Connect with us

Cultura

sMARtINA. Una marina di libri a distanza

Ivan Scinardo

Published

on

In attesa di riprogrammare entro la fine del 2020 l’XI edizione di Una marina di libri, a cui il comitato organizzativo sta lavorando, prende il via venerdì 8 maggio sul web Una marina di libri a distanza, un ciclo di tredici incontri live con scrittori, studiosi e operatori culturali che proseguirà ogni venerdì fino al 19 giugno sulla piattaforma Microsoft Teams. Al programma, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umanistiche e con il Dottorato di ricerca in Studi umanistici dell’Università degli Studi di Palermo, avranno accesso anche gli studenti del Dipartimento di Scienze umanistiche che, partecipando, avranno il riconoscimento di 3 crediti formativi. Gli incontri saranno condivisi sul sito www.unamarinadilibri.it e sugli account social del festival.

Interverranno: Fulvio Abbate, Maria Attanasio, Silvia Ballestra, Simone Brioni, Maria Laura Capobianco, Alessandro Chiolo, Daniele Comberiati, Luca D’Ambrosio, Laura Gramuglia, Giuseppe Iacobaci, Piero Melati, Samanta K. Milton Knowles, Antonio Montefusco, Adriano Prosperi, Christian Raimo, Vanessa Roghi, Strade-Aiti-Aniti, Giovanna Cristina Vivinetto.

Si comincia venerdì 8 maggio con due appuntamenti: alle 15.00 con Adriano Prosperi che presenterà il suo ultimo libro Un volgo disperso (Einaudi) dedicato al mondo contadino nell’Italia dell’Ottocento, le sue condizioni di vita e di lavoro. Con lui dialogherà lo storico Matteo Di Figlia. Alle 17.00 l’appuntamento è con Laura Gramuglia che insieme a Matteo Di Gesù parlerà del suo Rocket girls (Fabbri) un viaggio nel rock attraverso le voci di donne che ne sono state protagoniste come Patti Smith, Janis Joplin, Tracy Chapman e tante altre.

“Una marina di libri” è il festival dell’editoria indipendente di Palermo, promosso da CCN Piazza Marina & Dintorni, dalle case editrici palermitane Navarra e Sellerio e dalla libreria Dudi.

È diretto dal giornalista e scrittore Piero Melati, affiancato per l’edizione 2020 da Matteo Di Gesù, docente di Letteratura italiana e scrittore, Salvatore Ferlita, critico, scrittore e docente, Masha Sergio, editor, consulente editoriale e componente del comitato organizzativo del Festival.

L’attenzione all’ambito formativo è una delle caratteristiche che contraddistingue il Festival che negli anni ha sempre inserito proposte di formazione continua nel programma della manifestazione ma anche nei mesi precedenti. Tra le altre attività, da anni offre agli studenti del Dipartimento di Scienze umanistiche, con il quale ha stipulato una convenzione, una selezione di eventi e incontri dedicati. Per assolvere all’obbligo di frequenza, gli studenti dovranno vedere il video di ciascun incontro entro le 24 ore successive al caricamento sulla piattaforma dove saranno registrate le presenze.

Calendario

8 maggio

ore 15:00 Adriano Prosperi, Un volgo disperso (Einaudi) con Matteo Di Figlia

ore 17:00 Laura Gramuglia, Rocket girls (Fabbri) con Matteo Di Gesù

15 maggio

ore 15:00 Luca D’Ambrosio, Musica migrante (Arcana) con Masha Sergio

ore 17:00 Simone Brioni, Daniele Comberiati, Ideologia e rappresentazione (Mimesis)

con Matteo Di Gesù

22 maggio

ore 15:00 Fulvio Abbate, La peste nuova (La nave di Teseo) con Salvatore Ferlita

ore 17:00 Piero Melati, La notte della civetta (Zolfo) con Matteo Di Gesù

 

29 maggio

ore 15:00 Christian Raimo, Contro l’identità italiana (Einaudi)

Antonio Montefusco (a cura di) Italia senza nazione (Quodlibet)

con Matteo Di Gesù

 

5 giugno

ore 15:00 Strade, AITI e ANITI

Tavola rotonda sulla traduzione dei romanzi per ragazzi

partecipano

Maria Laura Capobianco, Il Principe Felice e altre storie di Oscar Wilde (Bompiani)

Giuseppe Iacobaci, Sette minuti dopo la mezzanotte, e Chaos di Patrick Ness (Mondadori)

Samanta K. Milton Knowles, curatrice nuova edizione di Pippi Calzelunghe di Astrid Lindgren (Salani)

Con Eva Valvo

ore 17:00 Maria Attanasio, Lo splendore del niente e altre storie (Sellerio)

con Matteo Di Gesù

 

12 giugno

ore 15:00 Silvia Ballestra, La nuova stagione (Bompiani)

con Matteo Di Gesù

ore 17:00 Vanessa Roghi, Lezioni di Fantastica, storia di Gianni Rodari  (Laterza)

con Masha Sergio

 

19 giugno

ore 17:00 Alessandro Chiolo, Squadra Mobile Palermo. L’avamposto degli uomini perduti (Navarra Editore)

con Francesco Accordino

ore 15:00 Giovanna Cristina Vivinetto, Dove non siamo stati (Rizzoli)

con Nicola Romano

Cultura

I festeggiamenti per il 162° anniversario di John Dewey

Giuseppe Adernò

Published

on

Nato a Berlington, nel piccolo Stato del Vermont, il 20 ottobre 1859, John Dewey, il più grande pedagogista del Novecento, viene oggi ricordato a Catania nella scuola  Primaria Paritaria che porta il suo nome.

Considerato il massimo esponente del pragmatismo americano, il filosofo esprime le ragioni profonde, educative e sociopolitiche, dell’attivismo pedagogico, divenendo Maestro del Learning by doing, che, attraverso l’imparare facendo assicura agli alunni un apprendimento efficace e significativo.

John Dewey

Nel 1897 il pedagogista aprì una scuola sperimentale presso l’Università di Chicago nella quale sostituì le «lezioni» della scuola tradizionale con una serie di «attività» o di «esperienze» che stimolano ancor più della trasmissione delle nozioni teoriche i processi di apprendimento dei bambini.

Le classi lasciano posto ai “laboratori”, scompaiono i banchi, con le loro postazioni individuali, e vengono sostituiti da tavoli per il lavoro collettivo, scompaiono le materie di studio, sostituite da attività che nascono dagli interessi degli alunni e ne motivano le ricerche; il Maestro scende dalla cattedra, e si fa facilitatore degli apprendimenti degli alunni, “guardando tutti e osservando ciascuno”.

Secondo Dewey l’attività umana, e in particolare l’attività del pensiero, nasce ed è motivata dall’azione che genera “interessi”, tende alla ricerca di soluzioni dei problemi reali che la stessa attività pone agli alunni nel corso delle loro esperienze come problemi individuali e/o collettivi. Scriveva, infatti, «Dobbiamo concepire il lavoro come metodi di vita e di apprendimento, non come insegnamenti a sé. Dobbiamo intendere il loro significato sociale, li dobbiamo considerare tipi dei processi mediante i quali la società progredisce, operazioni con le quali si rendono familiari ai fanciulli certe primarie necessità della vita in comune e modi mediante i quali queste esigenze sono state soddisfatte dalla crescente penetrazione e ingegnosità dell’uomo; in breve li dobbiamo considerare strumenti in virtù dei quali la scuola è destinata a diventare una forma schietta di attiva vita in comune, anziché un luogo appartato dove si apprendono lezioni”.

A differenza degli altri pedagogisti, Dewey non usa l’espressione comune di “ scuola attiva”, bensì “scuola progressiva” e indirizza, appunto, la sua visione educativa sul sentiero della pedagogia progressiva, intimamente connessa con lo spirito del metodo scientifico e dell’ideale democratico.

Nella comunità scolastica ciascuno è chiamato a portare il proprio contributo di originalità e creatività, che assume un valore sociale nella cooperazione interpersonale, rendendo la scuola palestra di democrazia e luogo privilegiato di sviluppo sociale in direzione democratica.

La democrazia – scrive Dewey – è qualcosa di più di una forma di governo. È prima di tutto un tipo di vita associata, di esperienza comunicata e congiunta di persone che partecipano e condividono un interesse comune, apportando ciascuno il proprio contributo.

E’ democrazia l’estendersi dell’area degli interessi condivisi e la liberazione di una maggiore varietà di capacità personali», come ha scritto Dewey ne “Il mio credo pedagogico-1897): “Il pensiero è un processo attivo che dipende da un comportamento e da una credenza”.

La pedagogia di Dewey anima e guida l’esperienza innovativa e sperimentale della scuola Primaria ad indirizzo internazionale, “scuola del pensiero intelligente”, ospitata presso la sede della Fondazione Valdisavoia, nella verde collina di Cibali, con tanto spazio verde e orti biologici.

I 18 bambini, genitori e docenti, festeggiano il compleanno del titolare della scuola, mettendo in atto azioni concrete di apprendimento e di crescita culturale e sociale in simbolica unione agli altri studenti dell’istituto John Dewey di San Martino in Pensilis, in provincia di Campobasso.

 

Giuseppe Adernò

Continue Reading

Cultura

Regeni, anche i Ragazzi Sindaci si costituiscono

Giuseppe Adernò

Published

on

 Alla notizia dell’avvio del processo ai torturatori di Giulio Regeni  , i Ragazzi Sindaci, a firma del Coordinatore, preside Giuseppe Adernò, hanno scritto una lettera al Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, dichiarando di volersi costituire  “moralmente” parte civile nel processo a sostegno della verità e della giustizia.

Nella lettera viene illustrata la motivazione  di  vicinanza e di sentito coinvolgimento dei Ragazzi Sindaci  in considerazione del fatto che Giulio Regeni nel triennio 2001-2003 è stato Sindaco dei Ragazzi di Fiumicello, in provincia di Udine, e questa esperienza d’impegno civile l’ha formato a quella serietà e coerenza, che hanno caratterizzato il suo operare, fino alla tragica fine, come si evince dalle indagini della Procura di Roma.

Il racconto dei testimoni e le atroci torture subite dal giovane ricercatore suscitano sentimenti di rabbia e attivano il grande desiderio di giustizia e di verità.

Già dal 25 gennaio del 2016, quando si è appresa la notizia della morte di Giulio Regeni, i ragazzi del CCR dell’Istituto “Parini” con la guida delle professoresse Graziella Buscemi, e Loredana Raudino hanno fatto una ricerca su Giulio ed hanno preparato delle riflessioni e messaggi sull’impegno sociale di Giulio, maturato anche grazie all’esperienza  vissuta come  “Sindaco dei Ragazzi”, palestra di democrazia e di partecipazione attiva e responsabile nella costante ricerca del bene comune.

Il suo nome viene ricordato in tutti i convegni dei Consigli dei Ragazzi e nelle celebrazioni del 10 dicembre a ricordo della Dichiarazioni  universale dei Diritti dell’uomo,  Giulio viene presentato come modello da imitare.

I Ragazzi Sindaci, nel ricordo di Giulio,  si sentono coinvolti nella  lezione d’impegno civile da seguire,  e rinvolgono un messaggio di solidarietà e di vicinanza ai cari Genitori, che da cinque anni e otto mesi affrontano con ammirevole coraggio e forza il difficile cammino verso la verità

Continue Reading

Cultura

No green pass, il vaccino contro le violenze è l’istruzione

Giuseppe Adernò

Published

on

Sono sempre più convinto che l’ignoranza è la minaccia principale per il nostro futuro”. Così scrive Leonardo Becchetti, docente di Economia politica all’Università Tor Vergata di Roma affermando che “C’è una ricetta fondamentale cui dovremmo sempre più puntare, quella dell’istruzione obbligatoria fino a 18 anni”.

Questo dovrebbe voler  dire maggiori possibilità di trovare lavoro, redditi migliori, qualità e ricchezza di senso della vita, efficace benessere. Il rifiuto del vaccino è il rifiuto di fare qualcosa per la propria salute in forma preventiva prima di sentire su di sé le conseguenze di una malattia.

I fatti di Roma, le manifestazioni di violenza e di vandalismo alla sede della CGIL sono un segnale di grande disagio e di protesta alle azioni di Governo che hanno messo in ginocchio l’economia, il lavoro e lo sviluppo sociale.

L’on. Enrico Letta su Twitter ha scritto: “Vorrei lanciare un appello a tutti i professori d’Italia perché domani parlino ai ragazzi, ricordino loro cosa è successo qui, perché si abbia un momento di riflessione, in modo da capire la gravità enorme di quello che è successo”.

La scuola non può restare estranea ai fatti accaduti e come già alcuni anni fa, nel 2007 dopo gli scontri e le aggressioni allo stadio di Cibali, che hanno provocato la morte dell’ispettore Filippo Raciti, i ragazzi s’interrogano sul perché di tanta violenza.

La risposta pedagogica trova riscontro nello studio della Costituzione, in un’attiva ed efficace Educazione Civica, capace di promuovere veri apprendimenti che modificano il modo di pensare, di sentire e di agire.

Il messaggio del pedagogista e scrittore Mario Lodi «Si capisce bene cos’è una scuola quando la viviamo come se fosse il luogo dove si entra competitivi e, dopo aver lavorato e studiato insieme, si esce rispettosi degli altri e tolleranti » aiuta a riflettere e a meglio comprendere il valore del vivere sociale segnato dalla cultura del rispetto delle persone e delle cose, con particolare attenzione al bene comune.
La Costituzione italiana riconosce il diritto di manifestare liberamente non soltanto come forma di riunione, ma anche come forma di manifestazione del pensiero, perché l’art. 21. lo riconosce in maniera altrettanto ampia.

“I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi”. In questa riga dell’art.17 della nostra Costituzione, già presente nello Statuto Albertino, (art.32) c’è tutta la disciplina delle manifestazioni no vax di sabato e domenica a Roma ed è una regola dello Stato che va rispettata sempre.

 Nel tempo abbiamo assistito a manifestazioni anche sindacali e studentesche senza controlli e con infiltrazioni di gruppi estremisti, che hanno violato i principi e i valori della libertà.

Come ha scritto Alfonso Celotto, docente di Diritto Costituzionale Università Roma Tre, leggendo gli atti dell’Assemblea costituente, nella seduta dell’11 aprile 1947, il deputato calabrese Francesco Caroleo del Gruppo misto, chiese l’eliminazione dell’avverbio ‘pacificamente’, ritenendolo per una parte superfluo e d’altro lato eccessivo. Invece l’avverbio è stato mantenuto nel testo della Carta Costituzionale e costatiamo che non è stato adeguatamente rispettato e fatto rispettare.

Oltre a studiare la storia e conoscere bene la Costituzione, afferma il politologo e accademico italiano. Gianfranco Pasquino Professore Emerito di Scienza politica nell’Università di Bologna, occorre prevenire, reprimere e punire in maniera selettiva, puntuale, senza attenuanti.  I disordini, gli atti di vandalismo e di distruzione vanno, sempre condannati e puniti.  Questa resta una lezione di vita per gli studenti.

Giuseppe Adernò

Continue Reading

In Tendenza