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InSalute (Dott.E.Alagna)

Coronavirus in Italia: il bollettino della Protezione Civile

Enrico Alagna

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52 morti, 1835 contagiati (7 in Sicilia)

149 guariti

In Italia, dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, 2036 persone hanno contratto il virus Sars-CoV-2. Di queste, 52 sono decedute e 149 sono guarite. Attualmente i soggetti positivi sono 1.835 (il conto sale a 2.036 — come detto sopra — se nel computo ci sono anche i morti e i guariti).

Tra i 1835 positivi:

  • 927 si trovano in isolamento domiciliare
  • 742 ricoverati con sintomi
  • 166 in terapia intensiva

Le Regioni coinvolte sono 15, più la provincia autonoma di Bolzano.

I tamponi effettuati sono stati 23.345.

Le persone guarite in Italia sono 149, i deceduti 52. Il numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto superiore di sanità avrà stabilito la causa effettiva della morte.

In Sicilia i contagiati sono 7.

Le rilevazioni del numero pazienti positivi al Covid-19 pubblicati sul sito della Protezione civile presentano un chiaro andamento esponenziale che, in assenza di interventi radicali e tempestivi, potrebbe aumentare ancora.

Se nei prossimi giorni si osserverà una crescita in accordo con queste previsioni, vorrà dire che le misure già adottate dal Governo sono insufficienti a scongiurare scenari insostenibili per il sistema sanitario delle regioni interessate. Inoltre, è del tutto probabile che anche le rimanenti regioni italiane seguiranno lo stesso destino innescando una sorta di effetto domino in cui le ultime regioni a essere colpite non potranno nemmeno beneficiare del sostegno di quelle vicine, ormai alle corde.

(Fonte: Protezione civile)

In Evidenza

Lisa Clark candida il corpo sanitario italiano al Nobel per la Pace

Enrico Alagna

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Una bella notizia è arrivata da Oslo
I medici, infermieri e operatori sanitari italiani sono stati ufficialmente candidati al Premio Nobel per la Pace 2021 per il loro straordinario impegno e sacrificio in prima linea nel fronteggiare il Covid-19.
La proposta è stata lanciata dalla Fondazione Gorbachev che, a un anno dall’inizio della pandemia, vorrebbe vedere l’alto riconoscimento conferito ai “medici, infermieri, farmacisti, psicologi, fisioterapisti, biologi, tecnici, operatori civili e militari tutti, che hanno affrontato in situazioni spesso drammatiche e proibitive l’emergenza COVID 19 con straordinaria abnegazione, molti dei quali sacrificando la propria vita per preservare quella degli altri e per contenere la diffusione della pandemia”.
Da Oslo è arrivato il via libera a quello che, comunque andrà a finire, è il più importante riconoscimento dell’immenso lavoro svolto da queste donne e questi uomini in uno dei momenti più tragici della storia recente per salvare le nostre vite, spesso a rischio e a costo delle proprie.
“Alla base della richiesta di candidatura – si legge – c’è il fatto che il personale sanitario italiano è stato il primo nel mondo occidentale a dover affrontare una gravissima emergenza sanitaria, in cui ha fatto ricorso ai possibili rimedi di medicina di guerra lottando in trincea per salvare vite e, non di rado, perdendo la propria.”
Inoltre , proprio come previsto dal protocollo di candidatura, la proposta è stata anche ufficialmente sottoscritta da un Nobel per la Pace, l’americana Lisa Clark, che ha prestato attività di assistenza volontaria durante l’epidemia ed attualmente vive in Toscana. Co-presidente dell’International Peace Bureau, Clark ha ricevuto l‘onorificenza nel 2017.
“Ho candidato il corpo sanitario italiano al premio Nobel per la Pace”, ha spiegato, “poiché la sua abnegazione è stata commovente. Qualcosa di simile a un libro delle favole, da decenni non si vedeva niente del genere. Il personale sanitario non ha più pensato a sé stesso ma a cosa poteva fare per gli altri con le proprie competenze. La pace non è solo assenza di guerra, non basta che nessuno spari. Pace significa anche solidarietà, rispetto della dignità delle persone. Ed è quello che è successo un anno fa in Italia con l’arrivo della pandemia. Per questo ho deciso di candidare il corpo sanitario italiano al premio Nobel per la Pace. Anche se ora qualcosa si è spezzato.”
Lisa Clark, statunitense di nascita, fiorentina d’adozione, da una vita impegnata contro le guerre nel mondo, ha formalizzato la candidatura all’Accademia di Svezia di medici, infermieri, operatori sanitari, militari, volontari italiani, impegnati sul campo durante la prima ondata del Covid. Lo ha potuto fare in quanto presidente dell’International Peace Bureau, che è stato a sua volta insignito del Nobel nel 1910. E lei stessa, a 71 anni, per dare una mano, si è messa al volante delle ambulanze della Croce Rossa di Bagno a Ripoli, come volontaria.
«L’Italia, dopo la Cina, è stato il primo grande Paese ad essere colpito dalla pandemia, ma ha reagito in modo diverso dagli altri. Non solo i professionisti, i medici, gli infermieri in prima linea, ma tutti gli operatori sanitari, i militari che trasportavano le bare da Bergamo, i volontari si sono fatti in quattro per dare un contributo, per mettere a disposizione le proprie capacità. L’utopia del più forte che aiuta il più debole non è stata più un’utopia, è diventata realtà. E anche se questa candidatura riguarda il corpo sanitario, in quel momento tutti gli italiani hanno dato il meglio di sé».
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In Evidenza

AIFA sospende, in via precauzionale, il vaccino AstraZeneca

Enrico Alagna

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L’Agenzia Italiana del Farmaco sospende in via precauzionale E TEMPORANEA tutti i lotti del vaccino #AstraZeneca.
Questo avrà non poche ripercussioni sul rallentamento della campagna vaccinale ma soprattutto emotive su Chi, fino a qualche ora fa, spinto dal benestare dei medici vaccinatori, ha effettuato la vaccinazione.
Possiamo rassicurare chiunque di voi abbia effettuato la vaccinazione AstraZeneca in quanto occorre sottolineare che AIFA ed EMA hanno chiarito che al momento non c’è un «nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e tali eventi».
I casi di decesso verificatisi dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca hanno un legame solo temporale. Nessuna causalità è stata dimostrata tra i due eventi. L’allarme legato alla sicurezza del vaccino AstraZeneca non è dunque giustificato.
Oggi pomeriggio l’AIFA ha però ritenuto di sospendere l’impiego del vaccino in via “del tutto precauzionale” in attesa di altre valutazioni da parte dell’EMA.
Le autorità sanitarie e di controllo hanno emesso questi comunicati non sulla base di opinioni, ma valutando i dati ottenuti finora dalla campagna vaccinale che non hanno portato a rilevare particolari problemi per quanto riguarda gli effetti avversi causati dal vaccino di AstraZeneca, così come dagli altri vaccini contro il coronavirus finora autorizzati.
Produrre un vaccino è un’attività estremamente complicata e ci sono pochi altri processi produttivi che ricevono controlli così severi, sia da parte delle stesse aziende farmaceutiche sia dalle autorità di controllo.
In atto la vaccinazione è l’unica arma a nostra disposizione per il raggiungimento dell’immunità e la sconfitta del Coronavirus.
Attendiamo FIDUCIOSI che l’EMA si esprima a riguardo. Evitiamo, per quanto possibile, di dar credito a fonti diverse da quelle ufficiali: OMS, EMA, AIFA.
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Vaccini anticovid: quando toccherà a voi non esitate

Enrico Alagna

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In tanti mi chiedete lumi sulla vicenda #AstraZeneca: siete preoccupati, intimoriti.
Per alcuni di voi si avvicina la prima dose di vaccino. AIFA (agenzia italiana del farmaco) ed EMA (agenzia europea per i medicinali) hanno sospeso per motivi precauzionali un lotto di vaccino; questo è sinonimo di SICUREZZA.
Vuol dire che l’intera filiera farmaceutica funziona ed ha come priorità la salute dei cittadini.
Aifa ed Ema hanno chiarito che al momento non c’è un «nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e tali eventi».
Nonostante le rassicurazioni delle agenzie di controllo, tra i cui compiti c’è proprio quello di vigilare sulla sicurezza di farmaci e vaccini, alcuni giornali italiani hanno raccontato la sospensione con toni molto più allarmanti di quelli che stanno usando gli altri giornali europei.
Dall’inizio delle campagne vaccinali, solo in Europa sono state somministrate circa 16 milioni di dosi del vaccino di AstraZeneca, senza che emergessero problemi o effetti avversi imprevisti, rispetto a quelli riscontrati durante i test clinici dell’anno scorso.
Produrre un vaccino è un’attività estremamente complicata e ci sono pochi altri processi produttivi che ricevono controlli così severi, sia da parte delle stesse aziende farmaceutiche sia dalle autorità di controllo.
In atto la vaccinazione è l’unica arma a nostra disposizione per il raggiungimento dell’immunità e la sconfitta del Coronavirus.
Siate fiduciosi e QUANDO TOCCHERÀ A VOI NON ESITATE!
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