cross Productions e diretta da Davide Marengo (Un’estate fa, Il cacciatore, Notturno bus), la serie – in sei episodi – adatta liberamente l’omonimo romanzo bestseller di Giampaolo Simi (2007, edito da Sellerio Editore Palermo).
Sinossi
Al centro della storia Rosa, giovane agente del programma protezione testimoni, incaricata di scortare Cocìss, baby boss di camorra deciso a collaborare, interpretato dal co-protagonista Francesco Di Napoli. Quando scopre che qualcosa nell’operazione non torna, Rosa rompe la catena di comando e fugge con lui: da quel momento entrambi diventano bersagli, costretti ad attraversare l’Italia senza potersi fidare di nessuno, nemmeno delle istituzioni che dovrebbero proteggerli. Accanto a Maria Chiara Giannetta (L’amore e altre seghe mentali, Blanca, Don Matteo) e Francesco Di Napoli (Hey Joe, Romulus, La paranza dei bambini) anche Elena Lietti (Il sol dell’avvenire, Il Miracolo, Anna), che interpreta il vicequestore Antonella Reja, diretto superiore di Rosa, pronta a tutto per mettere alla prova la sua giovane recluta; Antonia Truppo (Lo chiamavano Jeeg Robot, Indivisibili, Mare Fuori) presta il suo volto a Nunzia Serafino, insospettabile boss del clan Incantalupo detta “Mamma Camorra”; Pasquale Esposito (Ripley, Hotel Portofino, Gomorra) interpreta Saro Incantalupo, boss latitante da oltre vent’anni che siede al vertice del clan omonimo. E ancora Federico Tocci (C’è ancora domani, La casa degli sguardi, Speravo de morì prima) nei panni di Carlo Morano, collega e amico fedele di Rosa, e Francesco Foti (Il Cacciatore, I Leoni di Sicilia, Un’estate fa) in quelli di Paolo D’Intrò, Sostituto Procuratore di Napoli, figura di spicco della lotta contro la criminalità organizzata.
Il soggetto di serie è stato elaborato da Giordana Mari con Giampaolo Simi e Vittorino Testa. Alla sceneggiatura Giordana Mari, a capo di una writers’ room tutta al femminile che include anche Fortunata Apicella, Serena Patrignanelli e Michela Straniero.
Guarda il trailer
Guarda l’intervista all’attore Francesco Foti che interpreta il sostituto procuratore D’Intrò
Cinema
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