Cinema
Ciak si gioca
Cinema e sport sono due passioni che accomunano un gran numero di persone perché parlano una lingua universale, capace di generare emozioni condivise e vissute collettivamente. Ci sono proprio questi due mondi al centro di Ciak si gioca, l’inedito libro di Carmelo Franco con prefazione di Gianfranco Merenda e postfazione di Ivan Scinardo. L’opera verrà presentata a Palermo sabato 31 gennaio alle 17.30 all’auditorium delle Officine Bellotti.
La sinossi di Ciak si gioca
Ciak si gioca è un viaggio che attraversa oltre cento anni di storia sportiva raccontata attraverso il cinema, intrecciando immagini, racconti incisi nella memoria collettiva. A BE Sicily Mag, Carmelo Franco ha definito il libro come “suggestivo, ma soprattutto stimolante, perché può servire ad approfondire o a scoprire aspetti che il tifoso o l’appassionato cinefilo non avevano ancora considerato”.
Il libro si configura come una dichiarazione d’amore sincera verso due universi paralleli ma complementari, raccontati dall’autore attraverso le storie dei grandi campioni dello sport così come sono state restituite dal cinema nel corso del tempo. Un excursus che spazia dai campi da calcio ai ring di pugilato, fino a toccare momenti storici di portata decisiva come le Olimpiadi di Berlino del 1936, riconosciute come fenomeno storico dai profondi risvolti politici, sociali e umani.
La lettura non si presenta dunque come un semplice resoconto dei percorsi agonistici di atleti che hanno segnato la storia dello sport mondiale, bensì come un racconto capace di offrire al lettore prospettive nuove e trasversali sul tema. Il volume è strutturato in capitoli che riservano spazio ai momenti più significativi ed eclatanti di ciascuna disciplina.
L’autore di Ciak si gioca
Avvocato penalista da oltre trentacinque anni, Carmelo Franco dà voce alle sue passioni più autentiche – cinema e sport – attraverso la scrittura. Ciak si gioca è il suo quinto libro, edito da Mondo Nuovo. Una sfida, quella di affrontare temi ampiamente trattati, cercando però un punto di vista originale e riconoscibile, che l’autore ha saputo cogliere.
Lo scrittore nel libro riflette anche sulle difficoltà cinematografiche nel rappresentare alcune discipline sportive: dal calcio, con l’azione che si sviluppa in un grande rettangolo di gioco, al tennis, dove ogni gesto è carico di tecnicismo, fino alla boxe, con l’incertezza e la tensione che si consumano sul ring
“Il mio vuole essere un libro rivolto a un pubblico ampio, che unisce sportivi e amanti del cinema, diventando un’occasione per scoprire nuovi film per chi ama il grande schermo e personaggi o eventi sportivi per chi vive di sport”, spiega l’autore.
La presentazione del libro
Nel corso della presentazione a Palermo saranno Gianfranco Merenda (caporedattore Sport di Italpress, autore della prefazione), Ivan Scinardo (direttore della sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia, autore della postfazione), Leonardo Agueci (ex procuratore aggiunto presso il Tribunale di Palermo) e Paolo Di Fresco (avvocato e saggista) ad affiancare l’autore Carmelo Franco, prendendo parte a una tavola rotonda.
Guarda l’intervista all’autore Carmelo Franco
Cinema
La banda muta di Alessia Bottone
“La banda muta – afferma la regista quarantenne Alessia Bottone – restituisce alla morte e al rito funebre il loro valore originario, ovvero la celebrazione del passaggio dalla vita terrena alla vita spirituale ma, soprattutto, conferisce un tempo al dolore. Un aspetto che, oggi, appare svuotato di significato: basta guardare ai funerali delle celebrità o persino a tragedie come quella di Rigopiano, diventati occasioni per scattare selfie e postare sui social”.

La regista- che attraverso questo corto ha reso omaggio anche alle sue origini siciliane- , ha voluto portare in scena non solo emozioni, ma una riflessione sul tema della solitudine nella società contemporanea. “Una solitudine valoriale – spiega- che ci porta ad affogare nell’egocentrismo, fino al punto da non rispettare nemmeno la morte. La domanda che mi faccio e che attraversa il film è: perché abbiamo bisogno di essere sempre al centro della scena, anche quando c’è il dolore di mezzo? Cosa ci manca davvero, cosa ci affligge, e perché oggi il silenzio ci spaventa così tanto?”.
Una riflessione condivisa anche da Gaetano Savatteri, che accoglie con favore questa trasposizione cinematografica del suo racconto “La banda muta”. “Quando affidi un racconto o un romanzo a un regista- dichiara lo scrittore e giornalista- sai che ne nascerà inevitabilmente un’altra cosa. Ed è bello vedere quali nuove letture possa ispirare una storia. La banda muta si ispira ed era un rito pieno di solennità che ho visto con i miei occhi a Racalmuto, il paese di Leonardo Sciascia.
Una tradizione che Alessia ha ben reso nel suo corto, sottolineando per altro come è cambiato oggi il nostro rapporto con la morte e con il silenzio. Oggi i funerali sono diventati applausi, selfie, show business, soprattutto quando riguardano figure pubbliche. In un tempo di rumore, di chiasso e baccano continuo, è proprio quel silenzio perduto che ci serve, perché è nel silenzio che troviamo lo spazio per guardarci dentro”.
Guarda l’intervista alla regista
Cinema
Rosa Elettrica la nuova serie targata Sky
Nei panni di una giovane agente sotto copertura alle prese con scelte più grandi di lei, Maria Chiara Giannetta è la protagonista di ROSA ELETTRICA, eroina per caso al centro del nuovissimo thriller on-the-run targato Sky Original dall’8 maggio in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW.
Prodotta da Sky Studios e Cross Productions e diretta da Davide Marengo (Un’estate fa, Il cacciatore, Notturno bus), la serie – in sei episodi – adatta liberamente l’omonimo romanzo bestseller di Giampaolo Simi (2007, edito da Sellerio Editore Palermo).
Sinossi
Al centro della storia Rosa, giovane agente del programma protezione testimoni, incaricata di scortare Cocìss, baby boss di camorra deciso a collaborare, interpretato dal co-protagonista Francesco Di Napoli. Quando scopre che qualcosa nell’operazione non torna, Rosa rompe la catena di comando e fugge con lui: da quel momento entrambi diventano bersagli, costretti ad attraversare l’Italia senza potersi fidare di nessuno, nemmeno delle istituzioni che dovrebbero proteggerli. Accanto a Maria Chiara Giannetta (L’amore e altre seghe mentali, Blanca, Don Matteo) e Francesco Di Napoli (Hey Joe, Romulus, La paranza dei bambini) anche Elena Lietti (Il sol dell’avvenire, Il Miracolo, Anna), che interpreta il vicequestore Antonella Reja, diretto superiore di Rosa, pronta a tutto per mettere alla prova la sua giovane recluta; Antonia Truppo (Lo chiamavano Jeeg Robot, Indivisibili, Mare Fuori) presta il suo volto a Nunzia Serafino, insospettabile boss del clan Incantalupo detta “Mamma Camorra”; Pasquale Esposito (Ripley, Hotel Portofino, Gomorra) interpreta Saro Incantalupo, boss latitante da oltre vent’anni che siede al vertice del clan omonimo. E ancora Federico Tocci (C’è ancora domani, La casa degli sguardi, Speravo de morì prima) nei panni di Carlo Morano, collega e amico fedele di Rosa, e Francesco Foti (Il Cacciatore, I Leoni di Sicilia, Un’estate fa) in quelli di Paolo D’Intrò, Sostituto Procuratore di Napoli, figura di spicco della lotta contro la criminalità organizzata.
Il soggetto di serie è stato elaborato da Giordana Mari con Giampaolo Simi e Vittorino Testa. Alla sceneggiatura Giordana Mari, a capo di una writers’ room tutta al femminile che include anche Fortunata Apicella, Serena Patrignanelli e Michela Straniero.
Guarda il trailer
Guarda l’intervista all’attore Francesco Foti che interpreta il sostituto procuratore D’Intrò
Cinema
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