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In Tendenza

Cala ancora il numero dei pazienti in terapia intensiva

Enrico Alagna

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Mercoledì 15 Aprile, in Italia, si registrano 105.418 casi positivi da Coronavirus (+1127 rispetto a ieri), di cui 38.092 guariti (+962 rispetto a ieri) e 21.645 decessi (+ 578 rispetto a ieri).

Il numero di tamponi effettuati finora è pari a 1.073.488 (sono 26.779 quelli nuovi rispetto a ieri). Secondo l’ultimo bilancio, dei contagiati, 74.696 si trovano in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi (71%), 27.643 (-368 rispetto a ieri) sono ricoverati e di questi 3.079 sono in terapia intensiva (-107 rispetto a ieri). La conferenza stampa è stata presieduta, come di consueto, dal capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli.

La regione più colpita dalla pandemia di coronavirus resta di gran lunga la Lombardia, seguita da Emilia Romagna e Piemonte.

1.117.404 i tamponi totali effettuati sino ad ora (sono 43715 quelli nuovi rispetto a ieri).

In totale i casi in Italia sono 165.155, così suddivisi come emerge dalla tabella fornita dalla Protezione Civile:

 

 

Coronavirus in Italia, la mappa dei casi totali regione per regione:

Lombardia: 62.153

Emilia Romagna: 21.029

Piemonte: 18.229

Veneto: 14.624

Toscana: 7.666

Liguria: 5.936

Marche: 5.503

Lazio: 5.232

Campania: 3.807

Puglia: 3.184

Trento: 3.220

Friuli VG: 2.544

Sicilia: 2.535

Abruzzo: 2.274

Bolzano: 2.224

Umbria: 1.322

Sardegna: 1.161

Calabria: 971

Valle D’Aosta: 958

Basilicata: 320

Molise: 263

La situazione in Sicilia

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (mercoledì 15 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 39.867 (+1.990 rispetto a ieri).
Di questi sono risultati positivi 2.535 (+34), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.081 persone (+10), 273 sono guarite (+18) e 181 decedute (+6).

Degli attuali 2.081 positivi, 590 pazienti (-15) sono ricoverati – di cui 49 in terapia intensiva (-4) – mentre 1.491 (+25) sono in isolamento domiciliare.

 

In Sicilia avviato Screening con test sierologici

 

E’ quanto apprendiamo attraverso una nota della Regione Sicilia; uno screening epidemiologico attraverso i test sierologici per contrastare il contagio da Coronavirus. E’ quanto verrà messo in campo in Sicilia attraverso un’azione mirata sulla base del parere reso, nei giorni scorsi, dal Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid-19 nell’Isola. L’obiettivo del governo Musumeci è quello di monitorare l’andamento del contagio come avvenuto per altre epidemie.

«Pur ribadendo l’importanza del tampone rinofaringeo che resta, comunque, il principale strumento di rilevamento della malattia – sottolinea l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza – attraverso i test sierologici puntiamo ad un’azione su un campione significativo della popolazione che ci consentirà di osservare il fenomeno da una prospettiva più ampia».

I test sierologici, ritenuti complementari al tampone, così come indicato dal Comitato tecnico scientifico siciliano, verranno condotti su precise categorie: sul personale sanitario si effettueranno i test sierologici quantitativi, mentre per le persone che popolano le Rsa, le Cta, le Case di riposo, ad esempio, si procederà con i test sierologici qualitativi cioè con le card.

Nello screening epidemiologico, che la Regione condurrà attraverso la supervisione del dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico dell’assessorato alla Salute, sono previsti, infatti, test per le Forze dell’ordine, per gli uffici pubblici, la popolazione carceraria e comunque su una porzione significativa della cittadinanza siciliana.

(Fonte dati: Protezione Civile)

 

In Tendenza

Mix-Match vaccini: è una strategia vincente?

Enrico Alagna

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Da sabato 12 giugno 2021 tutte le persone under-60 vaccinate in prima dose con Vaxzevria (AstraZeneca) riceveranno, in seconda dose, un vaccino a mRNA tra Comirnaty (Pfizer-BioNTech) e mRNA-1273 (Moderna). A stabilirlo è stato il comitato tecnico scientifico del Governo istituito per affrontare l’emergenza pandemica. Una decisione presa in fretta dopo il decesso della giovane 18enne che nei giorni scorsi aveva ricevuto, in occasione di un open-day vaccinale (open-day rivolti ai giovani bocciati dalla stessa AIFA), il vaccino AstraZeneca.
Mi chiedo da medico se è stata questa una decisione dettata dalla saggezza, dalle poche evidenze scientifiche o semplicemente dalla paura? Ad un’analisi approfondita la situazione è molto chiara: se da un lato erano già note le possibili rare reazioni avverse, poco ancora (mi permetto di dire, in punta di piedi) sappiamo della stategia “mix and match” decisa dal CTS.
Ad oggi i vaccini per contrastare Covid-19 appartengono essenzialmente a due categorie: i vaccini a mRNA (Pfizer-BioNTech e Moderna) e quelli a vettore virale (AstraZeneca e Janssen). Sia quelli a mRNA sia quelli a vettore virale si sono dimostrati altamente efficaci nel prevenire le forme gravi di Covid-19. Eccetto che per il vaccino Janssen (monodose), Pfizer, Moderna, e AstraZeneca prevedono due dosi. Una strategia volta ad ottenere la miglior risposta del sistema immunitario.
Concludere il ciclo vaccinale è decisamente importante sopratutto con l’avvento delle nuove varianti emerse negli ultimi mesi. Se tutti i vaccini oggi in commercio si sono dimostrati efficaci, questo è vero quando il ciclo vaccinale viene portato a termine. Un esempio è l’efficacia contro la variante indiana: dopo una sola dose, l’efficacia del vaccino Pfizer Comirnaty e Vaxzevria (AstraZeneca) si attesta solo al 33%. Se però si effettua la seconda dose, l’efficacia torna a salire a livelli molto elevati, quasi comparabili a quelli ottenuti contro la variante inglese.
Un risultato importante che indica ancora una volta quanto sia fondamentale effettuare la prima vaccinazione e successivamente il richiamo vaccinale. Richiamo che però oggi, per coloro i quali hanno effettuato AstraZeneca o Vaxzevria, può essere effettuato con un vaccino differente rispetto alla prima dose.
L’idea di questa strategia mix and match non è affatto nuova, testata già contro HIV. La decisione di “mischiare” le dosi da parte dell’Italia segue quella di altre nazioni come Germania, Spagna, Francia, Danimarca, Norvegia e Canada. Decisone però non basata su solidi dati poiché è solo da poco tempo che si è iniziato a testare tale approccio.
Ad oggi gli studi più approfonditi che hanno indagato la strategia mix and match sono 3. In tutti, l’utilizzo di una prima dose AstraZeneca seguita da una dose Pfizer ha prodotto una robusta risposta immunitaria. Due di questi hanno inoltre registrato un risposta paragonabile a quella ottenuta con due dosi di Pfizer-BioNTech.
In particolare in uno studio realizzato in Germania il mix and match ha prodotto un livello di anticorpi neutralizzanti superiore di 10 volte a quello riscontrabile con il ciclo classico di AstraZeneca. Un dato che potrebbe tradursi in migliore protezione. Lo stesso studio, pare, abbia anche mostrato come l’approccio misto abbia portato a minori effetti collaterali.
Ciò non significa, però, che non ci siano incognite. Nelle prossime settimane sono attesi molti più dati di quelli ottenuti sino ad oggi. Diversi gruppi sono infatti al lavoro per trovare il giusto mix, perché non basta somministrare due dosi differenti.
Un’incognita è il fattore tempo. Un recente studio su The Lancet (non è topolino) ha mostrato come indipendentemente dall’ordine di somministrazione, se la distanza tra prima e seconda dose è di sole 4 settimane, il rischio di effetti collaterali è significativamente maggiore di chi riceve le due dosi dello stesso prodotto.
La strada è ancora lunga e le incognite non mancano. Solo i dati accumulati nel tempo potranno dirci se si tratta di una strategia vincente. Mai come oggi bisogna affidarsi alla scienza, mantenere una comunicazione pacata e non alimentare lo scetticismo.
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Cultura

Raccontare Sciascia, il libro di Campanella e Piscopo

Ivan Scinardo

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Il libro “Raccontare Sciascia” inedito e originale nel centario dalla nascita dello scrittore agrigentino

Un maestro con oltre 40 anni di attività didattica a favore dei più piccoli e un insegnante di lettere al liceo, accomunati dalle stesse origini,  hanno da poco pubblicato un  interessante saggio dal titolo: “Raccontare Sciascia”. 144 pagine, con l’introduzione dotta dello scrittore e giornalista Salvatore Ferlita, le splendide fotografie di Angelo Pitrone, accompagnano il lettore in un viaggio immersivo. Tante le pubblicazioni nel centenario della nascita di Leonardo Sciascia, ma questo libro, scritto con un linguaggio semplice e nello stesso tempo incisivo ha un’alta finalità pedagogica, in perfetta simbiosi con la formazione dei due autori. Gli autori lo scrivono chiaramente nella premessa che per “mantenere e alimentare il primato della scuola, dobbiamo educare i ragazzi a porre domande, a coltivare dubbi e curiosità, a studiare il passato per progettare un futuro migliore”.

Angelo Campanella e Giuseppe Maurizio Piscopo (nella foto), da sempre affascinati dal pensiero di uno dei più grandi intellettuali del novecento, hanno scritto a quattro mani questo volume con l’amore e la passione che ci può mettere una coppia di musicisti nel suonare insieme un pianoforte.

Il contesto storico

Sfogliando le prime pagine il  lettore è come se iniziasse un viaggio alla scoperta delle origini dello scrittore agrigentino, ne conosce il contesto attraverso i grandi temi come la mafia, la giustizia, la scuola, il cinema, il teatro e tanto altro che rientra nell’immensa produzione letteraria sciasciana.

I contributi di Lombardo e Nicastro

Campanella e Piscopo hanno raccolto spunti inediti, intervistando Giacomo Lombardo e Franco Nicastro; il primo fu uno degli alunni di Sciascia a Racalmuto nell’anno scolastico 1949/50, l’altro, affermato giornalista,  vicedirettore dello storico quotidiano “L’ora”, dichiara: “a Sciascia fu affidato un compito che ormai oggi si è perso nelle pratiche quotidiane  dei giornali, quello di portare la cultura in prima pagina”.

Sciascia e il cinema

Particolarmente interessante il capitolo dedicato al cinema; se è vero che la letteratura ha avuto da sempre un primato rispetto alla settima arte, perché  veniva identificata come la cultura, cioè la miglior forma di rappresentazione della coscienza di sé, dell’uomo e della società, dall’altro il cinema ha dovuto faticare non poco, in quel periodo, combinando  suono e immagini, come ci ricordava lo storico del cinema Lino Miccichè per stare al passo con la scrittura drammaturgica. Gli autori mettono in parallelo Sciascia con Tornatore, stessa passione per il grande schermo e amore per le storie tipiche del neorealismo. Bellissima la citazione riportata: “Ai registi che traggono dei film da alcuni miei libri, mi viene da dire: ma perché fate una sceneggiatura, non vedete che il libro è già sceneggiato?”

Le fotografie di Angelo Pitrone

L’inserto in bianco e nero delle foto di Pitrone arricchisce questa perla libraria e nelle pagine finali lo spartito e il qr code con una landing page su Youtube, rimandano all’ascolto in cuffia del “Tema di Regalpetra”, composizione inedita alla fisarmonica del maestro Piscopo   che, come in un film, accompagna il lettore a immaginare la sua personalissima colonna sonora.

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Cultura

Legalità e fratellanza il ricordo di Mattarella e Di Matteo

Giuseppe Adernò

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LEGALITA’ E FRATELLANZA,  Il CCR di Piano Tavola ricorda di Piersanti Mattarella e Giuseppe Di Matteo Noemi Salinaro nuova ambasciatrice

Il progetto legalità promosso dall’assessorato all’Istruzione del Comune di Belpasso nella ricorrenza del 23 maggio ha coinvolto le tre istituzioni scolastiche del territorio.

L’Istituto comprensivo “Giovanni Paolo II” di Piano Tavola è sito in Via Piersanti Mattarella ed il Consiglio Comunale dei Ragazzi con il sindaco Giovanni Strozzi si è fatto promotore di una ricerca storica degli eventi del 1980 per meglio conoscere Piersanti Mattarella e nello stesso tempo rendere omaggio al fratello Sergio, Presidente della Repubblica che conclude il settennato di servizio alla Nazione.

Noemi Salinaro, nuova ambasciatrice

I ragazzi, anche con la proiezione d’immagini hanno fatto rivivere quel particolare momento storico ed ora quel nome della via della scuola, non è una semplice scritta sulla targa segnaletica, ma il ricordo del presidente della Regione vittima della violenza mafiosa. Egli ha insegnato che: La mafia teme la scuola più della giustizia. L’istruzione toglie erba sotto i piedi alla cultura mafiosa” ed è stata questa la citazione ricorrente nei commenti dei ragazzi.

Alla Giornata dedicata alla Legalità e alla lotta alla mafia hanno partecipato l’assessore Fiorella Vadalà, la Presidente del Consiglio Comunale Patrizia Vinci, il consigliere (ed ex assessore alla Pubblica istruzione) Graziella Manitta, il consigliere Gaetano Campisi e Alfio Platania, grande attivista antimafia.  E’ intervenuto attraverso un video messaggio anche il Presidente del Parlamento della legalità, Nicolò Mannino consegnando ai ragazzi un messaggio d’impegno nella difesa dei valori della fratellanza, ai quali fa riferimento l’Ambasciata dell’Istituto e, complimentandosi con l’ambasciatore uscente Domenico Consolo di terza media, ha salutato calorosamente la nuova Ambasciatrice della Fratellanza, Noemi Salinnaro della classe I C.

Domenico Consolo, ambasciatore uscente

Dai ragazzi della classe IC è stata raccontata la storia del piccolo Giuseppe Di Matteo e gli alunni hanno espresso pensieri e sentimenti in risposta al gesto crudele.

A chiusura del progetto legalità, il rinnovato Consiglio dei ragazzi con Aurora Vassallo, sindaco, si prepara alla cerimonia di giuramento che si volgerà il 25 maggio.

All’iniziativa, promossa dalle insegnanti Pinella Scuderi e Rosa Maria Falà è intervenuto anche l’imprenditore Salvatore Fiore, il quale ha raccontato la sua ventennale avventura di estorsioni e la riconquistata libertà dopo aver trovato la forza di denunciare gli estortori.

Un plauso ai ragazzi del CCR è stato rivolto dal preside Giuseppe Adernò coordinatore dei Consigli comunali dei ragazzi che operano insieme alle Ambasciate del Parlamento della Legalità e come diceva Giorgio La Pira “i giovani sono come le rondini, annunciano la primavera”

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