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Cultura

A  distanza la Didattica. Non tutti possono 

Laura Bisso

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La didattica a distanza è stata già attivata, pur tra incertezze, difficoltà e problemi non indifferenti, fin dai primi giorni di sospensione dalle lezioni.

Il ricorso ad un insegnamento impartito attraverso strumenti informatici, e non in presenza, è dovuto all’ esigenza, manifestata da più componenti della scuola (docenti, alunni e genitori), di non interrompere il processo educativo del corrente anno scolastico .

In questo momento difficile per tutti, a causa della pandemia  la scuola si è rivelata capace di continuare, anche a distanza, la sua attività.

I docenti non hanno lasciato soli i propri alunni, anzi hanno studiato quale piattaforma digitale potesse soddisfare al meglio i bisogni  dei propri discenti e le proposte didattiche.

Gli insegnanti hanno sperimentato collegamenti ai portali, piattaforme didattiche, a tutto ciò che si rivelasse necessario per ridurre le distanze tra loro e gli alunni.

Si è  FORSE  trovata  la panacea in grado  di sostituirsi alla didattica tradizionale ? No, non è così .

Un’ osservazione più approfondita non può non cogliere alcune carenze,  di non facile soluzione. La prima di esse riguarda il contesto sociale e il territorio su cui insiste la scuola.

Nelle grandi periferie delle  nostre città, dove ci sono situazioni di grave disagio socioeconomico, quante famiglie hanno la possibilità di dare ai loro figli strumenti informatici per seguire le lezioni da casa?

Vero è che il Ministero dell’ Istruzione si è attivato perché le scuole acquistino devices da distribuire ai giovani studenti , ma pur realizzando tutto ciò nel breve tempo possibile , i genitori avranno le competenze per coadiuvare i figli nell’ uso ?

Un altro problema connesso alla dad riguarda la metodologia didattica. Non sono adeguati alla dad le lezioni frontali, le interrogazioni tradizionali, compiti a casa , invece occorre partire dagli studenti , dalle loro esigenze , dalle loro esperienze, dalle situazioni emotive che vivono in questo momento , dalle loro soft skills, dai compiti di realtà , che intendono svolgere .

In tal modo i docenti, gli adulti potranno essere ancora una volta, anche se a distanza,  punto di riferimento per gli alunni, che mostreranno i loro interessi e la loro profondità .

Tutto questo ci consente una riflessione:non dovremmo rivedere quel processo di insegnamento- apprendimento, ormai da 50 anni nella scuola , che talora i nostri allievi definiscono obsoleto rispetto alla velocità delle informazioni che circolano nel globo tramite mezzi informatici?

Certamente la dad puo contribuire a istruire, formare, educare e dare gli strumenti necessari per gestire complessità della realtà, però nessuna macchina può sostituire la scuola come spazio fisico, in cui lo studente trascorre buona parte della giornata: le corse nei corridoi, il vociare dei ragazzi, gli incontri – scontri con i coetanei, le dinamiche interne alla classe, sono essenziali per lo sviluppo integrale della persona, per lo sviluppo sociale dei giovani.

Ed ancora la presenza del docente a scuola,  il contatto umano con i propri discenti per cogliere le loro fragilità, talenti, attitudini ed emozioni, tutto quello che la mediazione culturale attraverso gli strumenti informatici non sempre  può dare.

Il complimento più bello che un docente riceve è il seguente: “Grazie professore per ciò che ci ha insegnato, ma soprattutto per le belle emozioni che ci ha dato”.

Laura Bisso

 

Cultura

Le Fotografe, una docu-serie di Sky arte

Ivan Scinardo

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9 mesi di produzione nell’anno più difficile della storia recente dell’umanità, da Lunedì 24 maggio esce la nuova ultima fatica di Francesco Raganato: LE FOTOGRAFE, la prima docu-serie dedicata all’arte e ai racconti di 8 fotografe italiane. Raganato, autore del film Digital, è molto soddisfatto di questa importante produzione fortemente voluta dal direttore di rete Roberto Pisoni.

8 episodi

Otto diversi episodi in cui la fotografia è la chiave che ci permette di esplorare temi complessi, ma anche leggeri e delicati. Tutto attraverso lo sguardo delle fotografe

I nomi delle protagoniste

Ecco i nomi delle super protagoniste delle otto puntate: Guia Besana, Ilaria Magliocchetti Lombi, Sara Lorusso, Carolina Amoretti Carolina PetitAmour, Maria Clara Macrì, Roselena Ramistella, Zoe Natale Mannella, Simona Ghizzoni.

Da lunedì 24 maggio, alle 21.15 su Sky Arte.

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Cultura

Conversos, inquisitori e vescovi tra Spagna e Sicilia

Ivan Scinardo

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inquisitori

Seconda conferenza in streaming, con Fabrizio D’Avenia, dal titolo: Conversos, inquisitori e vescovi tra Spagna e Sicilia (secc. XV-XVII)

Nell’ambito delle attività in programma per il “Maggio di Seta”, l’Instituto Cervantes di Palermo presenta la seconda conferenza dal titolo “Conversos, inquisitori e vescovi tra Spagna e Sicilia (secc. XV-XVII)”, tenuta dal professore Fabrizio D’Avenia.

Giovedì 6 maggio, alle ore 17:00, D’Avenia, tratterà della vasta geografia della Monarchia spagnola degli Asburgo, ormai da tempo considerata uno spazio storiografico di grande interesse.

È qui che si incrociano fenomeni tanto di integrazione o esclusione di gruppi sociali e religiosi, come nel caso dei “conversos”, quanto di circolazione di prelati impegnati nel controllo delle istituzioni ecclesiastiche, come vescovi e inquisitori. 

La Sicilia fu parte integrante di questo “scambio” di gruppi e individui che, con il sostegno delle rispettive reti familiari e clientelari, contribuirono alla costruzione del composito e policentrico impero spagnolo.

Fabrizio D’Avenia

è professore associato di Storia del Cristianesimo e della Chiese presso il Dipartimento Culture e Società dell’Università degli Studi di Palermo. 

Suo attuale campo di ricerca è la storia religiosa e politico-ecclesiastica, su cui ha tra l’altro pubblicato la monografia La Chiesa del re. Monarchia e Papato nella Sicilia spagnola (secc. XVI-XVII) (Carocci, 2015). 

Dal 2013 è membro del Laboratorio de Estudios Judeoconversos dell’Universidad di Córdoba e nel 2018 è stato visiting professor presso l’Université Paris-Sorbonne e Directeur d’Etudes Associés della Fondation Maison des Sciences de l’Homme.

L’incontro, che si svolgerà in lingua italiana con traduzione simultanea in spagnolo, a partecipazione gratuita, sarà fruibile in streaming attraverso la piattaforma Zoom. 

Per iscriversi è necessario registrarsi al seguente link: https://forms.gle/etyv4T9nEEShXFuVA. La mattina stessa dell’incontro verranno inviate le indicazioni per connettersi. Si prega di registrarsi entro le ore 12.00 di giovedì 6 maggio.

Ufficio stampa Istituto Cervantes Palermo

Rosa Guttilla +39 333 77 60 130

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Cinema

La cultura darà un grande contributo alla ripresa del Paese

Ivan Scinardo

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La cultura “darà un grande contributo alla ripresa del Paese”, lo dice il ministro Franceschini, che sottolinea come nel piano che oggi il premier Draghi porterà in Parlamento ci sia una parte molto importante di risorse, nel complesso 6,675 miliardi di euro, una cosa che dimostra, sottolinea il ministro pd, “che l’attenzione di questo governo nei confronti della cultura è molto forte”.

Da interventi sugli attrattori culturali nelle città metropolitane, “ad una grande operazione di rilancio dei borghi- elenca – dall’intervento sulla sicurezza antisismica nei luoghi di culto alla digitalizzazione del patrimonio.

Un grande investimento

Un grande investimento sulla cultura”. L’obiettivo, fa notare Franceschini, è quello di incrementare il livello di attrattività del sistema culturale e turistico del Paese attraverso la modernizzazione delle infrastrutture, materiali e immateriali”. In particolare si tratta di 4,275 miliardi di euro a cui si sommano nel Fondo Complementare gli investimenti del Piano Strategico Grandi attrattori culturali, per 1,460 miliardi per 14 interventi. Si va dalle piattaforme e le strategie digitali per il patrimonio culturale, al miglioramento dell’efficienza energetica di cinema, teatri, musei.

La rigenerazione dei tanti piccoli borghi di cui è cosparsa l’italia, la messa in sicurezza delle chiese di torri e campanili con il Recovery Art.

L’industria del cinema

Dalla protezione e la valorizzazione del patrimonio rurale allo sviluppo della industria cinematografica con investimenti anche per Cinecittà e per il Centro sperimentale di cinematografia. Da piani di intervento per favorire la ripresa dei settori creativi a 14 interventi strategici per i “Grandi attrattori”, da Porto Vecchio di Trieste allo Stadio Franchi di Firenze , dal recupero dell’ex Complesso della Manifattura Tabacchi di Palermo dal Museo del Mediterraneo Waterfront a Reggio Calabria, dal restauro della Colombaia a Trapani al recupero del real Albergo dei Poveri a Napoli. (ANSA).

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