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Covid19: noi responsabili della trasmissione, NON i migranti

Enrico Alagna
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Necessario ripeterlo, come se ce ne fosse bisogno. Purtroppo si, occorre ripeterlo! Siamo in piena pandemia. Dimentichiamo in fretta. Quella che sembrava riguardare solo il continente asiatico e che poi si è tramutata in una vera e propria pandemia non si è arrestata. Siamo tutt’oggi in piena emergenza. Il Virus è dietro l’angolo, il fatto che non si è più in lockdown non è sinonimo di fine emergenza.
“Siamo in piena pandemia tutt’oggi – afferma l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco – il virus circola in Italia, in Europa, nel Mondo. La circolazione del virus è asincrona, cioè l’intensità di circolazione varia a causa di tanti fattori nei diversi Paesi del mondo: la ripresa delle attività produttive, l’intensità locale dei contatti sociali, (forse) fattori climatici.
Capita dunque che un Paese come l’Italia, che ha già subìto una prima ondata, debba prevenire l’aumento della circolazione virale e, soprattutto, evitare che l’aumento della circolazione virale faccia sviluppare una seconda ondata di casi clinicamente rilevanti.”
Quelli che oggi sono definiti casi lievi non ci rassicurano affatto, anzi ci fanno temere che da qui ai prossimi due mesi lo stato di piena emergenza possa tornare.
“L’aumento della circolazione avviene sia per ripresa della attività virale autoctona pre-esistente, sia per importazione di casi da paesi ad elevata attività e conseguente circolazione autoctona – continua Lopalco in un suo post su facebook. Tanta prudenza e non abbassare la guardia visto che il virus è fra noi, anche d’estate.
Perché i fattori che favoriscono la circolazione – da qualunque parte arrivi il virus – sono fattori locali. E’ dunque su questi che dobbiamo concentrarci. Capiamo bene che il caso importato, soprattutto se l’importazione avviene da parte di poveri extracomunitari, faccia notizia. Capiamo anche che alcune forze politiche cavalchino questa tigre non avendo altri argomenti.”
E’ bene dunque chiarire un concetto di base: i virus non conoscono confini e quindi le azioni di contenimento devono essere principalmente azioni locali. E poi i virus sono “individui esigenti: se proprio devono viaggiare, preferiscono farlo in aereo in prima classe piuttosto che sui barconi.”
Smettiamola dunque di profetizzare sull’etnia virale della seconda ondata; il virus c’è, circola dappertutto. Cerchiamo invece di rimettere a ciascuno di noi le propria responsabilità e mettiamo in campo le normali misure di prevenzione per contrastare la trasmissione.
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