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Cultura

Un piano e un progetto per il futuro. A scuola di formazione

Giuseppe Adernò

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Inizia il terzo anno di scuola di formazione per il bene comu

Sin dalle prime ore del sabato l’aula era gremita di studenti dell’Istituto De Felice-Olivetti, con la dirigente Anna De Francesco, dei ragazzi del “Vaccarini”, del “Turrisi Colonna”, del “Cutelli, ragazzi ex sindaci del CCR, studenti universitari e professionisti iscritti al Corso, i quali hanno avuto modo di meglio comprendere la genesi del PNRR e lo sviluppo evolutivo che li coinvolgerà per i prossimi sette anni.

Dopo i saluti di apertura del presidente di Futurlab, Antonio La Ferrara, dell’assessore comunale alle politiche comunitarie Sergio Parisi, della dott.ssa Nicolosi, Vice Prefetto vicario, del prof. Filippo Caraci, delegato del Rettor Magnifico dell’Università, i relatori della prima giornata hanno sviluppato il tema “La sfida della ripresa: fra Next Generation e programmazione 2021-2027”.

Il vicepresidente della Regione e assessore all’economia Gaetano Armao, in video collegamento ha plaudito all’iniziativa ed ha messo in luce le criticità del PNRR, non sempre attento alle esigenze specifiche del territorio.

  Il prof. Fabrizio Tigano, ordinario di Diritto Amministrativo dell’Università di Messina, ha introdotto il tema, presentando gli aspetti salienti della crisi sociale che la pandemia ha acuito e come il progettare per le future generazioni investe la società civile in una scommessa epocale che impegna a “non lasciare indietro nessuno”.

Il Next Generation EU (NGEU), noto con i nomi informali di Recovery Fund, Recovery Plan, apre uno spiraglio di opportunità, un afflato d’innovazione e di sviluppo attraverso il PNRR, che nelle due “R” sintetizza la progettualità. Con la “Ripresa” intende  ricostruire il tessuto economico e sociale coniugando e incentivando le opportunità connesse alla transizione ecologica e digitale, così da poter creare occupazione, migliorando al contempo la qualità del lavoro e i servizi di cittadinanza, quelli incentrati sulla salute e l’istruzione e  con la “Resilienza” intende evidenziare le capacità di reazione alla crisi pandemica.

Sono questi i blocchi indicati dal prof. Francesco Tufarelli, direttore generale dell’Ufficio per il Coordinamento delle Politiche Europee, Presidenza del Consiglio, il quale, anche con esemplificazioni dettagliate ha tratteggiato la genesi e il percorso del PNRR per ben utilizzare i 215 miliardi assegnati dalla Comunità Europea all’Italia da spendere in sette anni.

Ha inoltre spiegato la funzione e i compiti del Comitato Internazionale e del Comitato Tecnico che collaborano con il Governo nella pianificazione dei progetti.

L’esperienza dell’austerity del 2010 è risultata inefficace per l’economia italiana che ora guarda al futuro in una dimensione d’investimento.

La puntuale trattazione sul “bene comune” che non riguarda solo il profitto, è stata presentata dal prof. Roberto Cellini, direttore del dipartimento Economia e Impresa dell’Università di Catania, in un’ottica di multidisciplinarietà convergente nella comunicazione dei valori che si alimentano di regole e di fiducia.

Un particolare richiamo alla dispersione scolastica, come una delle priorità nella scala dei bisogni, sollecita una particolare attenzione al tema dell’Istruzione, della formazione e della scuola, palestra di vita.

L’intervento finale online è stato quello del dott. Mauro Antonelli, capo della segreteria Tecnica del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile.

L’incontro con docenti esperti e qualificati ha reso particolarmente significativa la mattinata scolastica, fuori dall’aula, suscitando tra gli studenti un reale impegno a sentirsi ed essere attivi costruttori del futuro, veri azionisti del bene comune, che si consegue non con le parole, ma con una responsabile azione d’imprenditorialità nel progettare un futuro migliore.

Il monito di John Kennedy: “Non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese “, li responsabilizza ad essere attenti osservatori dell’oggi e, alla luce dei valori del Bene comune, costruire una società nuova e migliore.

Il corso, articolato in otto giornate, prevede per il prossimo appuntamento, sabato 4 dicembre, la trattazione del tema: “Regionalismo, istituzioni e ruolo degli Enti locali”, in collaborazione con l’ANCI – Associazione Nazionale Comuni d’Italia.

Giuseppe Adernò

Cultura

Giulia D’Asta quinto sindaco dei Ragazzi dell’Istituto

Giuseppe Adernò

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Giuro di essere fedele alla Repubblica…. mi impegno a collaborare per  il bene della scuola, piccola città e per la crescita sociale e civile della comunità scolastica”

Recitando questa formula  con voce solenne, emozionata e consapevole, poggiando la mano sul testo della Costituzione, Giulia D’Asta, alunna della  classe quinta A, dell’Istituto “S. Maria della Mercede” di S. Agata Li Battiati  è diventata “sindaco” del  quinto Consiglio Comunale dei Ragazzi della “scuola piccola città”, progetto didattico promosso  e coordinato dal preside Giuseppe Adernò.

Alla presenza del Sindaco Nunzio Marco Rubino, dell’Assessore all’Istruzione, Fiorella Rosano,  della direttrice Lina Di Caro, delle maestre Marilena Indelicato e Antonella Menne, la cerimonia ha avuto luogo nella Sala consiliare del Comune con la partecipazione dei genitori e dei docenti delegati del Circolo Didattico , della Scuola Media Pluchinotta  e dell’Istituto “Grazia Deledda” di Catania.

I piccoli  “assessori e consiglieri”,  hanno recitato la formula di giuramento ed hanno presentato i loro programmi di iniziative e attività per rendere viva e dinamica la scuola, considerata una “piccola città”.

Nel discorso introduttivo le neo sindaco Giulia D’Asta ha citato la frase di Eleanor Roosevelt : “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei loro sogni” ed ha dichiarato che da cinque anni ha coltivato questo sogno, che ora diventa realtà.

Ha presentato la “squadra” degli assessori: Leonardo Cinardi alla Cultura, già autore del primo  giornalino d’Istituto “L’officina delle idee”; Salvo Tenerello allo Sport, promotore  di gare sportive e delle “mini olimpiadi”;  Elena Leanza alla solidarietà ha presentato una serie di iniziative che rendono i ragazzi protagonisti nella  realizzazione di manufatti che, messi in mostra nel mercatino, favoriscono benefici di solidarietà per i bisognosi; Giulia  Previti allo Spettacolo, ha scandito le fasi operative delle attività ricreative e culturali che la scuola propone; Luigi D’Arrigo all’Ambiente ha proposto la raccolta differenziata e la valorizzazione del verde dell’Istituto ed infine Gaetano Sarnataro , alla Salute e al benessere, ha enucleato le azioni in tempo di Covid per un efficace “star bene a scuola e nella società”

Il presidente del Consiglio, Pietro Ruggeri, dopo aver ricevuto dal Sindaco il campanello, ha illustrato i programmi della lista con il motto: ”Tutti insieme per una scuola migliore”. Sono stati eletti consiglieri: Giulia Giunta, Benedetta Gulizia, Davide Lombardo, Giorgia Petrillo, Maria Pia Sapienza, Davide Sanfilippo.

Avendo l’Istituto adottato come  tema didattico dell’anno  lo studio dei “Diritti e dei Doveri”  è stato introdotto nel CCR la figura dell’Ambasciatore dei Diritti e dei doveri,  compito  assegnato a Lorenzo Caruso, per  coordinare le attività in attuazione dei principi della “Carta dei Diritti del bambino”.

Nel saluto finale il Sindaco Rubino ha dato risposta alle richieste dei ragazzi facendo arrivare a scuola un contenitore per la raccolta delle pile e batterie da collocare all’ingresso della scuola, incentivando la cultura della raccolta differenziata.

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Cultura

Economia civile come umanesimo del mercato

Ivan Scinardo

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Presentato il libro di uno studioso, Antonio Di Natale.

Antonio Di Natale

I 6 gradi all’esterno non hanno scoraggiato i tanti ennesi ieri sera che si sono dati appuntamento a #Enna, alla sala Cerere per la presentazione di un volume innovativo, destinato a cambiare la visione del profitto di tante imprese in un’ottica di solidarietà diffusa. E’ ennese il professionista che ha scritto  un interessante libro dal titolo: “Economia civile, dal paradigma al buonsenso”; Antonio Di Natale, 25 anni di esperienza nel campo della pubblicità, svolta nel suo percorso professionale, qualche anno fa, quando si iscrive all’unica Scuola di economia civile, che ha sede a Loppiano Valdarno in Provincia di Firenze. A moderare un vivace quanto ricco di contenuti incontro,  dal taglio convegnistico, la   giornalista Mariangela Vacanti. Leggendo il manifesto che apre la missione della #SEC, si intuisce subito che le linee guida sono perfettamente coincidenti con la visione di tanti ricercatori, in testa #Zamagni e #Bruni, che rispondono già da tempo all’appello del Papa agli economisti riunitisi a Assisi. La scuola di economia civile insegna a guardare in modo nuovo l’uomo, il lavoro e l’ambiente. E’ una storia di persone che credono nell’impresa come luogo in cui si realizza pienamente la nostra umanità.

“L’economia civile, lo dice subito l’autore del libro, “è un percorso complesso e difficile; una sorta di cantiere sempre aperto”. Cita spesso uno dei padri fondatori, l’economista Stefano Zamagni a cui va il merito di aver riscoperto il valore e la modernità del pensiero di Genovesi e della Scuola italiana del Settecento. Ma cos’è esattamente l’economia civile? Lo spiega in parole semplici Antonio Di  Natale a una platea composta per lo più da studenti, guidati dal docente Vincenzo Di Natale che li aveva  sufficientemente preparati ai temi dell’incontro; “L’economia civile non è altro che un modo nuovo di pensare il sistema economico, che si sostiene grazie a tre paradigmi: la reciprocità, la gratuità e la fraternità. Concetti semplici che superano quella supremazia del profitto o del mero scambio strumentale che ha fatto la fortuna di tanti ricchi finanzieri. In sostanza rappresenta una possibile alternativa alla concezione capitalista del mercato. L’”homo oeconomicus” si deve sempre più nutrire di relazioni e fiducia, ecco perché l’attività economica ha sempre più bisogno di virtù civili, di tendere al bene comune più che alla ricerca di soddisfazioni individuali.

Era stato lo stesso papa Francesco a dire che: “Mai come in questo tempo sentiamo la necessità di giovani che sappiano, con lo studio e con la pratica, dimostrare che una economia diversa esiste. La pandemia non solamente ci ha rivelato le profonde disuguaglianze che infettano le nostre società: le ha anche amplificate. Dall’apparizione di un virus proveniente dal mondo animale, le nostre comunità hanno sofferto il grande aumento della disoccupazione, della povertà, delle disuguaglianze, della fame e dell’esclusione dall’assistenza sanitaria necessaria. Non ci dimentichiamo che alcuni pochi hanno approfittato della pandemia per arricchirsi e chiudersi nella propria realtà. Dobbiamo cercare nuove vie per rigenerare l’economia nell’epoca post-Covid-19 in modo che questa sia più giusta, sostenibile e solidale”.

Il pensiero del Santo Padre è stato ripreso dal prefattore del libro, il professor Paolo Rossi, conosciuto dall’autore proprio durante le lezioni alla scuola di economia civile. Consulente per la certificazione B Corp, è oggi responsabile dello sviluppo associativo delle ACLI Bresciane ed esperto sui temi dell’Innovazione Sociale per gli Enti del Terzo Settore. Il suo intervento incentrato sul passaggio fra economia reale e civile ha destato molta attenzione; ogni qualvolta un’impresa, un’organizzazione, un consumatore, una scelta individuale riesce a fare il “salto della gratuità” e suscitare rapporti di reciprocità, allora possiamo parlare di economia civile. Benessere, reciprocità e sostenibilità sono stati dunque i punti cardine della sua relazione.

Al tavolo dei relatori anche Vincenzo Di Natale, docente di materie economiche, psicologo cognitivo, ha parlato di comunicazione pubblica e in particolare di buone prassi, citando la Germania, dove il capitalismo è temperato da un’impronta sociale, che traduce la vicinanza a forme di solidarietà concreta, fondate sulla partecipazione e sull’associazione e che riducono il divario tra capitale e lavoro. Per i lavoratori tedeschi più tempo libero a disposizione e maggiore produzione.

Fra gli interventi anche quello di Giuseppe La Porta, nella qualità di consigliere comunale, ha portato le sue best practices da amministratore e ha parlato della validità del bilancio sociale.

Il presidente dell’Associazione Vita 21, Marco Milazzo, nella giornata internazionale delle persone con disabilità ha raccontato la sua straordinaria esperienza a partire dalla personale condizione, genitore di un bambino con la sindrome down e ha ricordato che i proventi del libro andranno proprio a favore dell’associazione, per portare avanti importanti progetti sociali.

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Cinema

Premio Ermanno Olmi – 3ª edizione La serata di premiazione

Ivan Scinardo

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La serata finale della terza edizione del Premio Ermanno Olmi, destinato a promuovere e valorizzare i cortometraggi di giovani registi, si svolgerà il 2 dicembre in Auditorium di Piazza Libertà a Bergamo a partire dalle 19.30.

Durante al serata saranno proiettate le 4 opere finaliste del concorso e la giuria, composta da Emanuela Martini (critico cinematografico), Annamaria Materazzini (Bergamo Film Meeting Onlus), Cecilia Valmarana (responsabile RaiMovie), Giuseppe Previtali (docente di cinema presso l’Università degli Studi di Bergamo) e Sara Luraschi (regista) assegnerà il Premio Ermanno Olmi e la menzione speciale all’opera più significativa che riflette sulla necessità di salvaguardare la Terra, tema oggi attualissimo e sempre caro al regista, che lo ha celebrato anche nel cortometraggio Il Pianeta che ci ospita, presentato in occasione di Expo 2015.

Alle 21.15 il Maestro Ermanno Olmi verrà omaggiato con la proiezione del film Il tempo si è fermato nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna, lungometraggio di esordio dell’allora ventottenne regista bergamasco costruito sui piccoli fatti quotidiani, sui gesti, i sorrisi, le mezze frasi, e sul difficile rapporto tra l’uomo e la montagna, e premiato nel 1959 con la Gondola d’oro alla X Mostra Internazionale del film documentario di Venezia.

I finalisti della terza edizione del Premio Ermanno Olmi

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In Tendenza