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Emergenza coronavirus: governo chiude le discoteche

Enrico Alagna

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Gli oltre 600 contagi di ieri, la crescita costante dei numeri, i ragazzi ricoverati in condizioni severe spaventano il governo. Che ha deciso di non aspettare oltre. E, nella riunione con i governatori convocata dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, ha chiesto di chiudere da domani discoteche e qualsiasi luogo dove si tengono serate danzanti, dalle sale da ballo ai lidi.

Qui il testo integrale dell’ordinanzadiscoteche

 

Il governo fa venire meno la deroga al Dpcm che ha finora consentito ai presidenti di Regione di aprire le discoteche. Non solo: a preoccupare è in generale tutta la movida, luoghi di ritrovo, piazze, locali. Per questo il governo intende imporre l’obbligo di mascherina all’aperto in qualsiasi luogo dove possono formarsi assembramenti, dalle 18 alle 6 del mattino.

La decisione entrerà in vigore da domani e chiude una polemica durissima sul mancato rispetto del distanziamento sociale nei luoghi della movida dei giovani.

Cinema

Premio Ermanno Olmi – 3ª edizione La serata di premiazione

Ivan Scinardo

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La serata finale della terza edizione del Premio Ermanno Olmi, destinato a promuovere e valorizzare i cortometraggi di giovani registi, si svolgerà il 2 dicembre in Auditorium di Piazza Libertà a Bergamo a partire dalle 19.30.

Durante al serata saranno proiettate le 4 opere finaliste del concorso e la giuria, composta da Emanuela Martini (critico cinematografico), Annamaria Materazzini (Bergamo Film Meeting Onlus), Cecilia Valmarana (responsabile RaiMovie), Giuseppe Previtali (docente di cinema presso l’Università degli Studi di Bergamo) e Sara Luraschi (regista) assegnerà il Premio Ermanno Olmi e la menzione speciale all’opera più significativa che riflette sulla necessità di salvaguardare la Terra, tema oggi attualissimo e sempre caro al regista, che lo ha celebrato anche nel cortometraggio Il Pianeta che ci ospita, presentato in occasione di Expo 2015.

Alle 21.15 il Maestro Ermanno Olmi verrà omaggiato con la proiezione del film Il tempo si è fermato nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna, lungometraggio di esordio dell’allora ventottenne regista bergamasco costruito sui piccoli fatti quotidiani, sui gesti, i sorrisi, le mezze frasi, e sul difficile rapporto tra l’uomo e la montagna, e premiato nel 1959 con la Gondola d’oro alla X Mostra Internazionale del film documentario di Venezia.

I finalisti della terza edizione del Premio Ermanno Olmi

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In Evidenza

Il cavaliere sole di Franco Scaldati riscalda i cuori

Ivan Scinardo

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“Il teatro è una forma d’arte che obbliga l’uomo a vivere, incontrarsi e scontrarsi”. Questa frase emerge spesso negli scritti di Franco Scaldati, il drammaturgo palermitano, originario di Montelepre, il cui pensiero continua a essere oggetto di studio in ambito internazionale. Il teatro Biondo di Palermo, dove per lui tutto ebbe inizio, con la messa in scena di un testo di Luigi Capuana, gli dedica la prima nazionale de: “Il cavaliere sole”, opera che iniziò a scrivere nel 1976 assieme a: Il pozzo dei pazzi, Lucio e Manu mancusa. C’è un mondo underground che parla alla pancia di Palermo, in questa opera pensata prima della pandemia, durante una serie di incontri tra il costumista e scenografo Enzo Venezia e quell’eclettico artista, poliedrico che è Mario Incudine, ormai consacrato agli onori più grandi. È lui a firmare le musiche di questo spettacolo che ha definito una fiaba musicale. E a giudicare dall’affiatamento dei musicisti in scena, a cominciare dal suo inseparabile fisarmonicista, Antonio Vasta, al violoncellista dalla voce possente Salvatore Clemente, all’etnomusicologo e polistrumentista Michele Piccione, sembra davvero di vivere in un musical, ma non lo è.  Si muovono su una scena scarna, con piattaforme che scorrono lungo binari invisibili, con i loro strumenti creano atmosfere fantastiche, assist necessario per straordinari attori, vanto e orgoglio di questa città. La regista Cinzia Maccagnano, formatasi in quella straordinaria fucina dell’istituto nazionale del dramma antico di Siracusa, fondato da Giusto Monaco ha scelto con saggezza ruoli e personaggi, che incarnano il mondo dei reietti, degli emarginati, tanto cari a Scaldati. La presenza di Ezio Trapani che cura l’assistenza alla produzione, prima e alla fine dello spettacolo, fra il pubblico che esce soddisfatto, è il segnale che anche lui, considerato fra i saggi storici della cultura teatrale palermitana, ha saputo dare i giusti suggerimenti sul casting. E se c’è un plauso per la sua performance che arriva dopo un complicato periodo di malattia va al cavaliere sole, il padre dei cabarettisti palermitani, Gino Carista. Il ruolo sembra davvero cucito addosso, con la sua aria strampalata, tipica dei tanti nonnini che riempiono le nostre famiglie, con i loro vuoti di memoria ma assolutamente divertenti; e a proposito di cucito, Scaldati era di umili origini e per vivere lavorava nei sotterranei delle sartorie teatrali, a contatto con tutti i generi di artisti, che non ebbero dubbi nel chiamarlo proprio “il sarto”. Incudine sa incarnarlo magistralmente sulla scena, quando guida divertenti siparietti, con ago e filo nei panni di “Angiluzzo”. Ottima anche l’interpretazione a suo fianco di Serena Barone nel triplice ruolo di: Lucia, Delicata e della vecchia. L’altra presenza femminile sulla scena è Egle Mazzamuto. Tris d’assi con Paride Benassai (Settimo), Antonio Pandolfo (Bartolo) e Salvo Piparo (Giovanni). Vederli insieme è una goduria che investe tutti i sensi e fa rievocare ancestrali ricordi legati ai cunti popolari. Un merito va ache alla direttrice del Biondo, Pamela Villoresi, nell’avere fortemente voluto produrre questo spettacolo, in larga parte in dialetto palermitano, per qualcuno incomprensibile, per il racconto di proverbi frutto della saggezza popolare, che sono il cavallo di battaglia della carriera professionale dei tre attori.  “Il viaggio nel mondo di Scaldati è per me un sogno senza sonno, spiega la regista Cinzia Maccagnano, dove conduco, e sono condotta, in uno scambio continuo con la compagnia di attori palermitani che lo hanno conosciuto e vissuto. Il Cavaliere Sole è un testo che si può comprendere solo sulla scena, agito; parla dal profondo al profondo, è poetico e profetico. Il desiderio è quello di restituire una visione onirica, in cui le cose appaiono e scompaiono, come nei sogni, come nel teatro. Il quartiere popolare diventa allora un luogo mitico nel quale il racconto crea mondi in cui credere ed esistere: il racconto fa esistere tutto”. Oggi ultimo giorno di replica.

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Eventi

“Sciarpe rosse. Il dovere di cambiare”

Ivan Scinardo

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Si è tenuta stamattina nell’aula Magna “Vincenzo Li Donni” del Dipartimento di Scienze Economiche, dell’Università di Palermo, l’incontro “Sciarpe rosse. Il dovere di cambiare” organizzato, in collaborazione con la Polizia di Stato, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Dopo il saluto del Rettore dell’Università degli Studi di Palermo Massimo Midiri, ha preso la parola il Questore Leopoldo Laricchia, che ha voluto ricordare le tutele per le vittime ei procedimenti penali per chi abusa. Interessante l’intervento della Prorettrice all’Inclusione, Pari Opportunità e Politiche di Genere Beatrice Pasciuta, le ha fatto eco il professore Gioacchino Lavanco, Direttore del Dipartimento di psicologia, promotore dell’iniziativa. Ha concluso Licia Adalgisa Callari, docente di Letteratura Teatrale Italiana, organizzatrice dell’audiovisivo presentato in anteprima dal titolo: “Sciarpe rosse. Il dovere di cambiare”, realizzato dal Dipartimento SPPEFF-Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio Fisico e della Formazione, per la  regia di Ruben Monterosso. Al termine della manifestazione è stato inaugurato il murale “Di rose e d’amor fendente” opera dell’artista Daniela Balsamo. La Polizia di Stato ha partecipato con il camper con una équipe di operatori specializzati che hanno fornito informazioni alla comunità studentesca.

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