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In Evidenza Turismo (D.Ferrante)

Salvate le agenzie di viaggi! Noi siamo il Turismo!

Dario Ferrante
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“Noi siamo il Turismo! E ci mettiamo la faccia”.

Sotto questo slogan, si è svolta la prima manifestazione degli agenti di viaggio tedeschi per gridare, a gran voce, il proprio diritto alla sopravvivenza ed aiuti concreti per il settore. Una intera categoria, quella degli operatori del turismo di tutta Europa, messa in ginocchio per la Pandemia da Covid-19 ed accomunata dallo stesso destino.

Per la prima volta nella storia, i dipendenti delle agenzie di viaggio della Germania hanno infatti deciso di lottare per un obiettivo comune, chiamando a raccolta migliaia di persone (rigidamente distanziate) in 40 città tedesche.

L’evento, nato da un gruppo spontaneo su Facebook che in pochi giorni ha raccolto più di 5.000 addetti ai lavori, ha messo insieme una rappresentanza delle circa 11.000 agenzie di viaggi a rischio chiusura. “Scendiamo in strada – commentano gli organizzatori – per chiedere il salvataggio statale dei posti di lavoro e della nostra esistenza. Mostriamo il volto perché il turismo non è composto solo dalle grandi aziende, come TUI e Lufthansa, ma dalle migliaia di piccole aziende completamente ignorate dalla politica e dai media”.

La pandemia da Coronavirus ha colpito il turismo in Germania e in tutto il mondo, in misura maggiore ad ogni altro settore. E’ ormai evidente che il turismo sia stato il primo settore ad essere colpito dalla crisi e che sarà  l’ultimo ad uscirne. Un settore, quello dei viaggi, completamente in stallo e senza alcuna prospettiva di ripartenza a breve termine. E che necessita di aiuti finanziari di urgenza e senza obbligo di restituzione.

Una “lotta”, quella degli operatori del turismo tedeschi, assolutamente legittima e condivisibile, che potrebbe estendersi a tutta Europa. Trattati con superficialità dalle istituzioni ed abbandonati al proprio destino, gli agenti di viaggio e gli operatori turistici vogliono provare a farsi sentire. E ci mettono la faccia. Perché la posta in gioco è molto alta. Riguarda il presente e il futuro, la professione e la professionalità. La sopravvivenza di una categoria che, proprio in piena emergenza Covid-19 ha dimostrato l’importanza delle competenze e del problem-solving. E che non ritiene immaginabile una futura esistenza, senza aiuti estremamente concreti ed immediati.

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