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Famiglia

Quale cultura di genere? Interrogativi aperti nella società

Giuseppe Adernò

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Con il pretesto di combattere l’omofobia, sempre più spesso i mass media promuovono l’ideologia gender, come nuova normalità e la fluidità di genere come un fatto acquisito o un modello di modernità.

Spot commerciali e sociali persino con il patrocinio della Presidenza del Consiglio presentano in TV lesbiche che si baciano con passione.

La proposta legislativa è conosciuta come “legge Zan”, perché prende il nome dal deputato del Partito Democratico Alessandro Zan che l’ha presentata con il titolo “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”.

In alcune  scuole, senza attendere l’eventuale approvazione del DDL Zan, sono stati  organizzati corsi di formazione sull’argomento   in vista della “Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia, la transfobia”  Per l’occasione  è stata diramata dall’ufficio scolastico della Regione Lazio, una circolare dal titolo  “Linee guida per la scuola: strategie di intervento e promozione del benessere dei bambini e degli adolescenti con varianza di genere”,  poi ritirata a seguito delle proteste dei genitori.

Le linee guida annunciate preparano una scuola a prova di bimbi transessuali ed elencano alla luce della “bibbia gender” “buone pratiche”, “misure per il gruppo classe”, strumenti per far sì che tutti gli studenti possano “apprendere” sentendosi “al sicuro.

Il 17 maggio, data che ricorda il triste anniversario della conferma referendaria della legge 194 sull’aborto, (1981) dovrebbe diventare secondo l’art. 7 del decreto Zan la “Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia“.

Chi c’è dietro?

Imprese nazionali e multinazionali fanno della “diversity & inclusion” una bandiera da sventolare e la promozione di questa ideologia in Italia e nel mondo sta raggiungendo livelli mai eguagliati prima.

Mentre nei recenti Stati Generali sulla Natalità è stato dichiarato il dato drammatico della diminuzione delle nascite ed è stato illustrato dal Presidente del Consiglio e da Papa Francesco “l’inverno demografico freddo e buio”, in Parlamento si sostiene l’omosessualità, minimizzando il fatto che una coppia omosessuale non può generare figli.

La comunità LGBT ha iniziato il suo lungo percorso alla conquista della pari dignità a partire dai moti di Stonewall del 28 giugno 1969, quando le prime rivendicazioni sono diventate, un emblema di libertà con la sacrosanta richiesta di non essere discriminati.

Il ddl Zan che sancisce la non discriminazione va oltre ed entra nel merito dell’identità percepita in contrapposizione all’identità biologica, dando seguito a quanto Frederick Jaffe, vice-presidente dell’International Planned Parenthood Federation, nel 1969 redasse per l’Organizzazione Mondiale della Sanità.  Il suo piano strategico aveva l’esplicito obiettivo di diminuire la fertilità umana: «Ristrutturare la famiglia, posticipando o evitando il matrimonio; alterare l’immagine della famiglia ideale; educare obbligatoriamente i bambini alla sessualità; incrementare percentualmente l’omosessualità».

Crolla così anche in Italia il matrimonio, già indebolito dalle leggi sul divorzio e si corrode la cultura della vita, già soffocata dalle norme che si riferiscono all’aborto e all’eutanasia.

COSA DICE LA CHIESA

Papa Francesco, sempre osannato dai media quando sostiene la necessità di accogliere gli omosessuali nella comunità cristiana, viene censurato quando afferma che il gender è “La forma più specifica in cui si manifesta il male oggi. L’ideologia gender nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna. Essa prospetta una società senza differenze di sesso, e svuota la base antropologica della famiglia. Questa ideologia induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un’identità personale e un’intimità affettiva radicalmente svincolate dalla diversità biologica fra maschio e femmina. L’identità umana viene consegnata a un’opzione individualistica, anche mutevole nel tempo.

Adesso non basta soltanto proporre di “correggere” o apportare modifiche al DDL Zan, occorre, invece, trovare la forza di portare la croce e andare contro corrente, difendendo con ferma volontà e convinzione il valore della famiglia, l’unione di un uomo e di una donna, la dignità di un essere umano che nasce maschio o femmina, come da sempre la Chiesa e la legge  naturale hanno insegnato, senza artifici e trasformazioni. La Chiesa non può rinnegare la verità.

Papa Benedetto XVI nel suo ultimo discorso alla Curia Romana, il 21 dicembre 2012,  ha spiegato che la teoria del “gender” segna il rovesciamento dell’ordine della Creazione come voluta da Dio e questa «nuova filosofia della sessualità» è una ribellione a Dio: «Dove la libertà del fare diventa libertà di farsi da sé, si giunge necessariamente a negare il Creatore stesso e con ciò, infine, anche l’uomo quale creatura di Dio, quale immagine di Dio viene avvilito nell’essenza del suo essere. Nella lotta per la famiglia è in gioco l’uomo stesso. E si rende evidente che là dove Dio viene negato, si dissolve anche la dignità dell’uomo. Chi difende Dio, difende l’uomo».

Il rispetto delle diversità che viene richiamato nel decreto è un dovere di tutti e già la Costituzione ne sancisce l’obbligo, senza necessità di norme prescrittive e di ulteriori penalizzazioni.

LA COLONIZZAZIONE IDEOLOGICA

L’aver cancellato anche dai documenti scolastici la dicitura “Padre e Madre”, con la formula neutra di “Genitore 1 e Genitore 2” è da considerare un’innovazione insignificante, o meglio pretestuosa per conseguire traguardi occulti.

La colonizzazione ideologica  indossa ora il manto della “dittatura della tolleranza” collegata al sempre più asfissiante clima politically  correct.  Qualsiasi opinione contraria all’ortodossia libertaria si scontra con una forma di tolleranza zero che etichetta chi la esprime come razzista, omofobo o transfobico. In realtà si registra che i gruppi di minoranza stanno imponendo i loro valori e i loro stili di vita a tutti gli altri e tutto ciò mette le basi per la distruzione della società.

Al binarismo sessuale, maschio e femmina, s’intende sovrapporre lo ”spettro di genere” che prevede “un’infinita varietà di forme, dimensioni e tonalità”.

L’identità sessuale, secondo la teoria gender, è stabilita unicamente dalla soggettiva percezione di ciascun individuo, che sarà libero di assegnarsi il genere percepito, orientando” la propria sessualità secondo i propri istinti e le proprie mutevoli pulsioni.

L’antropologia tratteggiata orienta ad un’identità sessuale poliedrica indefinita, e presenta un miscuglio di concetti ed un cocktail ideologico.

Viene, inoltre strumentalizzata la nobile causa dell’inclusione, di cui la scuola si è sempre fatta garante, prevedendo “l’assegnazione di un’identità provvisoria, transitoria e non consolidabile» allo studente che manifesti la volontà di cambiare «genere» e l’allestimento di bagni e spogliatoi «non connotati per genere» dedicati agli studenti trans.

La nuova legislazione vuole intronizzare come modello sociale assoluto ciò che un tempo era considerato devianza, isolando invece come devianza e anormalità la difesa dei principi naturali e cristiani. Quando le leggi negano l’ordine naturale si afferma inesorabilmente la dittatura del relativismo più volte denunciata da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI.

Uno dei più accreditati teorici del gender, il canadese Christopher Dummit, oggi censurato dai media mainstream afferma:Mi sono inventato tuttoPer questo sono così sconfortato nel vedere che i punti di vista che sostenevo con tanto fervore, ma senza fondamento, sono stati accettati da così tanti nella società di oggi”.

Questa dichiarazione induce a pensare, a riflettere a meglio comprendere l’aspra battaglia d’idee oggi in corso.  Sulla base dei princìpi filosofici e morali professati e vissuti, si potrà vincere invece la battaglia culturale del nostro tempo. L’approvazione del decreto Zan sarebbe il trionfo del caos valoriale che presenta come buone le relazioni omosessuali.

Occorre tornare a ragionare, rispettando ogni opzione di vita sessuale, ma evitando di favorire e promuovere quelle che s’ispirano a ideologie insostenibili per la sopravvivenza della specie umana.

Giuseppe Adernò

Cultura

Onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica

Giuseppe Adernò

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Nell’auditorium del Centro Direzionale Nuovaluce della Città Metropolitana si è svolta il 30 novembre la solenne e sobria cerimonia della consegna delle Onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica concesse con decreto del Presidente della Repubblica del 2 giugno 2021 a coloro che si sono distinti per meriti verso la Nazione

Hanno ricevuto il riconoscimento di “Cavaliere Ufficiale” il Dott. Giuseppe Corrado Agosta funzionario direttivo della Procura della Repubblica, servizio Polizia Giudiziaria, N.I.L (Nucleo Ispettorato Lavoro), figlio del Maresciallo Maggiore dei Carabinieri Alfredo Agosta, ucciso dalla criminalità organizzata a Catania il 18 marzo 1982, al quale è intitolata l’Associazione Nazionale Antimafia ed il Ten. Col. Ottavio Chiarenza

Sono stati nominati “Cavalieri” il Dott. Antonio La Ferrara, presidente dell’associazione “Futurlab, costruiamo il futuro, il Col. CC SPE Piercarmine Sante Sica e il Sig. Gianfranco Truglio.

È stata consegnata al C.le Magg. Ca. Sc. VSP Sig. Davide Giovanni Grasso del 62° Reggimento Fanteria “Sicilia” di Catania la medaglia di “vittima del terrorismo” concessa con Decreto del Presidente della Repubblica in data 7 luglio 2021.

Nel corso della cerimonia, introdotta dal Sindaco di Catania e della Città Metropolitana, Salvo Pogliese, alla presenza delle Autorità civili, militari e religiose,  il Prefetto Maria Carmela Librizzi ha sottolineato come il riconoscimento dell’Ordine al Merito è segno di una provata “cittadinanza attiva e responsabile,  tappa di un percorso d’impegno e di dedizione al bene comune”, che continua nella testimonianza e nell’esempio nei confronti delle giovani generazioni.

Alla cerimonia hanno partecipato 12 piccoli violinisti della scuola “Malerba” accompagnati dalla Dirigente Scolastica, Agata Pappalardo, dalla maestra Maria Antonietta Giangrasso

Diretti dalla docente di musica M° Emilia Belfiore i piccoli violinisti hanno eseguito l’Inno d’Italia e brani de “La vita è bella” per salutare “gli eroi del quotidiano”.

Giuseppe Adernò

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Cultura

Giulia d’Asta quinto sindaco dei ragazzi

Giuseppe Adernò

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AGATA LI BATTIATI. Giulia D’Asta (nella foto), alunna della classe quinta B, dell’Istituto “S. Maria della Mercede” è stata eletta quinto sindaco della scuola. Il progetto, proposto dal preside Giuseppe Adernò, coordinatore dei Consigli dei Ragazzi, da alcuni anni fa parte integrante dell’offerta formativa dell’istituto. Progetto ben accolto dal collegio dei docenti, ha entusiasmato anche i genitori, lieti della significativa opportunità offerta ai ragazzi di fare l’esperienza dell’esercizio elettorale, esprimendo la personale preferenza al programma proposto e scegliendo il candidato da eleggere.

Con diligente impegno le maestre di classe: Marilena Indelicato e Antonella Menne, hanno coinvolto i bambini delle classi terze, mentre tra gli alunni delle classi quarte e quinte sono stati scelti i quattro candidati a sindaco: Leonardo Cinardi, Giulia D’Asta, Luigi D’Arrigo, e Federico Licciardello e gli undici  candidati a consiglieri.

Sono state composte due liste con i motti, una: “Tutti insieme per una scuola migliore” e l’altra “La scuola come bene condiviso”.

Molto coinvolgenti sono stati i programmi elettorali presentati ed esposti nei cartelloni a scuola e in classe nel rispetto delle norme Covid-19. 

Tra le attività proposte sono ricorrenti: l’organizzazione di una mostra d’invenzioni artistiche dal titolo “Archimede”, gare sportive e mini Olimpiadi; lezioni all’aperto, attività di giardinaggio, di riciclo creativo ed il giornalino scolastico, dal titolo “Diritti e Doveri”, tema didattico dell’anno.

Dall’esito delle elezioni, 82 votanti, 5 schede nulle, 39 preferenze alla prima lista e 38 alla seconda lista, il quinto Consiglio comunale dei ragazzi è costituito da Pietro Ruggeri, Benedetta Gulizia, Davide Lombardo e Maria Pia Sapienza della lista di maggioranza; da Davide Sanfilippo, Giorgia Petrillo e Giulia Giunta della lista di minoranza.

L’esito delle elezioni è stato comunicato dal Preside Adernò e dalla Direttrice Lina Di Caro nel cortile dell’Istituto nel rispetto delle norme di prevenzione del contagio ed è stato annunciato come primo progetto del neo sindaco la realizzazione di lavori creativi con materiale di riciclo anche per addobbare l’albero della Prefettura il prossimo 7 dicembre.

L’insediamento del nuovo CCR avrà luogo con la cerimonia di giuramento, prevista presso la sala consiliare del Comune di S. Agata Li Battiati e in quell’occasione la neo sindaco indosserà ufficialmente la fascia tricolore.

Seggio elettorale Scheda azzurra per eleggere i Consiglieri, scheda gialla per il Sindaco

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Cultura

Istituto John Dewey, scuola attiva anche durante il ciclone

Giuseppe Adernò

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Un originale padlet ha impegnato i bambini dell’Istituto John Dewey durante la pausa per il ciclone atmosferico. 

La chiusura delle scuole per il gravissimo ciclone mediterraneo che ha colpito la provincia di Catania ha reso più lungo il “ponte dei morti” e le lezioni riprenderanno mercoledì 3 novembre.

Una pausa didattica così lunga ha rallentato il ritmo di apprendimento dei bambini ed ecco che la maestra Federica Abate della classe prima dell’Istituto “John Dewey”, scuola primaria paritaria a indirizzo internazionale, di Catania si è inventata un’originale settimana scolastica a distanza.

Mettendo a frutto le competenze tecnologiche ha attivato un Padlet, startup di tecnologia educativa con sede a San Francisco, California e Singapore e, utilizzando il software-as-a-service basato su cloud, che ospita la piattaforma web collaborativa, ha continuato in modo originale e creativo le lezioni utilizzando la “valigetta della matematica“ contenente il simpatico amico Camillo Coccodrillo per imparare i criteri matematici di maggiore, minore e uguale,

Sono state realizzate  innovative attività di Pixel Art di Halloween e giochi online realizzati mediante il software learning apps, facendo esercizi con numeri, vocali, e consonanti, facendo realizzare ai bambini artistici disegni e manufatti didattici.

Le tendine delle diverse schede presentano i lavori dei 18 bambini della classe prima.

Le attività di Pixel Art digitali hanno permesso ai bambini di sfruttare i potenziali della tecnologia, di allenare il pensiero computazionale e di orientarsi sul reticolo e sulle tabelle. Un piccolo gioco interdisciplinare che coniuga la logica e la creatività, aiutando i bambini a distinguere la percezione tra figura e sfondo e avvicinandoli ad un uso critico della tecnologia.

L’approssimarsi della festa di Halloween ha consentito anche di attivare il “learning by doing” utilizzando le zucche e rinforzando le competenze di numerazione e logica matematica anche in lingua inglese con le docenti Ruth Mensingh e Alessandra Pappalardo.

La didattica a distanza ha consentito inoltre una diversificata socializzazione degli esiti degli esercizi realizzati anche in lingua inglese, tedesca e spagnola. Molto soddisfatti i genitori per l’impegno dei bambini, costretti a restare a casa, ma sempre con la mente viva, attenta ed operosa.

Giuseppe Adernò

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In Tendenza