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Cultura

“Settembre, andiamo”, il rito dell’accoglienza  

Giuseppe Adernò

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Il primo giorno di scuola ha sempre tanto fascino e non solo per i piccoli della prima classe della scuola Primaria che una volta si chiamavano “remigini”, nel ricordo di San Remigio, quando la scuola iniziava il primo di ottobre.

Oggi anche gli studenti delle scuole superiori ritorneranno in presenza ed è quindi doveroso organizzare un particolare momento di accoglienza nella scuola come “casa”, luogo di cultura e spazio di socialità.

La classi avranno ancora i banchi distanziati e resta solo un ricordo il vecchio “compagno di banco”.

Per i piccoli, le maestre attente e diligenti organizzano delle attività particolari che mutuano la metafora del viaggio, del cammino, del percorso da intraprendere nel nuovo anno scolastico.

L’immagine della valigia da riempire, del treno, della nave, della brigata dei pirati con le bandane in testa, del castello da conquistare ed abitare, costituiscono gli sfondi integratori nei quali si collocano le prime attività scolastiche da svolgere.

La cultura della cooperazione che alimenta la metodologia del cooperative learning, impegna ed insegna ad organizzare i piccoli gruppi all’interno della classe: gruppi di interesse, di livello, di compito.

Nei primi giorni di settembre, durante le riunioni di programmazione dei consigli di classe, ciascun docente dovrebbe chiedersi:  ”Cosa posso fare concretamente per essere accogliente, motivante, ottimista, capace di dare direzione?”

Sono questi i percorsi da seguire per rendere incisivi i momenti di accoglienza che resteranno impressi nella memoria dei piccoli che entrano a scuola e che scoprono un mondo nuovo, diverso dall’habitat familiare.

Completa la cerimonia dell’accoglienza la visita della scuola, degli uffici, dei laboratori, della palestra, degli spazi esterni.  La consegna delle chiavi dell’armadietto personale corrisponde al rito della “consegna delle chiavi di casa”, che vengono affidate a chi comincia a diventare grande e che quindi viene sollecitata l’assunzione di specifiche responsabilità.

Privilegiando la scelta pedagogica dell’apprendimento progressivo di J.Dewey e sulla scia della teoria esperienziale di David Kolb si privilegia il “saper fare”, perché, come recita l’antico adagio:

Chi ben comincia è alla metà dell’opera”. Le prime sensazioni, infatti, sono quelle che restano più impresse nella memoria e nel ricordo e ne determinano nel positivo o nel negativo i passaggi evolutivi. Il sorriso e la serenità dei maestri, l’ambiente pulito, l’aula ordinata ed accogliente costituiscono i presupposti necessari per un buon avvio.

Trasmettere entusiasmo, ottimismo, positività è il compito del docente, che prepara una scuola dove “star bene” con se stessi e con gli altri: sintesi del “benessere” che orienta l’educazione didattica ed educativa.

Ragazzi ho bisogno della vostra collaborazione” è l’espressione magica che attira l’attenzione e sollecita la motivazione del fare scuola, dell’apprendere insieme e del crescere come gruppo classe.

Tra le attività di accoglienza per i primi giorni di scuola si prevede la compilazione del “regolamento di classe”, da non considerare come elenco di “obblighi imposti” dall’alto, bensì come regole che, nella libertà e nel rispetto di tutti, vengono condivise e approvate da tutti i componenti del gruppo classe.

Questo intervento, come ha scritto H. Jerome Freiberg, costituisce il presupposto della “gestione dell’armonia”, in quanto considera i singoli come gruppo classe e prevede che il momento delle dinamiche reciproche vada armonizzato ed orchestrato anche   mediante l’assegnazione di  quei compiti specifici, che  un tempo corrispondevano soltanto alla nomina del “capo classe”.

Oggi, invece, in una gestione democratica in alcune scuole e classi si assegnano i compiti di “coordinatore responsabile della sicurezza, dell’ambiente, della socialità, della gentilezza, della solidarietà” o alla “prevenzione del bullismo e del cyberbullismo”.

La condivisione del “cooperative learning” quale metodo scelto per la classe assicura un rendimento efficace nell’apprendimento, una fattiva cooperazione, che viene esercitata ed affinata in ogni attività, rendendo ciascuno protagonista attivo nello svolgimento dei compiti assegnati,

Si concretizza in tal modo il “learning by doing” che, coinvolgendo tutti, favorisce.la realizzazione dell’obiettivo di ’scuola inclusiva”. Nel piccolo gruppo, infatti, nessuno si sente emarginato e ciascuno percepisce di essere una “risorsa” per la classe.

Giuseppe Adernò

Cultura

Giubileo 2025, un cammino di speranza

Giuseppe Adernò

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Dalla selezione di 294 bozzetti, pervenuti da 213 città e da 48 Paesi diversi la commissione pontificia, presieduta da Mons. Rino Fisichella  ha scelto il logo del Giubileo 2025..

Il logo, opera di Giacomo Travisani,  grafico pubblicitario, ora massaggiatore professionista del benessere  e direttore della Evolution Academy (Puglia, Camapania, Basilicata).  raffigura quattro figure stilizzate, a indicare l’umanità proveniente dai quattro angoli della terra. Una figura abbracciata all’altra, per richiamare la solidarietà e la fratellanza che unisce i popoli.

Il motto “Pellegrini di Speranza”  “Peregrinantes in Spem” dà vita al gesto dei fedeli abbracciati alla Croce che si prolunga in basso con il simbolo dell’ancora, sul moto ondoso del mare agitato della vita.

Ed è proprio l’àncora  “dinamica”, rivolta verso i fedeli, segno di speranza e di fermezza che  assicura il pellegrinaggio giubilare cae tiene unito il popolo di Dio in cammino verso  la meta comune,

Il logo ripropone le virtù teologali: a croce e l’ancora nel medesimo segno diventano sintesi dei valori della fede della speranza, mentre la carità si legge nell’abbraccio di fratellanza tra i popoli  e la simbologia dei  colori: l’amore (rosso), il calore umano (arancione), la pace e l’equilibrio ( verde), la sicurezza e la protezione (blu)

Il Giubileo costituisce una tappa storica ed un segno privilegiato di preghiera e penitenza, di pellegrinaggio, di rivisitazione e incontro con i valori delle cristianità.

Come ha raccomandato Papa Francesco è necessario per il 2023 un cammino di preparazione all’evento giubilare, rivisitando i temi fondamentali delle quattro Costituzioni conciliari perché «la Chiesa possa respirare di nuovo del profondo e attuale insegnamento prodotto dal Vaticano II» e per il 2024 un anno di preghiera che accompagni il “cammino sinodale”.

Mons Fisichella ha sottolineato che il Giubileo «non può esimersi dall’entrare» nella cultura digitale, in cui sono immersi soprattutto i più giovani. E per questo «si dovrà consentire a milioni di utenti di diventare pellegrini anche attraverso il digitale e muoversi per i cammini cogliendo la bellezza e la sacralità del momento attraverso la ricezione di notizie che mentre consente di fare memoria di secoli di storia obbliga comunque a rimanere radicati al presente con l’impegno che questo richiede». 

I grandi eventi giubilari coinvolgeranno: “famiglie, bambini, giovani, movimenti e associazioni, anziani, nonni, disabili, sport, malati e sanitari, università, mondo del lavoro, cori e corali, confraternite, sacerdoti, persone consacrate, cattolici orientali, catechisti, poveri, carcerati».

Il giubileo sollecita tutti, ‘Pellegrini di Speranza’, portatori di paure e di incertezze per i drammi sociali incombenti, ma con il desiderio di ritrovare nell’abbraccio della croce  la forza per continuare il cammino.

Giuseppe Adernò

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Cultura

I ragazzi sindaci in trasferta a San Marino per il festival

Giuseppe Adernò

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I RAGAZZI SINDACI A SAN MARINO  e al FESTIVAL DELL’INNOVAZIONE DIGITALE  E SOCIALE  alla fiera di Rimini

Con grande solennità la delegazione dei Ragazzi Sindaci della Sicilia e del Veneto sono stati accolti nella grande sala del Consiglio dai Capitani Reggenti della Repubblica San Marino , Oscar Mina e Paolo Rondelli, i  quali hanno rivolto parole di apprezzamento per il progetto di Educazione Civica che rende i ragazzi protagonisti di democrazia e di partecipazione attiva nella “scuola-piccola città”.

La coincidenza della data dell’incontro nel giorno della festa de Corpus Domini, con la partecipazione della banda municipale, della gendarmeria in alta uniforme e della solenne benedizione Eucaristica  ha reso ancor più esaltante la visita alla città di  San Marino, che proprio quel giorno ha ospitato la tappa della gara Mille miglia, con un festante corteo di bandiere e di colori.

I Capitani Reggenti hanno molto gradito gli omaggi che i ragazzi sindaci hanno presentato a nome dei comuni di Catania, Nicolosi, Misterbianco, Tremestieri e Sant’Agata Li Battiati e del Comune di Zevio, in provincia di Verona con la partecipazione della Sindaco neo eletta, Paola Conti.

In onore della compatrona S. Agata è stata aperta agli ospiti siciliani la cappella dedicata alla Martire catanese che  tradizionalmente si apre il 5 febbraio, giorno della festa.

L’elegante confezione di artistici francobolli donati dai Capitani Reggenti è stata poi consegnata ai rispettivi sindaci come prezioso ricordo della visita istituzionale.

La delegazione ha partecipato a Rimini al “Festival internazionale sull’innovazione digitale e sociale- We Make Future” portando anche l’esperienza innovativa  di Educazione Civica applicata mediante il Consiglio Comunale dei Ragazzi, progetto che il prossimo anno compirà trent’anni.

Gaia di Fatti, Pietro Todeschini, Lorenzo Zambon di Zevio e Carla Longo di Tremestieri Etneo, hanno presentato i progetti  promossi e realizzati a scuola dal Consiglio comunale dei Ragazzi.

L’incontro con gli esperti della Polizia postale sui rischi delle chat con le relative richieste di denaro come riscatto e la minaccia di mettere in circolazione immagini e notizie personali, ha ulteriormente fatto comprendere la necessità di un corretto uso delle tecnologie e dei social.

La visita degli stand affollati di visitatori e ricchi di proposte tecnologiche innovative, di startup a impatto sociale, le molteplici innovazioni della robotica e la performance del robot umanoide “Sophia” hanno offerto ai ragazzi lo sconfinato universo della digitalizzazione e l’impegno ad un corretto uso dei social nella “costruzione del futuro”.

Il valore educativo della “cittadinanza digitale”, terzo pilastro dell’Educazione Civica insieme alla Costituzione e allo Sviluppo sostenibile, nel festival di Rimini ha avuto una splendida vetrina, a supporto degli obiettivi dell’Agenda 2030.

I 23 partecipanti all’esperienza didattica e formativa, promossa e coordinata dal preside Giuseppe Adernò, nel programma delle tre giornate hanno avuto anche l’opportunità di fruire di una speciale lezione di Geografia nel parco dell’Italia in miniatura a Rimini   e di Storia medievale presso il Castello di Gradara, rileggendo il racconto dantesco di Paolo e Francesca.

Carichi di entusiasmo i ragazzi partecipanti e i docenti accompagnatori, hanno raccolto il plauso dei genitori, lieti di offrire ai figli un significativo regalo per la promozione conseguita a scuola.

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Cultura

Incontro sull’educazione civica a Catania

Giuseppe Adernò

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L’EDUCAZIONE CIVICA è NATA A CATANIA, una targa ricordo al Castello Ursino

Visitando le sale del Museo civico del Castello Ursino i turisti leggeranno una targa con la scritta In queste sale nei giorni 9,10,11 febbraio 1957 è stato celebrato il XXXVI Convegno nazionale dell’UCIIM sul tema: “Il problema dell’Educazione dei giovani alle virtù civiche e alla democrazia

Gli atti e le relazioni del Convegno hanno dato origine all’introduzione dell’insegnamento dell’EDUCAZIONE CIVICA  negli Istituti e Scuole d’Istruzione Secondaria e Artistica  

DPR 585 -13 giugno 1958 –   Ministro dell’Istruzione On. Aldo Moro”

Sono trascorsi 65 anni dal 1957, quando l’UCIIM  (Unione Cattolica degli Insegnanti) ha celebrato  a Catania, presso il Castello Ursino, il  XXXVI convegno nazionale  sul tema “ Il problema dell’educazione dei giovani alle virtù civiche e alla democrazia”.

Gli atti del convegno e il materiale prodotto, portati a Roma, studiati e rielaborati da una commissione ministeriale, hanno predisposto il DPR 585, che il 13 giugno nel 1958, a dieci anni dalla Carta Costituzionale, il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi e il Ministro dell’Istruzione Aldo Moro, hanno firmato, introducendo l’insegnamento dell’Educazione Civica nelle scuole di ogni ordine e grado con la formula: “ I programmi d’insegnamento della Storia, in vigore negli Istituti e Scuole d’istruzione secondaria e artistica, sono integrati con quelli dell’Educazione Civica”.

Lunedi 13 giugno, nella data che ricorda il DPR 585   è stata collocata al Castello Ursino una targa che ricorda l’evento, rendendolo “culla” dell’Educazione Civica che, dopo un travagliato cammino di leggi, decreti, linee guida, cambiando sette volte nome e ministri, è tornata con il nome originario di “Educazione Civica” con una dimensione trasversale agli insegnamenti disciplinari.

L’assessore comunale alla scuola e alla Cultura, Cinzia Torrisi. ha svelato la targa insieme alla ragazza sindaco, Giordana Blandini,  all’ambasciatore alla fratellanza della scuola di Piano Tavola, alla presidente dell’UCIIM, Maria Antonietta Baiamonte e al preside Giuseppe Adernò, promotore dell’iniziativa.

Nel corso del convegno sul tema “Ben tornata Educazione Civica!” , coordinato dalla presidente Baiamonte, sono intervenuti l’assessore Cinzia Torrisi, i docenti universitari Renato D’Amico, promotore della Biennale della cittadinanza e Alessio Annino della Facoltà di Scienze Politiche; il coordinatore della Rete Civica della salute, Pieremilio Vasta e la segretaria del SIESC, Rosa Maria Falà

Nella sua relazione il preside Adernò  ha  percorso l’iter storico dell’Educazione Civica  e gli indirizzi di sette ministri, fino all’approvazione della Legge 92/2019,  ed ha evidenziato la necessità non solo di svolgere le 33 ore di insegnamento  di Educazione Civica, previste dalla normativa, ma di far maturare negli studenti un vero senso civico ed è stato opportunamente proposto di attivare il “Portfolio delle competenze di cittadinanza”, al fine di consentire ad ogni studente un’autovalutazione degli apprendimenti acquisiti e delle opportune modifiche dei comportamenti sociali e civili.

Nel presentare la specificità formativa ed educativa del SIESC (Segretariato Internazionale degli Insegnanti Secondari Cattolici,) che collega i docenti a livello europeo,  Rosa Maria Falà , ha illustrato le tematiche annuali  delle “rencontre”  arricchite dalle testimonianze delle Professoresse Enza Grecuzzo di Mascalucia e Nella Barbera di Milazzo.

Una particolare attenzione è stata riservata ai trenta docenti  siciliani che l’11 maggio a Firenze sono stati nominati “Ambasciatori Erasmus+scuola” impegnati nell’attività di scambi culturali Erasmus con studenti e docenti delle scuole europee.

Hanno presenziato all’incontro i professori “Ambasciatori” : Irene Confalone di San Giovanni La Punta, Salvo Di Stefano di Scordia, Rosa Maria Falà di Piano Tavola;  Rosaria Di Corrado di Enna

Molto puntuali e diretti sono stati gli interventi dei ragazzi sindaci: Giordana Blandini,- Istituto “Deledda” di Catania; Carla Longo – “De Amicis” di Tremestieri e Flavia Distefano –“Gabelli” di Misterbianco;  dell’ex sindaco dei ragazzi della “Pluchinotta” di S. Agata Li Battiati, Giuseppe Testa e del rappresentante degli studenti del Liceo “Spedalieri” Francesco Cavallaro.

Le loro considerazioni hanno rinforzato e testimoniato l’importanza dell’Educazione Civica per la formazione culturale e sociale.

Le tre macroaree: “Costituzione: Sviluppo sostenibile; Cittadinanza digitale”, indicate dalle Linee guida, investono, infatti, i saperi disciplinari, le regole di convivenza civile, il patto educativo di responsabilità, il corretto uso delle nuove tecnologie e tutto ciò contribuisce alla formazione dello studente, persona, cittadino.

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