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Cultura

L’urgenza di ricostruire, il libro di Barbagallo-Cucuzza

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Mons Renna,  Vescovo e Cittadino dialoga con i candidati alle elezioni  amministrative della Città di Catania

In occasione della presentazione del libro-intervista: “L’urgenza di ricostruire” – edizioni “Il Pozzo di Giacobbe” –   gli autori giornalisti Adelaide Barbagallo e Michele Cucuzza, presso l’auditorium del Palazzo della Cultura, hanno dialogato con Mons. Luigi Renna, il quale ha parlato da “vescovo” e da “cittadino catanese”.  E’ questo un segno di “carità politica”, essendo “vocazione del cristiano” e compito di ogni cittadino occuparsi della polis, leggere e “prendersi cura dei bisogni della gente, ascoltare i silenzi, sollecitare la partecipazione”.

Dialogare” è il verbo che connota la Chiesa sinodale  del XXI secolo e lo stesso Papa Francesco, in occasione della prima assemblea della CEI,  dieci anni fa , all’inizio del suo pontificato, il 24 maggio del 1913, presso la Basilica di San Pietro, nel dare l’avvio al cammino di riforma di una “chiesa aperta all’uomo di oggi”  ha raccomandato  ai Vescovi  di “tornare alla freschezza delle origini” e poi,  con un messaggio diretto   ha detto: “Avete tanti compiti in Italia; attivate un dialogo con le istituzioni culturali, sociali e politiche”   “E’ compito vostro e… non è facile”.

Mons. Renna, arrivato a Catania, ha dato concretezza a questo intenso “dialogo  sociale” nella specificità dei compiti e dei ruoli, qualificandosi come “vescovo”, che tratta la realtà del mondo orientandola a Dio  nella fedeltà ai valori etici  e come “cittadino” che ama la sua Città  e la indirizza ad una “visione” di benessere e di sviluppo.

I documenti dell’Ufficio per la pastorale sociale diocesana: “Non possiamo tacere”; “Cantieri per Catania” ed ora il libro intervista “L’urgenza di ricostruire” costituiscono i tasselli funzionali al futuro di una “buona amministrazione”.

La partecipazione  all’incontro dei candidati a sindaco per le prossime elezioni amministrative e l’esposizione sintetica dei programmi  elettorali dei singoli schieramenti  hanno evidenziato i valori della legalità,  della dignità della persona, specie nei casi di povertà, della partecipazione attiva dei cittadini,  dell’attenzione ai quartieri della periferia,  del passaggio dalla rassegnazione agli interventi concreti, del “saper osare” a partire dalle piccole cose concrete del quotidiano, ha consentito al pubblico  di ampliare il campo di  osservazione in vista di una scelta responsabile e di una partecipazione   democratica orientata ad una cittadinanza attiva.

Dal Vescovo-Cittadino, che riporta nello stemma vescovile il motto “ Edificare nella carità” non  vengono fornite indicazioni  di nomi o di partiti, ma  vengono richiamati “principi e valori “, tracciando le linee di indirizzo per superare le emergenze della dispersione scolastica, della disoccupazione, dalla diffusa microcriminalità, del degrado delle periferie e poi ancora per limitare la fuga dei talenti, di tanti giovani che con il borsone, com’era un tempo la valigia di cartone, migrano al Nord in cerca di lavoro e vivono in piccoli alloggi a Milano per realizzare i loro sogni e mettere a frutto i loro talenti.

Augurando un “buon cammino nel dialogo con la città” sono programmati incontri di ascolto dei programmi elettorali  e l’Arcivescovo consegnerà il testo della Lettera  pastorale  di Papa Francesco: “Fratelli tutti”  nella quale sono ben definiti i compiti di coloro che operano da amministratori della Città nella costante ricerca del bene comune di tutti i cittadini, nella coerenza e fedeltà ai valori etici della persona , immagine  e segno della “gloria del Dio vivente”.

L’appello alla partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica, tema della prossima Settimana sociale che sarà celebrata a Trento, rimane costante monito per ridurre il fenomeno dell’astensionismo e   rendere ogni cittadino attivo e responsabile.

Giuseppe Adernò

Cultura

“La figlia di Don Fofò”, il romanzo

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Ironia, arte e riscatto, mix vincente del nuovo romanzo scritto a 4 mani   

E’ un atto d’amore verso tutte le donne il delicatissimo romanzo di 402 pagine, pubblicato da Navarra Editore,  che vede insieme un poliedrico maestro di scuola elementare in pensione e una regista della sede Rai, cimentarsi nel difficile compito di divertire pur affrontando il tema del peso delle convenzioni sociali e della ricerca di una identità perduta. Attraverso equivoci e situazioni divertenti gli autori firmano un vero e proprio inno alla libertà. Amo sfogliare i libri e sentire l’odore della carta, ma qui è l’inconscio che lavora in una percezione che profuma di zagara, di spartiti e di futuro. Un’opera decisamente fuori dagli schemi del suo tempo, che merita di essere letta, ascoltata e guardata.

Giuseppe Maurizio Piscopo

Un’opera corale e multimediale

Ciò che rende questo testo, un’operazione editoriale fuori dagli schemi, è la sua natura polifonica. Il romanzo non si limita a raccontare la musica, ma la contiene: il volume si avvale delle composizioni originali per mandolino del Maestro Piscopo e della prestigiosa prefazione del virtuoso Carlo Aonzo, oltre al contributo di musicisti di chiara fama che svelano i segreti di questo strumento troppo spesso stereotipato.

Ma l’esperienza sensoriale non si ferma alle note. L’universo visivo del libro è arricchito da ben 27 opere pittoriche realizzate dagli artisti internazionali del gruppo Calapanama, capaci di dare colore e forma alle suggestioni del testo.

Adelaide Costa

A impreziosire ulteriormente l’opera interviene lo sguardo intenso di Adelaide Costa, regista Rai, che cura con “precisione sartoriale” il racconto della moda: tra sfilate, scarpe d’alta moda e sogni parigini;  l’estetica del romanzo si fa così glamour e avanguardia, creando un contrasto affascinante con la polvere della provincia siciliana.

La storia

C’è un’immagine potente che resta impressa fin dalle prime pagine di questo singolare romanzo: una bambina che, tra le strade di un paese siciliano, si incanta ad ascoltare le melodie dei mandolini che risuonano dai saloni dei barbieri. Quella bambina è Catena, la figlia di Don Fofò, e quel suono non sarà solo un ricordo d’infanzia, ma il grimaldello con cui scardinerà un destino già scritto.

In un’epoca in cui il retaggio patriarcale vorrebbe per lei un futuro rassicurante e claustrofobico di moglie e madre, Catena sceglie la via della ribellione. E lo fa senza imbracciare armi, ma diventare un tutt’uno con il mandolino, trasformando la sua musica originale e anticonformista nel manifesto di una rivoluzione personale e collettiva.

Un viaggio (reale e dell’anima) oltre i confini di Zabara

L’opera si muove sul doppio binario del romanzo di formazione e del grand tour letterario. Tutto ha inizio a Zabara, un paese immaginario che racchiude in sé vizi e virtù della provincia profonda, ma l’orizzonte di Catena (e del lettore) si allarga rapidamente. Il viaggio di Don Fofò e della sua eccezionale figlia tocca le bellezze autentiche della Sicilia – da Sant’Angelo Muxaro a Palermo, passando per Aragona, Montedoro, Raffadali e il minuscolo borgo di Roccafiorita – per poi proiettarsi verso mete internazionali come Ginevra e Parigi.

Non si tratta, però, di un semplice itinerario turistico: ogni tappa è un “luogo dell’anima”, un pretesto per esplorare le particolarità di una terra ricca di contrasti, dove il dialetto vivo – tra battute in cantunera e storie di smanciamento – si intreccia alla modernità. Ogni capitolo, introdotto sapientemente da un proverbio siciliano, funge da bussola etica e culturale per una narrazione che fa riflettere profondamente.

 

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Cultura

Il folk studio e Vittorio Giampietro

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Puntata del 13/06/2026 andata in onda Rai Uno alle 17:55
Musica mia,  programma dedicato alla musica popolare; puntata dedicata al Folk Studio. Conducono Lorella Boccia e Marco Conidi. Con la partecipazione del musicista e compositore Vittorio Giampietro. Musica folk

Screenshot

 

 

 

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Cultura

80° anniversario dello Statuto siciliano

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Lo ricordano i Ragazzi Sindaci

E’ passata sotto silenzio la ricorrenza del 15 maggio 1946 che ricorda l’ottantesimo anniversario dell’approvazione del Regio Decreto Legislativo n.455,  firmato dal Re Umberto II il 15 maggio 1946. Lo Statuto della Regionale Siciliana compie ottant’anni, una data da ricordare che un tempo era festa regionale.

I ragazzi sindaci di Catania hanno celebrato l’anniversario dell’approvazione del Regio Decreto Legislativo n.455, firmato dal Re Umberto II il 15 maggio 1946, che contiene lo Statuto della Regione Siciliana. in occasione della cerimonia di insediamento dei Consigli Comunali dei Ragazzi dell’Istituto “John Dewey” e dell’Istituto “Pestalozzi” presso l’aula consiliare della Città Metropolitana, al Palazzo Minoriti.

 Alla solenne cerimonia di giuramento è intervenuto il Presidente dell’Assemblea Regionale, Gaetano Galvagno, l’Avvocato Capo della Città Metropolitana, Elisa Caruso, il viceprefetto Laura Pergolizzi, i dirigenti scolastici, i docenti referenti per l’Educazione civica, e i genitori degli studenti eletti: sindaco, assessori, consiglieri.

La cerimonia, coordinata dal preside Giuseppe Adernò,  ha avuto inizio con l’inno d’Italia è stato introdotto  con solennità il testo della Costituzione e la bandiera d’Italia che, dopo la recita della formula del giuramento il sindaco eletto ha baciato come segno di condivisione dei valori e dei simboli della Repubblica.

Con grande emozione il sindaco uscente Matilde Capizzi ha relazionato l’attività svolta nel corso del suo mandato ed ha deposto la fascia tricolore indossata dal neosindaco eletto, Flavia Truglio.

Con vivace creatività il sindaco dei ragazzi ha presentato alcune proposte per una scuola sempre più bella e accogliente che consenta di star bene a scuola.

Il sindaco dei ragazzi dell’Istituto Pestalozzi, Mario Palermo, ha fatto riferimento al recente incendio della biblioteca della scuola, che ha fatto scattare un “incendio” di solidarietà e di amicizia da parte delle altre istituzioni scolastiche, nel dono dei libri e della cooperazione per il miglior bene di tutti gli studenti.

Oltre agli assessorati della cultura, dello sport, dell’economia, dell’ambiente inteso come “custodia del creato”, sono stati attivati gli assessorati alla solidarietà, all’amicizia, all’armonia, valori che aiutano a formare una coscienza civica ed una cittadinanza attiva e responsabile.

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In Tendenza