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CoViD19: cala il trend dei contagi in Italia e in Sicilia

Enrico Alagna

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Martedì 07 aprile, in Italia ci sono 94067 casi positivi da Coronavirus (+880 rispetto a ieri; dal 10 marzo è il trend più basso), di cui 24392 guariti (+1555 rispetto a ieri) e 17127 deceduti (+ 604 rispetto a ieri); è il numero di deceduti più basso registrato dal 19 marzo.

Il numero di tamponi effettuati finora sono 691.461. Secondo l’ultimo bilancio, dei contagiati, 61.556 si trovano in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi (65%), 28.718  sono ricoverati e di questi 3.792 sono in terapia intensiva (-106 rispetto a 72 ore fa). La buona notizia riguarda proprio i pazienti trasferiti in questo reparto, il cui numero diminuisce per il terzo giorno consecutivo.

Sono questi i numeri più confortanti dell’ultimo bollettino delle ore 18.00 dell’emergenza Coronavirus nel nostro Paese reso noto, qualche minuto fa, dal capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli.

Le autorità sanitarie confermano ancora una volta che le regioni maggiormente colpite dal covid-19 sono la Lombardia, che tuttavia registra un trend positivo per quanto riguarda la curva dei contagi rispetto ai giorni precedenti, il Piemonte e l’Emilia Romagna. Preoccupa però la situazione in Toscana e Veneto.

 

Coronavirus in Italia, la mappa del contagio regione per regione: superati i 2.000 casi in Sicilia

Lombardia: 52.325
Emilia Romagna: 17.825
Piemonte: 13.343
Veneto: 11.925
Toscana: 6.173
Marche: 4.710
Liguria: 4.757
Lazio: 4.149
Campania: 3.148
Puglia: 2.514
Trento: 2.476
Friuli VG: 2.153
Sicilia: 2.097
Abruzzo: 1.799
Bolzano: 1.811
Umbria: 1.263
Sardegna: 935
Calabria: 833
Valle D’Aosta: 835
Basilicata: 291
Molise: 224

 

In Sicilia cala il trend dei contagi: +51 nelle ultime 24 ore

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 24.857 (+1.393 rispetto a ieri).
Di questi sono risultati positivi 2.097 (+51), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.859 persone (+44), 113 sono guarite (+5) e 125 decedute (+2).

Degli attuali 1.859 positivi, 635pazienti (-2) sono ricoverati – di cui 73 in terapia intensiva
(-1) – mentre 1.224 (+46) sono in isolamento domiciliare.

 

(Fonte: Protezione Civile)

Cinema

Foto di scena, vetrina di film capolavoro

Ivan Scinardo

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36 scatti inediti rivivono grazie a un libro curato dalla figlia del grande fotoreporter Nicola Scafidi

“Mio padre Nicola, oltre al grande senso di responsabilità e affetto che nutriva nei confronti della propria famiglia, ha sempre avuto una sola grande passione, il suo lavoro, ossia la Fotografia. Mio nonno Giusto era un fotografo ritrattista. Mio padre era il più grande di nove figli, rimasti vivi solo cinque, cresciuto a Pane e Fotografia”.

Inizia così il racconto di Angela Scafidi che fa da premessa  a un corposo catalogo di un centinaio di pagine, con 36 “scatti – capolavoro” in bianco e nero, inediti;  raccontano scene di film che fanno parte, pieno titolo, della storia del cinema, come il “Gattopardo” di Luchino Visconti, la trilogia sui misteri italiani di Francesco Rosi (“Salvatore Giuliano”, “Il Caso Mattei”, “Lucky Luciano”);  “Viva L’Italia” di Roberto Rossellini, “Il Viaggio” di Vittorio De Sica, “Vulcano” di William Dieterle , “I racconti di Canterbury” di Pierpaolo Pasolini”; “Il Giorno della Civetta” di Damiano Damiani, il “Mafioso” di Alberto Lattuada.

“Set Cinematografici Siciliani. Foto di Nicola Scafidi” è un libro e una mostra fortemente voluta dalla casa del cinema di Villa Borgehese a Roma, per ricordare il noto fotoreporter palermitano Nicola Scafidi a 17 anni dalla sua scomparsa. A curarlo, la figlia Angela, dopo anni di meticolosa catalogazione e ricerca di un patrimonio immenso di negativi, lasciato dal padre e ancora prima dal nonno Giusto. Si stima 1 milione di scatti, in larga parte ancora da visionare e archiviare.

Nel volume e nella mostra, lo sguardo curioso e attento del fotoreporter, nato a Palermo nel 1925, collaboratore del quotidiano “L’Ora”, ma anche della voce della Sicilia e L’unità. I suoi servizi fotografici furono pubblicati da prestigiose testate straniere quali: New York Times, Daily telegraph, Life, Time, Stern, Der Spieghel Paris Match. Per molti anni fu corrispondente dell’Associated Press, dell’United Press e dell’agenzia Italia. Nel 1966 l’Interpress Photo di Mosca bandì un concorso sul tema “Per la pace e l’amicizia, per l’umanesimo e per il progresso”, a cui Nicola Scafidi partecipò su invito del giornale L’ORA. Su 1106 fotografi partecipanti di 71 paesi, l’autore venne premiato con la medaglia d’argento per la serie dal titolo: “Foto di Sicilia amara fino a quando?”. Il più importante riconoscimento lo ottenne a Milano nel 1968 quando ricevette il Premio Nazionale Fotoreporter. Non a caso la critica cinematografica lo considera uno dei più grandi fotografi di scena. Gli scatti, rigorosamente in bianco e nero, rappresentano ancora oggi un punto di vista diverso che non si allontana mai dal set.

Scafidi se ne stava spesso in penombra, quasi a diventare invisibile; non era illuminato dalla key light che generalmente sta sempre puntata sugli attori.  Il suo occhio, fuori dal set, ha convinto registi a rivedere alcune scene che magari erano state tagliate; è questo il valore di una produzione cinematografica.  Le sue foto di scena, come vetrina di un film, che raccontano il complesso processo di immagine attorno al quale poi venivano costruiti i trailers e tutto il packaging, da intendersi chiaramente come impalcatura estetica.

Scafidi ha lavorato tantissimo nella sua lunga carriera di fotografo di scena, incarnando un ruolo, che va sicuramente annoverato fra i mestieri più affascinanti e discreti del cinema. La storia della settima arte italiana ci insegna, anche in quella affascinante corrente del neorealismo, che spesso il professionista è stato determinante nell’aiutare gli autori anche a costruire le scene più reali. Scafidi, nel suo ruolo, diventa così quasi inconsapevolmente il primo interprete di storie nascoste dietro il ciak, di volti smarriti e ansiosi che stanno per andare in scena, di nevrosi di registi e assistenti che si muovono convulsi sulla scena prima che il “maestro d’orchestra” il regista, pronunci le fatidiche parole “motore” “azione” “Ciak si gira”.

Angela ha la passione per la fotografia fin da bambina, ha sentito forte l’influenza del nonno prima e del padre; il lavoro certosino di ricostruzione e catalogazione che porta avanti ormai da tanti anni, finora ha catalogato 40.000 negativi su 300.000, è un vero e proprio atto d’amore, per mantenere viva la memoria di un grande cineasta. D’altronde è lei stessa a scrivere che: “un grande scrittore in fondo non muore, perché la sua parola permane grazie ai suoi libri; così è per un grande fotografo che lascia una fetta del suo mondo e della sua memoria, quindi della nostra storia”.

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Cinema

“Fellini e l’ombra” da oggi nelle sale cinematografiche

Ivan Scinardo

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fellini

Il lato oscuro del più luminoso genio del nostro cinema. Questo esplora il film documentario Fellini e l’ombra, diretto da Catherine McGilvray, che arriva sugli schermi dal 17 gennaio con Luce Cinecittà, che lo distribuisce in occasione del compleanno del grande regista, giovedì 20 gennaio, con un tour di proiezioni evento, accompagnate dalla regista e ospiti speciali. (ELENCO SALE)

Presentato in prima mondiale nelle ‘Notti veneziane’ delle Giornate degli Autori 2021, Fellini e l’ombra indaga il ‘segreto’ di Federico Fellini puntando la lente sul rapporto tra il regista e il suo mitico analista, il dottor Ernst Bernhard, pioniere dell’analisi junghiana in Italia; e attraverso un racconto che mescola docufiction, testimonianze, documenti rari, splendidi filmati d’archivio e animazioni ispirate a quel lascito straordinario che è il Libro dei Sogni di Fellini, caso unico di storyboard dell’inconscio.

Il documentario regala un’angolazione originale e una prospettiva femminile restituendo il discorso interiore di Fellini tratto dai suoi scritti autobiografici, che racconta la battaglia universale di un artista tra creatività e angoscia, ombra e luce. Il film è prodotto da Verdiana e Célestes Images, in associazione con Luce Cinecittà, coprodotto con RSI, in associazione con Le 400 Coups, e vede il contributo di Fellini 100, il comitato per il centenario del regista, e di Roma Lazio Film Commission. Scritto dalla regista insieme a Caterina Cardona e Bruno Roberti, è interpretato da Claudia De Oliveira Teixeira nelle vesti della regista che vuole realizzare un film sul grande riminese, e vede nel cast Gianfranco Angelucci, collaboratore di Fellini e sua preziosa memoria storica.

Fellini e l’ombra inizia il suo tour lunedì 17 gennaio dal cinema Fulgor di Rimini (la sala in cui il piccolo Federico scoprì la settima arte), per arrivare a Roma, Milano, Bologna, Firenze, Torino, Perugia e altre città, con proiezioni alla presenza della regista Catherine McGilvray, di Gianfranco Angelucci, e di altri ospiti tra cui illustri psicoanalisti, in un dialogo in cui cinema e analisi si specchiano.

“Fellini – spiega la regista Catherine McGilvray – incontra la psicologia analitica di C.G. Jung grazie un terapeuta d’eccezione: l’ebreo tedesco Ernst Bernhard, vera anima nascosta della cultura del secondo dopoguerra a Roma, che intorno agli anni Sessanta ebbe grande influenza su intellettuali e artisti come Giorgio Manganelli, Bobi Bazlen, Natalia Ginzburg, Adriano Olivetti, Luciano Emmer e Vittorio De Seta.  Bernhard divenne per Fellini molto più di un semplice analista: un maestro di vita, una guida spirituale che lo sostenne nel suo lavoro di cineasta. Il capolavoro cinematografico 8 ½ nasce proprio in seno alla loro relazione terapeutica; è noto in particolare che la sequenza finale del film, con la passerella riconciliatrice di tutti i personaggi, venne suggerita dall’analista. È sempre su consiglio di Bernhard che Fellini inizia a trascrivere e disegnare i propri sogni, cosa che farà regolarmente nell’arco di trent’anni. Questa attività di autoanalisi, da lui condotta con grandissimo impegno e serietà, è all’origine del suo monumentale “Libro dei Sogni”, pubblicato per la prima volta nel 2007 e oggi ristampato nel mondo intero. Questo Libro è al tempo stesso un diario onirico e un’opera di creazione straordinaria, parallela ai capolavori cinematografici del Maestro: un labirinto di visioni notturne da percorrere liberamente, seguendo il filo misterioso del suo immaginario.  Dopo la morte dell’analista, avvenuta nel 1965, l’universo junghiano continua ad essere un riferimento fondamentale per Fellini, come testimoniano il Libro dei Sogni, le interviste e l’autobiografia “Fare un film”, ma anche le sue lettere a Georges Simenon, l’amico scrittore con il quale intrattiene una lunga e appassionata corrispondenza. È Simenon a usare il termine “inconscio creatore” per definire il genio di Fellini, e a consigliargli di continuare a lasciarsi guidare da Jung e dal proprio inconscio nel processo di creazione artistica. Fellini e l’ombra si propone quindi di raccontare l’inconscio creativo di Fellini, di scandagliare il suo immaginario alla luce della psicologia analitica, facendone affiorare simboli ricorrenti, ossessioni, fantasmi. Non attraverso interviste e testimonianze, ma con gli strumenti della docu-fiction, così da permettere agli spettatori di identificarsi con il soggetto e di seguire questo affascinante percorso dall’interno, in modo non concettuale ma empatico, in un’immersione totale nella visionarietà onirica di Fellini.”

Fonte: https://cinecitta.com/IT/it-it/news/45/9539/fellini-e-l-ombra-nelle-sale-dal-17-gennaio.aspx

 

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Cultura

Covid-19 e bambini. “Bonus psicologo” non accordato

Giuseppe Adernò

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Lunedì 17 gennaio anche in Sicilia riapriranno le scuole dopo la prolungata pausa delle festività natalizie, che ha creato non pochi problemi.

Si registra che la variante Omicron provoca effetti e sintomi lievi sui bambini di età inferiore ai 5 anni e secondo lo studio condotto negli Stati Uniti che ha coinvolto circa 80.000 bambini contagiati dal Covid la variante Omicron è “intrinsecamente lieve”, con un’infezione che provoca “effetti significativamente meno gravi” rispetto alla variante Delta, Tra i bambini contagiati da Omicron, circa l’1% ha avuto bisogno del ricovero.

Le ansie e le preoccupazioni dei genitori, dei docenti e dei dirigenti che devono organizzare la complessa macchina della ripresa delle lezioni, sono di enorme quantità.

Molti bambini e adolescenti vivono una fase di crescente incertezza che genera in loro ansia e depressione e spesso anche le preoccupazioni trasmesse dai genitori contribuiscono a far crescere il desiderio di rimanere a casa e sentirsi protetti e “al sicuro”.

Tale sintomo definito: “ritiro sociale”, come spiega Maria Pontillo, psicologa e psicoterapeuta dell’unità operativa complessa di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, fa registrare gli effetti a lungo termine del periodo di isolamento e di chiusura delle scuole.  Nel 2021, è stata registrata una percentuale di diagnosi per depressione pari al 70% sul totale delle richieste di visita neuropsichiatrica urgente.

Il senso di smarrimento in adolescenza è uno dei primi fattori di rischio per le condizioni ansiose-depressive.

Molti bambini manifestano un aumento dell’ansia, hanno paura di separarsi dai genitori per il timore che si possano ammalare di Covid e non dormono più da soli.

A queste manifestazioni si aggiunge la gravità di alcuni casi particolari quando gli stessi genitori presentano disturbi psicologici, aggressività o violenza.

Molti genitori si sono trovati a dover affrontare la funzione genitoriale in maniera non supportata dalla scuola. Si sono sentiti soli davanti ai cambiamenti e incapaci a gestirli.

La psicoterapeuta Michela Pensavalli, coordinatrice dell’ Istituto di terapia cognitivo interpersonale (Itci) di Roma. ha evidenziato come nel nostro Paese “manca la cultura del benessere psicologico” e la proposta di inserire nella manovra finanziaria 2022   il “bonus psicologo” di 50 milioni è stata bocciata in Parlamento.

Ci si preoccupa tanto dei tamponi e dei vaccini e si trascura la salute mentale, “cenerentola della sanità”, mentre, la cultura del benessere psicologico è centrale per la vita di ogni persona e di ogni famiglia.

La scuola ha il compito di riconquistare non solo la funzione didattica, ma principalmente quella di qualificata “agenzia educativa”, capace di contribuire alla formazione integrale della persona, uomo, cittadino.

Giuseppe Adernò

 

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In Tendenza