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Fratel Biagio Toglie il disturbo staccandosi da tutti rimanendo in montagna”

Enrico Alagna

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Fratel Biagio: ‘’Una sola speranza, tornare al Buon Dio e al nostro prossimo, mettendoci tutti in preghiera e digiuno e tutti insieme costruire un mondo di vera giustizia e di vera pace”.

Dopo 40 giorni di digiuno, passati in preghiera per tutti i popoli, i disagiati, gli emarginati e i nuovi profughi, Fratel Biagio, con voce fioca, si rivolge alla società civile: “Siamo diventati responsabili e fautori nel produrre nuove povertà, nuove emarginazioni, disagi mentali, depressioni, suicidi e nuovi senza tetto e profughi lasciati alla deriva. E’ chiaro che chi parla con questi toni non sempre è gradito, per questo toglierò il disturbo, cercando di non essere più assillante e invadente, come pensa una parte di questa malata società; ma un giorno la verità verrà a galla. Sento di ritirarmi in montagna e nel silenzio finendo e portando a termine gli ultimi giorni che il Buon Dio mi ha concesso in questa travagliata vita terrena. Sarò immerso nella preghiera, nella penitenza e nel digiuno, solo pane e acqua, contrastando così l’escalation del male, il proliferare della immoralità , delle ingiustizie e delle violenze in tutte le città e in tutti i paesi del mondo.

Ma c’è ancora una speranza: per rispondere e vincere tutto questo malessere, compreso il “covid” di cui siamo pure noi responsabili, dobbiamo tutti insieme unirci, ricchi, meno ricchi e poveri in preghiera, in penitenza e digiuno: solo così il buon Dio potrà liberarci e salvarci da tutti i nostri peccati, dai nostri errori, dai nostri vizi, dal nostro orgoglio e dal nostro io.

E’ doveroso ritornare al Buon Dio e al nostro prossimo, per ricostruire tutti insieme un mondo di vera giustizia e di vera pace.

Non posso più accettare una società in cui domina l’immoralità: non abbiamo più rispetto e tutela del nostro corpo e degli altri. Non abbiamo più rispetto per i luoghi sacri: si entra, si partecipa e si esce dalle chiese come se fosse un teatro, una passerella di moda, come in una spiaggia o un monumento turistico, fotografandosi dentro e fuori.

Anche quando si celebra un matrimonio, un battesimo, una comunione, una cresima, non c’è più contenimento nel vestire e ci si sveste sempre più fin sull’altare. Siamo diventati persone insensibili, ribelli e disobbedienti, nemici del bene e amanti del male. Siamo tutti responsabili di questo “mal vivere”, il male che produciamo e acconsentiamo è come un boomerang, ritorna male a noi stessi e alla nostra società, lo stiamo vivendo e subendo ogni giorno.

Adesso basta. Con tutto questo mal di vivere abbiamo alterato e trasformato l’essere umano in oggetto – usa e getta-, ci usiamo e ci gettiamo, siamo diventati spazzatura, come fotocopie. Calpestiamo la vita, il ruolo di uomo e di donna, stravolgiamo e offendiamo i sessi e la dignità e il rispetto degli uomini e delle donne.

Attenzione perché stiamo producendo dei nuovi idoli, terribili mostri, violenze su violenze, atroci omicidi e sopraffazioni, fra non molto ci sbraneremo gli uni con gli altri. Sono a rischio tanti giovani e meno giovani, le famiglie di ogni settore sociale, scolastico e professionale, sono a rischio anche le istituzioni, anche i religiosi e le religiose.

Il male, cioè satana, entra per colpire e dividere la Santa Chiesa, le varie religioni, i non credenti, le istituzioni, le professioni e i vari popoli, mettendo contro tutto e tutti, anche popoli contro altri popoli.

Attenzione abbiamo stravolto anche il clima e tutto il pianeta terra.
Parlo in questo modo perché amo profondamente e rispetto la Santa Chiesa, le varie religioni, i non credenti, le istituzioni, le professioni, tutti i popoli e anche chi non mi comprende”

Pace e Speranza
Fratel Biagio
piccolo servo inutile

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Cultura

Al «Meli» di Palermo lezione di legalità con Giuseppe Antoci

Giuseppe Adernò

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Il Liceo Classico “Giovanni Meli” di Palermo, dove si è diplomato il magistrato Paolo Borsellino, da 40 anni è impegnato in iniziative che favoriscono e stimolano la cultura della legalità ed un concreto impegno «etico» per la costruzione di una società migliore.

In occasione della giornata della legalità lo scorso maggio, ha riunito gli studenti di 60 scuole e cinque università da tutta Italia che in collegamento diedero vita al convegno «Il mutamento della mafia e le Terre Liberate» al quale ha partecipato il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, il comandante del Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri, generale Pasquale Angelosanto, e la ministra degli Interni Luciana Lamorgese, e a conclusione dei lavori è stato ricordato l’attentato mafioso che, ha colpito il 18 maggio 2016, Giuseppe Antoci e gli uomini della sua scorta.  La mafia dei pascoli è uno dei tanti aspetti della galassia della malavita, che oggi ha ridimensionato i segni esteriori di violenza sanguinaria, che ha caratterizzato la stagione delle stragi ed  ora, quasi in atteggiamento silenzioso e riservato, ha indossato il vestito del commercio della droga e degli investimenti economici di palazzi, negozi, aziende, imprese, cogliendo l’occasione della crisi economica determinata dalla pandemia Covid-19

Per dare un segnale chiaro a tutta la comunità del “Meli” e al tutto il territorio, e consolidare il processo di formazione di cittadini responsabili che vivano ogni giorno all’insegna della legalità, la Dirigente Scolastica. Cinzia Citarrella, ha invitato per l’inaugurazione dell’anno scolastico il Cav. Giuseppe Antoci e la sua testimonianza, essendo stato coinvolto in un attentato mafioso ha rilanciando un messaggio forte d’impegno e di cultura.

“Voi giovani non siete il futuro ma il presente del nostro Paese – ha detto Antoci agli studenti – agite con la consapevolezza di poter cambiare le cose e vedrete che le cose cambieranno. Fidatevi, ritagliatevi ognuno un pezzetto di responsabilità e soprattutto schieratevi dimostrando da quale parte stare. Ricordatevi che le persone perbene ed oneste siamo più numerosi dei mafiosi e disonesti, dobbiamo solo unirci e fare squadra.

Essere studenti del Liceo nel quale Polo Borsellino si diplomò e nel quale tanto s’impegnò da giovane studente scegliendo da subito da che parte stare, costituisce una lezione forte che v’impegna a camminare con la schiena dritta e a testa alta”.

La classe IIIB, è stata inserita tra i vincitori del progetto «Un giorno in Senato» bandito da Palazzo Madama e dal Ministero dell’Istruzione ed i ragazzi che hanno vinto il concorso, vivranno un’ulteriore esperienza formativa vivendo una giornata in Senato.

Il liceo «Meli» in piena «seconda guerra di mafia» che insanguinò le strade di Palermo, ebbe il coraggio di organizzare il 21 febbraio del 1984, al Teatro Politeama un evento nazionale per dire no ai boss a cui parteciparono migliaia di eventi e che fu aperta dai saluti dell’allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini, e del presidente della Commissione parlamentare antimafia, Abdon Alinovi. Parteciparono i rappresentanti studenteschi di 35 istituti superiori che dettero un segnale forte di dissenso alla violenza di Cosa nostra.

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Cultura

All’Istituto John Dewey un robot come compagno di classe

Giuseppe Adernò

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I 17 bambini dell’Istituto John Dewey, scuola green, ad indirizzo internazionale, con la divisa bianca a blu, il primo giorno di scuola hanno  conosciuto un compagno speciale: il robot Nao, che ha dialogato con loro, dicendo di avere 12 anni,  di essere stato costruito e di saper fare tante cose: camminare, parlare, ballare.

Con la guida di Daniele e Marco Lombardo il piccolo robot ha risposto alle curiosità dei bambini, preferisce il colore rosso,  e come i suoi “fratelli” Pepper e Milo è appassionato di calcio. Inoltre ha promesso che ogni mese tornerà a scuola per  farsi raccontare  dai bambini cosa hanno imparato durante le lezioni in classe e all’aperto, quasi una verifica che assumerà la valenza di gioco e di dialogo con il robot.

I piccoli in classe hanno trovato il dono del libro ”Il mondo ti appartiene” di Kobi Yamada e Gabriella Barouc, Il quaderno delle conquiste ed insieme alla maestra Federica hanno preparato la “capsula del tempo” che contiene la foto di classe, il primo disegno che documenta le emozioni del primo giorno di scuola ed un nastrino dell’altezza di ogni bambino. La capsula, al termine della giornata scolastica, alla  presenza dei genitori, è stata interrata nel giardino della scuola e sarà ripresa al termine della quinta elementare e  registrerà la crescita  avvenuta.

La prossima settimana la giornata scolastica sarà più completa, fino alle ore 17, con 12 attività in lingua   inglese,  lezioni in tedesco e spagnolo con docenti madrelingua ed il pranzo biologico.  Una scuola da sogno, che man mano si avvera.

Giad

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Cultura

Gran  galà della legalità, La mafia non conviene

Giuseppe Adernò

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, formulato dall’associazione Viva Voce Social con la guida di Valeria Cinzia Barbagallo,  ha presentato un’immagine di fantasiosa ed elegante sfilata di personaggi, autori di libri, esperti in specifici problemi che riguardano la famiglia, i minori e la società.

L’abito di festa della legalità, che avrebbe dovuto attirare l’attenzione per la preziosità delle stoffe e degli ornamenti, in questo Gran galà ha presentato l’immagine della verità reale, quasi il vestito di cenerentola prima del grande ballo, con tanti strappi e toppe inadeguate.

La lettura della legalità oggi, presentata dagli illustri magistrati: Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro; Sebastiano Ardita, componente togato del CSM; Pasquale Pacifico della procura di Caltanissetta, l’avv. Antonio Ingroia, l’ispettore Alessandro Scuderi, il giornalista Lirio Abbate dell’Espresso, ha messo in luce il volto della nuova mafia, che opera in taglio basso, nascosta e quasi invisibile.

La mafia oggi ha cambiato il vestito della forza, della potenza, della violenza sanguinaria indossato durante la stagione delle stragi ed ha ritagliato la sua sempre dinamica presenza nel silenzio della ribalta, immersa nel fiume carsico degli affari e dell’economia, attingendo alla cassaforte d’oro della droga e protesa agli investimenti di negozi, bar, ristoranti, immobili, ribaltando il negativo e difficile momento di crisi determinato dalla pandemia Covid-19 in un positivo sviluppo e facile guadagno.

Il welfare mafioso è oggi guidato dal latitante Matteo Messina Denaro, per il quale l’avv. Ingroia, provocatoriamente, si è offerto come legale, se questi decidesse di collaborare con la Giustizia.

La lettura del passato rimane ancora coperta dai misteriosi segreti che nascondono la verità dei fatti ed accanto ai “pentiti di Mafia”, che hanno consentito di scoprire i mandanti di alcune stragi, restano misteriosamente assenti i “Pentiti di Stato”, coloro che hanno gestito gli intrigati rapporti Stato-Mafia, come appare evidente da una molteplicità di coincidenze, dalle quali sono scaturite le stragi e le morti di magistrati, militari e civili, insanguinando le strade della Sicilia con le innumerevoli “vittime di mafia”.

Nel libro “Ad un passo da ProvenzanoGiampiero Calapà, giornalista de “Il fatto quotidiano” ricostruisce la storia dell’uccisione di Luigi Ilardo con evidenti segni di connivenza e depistaggi da parte degli “assassini di Stato” che ancora non si pentono e restano impuniti nell’ombra.

Il vestito della legalità appare ancor più fragile e logoro, pronto allo strappo, come afferma il Procuratore Gratteri, quando entrerà in vigore la norma dell’improcedibilità, per il superamento dei termini di durata dei giudizi d’impugnazione, punto cruciale della riforma Cartabia, con la conseguenza che, creando le condizioni per cui una domanda giudiziale non può aver corso a causa dell’inosservanza di prescrizioni della legge processuale, si limiterà il sovraffollamento delle carceri, ma usciranno fuori dal carcere tanti mafiosi, colpevoli di delitti e di malefatte, e la “giustizia” non sarà più raffigurabile come la “donna forte con la bilancia”.

Andrà ad accrescersi la disaffezione dei cittadini dai valori della legalità, non sentendosi tutelati dalla magistratura, e continuerà sempre più l’emergenza mafia, anche se di colore diverso e con un volto apparentemente pulito, a volte anche protagonista di segni di benevolenza e di solidarietà.

All’eventuale dubbio circa la convenienza della mafia, il presidente Sergio Mattarella il 23 maggio nel ricordo della strage di Capaci, ha invitato tutti a “fare delle scelte” ad indicare “da quale parte stare” e gli studenti di diverse scuole della Sicilia che hanno partecipato al Gran Galà hanno già deciso e ne sono convinti.

L’incontro si è finito con la consegna del “Leone della legalità” che il Sindaco di S Agata Li Battiati. Marco Nunzio Rubino, con una delegazione comunale, ha consegnato al procuratore Nicola Gratteri, magistrato e saggista, per il suo tenace impegno di promozione tra i giovani della cultura della legalità, che non è solo un dovere civico, ma uno stile di vita.

Giuseppe Adernò

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