Connect with us

In Tendenza

CoViD-19: operatori sanitari contagiati per errori di gestione

Published

on

La denuncia dell’Anaao Assomed

 

<<Il numero degli operatori sanitari contagiati ha oramai superato i 10.000 casi. Il 20% circa sono medici. Molti sono ricoverati in Rianimazione. Angosciante è l’elenco dei morti che cresce giorno dopo giorno. In questa settimana abbiamo superato i 65 casi e nella prossima saliremo certamente ancora più in alto in questa scala del dolore. Colleghi e giornalisti ci interrogano in merito alle cause che hanno favorito il contagio degli operatori sanitari da Sars-CoV-2 all’interno degli ospedali e nel territorio e come questo possa contribuire alla diffusione dell’epidemia.>>

<<A nostro parere – affermano Adriano Benazzato, Coordinatore della Conferenza dei Segretari Regionali Anaao Assomed e Carlo Palermo, Segretario Nazionale Anaao Assomed – le motivazioni vanno ricercate in un combinato disposto di almeno 4 cause.

  1. La tardiva attivazione delle misure di contenimento (lockdown) e la palese impreparazione, anche per problemi strutturali negli ospedali, soprattutto nei Pronto Soccorso, e nel territorio nell’azione di prevenzione e contenimento del “rischio biologico”, che rappresenta il livello più alto (III) nella graduazione presente nel Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio 2016/425. Ci siamo dimenticati dell’insegnamento di Carlo Urbani che aveva combattuto la Sars in Vietnam ed è morto a causa dell’infezione il 26 marzo 2003 raccomandandoci di isolare strettamente i pazienti contagiati e proteggere con ogni mezzo gli operatori sanitari che rappresentano il bene più prezioso nella lotta contro l’espansione dell’epidemia. È mancata, o è stata inadeguata, l’attuazione di quanto già scritto nei Piani Pandemici Nazionali (ultimo del 2006) e Regionali (2007) e nelle specifiche sul contenimento della diffusione del contagio previste dal D.Lgs 81/2008: ex percorsi puliti/sporchi, aree pulite/sporche con apposite zone filtro, sistemi di ventilazione a pressione negativa, docce per il personale, sanificazione etc.
  2. Gravissima è risultata la carenza, o assoluta mancanza in alcuni casi ed inadeguatezza in altri, dei DPI per categoria di rischio III, quali maschere FFP2 e FFP3, occhiali o visiere, sovracamici/tute, guanti, calzari, copricapo. Semplicemente non risultavano stoccati, in palese contrasto con quanto prevede la normativa vigente. Carenza coperta con norme di legge ad hoc con cui si è innalzata a dignità di DPI la semplice mascherina chirurgica (vedi articolo 34 del DL 9/2020) in aperta contraddizione con le disposizioni previgenti in Italia, con le linee guida delle Società scientifiche internazionali e i Regolamenti europei. Si è accettato pedissequamente le tutele minime che l’OMS ha dettato in data 27/2/2020 anche per aree flagellate da guerre e carestie. Ma l’Italia non può essere messa sullo stesso piano di un paese del Corno d’Africa.
  3. Anche l’obbligo di sorveglianza della sicurezza per il personale sanitario è stato omesso. Tale grave omissione è stata favorita addirittura da indirizzi legislativi, come l’articolo 7 del DL 14/2020, con cui si è escluso il personale sanitario dal dovere dell’isolamento fiduciario in caso di esposizione non protetta a Covid-19, precedentemente prevista per tutti i cittadini con le misure del Dpcm n.6 del 23/02/2020. Una sorta di Comma 22 per il personale sanitario, non esonerato dal continuare il proprio lavoro, per il rischio di chiudere alcuni servizi data la carenza cronica di personale, ma costretto alla quarantena al termine del servizio per non rischiare di diffondere il possibile contagio ai propri cari. Condizione angosciante che ha spinto molti ad evitare il ritorno a casa.

    4. È stata disattesa l’indicazionee la tempistica, anche questa prevista da una normativa specifica, all’esecuzione dei tamponi naso faringeicon conseguente mancata messa in sicurezza di tutto il personale che garantisce i servizi pubblici essenziali, in primis quello sanitario. Si è voluto limitare la procedura diagnostica ai soli sanitari con evidenti sintomi respiratori dimenticando l’ampio spettro clinico e sintomatologico del Covid-19 e la possibilità di casi asintomatici o pauci-sintomatici. Le omissioni e i ritardi hanno trasformato molti sanitari venuti a contatto con pazienti Covid-19 in super diffusori di virus sia nelle proprie famiglie che nei luoghi di lavoro.

    In tutta evidenza siamo di fronte ad una lesione dell’articolo 32 della Costituzione che inquadra il diritto fondamentale alla salute quale interesse generale della collettività e diritto di ogni singolo individuo, valido pertanto per il personale sanitario come per tutte le altre categorie a cui viene chiesto uno sforzo ulteriore nel lavoro in quanto fornitori di servizi essenziali e irrinunciabili per la popolazione.

    Esiste a questo punto un rischio di importanti effetti collaterali per il SSN in seguito alle scelte adottate.
    La possibilità, nonostante le nuove assunzioni, di ritrovarsi progressivamente con meno personale per il diffondersi tra di esso di una forma clinica manifesta per la mancata adozione di tutte le procedure note per circoscrivere il contagio e per salvaguardare la salute degli operatori.

    Sotto il profilo deontologico, viene leso il principio del primum non nocere. Di fatto il medicopotenzialmente contagiato e non collocato in quarantena e nemmeno sottoposto a tampone fino all’insorgere conclamato della sintomatologia, diventa possibile vettore di diffusione del virus proprio a coloro che è tenuto a curare.

    È necessario cambiare prospettiva e bisogna fare molto di più per sostenere medici e sanitari e aiutarli nel loro lavoro in questa fase emergenziale. Non siamo eroi, non siamo angeli e tanto meno vogliamo essere martiri. Siamo professionisti che svolgono con passione il proprio lavoro, rendendo onore alla propria funzione nella società e al proprio Paese.

    Ma questo non può significare che si debba rischiare la nostra salute fino a sacrificare la propria vita. Se le norme e gli indirizzi richiamati non saranno cambiati rapidamente, dovremo rassegnarci al fatto che sempre di più dalla prima linea salga la richiesta di applicazione dell’articolo 44 del D.Lgs 81/2008 che disciplina il “diritto di resistenza” del lavoratore a fronte di un pericolo per la propria salute “grave”, “immediato” ed “inevitabile”.>>

    (Fonte Anaao Assomed)

Cultura

C’era una volta e c’è ancora, il festival Illustramente

Published

on

Un dolcissimo saluto da parte degli illustratori e illustratrici (in ordine di apparizione) Nicoletta Bertelle, Cinzia Ghigliano, Bimba Landmann, Cristina Pieropan, Loretta Serofilli, Fabio Sardo rivolto a tutti i partecipanti a Illustramente VIII Edizione speciale online,, con una particolare attenzione ai bimbi e alle bimbe. Il video è andato in diretta nel pomeriggio di domenica 24 gennaio 2021.
Illustramente rivolge un enorme grazie agli illustratori e alle illustratrici e alle case editrici che hanno partecipato!
Su https://www.illustramente.it/blog/ i video delle 4 giornate e sulla pagina di Skenè

Continue Reading

In Tendenza

Coronavirus: è necessario essere prudenti

Published

on

Non si placa la polemica sulle parole del primario del San Raffaele, Alberto Zangrillo, che qualche giorno fa ha definito il Covid “morto dal punto di vista clinico”. All’indomani di quello che è ormai diventato un caso mediatico, il medico si diceva “assolutamente non pentito”.
E rincara: “Una cosa che trovo fastidiosa di questo Paese è che i clinici siano da una parte e gli scienziati dall’altra. Noi dobbiamo intenderci sulla qualifica di scienziato, perché se andiamo a vedere i parametri, e vi invito a controllare la letteratura scientifica, io sono molto più scienziato di tanti autoproclamatosi scienziati, anche del Comitato tecnico scientifico”.
La comunità scientifica che avrebbe il ruolo di analizzare, in scienza e coscienza, quanto sta accadendo e di orientare le decisioni del governo concernenti le azioni da portare avanti si divide, creando due vere e proprie cordate di pensiero.
La prima formata dai virologi anestesisti ed epidemiologi Alberto Zangrillo, Matteo Bassetti, Arnaldo Caruso, Massimo Clementi, Luciano Gattinoni, Donato Greco, Luca Lorini, Giorgio Palù, Giuseppe Remuzzi e Roberto Rigoldi, i quali sostengono che chi si ammala oggi di Covid 19 avrebbe un basso rischio di aggravarsi perché il virus ha una carica virale più debole e anche meno contagiosa. La seconda fazione è invece formata da membri del comitato tecnico scientifico che, durante la fase 1, ha supportato il governo presieduto da Giuseppe Conte: Silvio Brusaferro, Franco Locatelli, Giuseppe Ippolito e Giovanni Rezza che, con forza, sostengono invece che il virus circola ancora e non è meno aggressivo. Circola meno ma è sempre in agguato.

Occorre dunque maggiore prudenza da parte di tutti: da coloro che scrivono, da quegli scienziati o ‘presunti tali’ che divulgano nozioni e ipotesi scientifiche sull’andamento della pandemia, non corroborate però da evidenze. Si corre inevitabilmente il rischio di fornire informazioni fuorvianti ai cittadini. E di creare caos.Occorrerebbe che i medici più accreditati e più attivi nell’emergenza si riunissero attorno ad un tavolo e creassero semmai un position paper, un “documento di posizione”

E’ necessario dunque divulgare un’informazione responsabile, prudente. L’informazione pacata alza le difese immunitarie contro il virus della paura; non ci sono ancora strumenti farmacologici in grado di prevenire l’infezione, quindi le strategie e le misure anti-covid sono necessarie ed è essenziale applicarle con particolare cura; compresa l’informazione.

 

Continue Reading

Cinema

Noi siamo il vento – Lo spot di Trapani

Published

on

Guarda il video per la candidatura di Trapani 2022 – Capitale Italiana della Cultura. Una clip, realizzata da Just Maria, che racconta l’anima della città.

Noi siamo il vento” è il titolo del video, ispirato alla forza eolica, che è stato trasmesso nel corso dell’audizione pubblica per Trapani Capitale della Cultura 2022.

Trapani è crocevia di popoli e culture, di policromie e approdi. Quale migliore simbolo e testimonial, per questo messaggio, del vento che fra l’altro elemento caratterizzante di questo territorio? Il vento interpreta mescolanza e vivacità ed ha la capacità di rigenerare.

Sarà Procida la Capitale italiana della cultura 2022: sfuma dunque il sogno di Trapani, unica città siciliana arrivata tra le finaliste. Procida prenderà il testimone da Parma che, a causa della pandemia, terrà in mano il titolo un anno in più del previsto.

Continue Reading

In Tendenza